“L’arte di scrivere in greco con LaTeX”

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  • #29320
    lorenzo.pantieri
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      No! Questa volta niente pdf pronto da scaricare, ma solo un bel po’ di dubbi, senza chiarire i quali mi sarà impossibile ultimare l’articolo; ve li espongo di seguito. 😉

      Si consideri il seguente esempio:
      `
      \documentclass[12pt]{article}
      \usepackage[applemac]{inputenc}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[10pt]{type1ec}
      \usepackage[greek,italian]{babel}
      \languageattribute{greek}{polutoniko}
      \newcommand{\greco}[1]{%
      \begin{otherlanguage*}{greek}#1\end{otherlanguage*}}
      \begin{document}
      \greco{“i ~h}
      \textgreek{“i ~h}
      {\greektext “i ~h}

      \greco{\Digamma}

      \greco{c s cc ss}
      \end{document}`

      1. Supponiamo di compilare il documento precedente con una distribuzione TeX Live o con una MiKTeX completa. Quali font greci vengono caricati nel documento finale? I cb (ovvero i font greci di Claudio Beccari)? I CM-Super?

      2. I cb fanno parte della distribuzione CM-Super?

      3. Cambierebbe qualcosa (al fine dei font greci) sostituendo nel codice precedente la riga
      `\usepackage[T1]{fontenc}`
      con
      `\usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage{lmodern}`
      ?

      4. Ho notato che specificare
      `\usepackage[10pt]{type1ec}`
      è essenziale, altrimenti i caratteri greci composti con un corpo diverso da 10 punti appaiono sgranati 😕 (basta compilare il documento di prova togliendo la chiamata a type1ec per rendersene conto). Sulla guida di Beccari c’è scritto che è possibile, in alternativa, scaricare da CTAN i font greci vettoriali “completi” (quindi con tutti i corpi, non solo quelli di 10 punti), che però occupano molto spazio.

      Il risultato estetico in quest’ultimo caso è migliore? Se sì, perché?

      5. Che cos’è la codifca LGR? Bsogna selezionarla esplicitamente in
      `\usepackage[LGR,T1]{fontenc}`
      oppure (come credo) essa viene comunque impostata automaticamente caricando babel con l’opzione greek?

      6. Sbaglio, oppure il comando predefinito di babel
      `\textgreek`
      (come peraltro l’omologa dichiarazione \greektext) non funziona con gli accenti? Basta confrontare, nel documento che ho proposto,
      `\textgreek{“i ~h}`
      con
      `\greco{“i ~h}`
      Che succede?

      7.
      `\greco{\Digamma}`
      non funziona (produce una normale F latina)! Perché? Come si fa per avere il digamma (naturalmente, non credo possa andare il $\digamma$ del pacchetto amssymb!).

      8. Visto che la tilde ~ è usata per l’accento circonflesso, che cosa si usa in greco per lo spazio insecabile?

      9. Avrei bisogno di inserire una sigma minuscolo da sola, ma non come se fosse l’ultima lettera di una parola. In altre parole, vorrei una $\sigma$ solitaria, ma usando i font non matematici (se scrivo \greco{s} ottengo lo stesso che \greco{c}, se scrivo \greco{sx} l’ultima lettera è di troppo)… non so se mi sono spiegato. 🙄

      Grazie mille,
      L.

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      • #29321
        Antonio Ledda
        Partecipante
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          No! Questa volta niente pdf pronto da scaricare, ma solo un bel po’ di dubbi, senza chiarire i quali mi sarà impossibile ultimare l’articolo; ve li espongo di seguito. 😉

          Si consideri il seguente esempio:
          `
          \documentclass[12pt]{article}
          \usepackage[applemac]{inputenc}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[10pt]{type1ec}
          \usepackage[greek,italian]{babel}
          \languageattribute{greek}{polutoniko}
          \newcommand{\greco}[1]{%
          \begin{otherlanguage*}{greek}#1\end{otherlanguage*}}
          \begin{document}
          \greco{“i ~h}
          \textgreek{“i ~h}
          {\greektext “i ~h}

          \greco{\Digamma}

          \greco{c s cc ss}
          \end{document}`

          […]

          3. Cambierebbe qualcosa (al fine dei font greci) sostituendo nel codice precedente la riga
          `\usepackage[T1]{fontenc}`
          con
          `\usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage{lmodern}`
          ?
          […]

          Grazie mille,
          L.

