“L’arte di scrivere lettere con LaTeX”

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  • #27390
    lorenzo.pantieri
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      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Lettere.pdf

      Carissimi,

      in questo breve articolo (praticamente commissionatomi da Tommaso “illinguista1972”) vengono presentati alcuni strumenti messi a disposizione da LaTeX per scrivere una lettera. Sono esaminate la classe standard letter e la classe letteracdp, ne vengono presentate le opzioni fondamentali e sono forniti alcuni esempi.

      Scrivendo l’articolo, ho esaminato anche la classe akletter e l’esempio di lettera fornito assieme a moderncv, ma ho deciso di non farne menzione, perché non mi sembrano valide alternative, né dal punto di vista del risultato tipografico né da quello della “pulizia” del codice. In particolare, la classe akletter è pensata per gli utenti anglosassoni, tedeschi e francesi, ma non italiani. Quanto all’esempio fornito con moderncv, si tratta semplicemente di un riadattamento (forse nemmeno tanto ben riuscito) della classe article.

      Non è escluso che questo articolo possa trovare posto in futuro nell’”Arte di scrivere con LaTeX” o in un altro manuale (ancora in gran parte da scrivere…), basato sull’”Arte”, ma più enciclopedico.

      Che ne pensate?

      A presto,
      Lorenzo Pantieri

      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html

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      • #27391
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        http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Lettere.pdf

        Carissimi,

        in questo breve articolo (praticamente commissionatomi da Tommaso “illinguista1972”) vengono presentati alcuni strumenti messi a disposizione da LaTeX per scrivere una lettera. Sono esaminate la classe standard letter e la classe letteracdp, ne vengono presentate le opzioni fondamentali e sono forniti alcuni esempi.

        Scrivendo l’articolo, ho esaminato anche la classe akletter e l’esempio di lettera fornito assieme a moderncv, ma ho deciso di non farne menzione, perché non mi sembrano valide alternative, né dal punto di vista del risultato tipografico né da quello della “pulizia” del codice. In particolare, la classe akletter è pensata per gli utenti anglosassoni, tedeschi e francesi, ma non italiani. Quanto all’esempio fornito con moderncv, si tratta semplicemente di un riadattamento (forse nemmeno tanto ben riuscito) della classe article.

        Non è escluso che questo articolo possa trovare posto in futuro nell’”Arte di scrivere con LaTeX” o in un altro manuale (ancora in gran parte da scrivere…), basato sull’”Arte”, ma più enciclopedico.

        Che ne pensate?

        A presto,
        Lorenzo Pantieri

        http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html

        …Che sei un vulcano di idee! 😀
        Mi sembra un buon inizio e, se ho imparato a conoscerti un po’, sono certa che lo aggiornerai per mantenerlo al passo con i LaTeX-tempi… 😉
        GRAZIE per il tuo ennesimo prezioso contributo!

        Ciao.
        r.

      • #27392
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        Ma stai scherzando?

        Sono lusingatissimo per quello che hai fatto!!! Appena torno da scuola leggerò immediatamente il tuo lavoro e ti darò la mia impressione.

        Grazie, di cuore, non ho davvero parole… 😳

        Tommaso

      • #27393
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        Allora, Lorenzo,
        ho letto il tuo lavoro in un’ora buca a scuola, e mi sembra davvero egregio.

        Ottima l’idea di dedicare spazio anche alla classe letteracdp, che nel web trova accenni ma non una sistemazione organica.

        Ho trovato molto utile, ed è quello che spesso, a mio modestissimo avviso, manca nelle guide per “rendersi conto” di che razza di bestia è LaTeX, poter vedere davvero le due realizzazioni finite, con tutti i possibili optional. Credo che quest’ultimo fatto, abituati come siamo a software di composizione sincrona (io me ne sto lentamente staccando 😀 ), possa essere una delle per far accostare quante più persone possibile a questo meraviglioso sistema di composizione.

        Mi chiedo se, caricando magari qualche font diverso dai CM e usando \address{…} di letteracdp, e una carta carina in stampante, si possa creare della carta intestata con una parvenza di dignità. Io credo di sì.

