Il pacchetto verse non mi numera correttamente i versi.

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    Buongiorno a tutti,
    credo di essere impazzito, perché ultimamente non mi funziona più nulla. Dopo i problemi con lettrine e marvosym, ora ci si mette anche verse.

    Dunque, compilate il codice qui sotto. Il mio output presenta la numerazione dei versi (che io vorrei ogni sei, cioè con l’ultimo verso di ogni sestina numerato e basta) sfasata verso il basso, e di molto. Praticamente è come se non contasse il primo verso della poesia.

    Mi date qualche suggerimento, per favore?

    Grazie

    Tommaso

    \documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage[latin1]{inputenc}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage{verse}

    \newcommand{\autorestr}[1]{
    \par\vspace{5ex}%
    \hspace*{\stretch{3}}%
    \footnotesize #1\normalsize%
    \hspace*{\stretch{1}}%
    \vspace{5ex}%
    }

    \begin{document}
    \vspace*{\fill}
    \settowidth{\versewidth}{rompono agli euri e al grande Ionio il corso.}
    \poemtitle{Ode all’amica risanata}
    \begin{verse}[\versewidth]
    \poemlines{6}

    \addtolength{\parskip}{10pt}
    \vspace{0.5cm}

    \hspace{0.3cm} Qual dagli antri marini\\
    l’astro più caro a Venere\\
    co’ rugiadosi crini\\
    fra le fuggenti tenebre\\
    appare, e il suo viaggio\\
    orna col lume dell’eterno raggio,

    \hspace{0.3cm} sorgon così tue dive\\
    membra dall’egro talamo,\\
    e in te beltà rivive,\\
    l’aurea beltate ond’ebbero\\
    ristoro unico a’ mali\\
    le nate a vaneggiar menti mortali.

    \hspace{0.3cm} Fiorir sul caro viso\\
    veggo la rosa, tornano\\
    i grandi occhi al sorriso\\
    insidiando; e vegliano\\
    per te in novelli pianti\\
    trepide madri, e sospettose amanti.

    \hspace{0.3cm} Le Ore che dianzi meste\\
    ministre eran dei farmachi,\\
    oggi l’indica veste,\\
    e i monili cui gemmano\\
    effigiati Dei\\
    inclito studio di scalpelli achei,

    \hspace{0.3cm} e i candidi coturni\\
    e gli amuleti recano\\
    onde a’ cori notturni\\
    te, Dea, mirando obbliano\\
    i garzoni le danze,\\
    te principio d’affanni e di speranze.

    \hspace{0.3cm} O quando l’arpa adorni\\
    e co’ novelli numeri\\
    e co’ molli contorni\\
    delle forme che facile\\
    bisso seconda, e intanto\\
    fra il basso sospirar vola il tuo canto

    \hspace{0.3cm} più periglioso; o quando\\
    balli disegni, e l’agile\\
    corpo all’aure fidando\\
    ignoti vezzi sfuggono\\
    dai manti, e dal negletto\\
    velo scomposto sul sommesso petto.

    \hspace{0.3cm} All’agitarti, lente\\
    cascan le trecce, nitide\\
    per ambrosia recente,\\
    mal fide all’aureo pettine\\
    e alla rosea ghirlanda\\
    che or con l’alma salute april ti manda.

    \hspace{0.3cm} Così ancelle d’Amore\\
    a te d’intorno volano\\
    invidiate l’Ore,\\
    meste le Grazie mirino\\
    chi la beltà fugace\\
    ti membra, e il giorno dell’eterna pace.

    \hspace{0.3cm} Mortale guidatrice\\
    d’oceanine vergini\\
    la Parrasia pendice\\
    tenea la casta Artemide\\
    e fea terror di cervi\\
    lungi fischiar d’arco cidonio i nervi.

    \hspace{0.3cm} Lei predicò la fama\\
    olimpia prole; pavido\\
    diva il mondo la chiama,\\
    e le sacrò l’Elisio\\
    soglio, ed il certo telo,\\
    e i monti, e il carro della luna in cielo.

    \hspace{0.3cm} Are così a Bellona,\\
    un tempo invitta amazzone,\\
    die’ il vocale Elicona;\\
    ella il cimiero e l’egida\\
    or contro l’Anglia avara\\
    e le cavalle e il furor prepara.