          Con

          `\usepackage[T1]{fontenc}`

          ottengo le lettere ben definite:

          http://img237.imageshack.us/img237/4849/senzaqb9.jpg.

          Con

          `\usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage{lmodern}`

          ottengo delle lettere “sgranate”:

          http://img237.imageshack.us/img237/442/condf7.jpg.

          Ho usato TeXnicCenter e MiKTeX 2.7 (non la versione full, che non ho su questo pc; è comunque abbastanza completa).

          Ho provato sia con

          `\usepackage[applemac]{inputenc}`

          sia con

          `\usepackage[ansinew]{inputenc}`.

          (Non pensavo che con usepackage[applemac]{inputenc} funzionasse. ❓ )

          Scusa se non ti sono molto d’aiuto.

          Ciao,
          Antonio

        • #29322
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          4. Ho notato che specificare
          `\usepackage[10pt]{type1ec}`
          è essenziale, altrimenti i caratteri greci composti con un corpo diverso da 10 punti appaiono sgranati 😕 (basta compilare il documento di prova togliendo la chiamata a type1ec per rendersene conto). Sulla guida di Beccari c’è scritto che è possibile, in alternativa, scaricare da CTAN i font greci vettoriali “completi” (quindi con tutti i corpi, non solo quelli di 10 punti), che però occupano molto spazio.

          Il risultato estetico in quest’ultimo caso è migliore? Se sì, perché?

          Nella TeX Live 2008 (contenuta in MacTeX 2008) è già installata la collezione completa dei font di Beccari. In MiKTeX 2.7 mi sembra di no.
          Il risultato dovrebbe essere migliore perché con l’opzione [10pt] i caratteri vengono scalati. Ho ragionato così: visto che il finto maiuscoletto è tanto deprecato, proprio perché ottenuto scalando il font maiuscolo, per analogia dovrebbe essere deprecato anche scalare gli altri font…o no ❓ Personalmente, però, mi sembra ci voglia un buon occhio per accorgersi della differenza.

          Ciao
          Ivan

        • #29323
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          No! Questa volta niente pdf pronto da scaricare, ma solo un bel po’ di dubbi, senza chiarire i quali mi sarà impossibile ultimare l’articolo; ve li espongo di seguito. 😉

          Si consideri il seguente esempio:
          `
          \documentclass[12pt]{article}
          \usepackage[applemac]{inputenc}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[10pt]{type1ec}
          \usepackage[greek,italian]{babel}
          \languageattribute{greek}{polutoniko}
          \newcommand{\greco}[1]{%
          \begin{otherlanguage*}{greek}#1\end{otherlanguage*}}
          \begin{document}
          \greco{“i ~h}
          \textgreek{“i ~h}
          {\greektext “i ~h}

          \greco{\Digamma}

          \greco{c s cc ss}
          \end{document}`

          1. Supponiamo di compilare il documento precedente con una distribuzione TeX Live o con una MiKTeX completa. Quali font greci vengono caricati nel documento finale? I cb (ovvero i font greci di Claudio Beccari)? I CM-Super?

          Lo vedi dal log.

          2. I cb fanno parte della distribuzione CM-Super?

          Sì e no.

          3. Cambierebbe qualcosa (al fine dei font greci) sostituendo nel codice precedente la riga
          `\usepackage[T1]{fontenc}`
          con
          `\usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage{lmodern}`

          I font lmodern non hanno il greco.

          4. Ho notato che specificare
          `\usepackage[10pt]{type1ec}`
          è essenziale, altrimenti i caratteri greci composti con un corpo diverso da 10 punti appaiono sgranati 😕 (basta compilare il documento di prova togliendo la chiamata a type1ec per rendersene conto). Sulla guida di Beccari c’è scritto che è possibile, in alternativa, scaricare da CTAN i font greci vettoriali “completi” (quindi con tutti i corpi, non solo quelli di 10 punti), che però occupano molto spazio.

          Il risultato estetico in quest’ultimo caso è migliore? Se sì, perché?

          Scommetto che hai ancora la TeX Live 2007. Io ottengo font non sgranati anche senza type1ec.

          5. Che cos’è la codifca LGR? Bsogna selezionarla esplicitamente in
          `\usepackage[LGR,T1]{fontenc}`
          oppure (come credo) essa viene comunque impostata automaticamente caricando babel con l’opzione greek?