        Mi unisco, dunque, al coro di ringraziamenti di Rosaria.

        Grazie! Grazie! Grazie!

        Tommaso

      • #27394
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        Perdonatemi la svista! 😳

        Leggete:

        possa essere una delle molle per far accostare quante più persone possibile a questo meraviglioso sistema di composizione.

        al posto di:

        possa essere una delle per far accostare quante più persone possibile a questo meraviglioso sistema di composizione.

        A presto

        Tommaso

      • #27395
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        Scusa, Lorenzo,
        ma da dove posso scaricare la classe letteracdp? E di quali files ho bisogno? :mrgreen:
        Non mi sembra che sia compresa in MikTeX…

        Ciao

        Tommaso

      • #27396
        lorenzo.pantieri
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          Scusa, Lorenzo,
          ma da dove posso scaricare la classe letteracdp? E di quali files ho bisogno? :mrgreen:
          Non mi sembra che sia compresa in MikTeX…

          Ringrazio Rosaria e Tommaso dei… ringraziamenti. 😳

          La classe letteracdp fa parte di un bundle:
          http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/cdpbundl/
          L’ho indicato nei riferimenti bibliografici, ma adesso lo aggiungo anche in nota, così è più chiaro.

          La carta intestata? La classe akletter lo fa, ma come ti dicevo, non è adatta per gli utenti italiani. Ci guarderò: se trovi qualcosa tu, fammi sapere!

          Ciao,
          L.

        • #27397
          lorenzo.pantieri
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            La classe letteracdp fa parte di un bundle. L’ho indicato nei riferimenti bibliografici, ma adesso lo aggiungo anche in nota, così è più chiaro.

            Ho appena aggiornato il documento, rivedendo anche i riferimenti bibliografici.

            Ciao,
            L.

          • #27398
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            Cari tutti,
            comunico che sulla mia versione di MikTeX, la 2.7, è stato sufficiente indicare nel preambolo

            `\documentclass[opzioni]{letteracdp}`

            per ottenere una lettera in stile italiano, come descritto da Lorenzo. Non è stato necessario scaricare il bundle.

            Ho apprestato due modelli generali, l’uno in stile americano, l’altro in stile nostrano, e debbo dire che la possibilità di rientrare il testo in letteracdp non è cosa da poco.
            Il risultato è più elegante, semplicemente.

            Per mio gusto personale, ho trovato che se il testo della lettera è troppo breve, è buona cosa inserire uno spazio, che ho scritto con \vspace{valore} dopo \opening e prima di \closing, in modo che la gabbia di testo riempia un po’ tutto il foglio.

            Una cosa: se in \address io volessi inserire come mio dato la mia e-mail, il comando \url non viene riconosciuto in letteracdp, perché dà un errore del tipo: “comando url applicato a un argomento mobile?” (cito a memoria). Lo stesso comando funziona invece in letter (naturalmente, nel preambolo si carica il pacchetto omonimo… 😀 ).

            La classe letter permette anche di scrivere gli indirizzi di mittente e destinatario sulle buste, che non è da poco. Mi sembra di ricordare che la guida (un po’ datata) di Fleck riporti un codice d’esempio.

            A presto,

            Tommaso

          • #27399
            lorenzo.pantieri
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              comunico che sulla mia versione di MikTeX, la 2.7, è stato sufficiente indicare nel preambolo
              `\documentclass[opzioni]{letteracdp}`
              per ottenere una lettera in stile italiano, come descritto da Lorenzo. Non è stato necessario scaricare il bundle.

              Vero. Il bundle è compreso sia nella distribuzione completa di MiKTeX sia nella TeX Live.

              Una cosa: se in \address io volessi inserire come mio dato la mia e-mail, il comando \url non viene riconosciuto in letteracdp, perché dà un errore del tipo: “comando url applicato a un argomento mobile?” (cito a memoria). Lo stesso comando funziona invece in letter (naturalmente, nel preambolo si carica il pacchetto omonimo…

              Carica (per ultimo) hyperref, definisci l’apposito comando \mail che ho riportato nell’”Arte” e usalo come trovi lì indicato: funziona sia nella classe letter sia nella classe latteracdp. In altre parole, si fa come in tutte le altre classi!