    \hspace{0.3cm} E quella a cui di sacro\\
    mirto te veggio cingere\\
    devota il simolacro,\\
    che presiede marmoreo\\
    agli arcani tuoi lari\\
    ove a me sol sacerdotessa appari

    \hspace{0.3cm} regina fu, Citera\\
    e Cipro ove perpetua\\
    odora primavera\\
    regnò beata, e l’isole\\
    che col selvoso dorso\\
    rompono agli euri e al grande Ionio il corso.

    \hspace{0.3cm} Ebbi in quel mar la culla,\\
    ivi erra ignudo spirito\\
    di Faon la fanciulla,\\
    e se il notturno zeffiro\\
    blando sui flutti spira\\
    suonano i liti un lamentar di lira:

    \hspace{0.3cm} ond’io, pien del nativo\\
    aer sacro, su l’Itala\\
    grave cetra derivo\\
    per te le corde eolie,\\
    e avrai divina i voti\\
    fra gl’inni miei delle insubri nepoti.

    \end{verse}
    \autorestr{Ugo Foscolo, \textit{Poesie}}
    \vspace*{\fill} \clearpage
    \end{document}

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    • #27411
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      Buongiorno a tutti,
      credo di essere impazzito, perché ultimamente non mi funziona più nulla. Dopo i problemi con lettrine e marvosym, ora ci si mette anche verse.

      Dunque, compilate il codice qui sotto. Il mio output presenta la numerazione dei versi (che io vorrei ogni sei, cioè con l’ultimo verso di ogni sestina numerato e basta) sfasata verso il basso, e di molto. Praticamente è come se non contasse il primo verso della poesia.

      Mi date qualche suggerimento, per favore?

      Non so se è un baco di verse o se questo è il comportamento normale. Ma a quanto pare le righe vuote danno fastidio alla numerazione. Prova con
      `Qual dagli antri marini\\
      l'astro più caro a Venere\\
      co' rugiadosi crini\\
      fra le fuggenti tenebre\\
      appare, e il suo viaggio\\
      orna col lume dell'eterno raggio,\\[\baselineskip]

      sorgon così tue dive\\
      membra dall'egro talamo,\\
      e in te beltà rivive,\\
      l'aurea beltate ond'ebbero\\
      ristoro unico a' mali\\
      le nate a vaneggiar menti mortali.\\[\baselineskip]

      …`
      senza pasticciare con \parskip.

      Ciao
      Enrico

    • #27412
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      Enrico,
      grazie come sempre per la tempestività. Ieri sera ho provato e riprovato a risolvere il problema con le mie forze, giusto per uscire dai pasticci da solo, per una volta, ma… “niente da fare”! 😀

      Ho anche pensato che testo e numerazione potessero stare in due scatole (si dice così?) differenti, e che bastasse, ad esempio ridurre il corpo dei caratteri o \parskip per cavarne fuori qualcosa. Ma Fabiano dice chiaramente, a pagina 9 della sua guida, che

      I versi sono numerati usando \thepoemline che di default stampa numeri
      arabi di dimensioni normali a distanza \vrightskip nel margine destro.

      e dunque ho concluso che la posizione del numero è legata a quella del verso.

      Se però provo a compilare il codice riportato alle pagine 16-17 della stessa guida, preceduto dal mio preambolo,

      ` \documentclass[a4paper]{article}
      \usepackage[italian]{babel}
      \usepackage[latin1]{inputenc}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage{verse}

      \newcommand{\autorestr}[1]{
      \par\vspace{5ex}%
      \hspace*{\stretch{3}}%
      \footnotesize #1\normalsize%
      \hspace*{\stretch{1}}%
      \vspace{5ex}%
      }

      \begin{document}
      \vspace*{\fill}
      \settowidth{\versewidth}{In a cavern, in a canyon,}
      \poemtitle{Clementine}
      \begin{verse}[\versewidth]
      \poemlines{4}
      \begin{altverse}
      \flagverse{1.}
      In a cavern, in a canyon, \\
      Excavating for a mine, \\
      Lived a miner, forty-niner, \label{vs:49} \\
      And his daughter, Clementine. \\!
      \end{altverse}