          Domanda un po’ sciocca, non credi? Visto che il greco viene senza doverla richiedere.

          6. Sbaglio, oppure il comando predefinito di babel
          `\textgreek`
          (come peraltro l’omologa dichiarazione \greektext) non funziona con gli accenti? Basta confrontare, nel documento che ho proposto,
          `\textgreek{“i ~h}`
          con
          `\greco{“i ~h}`
          Che succede?

          Che il comando sceglie il greco monotonico, dove c’è un solo tipo di accento (quello acuto, se non sbaglio). Per meglio dire, con \textgreek non disabiliti ” e ~ come caratteri attivi, ciò che invece succede con \begin{otherlanguage*}{greek} avendo richiesto polutonikogreek. Per esempio, \textgreek{>a} produce lo spirito sopra l’alfa. Infatti con
          `\def\mygreek{\afterassignment\disableactives\let\next= }
          \def\disableactives{\leavevmode\bgroup\shorthandoff”\shorthandoff~\greektext}
          \mygreek{“i ~h}`
          ottieni gli accenti corretti.

          7.
          `\greco{\Digamma}`
          non funziona (produce una normale F latina)! Perché? Come si fa per avere il digamma (naturalmente, non credo possa andare il $\digamma$ del pacchetto amssymb!).

          Il comando \Digamma sceglie il carattere “C3 della codifica LGR (font cb, per intenderci), dove c’è una F maiuscola. Esiste \ddigamma per il digamma minuscolo.

          8. Visto che la tilde ~ è usata per l’accento circonflesso, che cosa si usa in greco per lo spazio insecabile?

          Solo per il greco politonico; per il monotonico la tilde va bene per lo spazio indivisibile. Siccome la definizione di ~ in LaTeX è
          `\def~{\nobreakspace{}}`
          direi che puoi usare \nobreakspace. 🙂

          9. Avrei bisogno di inserire una sigma minuscolo da sola, ma non come se fosse l’ultima lettera di una parola. In altre parole, vorrei una $\sigma$ solitaria, ma usando i font non matematici (se scrivo \greco{s} ottengo lo stesso che \greco{c}, se scrivo \greco{sx} l’ultima lettera è di troppo)… non so se mi sono spiegato. 🙄

          s\noboundary{}

          Ciao
          Enrico

        • #29324
          lorenzo.pantieri
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            Domanda un po’ sciocca, non credi? Visto che il greco viene senza doverla richiedere [la codifica LGR].

            Infatti, è che così mi sembrava troppo facile… 😳

            Che il comando [\textgreek] sceglie il greco monotonico, dove c’è un solo tipo di accento (quello acuto, se non sbaglio). Per meglio dire, con \textgreek non disabiliti ” e ~ come caratteri attivi, ciò che invece succede con \begin{otherlanguage*}{greek} avendo richiesto polutonikogreek.

            No, non sbagli: il greco moderno ha solo l’accento acuto (ed anche così è molto difficile…). Vista la tua risposta, a questo punto consiglierò senz’altro al mio lettore ideale di usare il comando \greco, che funziona sempre (e che ha anche il vantaggio di essere più corto).

            Il comando \Digamma sceglie il carattere “C3 della codifica LGR (font cb, per intenderci), dove c’è una F maiuscola. Esiste \ddigamma per il digamma minuscolo.

            Stando così le cose, mi sfugge l’utilità di un comando \Digamma che produce una F maiuscola. 🙄 Fra l’altro, il comando $\digamma$ produce un glifo bellissimo…

            Nella TeX Live 2008 (contenuta in MacTeX 2008) è già installata la collezione completa dei font di Beccari. In MiKTeX 2.7 mi sembra di no.
            Il risultato dovrebbe essere migliore perché con l’opzione [10pt] i caratteri vengono scalati. Ho ragionato così: visto che il finto maiuscoletto è tanto deprecato, proprio perché ottenuto scalando il font maiuscolo, per analogia dovrebbe essere deprecato anche scalare gli altri font…o no Personalmente, però, mi sembra ci voglia un buon occhio per accorgersi della differenza.

            La penso esattamente come te.

            Grazie mille, Enrico, Ivan e Antonio per i vostri interventi!

