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rodimus.
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7 Aprile 2004 alle 10:54 #2816
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AutoreRisposte
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7 Aprile 2004 alle 11:42 #2817
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10 Aprile 2004 alle 14:55 #2818::
Scusate, sapete come si fa a sottolineare una parola?
Grazie
Quando si fa composizione tipografica, il sottolineato è vietato (prendilo con il giusto spirito, non è un rimprovero). Si usava sottolineare in dattilografia, perché non c’era altro modo di mettere in evidenza una parola. Prova a dirci perché vuoi sottolineare, così magari ti possiamo suggerire un metodo migliore.
Ciao
Enrico
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4 Gennaio 2007 alle 11:10 #2819::
Ciao a tutti,io ho un problema simile. Nell’introduzione e nella conclusione della mia tesi vorrei enfatizzare le frasi più importanti. Siccome:
1) il \emph l’ho già usato per enfatizzare le parole chiave;
2) il grassetto \textbf{} mi pare troppo pesante;
3) l’ambiente quote anche mi pare troppo pesante;
avevo anch’io pensato al sottolineato, ma sono stato rapidamente smentito dalla risposta di Enrico a Samantha!La soluzione migliore che ho trovato, e che mi ha anche soddisfatto, è stato l’uso del carattere \textsl{}.
bye
Matteo
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4 Gennaio 2007 alle 11:20 #2820::
io ho un problema simile. Nell’introduzione e nella conclusione della mia tesi vorrei enfatizzare le frasi più importanti. Siccome:
1) il \emph l’ho già usato per enfatizzare le parole chiave;
2) il grassetto \textbf{} mi pare troppo pesante;
3) l’ambiente quote anche mi pare troppo pesante;
avevo anch’io pensato al sottolineato, ma sono stato rapidamente smentito dalla risposta di Enrico a Samantha!La soluzione migliore che ho trovato, e che mi ha anche soddisfatto, è stato l’uso del carattere \textsl{}.
La sottolineatura è esclusa, non c’è dubbio, ma escluderei anche il carattere incliinato (non me ne voglia il Grand Wizard in persona che lo usa nel TeXbook al posto del corsivo). In un’introduzione o nelle conclusioni non dovrebbero esistere “frasi più importanti”. Sarà semmai la scrittura stessa a far capire quali siano i periodi principali. Non esiste espediente tipografico che permetta di rendere leggibile ciò che non lo è. Se devi mettere in evidenza un brevissimo passaggio di testo, il corsivo va benissimo, lo si usa da alcuni secoli proprio per quello.
Ciao
EnricoPS: quando trovo un capitoletto finale dal titolo “Conclusioni” nulla mi toglie dalla mente l’idea che sia un espediente per evitare al lettore la fatica di leggersi l’intero testo. 😀
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4 Gennaio 2007 alle 11:41 #2821::
Nell’introduzione e nella conclusione della mia tesi vorrei enfatizzare le frasi più importanti.
Avevo l’esigenza di evidenziare le equazioni più importanti di un lavoro: ho risolto con il pacchetto empheq, che crea uno sfondo grigio nelle formule, con un risultato efficace ed esteticamente molto gradevole.
Forse un effetto del genere può essere un’idea valida anche per evidenziare le frasi salienti di un lavoro. Con il pacchetto xcolor dovresti riuscirci. Però non so se questa soluzione “dello sfondo grigio” sia ortodossa dal punto di vista tipografico: non ricordo libri che la usino. Sentiamo cosa dicono gli esperti!
Ciao,
L.P.S. L’ambiente quote non è appropriato (serve per le citazioni), la sottolineatura va evitata sempre e comunque, il grassetto è “pesante”, senza dubbio.
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4 Gennaio 2007 alle 11:46 #2822
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4 Gennaio 2007 alle 11:48 #2823
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4 Gennaio 2007 alle 11:56 #2824
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4 Gennaio 2007 alle 12:52 #2825::
Ciao a tutti.sapete come si fa a sottolineare una parola?
Dai un’occhiata a questi pacchetti: ulem, soul e omoline.