              La classe letter permette anche di scrivere gli indirizzi di mittente e destinatario sulle buste, che non è da poco. Mi sembra di ricordare che la guida (un po’ datata) di Fleck riporti un codice d’esempio.

              Non ho trovato niente la riguardo, ma ho cercato sommariamente: adesso approfondisco.

              Ciao,
              L.

            • #27400
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              Forse non era nella guida di Fleck, infatti… 😳

              Ma sono certo che in una delle n guide che ho a casa, qualcosa al riguardo c’è.

              Guardo e ti so dire.

              Ciao

              Tommaso

            • #27401
              lorenzo.pantieri
              Partecipante
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                Forse non era nella guida di Fleck, infatti… 😳

                Ma sono certo che in una delle n guide che ho a casa, qualcosa al riguardo c’è.

                Guardo e ti so dire.

                Come ti dicevo, ho trovato qualcosa solo nella classe akletter (un comando come \makelabels, o qualcosa del genere), ma quella classe non mi convince.

                Fammi sapere! 😉

                Ciao,
                L.

              • #27402
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                Sapevo che c’era qualcosa, però credo che sia un mero succedaneo di una funzione specifica per stampare indirizzi sulle buste che forse non esiste. La classe letteracdp, comunque, è una vera miniera di prelibatezze. Ho compilato i vari .tex dell’autore, e le cose che si possono fare sono veramente molte. Qui sotto il link.

                Tommaso

                http://en.wikibooks.org/wiki/LaTeX/Letters

              • #27403
                lorenzo.pantieri
                Partecipante
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                  Ciao a tutti. Mi scrive Gustavo Mezzetti (che ringrazio):

                  […] Ti segnalo una minuscola inesattezza a pag. 5: la sequenza di controllo \ps, che introduce un post scriptum, è una dichiarazione, non un comando con un argomento. L’uso corretto non è
                  `\ps{P.S. Qui ci va un eventuale post scriptum.}`
                  bensì
                  `\ps
                  P.S. Qui ci va un eventuale post scriptum.
                  `
                  Inoltre, è anche disponibile il comando \PS, il quale emette una dichiarazione \ps e inizia il post scriptum con il contenuto del suo unico argomento; tale argomento è opzionale e il suo valore di default è “\PSname”, che, se non ridefinito dall’utente, si espande in “P.S.” Il modo veramente corretto di scrivere l’esempio precedente è dunque
                  `\PS
                  Qui ci va un eventuale post scriptum.`
                  Posso anche scrivere
                  `\PS[N.B.]
                  Questo \emph{post-scriptum} sarà preceduto dalla scritta “N.B.''.`

                  Perché mai fare così, ti starai chiedendo; cioè, qual è l’utilità di prevedere un argomento opzionale nel quale inserire l’inizio del poscritto. Ebbene, l’aver programmato questo comportamento è uno dei tanti indici della mia attitudine maniacale: lo spazio (insecabile) che il comando \PS inserisce tra il suo argomento opzionale e il testo del poscritto è stabilito dalla classe!

                  Ci sarebbe poi anche un altro punto: in generale, io tendo a non usare mai il comando \encl per gli allegati, perché esso può distruggere una caratteristica fine della stampa prodotta dalla classe, e cioè l’allineamento al multiplo intero di mezza riga. Non sto qui a a entrare nei dettagli (posso farlo, naturlmente, se me lo chiedi), dirò solo che ho riposto grande cura, in quasi tutto il codice della classe, a regolare finemente la “interline glue” in modo che le righe di testo siano il più possibile allineate a multipli interi di esattamente 6pt (per l’opzione 10pt). Il comando \encl è uno dei pochi posti in cui questo non è stato fatto, non so neanch’io perché. Invece, le liste di allegati prodotte con l’ambiente enclosures rispettano l’allineamento al multiplo intero di mezza riga.

                  Ho appena aggiornato il lavoro, sulle base delle indicazioni di Gustavo. Ho rivisto l’esempio con letteracdp e riassunto al massimo il tutto.

                  http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Lettere.pdf

                  Si noti che per scrivere il poscritto e per specificare degli allegati si usano rispettivamente la dichiarazione \PS e l’ambiente enclosures.