            A presto,
            Lorenzo

          • #29325
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            Il comando \Digamma sceglie il carattere “C3 della codifica LGR (font cb, per intenderci), dove c’è una F maiuscola. Esiste \ddigamma per il digamma minuscolo.

            Stando così le cose, mi sfugge l’utilità di un comando \Digamma che produce una F maiuscola. 🙄 Fra l’altro, il comando $\digamma$ produce un glifo bellissimo…

            Il font cb “normale” usa caratteri molto simili (direi uguali) ai Computer Modern, per il maiuscolo. La digamma maiuscola serve solo per scrivere numerali in maiuscolo e, essendo storicamente il carattere che l’alfabeto latino ha importato, attraverso l’etrusco, per il suono F che in greco non esisteva, mi sembra normale renderlo in quel modo. La lettera si chiama “digamma” perché si può vedere come due “gamma” sovrapposte, essendo stato perso il suono che rappresentava. Il simbolo AMS non ha nulla a che fare, naturalmente, con i font cb né con i Computer Modern.

            Ciao
            Enrico

          • #29326
            lorenzo.pantieri
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              http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Greco.pdf

              In questo articol(in)o, dedicato specialmente a tutti gli “umanisti” del forum, vengono presentati alcuni strumenti che LaTeX mette a disposizione per comporre un testo in lingua greca.

              Come sempre, le vostre osservazioni sono molto gradite…

              Ciao,
              L.

            • #29327
              lorenzo.pantieri
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                Carissimi, c’è un problema.

                Tommaso mi ha fatto giustamente notare che in greco l’accento circonflesso è posto sopra lo spirito che sovrasta una lettera minuscola, e non di fianco, come nella tabella 3 del mio articolo.

                1. Qualcuno sa come fare (ammesso che sia possibile) a mettere l’accento circonflesso sullo spirito di una lettera greca minuscola usando solo babel (con l’opzione polutonikogreek, naturalmente)?

                2. Il pacchetto teubner di Beccari permette di risolvere il punto precedente con nuovi comandi, \Cs e \Cr. Sapete per che cosa stanno quei due “acronimi”?

                3. Il pacchetto teubner è ancora incompatibile con amsmath?

                4. Sapete se è possibile ottenere il simbolo \coppa di teubner con un comando del solo babel? Il comando \qoppa di babel, infatti, produce (osserva ancora giustamente Tommaso) un simbolo diverso da quello comunemente usato per il “koppa” greco.

                Grazie mille,
                L.

                P.S. Normalmente, quando scrivo una guida, consiglio di utilizzare sempre gli strumenti più potenti e mirati disponibili. Per esempio, nel capitolo sulla matematica dell’Arte non distinguo tra che cosa si possa fare con il solo LaTeX e che cosa invece si possa fare con amsmath, ma consiglio di caricare direttamente amsmath (formidabile).

                In questo caso, però, sarei per non consigliare direttamente teubner, proprio perché (mi risulta che questo pacchetto sia) incompatibile con amsmath.

                Per esempio, se un utente vuole inserire una citazione o una semplice parola greca in un lavoro di (storia della) matematica, non dovrebbe aver bisogno di teubner, ma potrebbe aver bisogno di amsmath e di babel con polutonikogreek. In questo caso, caricare teubner sarebbe (inutile e soprattutto) dannoso.

              • #29328
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                3. Il pacchetto teubner è ancora incompatibile con amsmath?

                Ciao Lorenzo!
                Intanto complimenti per l’idea di scrivere un breve guida ad uso (in particolare) degli umanisti. Tempo fa ero incorso in un conflitto tra teubner e amssymb. Il conflitto era legato alla definizione di “digamma”. Mi sembra però che quel problema sia stato successivamente eliminato. Sono curioso: hai trovato qualche caso in cui ci sia questo conflitto? Perché a me sembra che teubner funzioni bene con amsmath.

                Un’altra cosa. Cosa ne pensi di dedicare qualche pagina alla spiegazione di come scrivere in greco direttamente nel sorgente, attraverso la codifica Unicode? O magari usando XeLaTeX? Molti umanisti te ne sarebbero grati…

                Ciao
                Ivan

              • #29329
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                Carissimi, c’è un problema.

                Tommaso mi ha fatto giustamente notare che in greco l’accento circonflesso è posto sopra lo spirito che sovrasta una lettera minuscola, e non di fianco, come nella tabella 3 del mio articolo.

