Re: “L’arte di scrivere lettere con LaTeX”

#27405
OldClaudio
Partecipante
    Up
    0
    Down
    ::


    Lorenzo,
    certo anche LaTeX può essere usato per scrivere lettere; mi sono fatto una classe apposta anch’io, ma ho cercato di non mettere quasi nessun comando di formattazione, lasciando gli utenti, per lo più me stesso, liberi di decidere come fare; In fondo le lettere vanno sempre personalizzate, quindi sarebbe un vero disastro se fossero tutte con lo stesso stile…. tranne le lettere in burocatese, per le quali qualunque classe va bene, al limite anche la classe “minimal”, perché tanto non meritano tanta attenzione.

    La classe che avevo disposto per me stesso quando ero in servizio, quando non usavo Word nemmeno per il burocratese, aveva un certo numero di “bells and wistles” come dicono gli anglosassoni. Provvedeva a stampare (in nero, invece che in blu, perché avevo una laser che stampava solo in nero) anche tutte le scritte orizzontali e verticali della carta intestata standard del Poli; un rettore di molti anni fa aveva incaricato l’ufficio di Comunicazione e Immagine, di redigere delle norme affinché tutta la corrispondenza su carta intestata che fosse uscita dal Poli avesse lo stesso stile; ogni dipartimento doveva adeguarsi; gettare la carta intestata “di fantasia” di cui disponeva e procurarsi la carta intestata standard.

    Fin qui non era una cosa difficile; però si trattava di usare solo font Type 1, o comunque continuamente scalabili, per le intestazioni in orizzontale e in verticale, perché bisognava rispettare certe dimensioni precise in orizzontale e in verticale; rispettare una gabbia adeguata per non sovrascirvere le intestazioni, e simili giochetti. Quello però che avevo fatto, e che il template di Word distribuito a tutti i dipendenti non faceva e forse non poteva fare, era di scrivere l’indirizzo del destinatario dentro un rettangolo virtuale, in modo che piegando in tre il foglio A4, l’indirizzo apparisse esattamente centrato attraverso la finestrella trasparente della busta.

    L’unica cosa che non avevo fatto, ma per me stesso la cosa non era importante, non avevo tracciato le due lineette orizzontali sul margine alla distanza esatta di 99mm dall’alto e rispettivamente dal basso del foglio in modo da marcare con precisione il punto della piegatura in tre del foglio da imbustare.

    Questo genere di giochetti manca da quasi tutte le classi; tra l’altro vedo che non hai trattato la classe del pacchetto KOMAscript; quella è la classe, di stile più europeo, che forse si avvicina di più al fatto che le lettere commerciali/burocratiche si spediscono in buste di certi formati, con la finestrella, e che quindi il destinatario deve venire scritto al posto giusto.

    In tema di burocratese non obbietto sul fatto che tu abbia esemplificato le due lettere scrivendo “Egregio Prof. XYZ”, perché quella P maiuscola fa parte del burocratese, come anche le altre forme di piaggeria burocratica del tipo “RingraziandoLa per l’attenzione prestatami,…”, Non parliamo poi dei vari “V/s” e” N/s” al posto di “vostri” e “nostri”. Se si volesse fare una raccolta di orrori, le lettere commerciali e burocratiche sarebbero una fonte inesauribile; ultimamente in un preventivo per rifare un porta ho letto “la porta ex nova“… dove si vede la creatività del burocratese/commercialese anche con il latino!

    Concludendo, il tuo articoletto è molto bello; fatto e scritto benissimo come è tua abitudine; credo che un cenno alla classe scrlettr non sarebbe fuori luogo; non so invece se non sarebbe il caso, magari con l’aiuto di Tommaso, di scrivere qualcosa sulla prosa necessaria per scrivere delle belle lettere, per le quali non basta un bell’aspetto tipografico…

    Go to top