In passato mi sono accontentato di «giocare» direttamente con «\underline» e «\underbar», senza mai scomodare dei pacchetti. «soul» lo usavo per il testo che doveva essere «tagliato» a metà orizzontalmente.
Comunque, samantha, credo che la cosa migliore sia dare ascolto al consiglio di Enrico; inoltre, se provi quei due comandi che ho scritto sopra, ti renderai conto di persona che, oltre ad essere vietato, ottieni anche un risultato poco gradevole esteticamente.
io ho un problema simile. […] vorrei enfatizzare le frasi più importanti. Siccome:
1) il \emph l’ho già usato per enfatizzare le parole chiave;
2) il grassetto \textbf{} mi pare troppo pesante;Non solo, ma quel comando non andrebbe neppure usato nel corpo del documento. Io farei così, prendendo spunto dall’HTML: in quel linguaggio esistono sia un’enfasi «normale» (l’elemento «EM», che corrisponde al comando «\emph» di LaTeX) che un’enfasi «forte» (l’elemento «STRONG»). Siccome quest’ultima in LaTeX non c’è, perché non crearla?
`\newcommand{\strong}[1]{{\bfseries#1}}`
Esempio d’uso:
`Questa cosa è \emph{importante}, e quest'altra \strong{più importante ancora}!`
Attenzione però! Il grassetto in un documento andrebbe usato con molta parsimonia. Io personalmente lo uso solo quando devo introdurre nuovi concetti o termini. Volendo, potresti migliorare il comando che ho suggerito facendo sì che scriva il nome del suo parametro nell’elenco delle voci dell’indice analitico, se ti serve.avevo anch’io pensato al sottolineato, ma sono stato rapidamente smentito dalla risposta di Enrico a Samantha!
Se dovessi immaginare un’enfasi più forte dell’enfasi forte, mi verrebbe da pensare ad un blocco di testo racchiuso in un riquadro (credo di aver visto più testi adottare questa soluzione). Direi che potrebbe essere una soluzione accettabile, e neanche troppo difficile da implementare (un ambiente con «\parbox» o «minipage» dentro ad un riquadro. E se ci piacciono le ombreggiature (a patto di seguire l’approccio LaTeX + Dvips + Ghostscript), perché non caricare anche «pst-blur» e chiamare in causa «\psblurbox»?). Ma questa è un’altra storia… ehm, un altro topic.
A presto!
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4 Gennaio 2007 alle 13:23 #2826::
Grazie dei numerosi suggerimenti!La sottolineatura è esclusa, non c’è dubbio, ma escluderei anche il carattere incliinato (non me ne voglia il Grand Wizard in persona che lo usa nel TeXbook al posto del corsivo). In un’introduzione o nelle conclusioni non dovrebbero esistere “frasi più importanti”. Sarà semmai la scrittura stessa a far capire quali siano i periodi principali. Non esiste espediente tipografico che permetta di rendere leggibile ciò che non lo è. Se devi mettere in evidenza un brevissimo passaggio di testo, il corsivo va benissimo, lo si usa da alcuni secoli proprio per quello.
Ciao
EnricoPS: quando trovo un capitoletto finale dal titolo “Conclusioni” nulla mi toglie dalla mente l’idea che sia un espediente per evitare al lettore la fatica di leggersi l’intero testo.
L’idea di evidenziare le frasi non è mia, ma del mio supervisor. Anch’io sono del parere di Enrico. L’introduzione e le conclusioni sono proprio li per essere lette per intero, e quindi non dovrebbe servire evidenziare alcuna frase. Ma per quelli che hanno proprio fretta, potrebbero far comodo! 😉
Per quanto riguarda la modifica del colore dello sfondo o cornici, non li ho provati, ma mi sembra che abbiano un impatto troppo “pesante”, al pari del grassetto. Per il momento, rimango sull’inclinato.
bye
Matteo
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4 Gennaio 2007 alle 14:22 #2827::
Non solo, ma quel comando non andrebbe neppure usato nel corpo del documento. Io farei così, prendendo spunto dall’HTML: in quel linguaggio esistono sia un’enfasi «normale» (l’elemento «EM», che corrisponde al comando «\emph» di LaTeX) che un’enfasi «forte» (l’elemento «STRONG»). Siccome quest’ultima in LaTeX non c’è, perché non crearla?