                1. Qualcuno sa come fare (ammesso che sia possibile) a mettere l’accento circonflesso sullo spirito di una lettera greca minuscola usando solo babel (con l’opzione polutonikogreek, naturalmente)?

                Nel modo più ovvio: ~>w >~w ~2. Il pacchetto teubner di Beccari permette di risolvere il punto precedente con nuovi comandi, \Cs e \Cr. Sapete per che cosa stanno quei due “acronimi”?
                Non ho idea del motivo della scelta, ma non servono se i diacritici vanno messi sopra le vocali “regolari” e lo dice Claudio esplicitamente. Sono indispensabili i comandi se si vogliono anche i segni prosodici.

                3. Il pacchetto teubner è ancora incompatibile con amsmath?

                L’unica incompatibilità che noto è l’impossibilità di usare \breve in modo matematico. Si dovrebbe curare con il solito metodo:
                `\documentclass{article}
                \usepackage[greek]{babel}
                \let\latexbreve\breve % save the original meaning of \breve
                \usepackage{teubner}
                \let\teubnerbreve\breve % save the redefinition of \breve
                \let\breve\latexbreve % restore the original meaning to keep amsmath happy
                \usepackage{amsmath}
                \let\amsbreve\breve % save the redefined meaning of \breve
                %%% uncomment one of the following
                %\let\breve\teubnerbreve % now \breve is the teubner one
                %\let\breve\amsbreve % now \breve is the amsmath one`

                4. Sapete se è possibile ottenere il simbolo \coppa di teubner con un comando del solo babel? Il comando \qoppa di babel, infatti, produce (osserva ancora giustamente Tommaso) un simbolo diverso da quello comunemente usato per il “koppa” greco.

                Credo che sia una dimenticanza di babel:
                `\DeclareTextCommand{\coppa}{LGR}{\char”13\relax}`
                Se poi si desidera questo simbolo nei numerali, si deve scrivere
                `\let\qoppa\coppa`
                Tuttavia mi pare di capire, pur non conoscendo il greco, che il numerale (sta per 90) si scriva con la grafia adottata da babel:

                http://el.wikipedia.org/wiki/Κόππα

                Proverò a chiedere a un greco.

                Ciao
                Enrico

              • #29330
                lorenzo.pantieri
                Partecipante
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                  Nel modo più ovvio: ~>w >~w ~

                  Perfetto.

                  `\DeclareTextCommand{\coppa}{LGR}{\char”13\relax}`

                  Aggiunto.

                  Ho appena messo in linea una versione aggiornata del lavoro. Al solito, gli umanisti del forum sono invitati a dare un’occhiata al capoverso sul “qoppa”: integrazioni e precisazioni sono le benvenute.

                  Cosa ne pensi di dedicare qualche pagina alla spiegazione di come scrivere in greco direttamente nel sorgente, attraverso la codifica Unicode? O magari usando XeLaTeX? Molti umanisti te ne sarebbero grati…

                  Se hai qualche link da indicarmi, ci darò senz’altro un’occhiata.

                  Ancora un problema: ho notato che nella citazione di pagina 4, “kaì” viene spezzato come “ka-ì”. Come posso fare per evitarlo senza usare \mbox (dal momento che, per quanto ricordo, in \hyphenation non si possono mettere comandi o caratteri accentati… ma ricordo bene?). 🙄

                  Grazie mille,
                  L.

                • #29331
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                  Ancora un problema: ho notato che nella citazione di pagina 4, “kaì” viene spezzato come “ka-ì”. Come posso fare per evitarlo senza usare \mbox (dal momento che, per quanto ricordo, in \hyphenation non si possono mettere comandi o caratteri accentati… ma ricordo bene?). 🙄

                  Il modulo di babel per il greco dà 1 come valore di \lefthyphenmin e \righthyphenmin. Il problema è come scrivi quella parola, con il comando di accentazione. La citazione a cui ti riferisci va scritta così:
                  `Th| p'anta dido'ush|
                  ka`i >apolambano'ush|
                  f'usei id'hmwn l'egei;
                  <ap'olabe, <`o j'eleis>>.
                  L'egei d`e to~uto o>u
                  katajrasun'omenos, >all`a
                  peijarq~wn m'onon ka`i
                  e>uno~wn a>ut~h|.`
                  Sinceramente non capisco perché tu inserisca alcuni accenti con \’ e altri con la sola legatura. Tutte le vocali accettano gli accenti e gli spiriti con le legature (con l’eccezione del circonflesso per le vocali brevi dove non può andare). Gli spiriti possono andare anche sopra la rho, con >r e > producono le virgolette basse.

