Lavorare in editor

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  • #28745
    robitex
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      Posto un mio commento relativo al modo di lavorare in ambiente puramente testuale, cioè appunto all’interno di un editor.

      L’idea che vorrei condividere è questa:
      durante il lavoro, si digita testo, formule matematiche, tabelle, ecc, ma accade che le mille modifiche caratteristiche della costruzione del documento avvengono non in sequenza ma in parallelo.
      Non c’è quindi un punto nel testo prima del quale il testo è corretto e definitivo e dopo il quale deve avvenire ancora tutto, ma piuttosto aree diverse del documento in “evoluzione” parallela.

      Dunque si passa molto frequentemente da un punto all’altro del sorgente.

      Mi riferisco in particolare alla costruzione di relazioni tecniche, che compongo assemblando testi provenienti da altre relazioni, precisando il contenuto di capoversi, correggendone altri, e via discorrendo, con un metodo che ciascuno di noi mette a punto negli anni, in contrapposizione con quello che faremo se scrivessimo a mano.
      In particolare, il modo di costruire il testo avviene dapprima rapidamente gettando frasi che corrispondono ai nodi del discorso poi più lentamente, riscrivendo riorganizzando aggiungendo.

      Vengo al punto:
      Con un word processor si hanno dei riferimenti visivi (per esempio immagini o formule) che permettono di trovare rapidamente il punto da editare, mentre con un editor no.
      Tutto è solo testo e per navigarlo (ovvero per svolgere la funzione fondamentale di costruzione parallela descritta precedentemente) non rimane che usare i mezzi insufficienti delle viste offerte dagli editor LaTeX specializzati.
      Insufficienti perché non visive e grossolane.

      Se questo è una limitazione anche per voi, come tentate di superarla?
      Saluti.

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      • #28746
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        Io sfrutto il fatto che una riga vuota e dieci righe vuote sono interpretate allo stesso modo dal motore TeX.
        Pertanto spazio il sorgente in modo tale che tra capitoli (quando non sono messi in file separati) ci sia uno spazio maggiore rispetto a quello che pongo tra sezioni, via via diminuendo lo spazio vuoto tra i comandi di sezionamento di ordine superiore.

        In questo modo il documento si allunga parecchio ma “scroll-andolo” ho immediatamente un riferimento visivo del punto esatto in cui mi trovo…

        In passato invece mi è capitato di usare decorazioni ascii piu’ o meno articolate, ovviamente commentando le righe corrispondenti, ma trovo che aumenti la confusione nel sorgente.

        LuCa

      • #28747
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        Io uso TextMate su Mac OS X che ha due comodità che possono risolvere questo tipo di problemi.

        1. Supporta il folding text, ovvero il ripiegare dei blocchi di testo per poterli nascondere. Il LaTeX bundle di TextMate inoltre mi da in automatico questa possibilità, ogni volta che vado a creare una sezione, un paragrafo o un sottoparagrafo del mio testo. Allego un’immagine che credo sia la cosa più chiara in assoluto.

        http://img354.imageshack.us/my.php?image=picture2cd6.png

        2. Le funzioni LaTeX di TextMate riconoscono in automatico la strutturazione interna di un documento e mi propongono un menù per poter visualizzare e raggiungere rapidamente una parte del mio testo. Ecco l’immagine relativa, è lo stesso testo dell’immagine precedente ed è ancora una bozza.

        http://img229c.imageshack.us/img229/9545/functionpopupmu8.png

        Non so che sistema operativo usi, ma secondo me tutto sta nel cercare un editor con qualche funzione avanzata.

        Ciao

        p.s. se ti interessa sapere qualcos’altro su TextMate, ho buttato giù qualche appunto.

      • #28748
        robitex
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          Grazie innanzi tutto per le risposte.

          Si, spesso spazio il sorgente con una serie di ritorni a capo, che elimino alla fine della redazione del documento.
          Avevo pensato ad “immagini” da disegnare a caratteri, ma visto l’esperienza di Bistek ho subito archiviato l’idea.

          Utilizzo Kile, TeXnicCenter e TeXMaker e non conosco l’editor TeXMate anche perché non uso Mac OS X ma Windows XP o Ubuntu 8.04.

          Penso che rintracciare facilmente le informazioni nel sorgente dipenda da quanto sia avanzato l’editor che si utilizza.

          Con Kile riesco meglio nel compito ma non ne sono pienamente soddisfatto o, forse, non lo conosco così in modo approfondito visto che non è immediato orientarsi fra le opzioni del dialogo di configurazione.

          Ho dato un occhiata alle immagini “linkate” ed al sito di TeXMate nel post di warsaw.
          Quest’ultimo è davvero interessante, peccato che non c’è un porting sotto linux.
          Ciao.

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