`\newcommand{\strong}[1]{{\bfseries#1}}`L’enfasi con il nero è pericolosa: si corre il rischio di appesantire molto la pagina. Un corsivo va più che bene. Una piccola annotazione: per la tua definizione sarebbe molto meglio
`\newcommand{\strong}{\textbf}`
senza lettura di argomenti. L’inesperto si chiederà: perché definire un comando che fa esattamente la stessa cosa di un comando già esistente?Risposta: è utilissimo farlo se con il nuovo comando si vuole indicare una struttura logica del nostro documento. Se poi il solito supervisore pignolo dice che non gli piace il modo con cui quella struttura viene resa, basta cambiare la definizione del comando definito, invece di cercare nel documento dove appare il comando \textbf.
Ciao
Enrico
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4 Gennaio 2007 alle 15:25 #2828::
Anch’io sono del parere di Enrico. L’introduzione e le conclusioni sono proprio li per essere lette per intero, e quindi non dovrebbe servire evidenziare alcuna frase. Ma per quelli che hanno proprio fretta, potrebbero far comodo!
Se qualcuno non ha tempo di leggere nemmeno l’introduzione e le conclusioni, allora credo che abbia più senso scrivere un buon abstract piuttosto che sottolineare frasi.
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4 Gennaio 2007 alle 15:37 #2829::
Riciao a tutti.L’enfasi con il nero è pericolosa: si corre il rischio di appesantire molto la pagina.
[…]
Un corsivo va più che bene.Certamente, la maggior parte del testo del documento dovrebbe essere lineare, e se ogni tanto c’è bisogno di enfatizzare qualcosa, «\emph» va benissimo. Tuttavia, ho sempre creduto che un livello di enfasi superiore all’enfasi «normale» potesse ritornare utile. Come ho scritto prima, ho preso spunto da HTML, che consente questa enfasi superiore mediante l’elemento «STRONG» (la resa grafica prodotta da questo elemento è proprio del testo in grassetto).
Ad ogni modo, non va dimenticato che:
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come ho detto prima, questo comando lo uso solo quando devo introdurre nuovi concetti in un documento, e forse una pagina contenente una singola parola in grassetto ogni dieci pagine non è proprio impossibile da sopportare;
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HTML non tiene conto delle regole tipografiche tradizionali in quanto esso non lavora su un «foglio di carta» come LaTeX (documento, biglietto da visita, copertina di un CD, ecc.) ma su una pagina «virtuale» non meglio definita che assume connotazioni differenti a seconda del mezzo con la quale viene visitata (navigatore per computer, navigatore testuale per computer (es. Lynx), navigatore per telefonino, navigatore con interfaccia aurale per non vedenti, ecc.); sotto questo punto di vista, esso si prende molte «libertà» (d’altro canto, se consultiamo una sezione di una pagina web con il telefonino e il capoverso successivo non è indentato, magari non è proprio così fastidioso).
Pertanto, forse il mio paragone era un po’ «tirato».
Una piccola annotazione: per la tua definizione sarebbe molto meglio
`\newcommand{\strong}{\textbf}`
senza lettura di argomenti.Questa annotazione ti chiederei cortesemente di spiegarmela: non metto in dubbio che tu abbia ragione, come sempre, ma non mi è del tutto chiaro perché la mia definizione
`\newcommand{\strong}[1]{{\bfseries#1}}`
non andava bene. Ci sono un po’ di cose che non mi tornano:-
devo aver letto da qualche parte, tempo fa (forse in un esempio sulle marche nella documentazione di «fancyhdr»?), che nella definizione di un comando era prassi comune usare «\bfseries» al posto «\textbf»; da qualche altra parte (può darsi che l’abbia scritto tu in qualche vecchio messaggio), invece, ho letto che era «\bf» il comando che non si doveva usare più per la questione di NFSS; perché quindi non va bene usare «\bfseries»?