                  Se chiedo \showhyphens{ka`i} mi viene risposto che la parola non si spezza.

                  Ciao
                  Enrico

                • #29332
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                  Cosa ne pensi di dedicare qualche pagina alla spiegazione di come scrivere in greco direttamente nel sorgente, attraverso la codifica Unicode? O magari usando XeLaTeX? Molti umanisti te ne sarebbero grati…

                  Se hai qualche link da indicarmi, ci darò senz’altro un’occhiata.

                  C’è un articolo di J. Leal su ArsTeXnica (n°2 Ottobre 2006) che mi ha messo la pulce nell’orecchio sulla faccenda. Altri link spero di averli sull’altro computer (ora ho il Mac :D). Se trovo qualcosa di interessante te lo mando. TI mando invece un esempio:

                  ` \documentclass{article}
                  \usepackage[greek,italian]{babel}
                  \usepackage{ucs}
                  \usepackage[utf8x]{inputenc}
                  \usepackage[T1]{fontenc}

                  \begin{document}

                  {\greektext Τῃ πάντα διδούσῃ καὶ ἀπολαμβανούσῃ φύσει ὁ πεπαιδευμένος καὶ αἰδήμων λέγει· ≪δὸς, ὃ θέλεις, ἀπόλαβε, ὃ θέλεις≫. Λέγει δὲ τοῦτο οὐ καταθρασυνόμενος, ἀλλὰ πειθαρχῶν μόνον καὶ εὐνοῶν αὐτῇ}

                  \end{document}`

                  Ho salvato il file come Unicode (UTF8) e ho semplicemente copiato il passo in greco di Marco Aurelio da te citato, direttamente dal pdf ,e poi l’ho incollato in TeXShop. Una gran comodità. Naturalmente i limiti sono la portabilità, la compatibilità tra piattaforme e il fatto che non tutti gli editor possono salvare in Unicode.

                  Ciao
                  Ivan

                • #29333
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                  Ciao a tutti.
                  Sulla vexata quaestio del coppa (o koppa, o qoppa: ma io direi koppa e basta, traslitterando il nome greco del segno), credo che Enrico abbia visto giusto.

                  Ho dato un’occhiata alla pagina di wiki in greco moderno, e in basso si può leggere che il simbolo che Lorenzo ha riprodotto nella prima versione del suo articolo è la versione grafica più moderna del koppa originario, quello fatto come un circoletto con la coda verso il basso.

                  Ciao
                  Tommaso

                • #29334
                  lorenzo.pantieri
                  Partecipante
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                    Carissimi,

                    innanzitutto mi fa piacere che il mio articolo abbia offerto lo spunto per riflessioni così interessanti. 🙂 Ringrazio in particolare Tommaso per avermi sottoposto le sue osservazioni, dettagliate e competenti.

                    1. Ho corretto tutte le citazioni, inserendo gli accenti con la sola legatura, sulla base delle indicazioni fornite da Enrico: ora “kaì” non viene più diviso scorrettamente, e le espressioni greche non solo risultano più semplici da scrivere, ma sono composte in modo impeccabile. 😀

                    2. A proposito dei simboli arcaici koppa, sampi, digamma e compagnia. Adesso che ci rifletto meglio, è chiaro che se un utente ha bisogno di inserirli in un documento, si tratterà di un utente specializzato, con esigenze filologiche non “elementari” (e che in quel lavoro non avrà verosimilmente bisogno di scrivere formule matematiche): ottima ragione per indirizzarlo senz’altro al pacchetto teubner. Quindi, per questo utente, coerentemente con l’impostazione didattica degli altri miei lavori, non sto a distinguere che cosa si possa fare con babel e che cosa invece si possa fare con teubner.