                  Ciao,
                  L.

                • #27404
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                  [/quote] …
                  Scrivendo l’articolo, ho esaminato anche la classe akletter e l’esempio di lettera fornito assieme a moderncv, ma ho deciso di non farne menzione, perché non mi sembrano valide alternative, né dal punto di vista del risultato tipografico né da quello della “pulizia” del codice. In particolare, la classe akletter è pensata per gli utenti anglosassoni, tedeschi e francesi, ma non italiani. Quanto all’esempio fornito con moderncv, si tratta semplicemente di un riadattamento (forse nemmeno tanto ben riuscito) della classe article.

                  A presto,
                  Lorenzo Pantieri
                  [/quote]

                  Ho utilizzato recentemente la classe scrlttr2 compresa nei Koma-script e non mi sembra male. E’ molto personalizzabile e flessibile. Tu cosa ne pensi?
                  Mimmo

                • #27405
                  OldClaudio
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                    Lorenzo,
                    certo anche LaTeX può essere usato per scrivere lettere; mi sono fatto una classe apposta anch’io, ma ho cercato di non mettere quasi nessun comando di formattazione, lasciando gli utenti, per lo più me stesso, liberi di decidere come fare; In fondo le lettere vanno sempre personalizzate, quindi sarebbe un vero disastro se fossero tutte con lo stesso stile…. tranne le lettere in burocatese, per le quali qualunque classe va bene, al limite anche la classe “minimal”, perché tanto non meritano tanta attenzione.

                    La classe che avevo disposto per me stesso quando ero in servizio, quando non usavo Word nemmeno per il burocratese, aveva un certo numero di “bells and wistles” come dicono gli anglosassoni. Provvedeva a stampare (in nero, invece che in blu, perché avevo una laser che stampava solo in nero) anche tutte le scritte orizzontali e verticali della carta intestata standard del Poli; un rettore di molti anni fa aveva incaricato l’ufficio di Comunicazione e Immagine, di redigere delle norme affinché tutta la corrispondenza su carta intestata che fosse uscita dal Poli avesse lo stesso stile; ogni dipartimento doveva adeguarsi; gettare la carta intestata “di fantasia” di cui disponeva e procurarsi la carta intestata standard.

                    Fin qui non era una cosa difficile; però si trattava di usare solo font Type 1, o comunque continuamente scalabili, per le intestazioni in orizzontale e in verticale, perché bisognava rispettare certe dimensioni precise in orizzontale e in verticale; rispettare una gabbia adeguata per non sovrascirvere le intestazioni, e simili giochetti. Quello però che avevo fatto, e che il template di Word distribuito a tutti i dipendenti non faceva e forse non poteva fare, era di scrivere l’indirizzo del destinatario dentro un rettangolo virtuale, in modo che piegando in tre il foglio A4, l’indirizzo apparisse esattamente centrato attraverso la finestrella trasparente della busta.

                    L’unica cosa che non avevo fatto, ma per me stesso la cosa non era importante, non avevo tracciato le due lineette orizzontali sul margine alla distanza esatta di 99mm dall’alto e rispettivamente dal basso del foglio in modo da marcare con precisione il punto della piegatura in tre del foglio da imbustare.

                    Questo genere di giochetti manca da quasi tutte le classi; tra l’altro vedo che non hai trattato la classe del pacchetto KOMAscript; quella è la classe, di stile più europeo, che forse si avvicina di più al fatto che le lettere commerciali/burocratiche si spediscono in buste di certi formati, con la finestrella, e che quindi il destinatario deve venire scritto al posto giusto.

                    In tema di burocratese non obbietto sul fatto che tu abbia esemplificato le due lettere scrivendo “Egregio Prof. XYZ”, perché quella P maiuscola fa parte del burocratese, come anche le altre forme di piaggeria burocratica del tipo “RingraziandoLa per l’attenzione prestatami,…”, Non parliamo poi dei vari “V/s” e” N/s” al posto di “vostri” e “nostri”. Se si volesse fare una raccolta di orrori, le lettere commerciali e burocratiche sarebbero una fonte inesauribile; ultimamente in un preventivo per rifare un porta ho letto “la porta ex nova“… dove si vede la creatività del burocratese/commercialese anche con il latino!