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«\textbf» si aspetta un parametro, il testo che deve evidenziare in grassetto; nella mia definizione, ne ho tenuto conto:
`\newcommand{\strong}[1]{\textbf{#1}} % nuova versione`
tu invece me lo scrivi come:
`\newcommand{\strong}{\textbf}`
questo vorrebbe forse dire che se c’è corrispondenza tra il numero di parametri che si aspettanto due comandi (uno dei quali deve ridefinire l’altro) è prassi comune non specificarli, questi parametri (nella definizione)? -
perché, a questo punto, non basterebbe un:
`\let\strong\textbf`?
L’inesperto si chiederà: perché definire un comando che fa esattamente la stessa cosa di un comando già esistente?
Risposta: è utilissimo farlo se con il nuovo comando si vuole indicare una struttura logica del nostro documento. Se poi il solito supervisore pignolo dice che non gli piace il modo con cui quella struttura viene resa, basta cambiare la definizione del comando definito, invece di cercare nel documento dove appare il comando \textbf.
Esattamente!
A presto!
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4 Gennaio 2007 alle 16:55 #2830::
Se dovessi immaginare un’enfasi più forte dell’enfasi forte, mi verrebbe da pensare ad un blocco di testo racchiuso in un riquadro
[…]
Ma questa è un’altra storia… ehm, un altro topic.Ci ho provato (Ambiente per enfasi forte: testo in riquadro, <http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=2202>), ma ho incontrato un problemino nella definizione dell’ambiente.
Ciao.
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4 Gennaio 2007 alle 19:26 #2831::
Riciao a tutti.
L’enfasi con il nero è pericolosa: si corre il rischio di appesantire molto la pagina.
[…]
Un corsivo va più che bene.Certamente, la maggior parte del testo del documento dovrebbe essere lineare, e se ogni tanto c’è bisogno di enfatizzare qualcosa, «\emph» va benissimo. Tuttavia, ho sempre creduto che un livello di enfasi superiore all’enfasi «normale» potesse ritornare utile. Come ho scritto prima, ho preso spunto da HTML, che consente questa enfasi superiore mediante l’elemento «STRONG» (la resa grafica prodotta da questo elemento è proprio del testo in grassetto).
Non paragoniamo le mele con le pere: HTML e TeX sono concepiti per scopi molto diversi.
Una piccola annotazione: per la tua definizione sarebbe molto meglio
`\newcommand{\strong}{\textbf}`
senza lettura di argomenti.Questa annotazione ti chiederei cortesemente di spiegarmela: non metto in dubbio che tu abbia ragione, come sempre, ma non mi è del tutto chiaro perché la mia definizione
`\newcommand{\strong}[1]{{\bfseries#1}}`
non andava bene. Ci sono un po’ di cose che non mi tornano:
[ol][li] devo aver letto da qualche parte, tempo fa (forse in un esempio sulle marche nella documentazione di «fancyhdr»?), che nella definizione di un comando era prassi comune usare «\bfseries» al posto «\textbf»; da qualche altra parte (può darsi che l’abbia scritto tu in qualche vecchio messaggio), invece, ho letto che era «\bf» il comando che non si doveva usare più per la questione di NFSS; perché quindi non va bene usare «\bfseries»?
[li] «\textbf» si aspetta un parametro, il testo che deve evidenziare in grassetto; nella mia definizione, ne ho tenuto conto:
`\newcommand{\strong}[1]{\textbf{#1}} % nuova versione`
tu invece me lo scrivi come:
`\newcommand{\strong}{\textbf}`
questo vorrebbe forse dire che se c’è corrispondenza tra il numero di parametri che si aspettanto due comandi (uno dei quali deve ridefinire l’altro) è prassi comune non specificarli, questi parametri (nella definizione)?
[li] perché, a questo punto, non basterebbe un:
`\let\strong\textbf`?[/ol]Parto dal fondo: andrebbe benissimo l’ultima soluzione. Ma non è sintassi LaTeX, tutto qui; ciò che non è documentato nel manuale va usato con cautela, soprattutto dagli inesperti.