                    Esattamente come non ha senso (almeno, secondo me!) distinguere, nella composizione delle formule matematiche, che cosa si possa fare con il solo LaTeX e che cosa si possa fare con amsmath. Meglio caricare amsmath, e non pensarci più…

                    Non so come ho fatto a non pensarci prima. 🙄

                    Quindi ho eliminato la definizione “manuale” del simbolo koppa data prima, e ho riportato alcuni simboli di teubner. Più facile di così… 😉

                    Ah, non ho riportato alcuna disquisizione sulle differenze tra \coppa e \koppa, e in generale sull’uso degli altri simboli greci arcaici: si tratta di argomenti indubbiamente interessanti, ma secondo me sono fuori tema, dal momento che, in fondo, il mio è un articolo su “come scrivere in greco con LaTeX”, non sulla lingua greca in sé e per sé! Se un utente vuole scrivere quei simboli, devo presumere che ne conosca la natura e le differenze reciproche, perché le ha studiate in una grammatica.

                    Mi sbaglio?

                    Ecco il link alla versione aggiornata:
                    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Greco.pdf

                    3. Resta da appurare una questione. Nella mia MacTeX 2007 i font cb preinstallati sono solo in corpo 10 pt: se scrivo in greco a corpi diversi (senza caricare il pacchetto type1ec con l’opzione 10pt), i font appaiono sgranati. Enrico mi ha fatto notare che il problema non si presenta nella TeX Live 2008, e l’ho precisato nell’articolo.

                    Tommaso mi ha fatto però notare che il problema della sgranatura non si presenta neppure sulla sua MiKTeX 2.7. Potete confermarmi, in conclusione, che in queste distribuzioni “recenti” di LaTeX sono preinstallati i font cb completi?

                    In altre parole, vorrei che passaste al vaglio la veridicità di questa affermazione:

                    Per risparmiare spazio, le distribuzioni TeX Live (fino alla versione 2007) e MiKTeX comprendono solo i font cb di corpo 10 punti.

                    Grazie mille,
                    L.

                  • #29335
                    lorenzo.pantieri
                    Partecipante
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                      1.

                      In altre parole, vorrei che passaste al vaglio la veridicità di questa affermazione:

                      Per risparmiare spazio, le distribuzioni TeX Live (fino alla versione 2007) e MiKTeX comprendono solo i font cb di corpo 10 punti.

                      Oltre al precedente, ci sarebbe anche qualche altra cosetta…

                      2. Cambia qualcosa scrivendo
                      `\greco{'e}`
                      oppure, direttamente,
                      `\greco{é}`
                      ? (La stessa domanda vale per tutte le altre lettere accentate inserite direttamente da tastiera).

                      Io non noto differenze, ma Tommaso sì. Se avesse ragione lui, dovrei eliminare l’ultima riga della tabella 1.

                      3. Curiosità: che cos’è il simbolo ottenuto con \shwa di teubner? Vi è mai capitato di incontrarlo?

                      4. Ringrazio Enrico per il suo codice che rende, di fatto, compatibile amsmath con teubner. Tuttavia, che cosa potrebbe succedere, di fatto, se un utente ignaro scrivesse:
                      `\usepackage{amsmath,teubner}`
                      o
                      `\usepackage{teubner,amsmath}`
                      ?

                      Si può dire che, in definitiva,

                      Il pacchetto teubner è incompatibile con amsmath.

                      ?

                      Infatti, nel mio articolo, che non vuole scendere in dettagli troppo TeXnici, se scrivessi:

                      Il pacchetto teubner non è del tutto compatibile con amsmath.

                      lascerei -forse- nel dubbio il lettore: che vuol dire che due pacchetti “non sono del tutto compatibili”? Avete qualche proposta per risolvere questo problemino “didattico”?

                      Grazie ancora,
                      L.

                    • #29336
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                      2. Cambia qualcosa scrivendo
                      `\greco{'e}`
                      oppure, direttamente,
                      `\greco{é}`
                      ? (La stessa domanda vale per tutte le altre lettere accentate inserite direttamente da tastiera).

                      Con “é” hai una paginata di espansioni di macro, con “`e” solo l’inserimento di un carattere. Prova a scrivere
                      `\tracingmacros=1 \tracingonline=1 é\tracingmacros=0`
                      e vedrai quante macro vengono espanse per ottenere, in definitiva il carattere “‘e”.

                      3. Curiosità: che cos’è il simbolo ottenuto con \shwa di teubner? Vi è mai capitato di incontrarlo?

                      È un simbolo comunemente usato in linguistica per indicare una vocale “vaga”.