                    Concludendo, il tuo articoletto è molto bello; fatto e scritto benissimo come è tua abitudine; credo che un cenno alla classe scrlettr non sarebbe fuori luogo; non so invece se non sarebbe il caso, magari con l’aiuto di Tommaso, di scrivere qualcosa sulla prosa necessaria per scrivere delle belle lettere, per le quali non basta un bell’aspetto tipografico…

                  • #27406
                    lorenzo.pantieri
                    Partecipante
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                      Caro Claudio, grazie per i consigli e per le indicazioni. La scrittura “Egregio Prof.” è brutta: “prof.” va sicuramente in minuscolo, a anche “egregio” è un po’ burocratico. Anche se lì mi piace il gioco di parole con “Enrico Gregorio”/egreg9.

                      Apena ho un secondo cambio quel “Prof.” in “prof”. Appena avrò un po’ si tempo darò anche un’occhiata alla classe letter di KOMA (che conosco solo di nome).

                      Quanto alle indicazioni stilistiche, giro la richiesta a Tommaso! 🙂

                      Ciao,
                      L.

                    • #27407
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                      Ho già in mente una cosa, appena un altro grosso lavoro sarà finito 😉

                      Ciao
                      Tommaso

                    • #27408
                      OldClaudio
                      Partecipante
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                        Lorenzo, Tommaso,
                        la classe scrlttr2 del pacchetto Koma-script rende obsoleta la precedente classe scrlettr, ma ne prevede una opzione di quasi compatibilità. Il capitolo 6 della scrguien.pdf in …/texmf-distr/doc/latex/komas-scr/ è tutto dedicato alla composizione delle lettere. Ovviamente, essendo la classe creata da un tedesco, le opzioni di classe prevedono un modello conforme alle norme DIN; per altro ci sono altre opzioni frutto del contributo di altri utenti che hanno fornito modelli confermi a certe norme francesi, alle norme svizzere e a diverse norme giapponesi.
                        È un po’ che non controllo le norme UNI, ma non ricordo di avere mai visto norme che riguardino le lettere in Italia. Può darsi che esistano, ma proprio non lo so.
                        Ecco: la classe scrlttr2 a me sembra la più ricca di personalizzazioni di tutte le classi che ho trovato; usando un file .lco da richiamare come opzione alla classe è possibile configurarsi la propria installazione in modo che loco, indirizzo istituzionale, testata, piedino, eccetera siano configurati una volta per tutti al punto di potersene dimenticare; Come avevo fatto io, la classe prevede l’indirizzo del destinatario in posizione adatta ad essere letto nella finestra della busta; esistono diverse opzioni per i vari tipi di buste normalizzate con finestrelle inserite in posizioni diverse.
                        Lorenzo, dovresti leggere la documentazione e provarla, se non altro perché il tuo articolo diventi più completo e fornisca informazioni ancora più avanzate al lettore interessato a scrivere lettere.
                        Tommaso, appena hai finito il grosso lavoro, ricordati dell’articolo “Come si scrive una lettera”; Per quanto sia completa la classe scrlttr2, secondo me il punto importante è proprio quello di imparare a scrivere lettere con un linguaggio anche formale, se è necessario, ma corretto da un punto di vista sintattico-grammaticale, dal punto di vista del mantenimento del registro giusto, che sia adeguato a chi riceve la lettera, che non sbrodoli fuori tema divagando su cose che non c’entrano per niente con lo scopo della lettera, eccetera.

                      • #27409
                        Stemby
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                          Bello, complimenti!

                          Non sarebbe male anche aggiungere un paragrafino sull’uso di csvtools per realizzare la cosiddetta (su altri lidi) “stampa unione”.

                          http://theoval.cmp.uea.ac.uk/~nlct/latex/admin/admin.html

                          Ciao!

                          EDIT:
                          Ho appena scoperto che csvtools è stato rimpiazzato da datatool.

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