      \begin{altverse}
      \flagverse{\textsc{chorus (x 2)}}
      Oh my darling, Oh my darling, \\
      Oh my darling Clementine. \\
      Thou art lost and gone forever, \\
      Oh my darling Clementine\\!
      \end{altverse}

      \begin{altverse}
      \flagverse{2.}
      Light she was and like a fairy,\\
      And her shoes were number nine; \\
      Herring boxes, without topses,\\
      Sandals were for Clementine.\\!
      \end{altverse}

      \begin{altverse}
      \flagverse{\textsc{chorus (x 2)}}
      Oh my darling, Oh my darling, \\
      Oh my darling Clementine. \\
      Thou art lost and gone forever, \\
      Oh my darling Clementine\\!
      \end{altverse}

      \begin{altverse}\flagverse{3.}
      Drove she ducklings to the water, \\
      Every morning just at nine;\\
      Hit her foot against a splinter,\\
      Fell into the foaming brine.\\!
      \end{altverse}
      \poemlines{0}
      \end{verse}`

      che, tra l’altro è l’unico esempio con versi numerati, il problema non si pone: l’output è identico a quello riportato in guida, con i versi correttamente numerati ogni 4. Nemmeno scrivendo

      `\poemlines{1}`

      nel preambolo si ottiene una numerazione corretta nella mia (scusa la poesia è di Foscolo) poesia.

      Forse ho sbagliato qualcosa nel preambolo, ma credo di no, perché con Clementine il pacchetto verse funziona egregiamente.
      Piuttosto, non ho trovato nessun riferimento alla possibilità di impostare il rientro del solo primo verso di ogni strofe. Ho agito correttamente con quel

      `\hspace{valore}`

      ? È un po’ macchinoso.

      Grazie e ciao

      Tommaso

    • #27413
      mlgdominici
      Amministratore del forum
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        Guarda che la soluzione è nell’esempio che citi: ogni strofa deve essere conclusa con \\!. verse usa una delle varianti di \\ per stampare la numerazione. (Tra l’altro, c’è un piccolo bug: la numerazione viene stampata anche con \\>, che indica invece una sticomitia.)

        Il seguente codice, compila perfettamente, per me.

        `\documentclass[a4paper]{article}
        \usepackage[italian]{babel}
        \usepackage[latin1]{inputenc}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage{verse}

        \newcommand{\autorestr}[1]{
        \par\vspace{5ex}%
        \hspace*{\stretch{3}}%
        \footnotesize #1\normalsize%
        \hspace*{\stretch{1}}%
        \vspace{5ex}%
        }

        \begin{document}
        \vspace*{\fill}
        \settowidth{\versewidth}{rompono agli euri e al grande Ionio il corso.}
        \poemtitle{Ode all'amica risanata}
        \begin{verse}[\versewidth]
        \poemlines{6}

        \addtolength{\parskip}{10pt}
        \vspace{0.5cm}

        \hspace{0.3cm} Qual dagli antri marini\\
        l'astro più caro a Venere\\
        co' rugiadosi crini\\
        fra le fuggenti tenebre\\
        appare, e il suo viaggio\\
        orna col lume dell'eterno raggio,\\!

        \hspace{0.3cm} sorgon così tue dive\\
        membra dall'egro talamo,\\
        e in te beltà rivive,\\
        l'aurea beltate ond'ebbero\\
        ristoro unico a' mali\\
        le nate a vaneggiar menti mortali.\\!

        \hspace{0.3cm} Fiorir sul caro viso\\
        veggo la rosa, tornano\\
        i grandi occhi al sorriso\\
        insidiando; e vegliano\\
        per te in novelli pianti\\
        trepide madri, e sospettose amanti.\\!

        \hspace{0.3cm} Le Ore che dianzi meste\\
        ministre eran dei farmachi,\\
        oggi l'indica veste,\\
        e i monili cui gemmano\\
        effigiati Dei\\
        inclito studio di scalpelli achei,\\!

        \hspace{0.3cm} e i candidi coturni\\
        e gli amuleti recano\\
        onde a' cori notturni\\
        te, Dea, mirando obbliano\\
        i garzoni le danze,\\
        te principio d'affanni e di speranze.\\!