Il comando da non usare è \bf. Invece \bfseries e \textbf sono più che leciti, ma servono per scopi diversi. Il primo è una dichiarazione, che vale per tutto il gruppo in cui si trova; se vuoi definire un ambiente dove il testo va stampato in nero, è il comando da usare.
Il secondo comando è invece un comando con argomento. La definizione
`\newcommand{\strong}{\textbf}`
al principio appare strana, perché si sospetta che non si passi l’argomento corretto al comando \textbf. Non è così: il compilatore TeX che si trova il comando \strong sostituisce la sua definizione, cioè \textbf; siccome questo vuole un argomento, TeX lo cerca. Però solo dopo aver eseguito la sostituzione! Ecco spiegato l’arcano.Con una definizione come
`\newcommand{\strong}[1]{{\bfseries#1}}`
fai leggere a TeX l’argomento due volte, invece che una sola.Per finire, c’è differenza fra \textbf{…} e {\bfseries…}? Guarda con attenzione il risultato di
`\textbf{f}i {\bfseries f}i`
Ciao
Enrico
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5 Gennaio 2007 alle 11:22 #2832::
Non paragoniamo le mele con le pere: HTML e TeX sono concepiti per scopi molto diversi.
Senza ombra di dubbio. Il fatto è che condividono alcune caratteristiche (l’enfasi normale, gli elenchi, le tabelle, ecc.), e, per questa ragione, avevo pensato di «prendere in prestito» dall’uno quello che all’altro «mancava». Anche se in questo caso ho «preso» da HTML per «dare» a LaTeX, questo non vuol dire affatto che, pur essendo stati progettati per scopi diversi, il primo sia più «completo» del secondo, anzi: l’HTML, poverino, è così limitato, e il suo DTD offre così poche cose. Ecco perché per ottenere qualcosa di più lo si fa interagire con tanti linguaggi differenti, e perché, col tempo, ci si sta spostando verso XML ed altri linguaggi ancora…
Ad ogni modo, poi ci ho ripensato, e ho già scritto che forse il mio paragone era un po’ «tirato».
perché [per definire un comando «logico» che (per adesso) emula il grassetto] non basterebbe un «\let\strong\textbf»?
andrebbe benissimo l’ultima soluzione. Ma non è sintassi LaTeX, tutto qui; ciò che non è documentato nel manuale va usato con cautela, soprattutto dagli inesperti.
Benissimo.
Il comando da non usare è \bf. Invece \bfseries e \textbf sono più che leciti, ma servono per scopi diversi. Il primo è una dichiarazione, che vale per tutto il gruppo in cui si trova; se vuoi definire un ambiente dove il testo va stampato in nero, è il comando da usare.
Il secondo comando è invece un comando con argomento. La definizione
`\newcommand{\strong}{\textbf}`
al principio appare strana, perché si sospetta che non si passi l’argomento corretto al comando \textbf. Non è così: il compilatore TeX che si trova il comando \strong sostituisce la sua definizione, cioè \textbf; siccome questo vuole un argomento, TeX lo cerca. Però solo dopo aver eseguito la sostituzione! Ecco spiegato l’arcano.Con una definizione come
`\newcommand{\strong}[1]{{\bfseries#1}}`
fai leggere a TeX l’argomento due volte, invece che una sola.Lezione molto interessante. Non è la prima volta (e non sarà neanche l’ultima) in cui, leggendo una discussione cominciata da qualcun altro in merito ai suoi problemi, finisco per imparare qualcosa che, di mio, non sarei mai andato a cercare (non per disinteresse, ma perché non sapevo della sua esistenza).
Per finire, c’è differenza fra \textbf{…} e {\bfseries…}? Guarda con attenzione il risultato di
`\textbf{f}i {\bfseries f}i`E già, certo che c’è. Un esempio di questo tipo lo avevo già visto sull’Elenco dei “peccati” degli utenti di LaTeX2e
`\textit{Raf}fermo {\it Raf}fermo`
ma mai a poi mai mi sarebbe venuto in mente di provare questa cosa con due comandi non «vietati».Grazie di cuore per l’ottima spiegazione! A presto! 🙂
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