        \hspace{0.3cm} O quando l'arpa adorni\\
        e co' novelli numeri\\
        e co' molli contorni\\
        delle forme che facile\\
        bisso seconda, e intanto\\
        fra il basso sospirar vola il tuo canto\\!

        \hspace{0.3cm} più periglioso; o quando\\
        balli disegni, e l'agile\\
        corpo all'aure fidando\\
        ignoti vezzi sfuggono\\
        dai manti, e dal negletto\\
        velo scomposto sul sommesso petto.\\!

        \hspace{0.3cm} All'agitarti, lente\\
        cascan le trecce, nitide\\
        per ambrosia recente,\\
        mal fide all'aureo pettine\\
        e alla rosea ghirlanda\\
        che or con l'alma salute april ti manda.\\!

        \hspace{0.3cm} Così ancelle d'Amore\\
        a te d'intorno volano\\
        invidiate l'Ore,\\
        meste le Grazie mirino\\
        chi la beltà fugace\\
        ti membra, e il giorno dell'eterna pace.\\!

        \hspace{0.3cm} Mortale guidatrice\\
        d'oceanine vergini\\
        la Parrasia pendice\\
        tenea la casta Artemide\\
        e fea terror di cervi\\
        lungi fischiar d'arco cidonio i nervi.\\!

        \hspace{0.3cm} Lei predicò la fama\\
        olimpia prole; pavido\\
        diva il mondo la chiama,\\
        e le sacrò l'Elisio\\
        soglio, ed il certo telo,\\
        e i monti, e il carro della luna in cielo.\\!

        \hspace{0.3cm} Are così a Bellona,\\
        un tempo invitta amazzone,\\
        die' il vocale Elicona;\\
        ella il cimiero e l'egida\\
        or contro l'Anglia avara\\
        e le cavalle e il furor prepara.\\!

        \hspace{0.3cm} E quella a cui di sacro\\
        mirto te veggio cingere\\
        devota il simolacro,\\
        che presiede marmoreo\\
        agli arcani tuoi lari\\
        ove a me sol sacerdotessa appari\\!

        \hspace{0.3cm} regina fu, Citera\\
        e Cipro ove perpetua\\
        odora primavera\\
        regnò beata, e l'isole\\
        che col selvoso dorso\\
        rompono agli euri e al grande Ionio il corso.\\!

        \hspace{0.3cm} Ebbi in quel mar la culla,\\
        ivi erra ignudo spirito\\
        di Faon la fanciulla,\\
        e se il notturno zeffiro\\
        blando sui flutti spira\\
        suonano i liti un lamentar di lira:\\!

        \hspace{0.3cm} ond'io, pien del nativo\\
        aer sacro, su l'Itala\\
        grave cetra derivo\\
        per te le corde eolie,\\
        e avrai divina i voti\\
        fra gl'inni miei delle insubri nepoti.\\!

        \end{verse}
        \autorestr{Ugo Foscolo, \textit{Poesie}}
        \vspace*{\fill} \clearpage
        \end{document} `

      • #27414
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        Enrico,
        grazie come sempre per la tempestività. Ieri sera ho provato e riprovato a risolvere il problema con le mie forze, giusto per uscire dai pasticci da solo, per una volta, ma… “niente da fare”! 😀

        […]

        Piuttosto, non ho trovato nessun riferimento alla possibilità di impostare il rientro del solo primo verso di ogni strofe. Ho agito correttamente con quel

        `\hspace{valore}`

        ? È un po’ macchinoso.

        Vedi bene che Clementine usa \\! per separare le strofe (altverse non serve, nel tuo caso), che è simile al mio \\[\baselineskip]

        A pagina 6 della documentazione c’è scritto che \\! va usato alla fine delle strofe, se vuol la numerazione. Infatti è il comando \\ che incrementa il contatore. Questo ovviamente spiega il tuo problema. Non sarebbe meglio leggersi da sé la documentazione? 👿 😀

        Trovi anche \vin come abbreviazione del tuo \hskip{…}

        Ciao
        Enrico

      • #27415
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        Che dire, signori? 😳
        Ho sbagliato, e faccio ammenda. Non avevo proprio notato il punto esclamativo.

        Ciao

        Tommaso

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