                      4. Ringrazio Enrico per il suo codice che rende, di fatto, compatibile amsmath con teubner. Tuttavia, che cosa potrebbe succedere, di fatto, se un utente ignaro scrivesse:
                      `\usepackage{amsmath,teubner}`
                      o
                      `\usepackage{teubner,amsmath}`
                      ?

                      Si può dire che, in definitiva,

                      Il pacchetto teubner è incompatibile con amsmath.

                      ?

                      Infatti, nel mio articolo, che non vuole scendere in dettagli troppo TeXnici, se scrivessi:

                      Il pacchetto teubner non è del tutto compatibile con amsmath.

                      lascerei -forse- nel dubbio il lettore: che vuol dire che due pacchetti “non sono del tutto compatibili”? Avete qualche proposta per risolvere questo problemino “didattico”?

                      Escluderei che un utente abbia bisogno di amsmath e di teubner insieme. E se proprio capitasse, perché mai dovrebbe aver bisogno dell’accento matematico \breve che nessuno usa mai? Di fatto l’unica incompatibilità dovrebbe essere questa.

                      Ciao
                      Enrico

                    • #29337
                      lorenzo.pantieri
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                        Con “é” hai una paginata di espansioni di macro, con “`e” solo l’inserimento di un carattere.

                        Capito. Quindi, in definitiva, l’ultima riga della tabella 1 è da togliere, giusto?

                        Susami la curiosità (visto che siamo in tema): la stessa cosa capita anche quando si inserisce una lettera accentata direttamente da tastiera scrivendo in italiano? Certo, non scriverei mai, in un documento italiano, cose come \’e solo per risparmiare (credo) qualche milionesimo di secondo in compilazione, ma è per saperlo.

                        [\shwa] è un simbolo comunemente usato in linguistica per indicare una vocale “vaga”.

                        Perfetto.

                        Escluderei che un utente abbia bisogno di amsmath e di teubner insieme. E se proprio capitasse, perché mai dovrebbe aver bisogno dell’accento matematico \breve che nessuno usa mai? Di fatto l’unica incompatibilità dovrebbe essere questa.

                        Benissimo.

                        Grazie mille,
                        L.

                      • #29338
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                        Con “é” hai una paginata di espansioni di macro, con “`e” solo l’inserimento di un carattere.

                        Capito. Quindi, in definitiva, l’ultima riga della tabella 1 è da togliere, giusto?

                        Susami la curiosità (visto che siamo in tema): la stessa cosa capita anche quando si inserisce una lettera accentata direttamente da tastiera scrivendo in italiano? Certo, non scriverei mai, in un documento italiano, cose come \’e solo per risprmiare (credo) qualche milionesimo di secondo in compilazione, ma è per saperlo.

                        Scrivere é è leggermente meno efficiente di \’e, se proprio vuoi saperlo (supponendo di aver caricato inputenc), perché richiede una certa quantità di espansioni in più.

                        Con il greco è molto diverso: é richiede espansione di macro, mentre ‘e no.

                        `\documentclass{minimal}
                        \usepackage[latin1]{inputenc}
                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \begin{document}
                        \tracingmacros=1
                        é
                        \tracingmacros=0
                        \end{document}`
                        La compilazione di questo dà un log di 4312 byte, mentre cambiando in \’e il log diventa di 3806 byte. Non ho fatto il conto del numero di espansioni richieste.

                        Ciao
                        Enrico

                      • #29339
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                        Ciao a tutti.
                        Come dice Lorenzo, trovo effettivamente differenze nella resa grafica degli accenti, a seconda che li si scriva

                        `é, 'e oppure \'e`

                        La differenza sta nell’angolo di inclinazione dell’accento rispetto al margine superiore della lettera.
                        Graficamente io preferisco il risultato che si ottiene scrivendo la lettera accentata direttamente da tastiera: è leggermente più verticale degli altri.

                        Però, vorrei far notare che anche nella prima versione dell’articolo di Lorenzo gli accenti erano diversi: l’esempio di Marco Aurelio ne era la prova.
                        Alla sua prima occorrenza, gli accenti erano scritti in un certo modo, e alla seconda, quella in cui a sinistra c’era il codice e a destra il risultato, gli accenti erano scritti prevalentemente con

                        `\'e`

                        e risultavano molto più inclinati (e brutti, a mio avviso), sulla lettera.

                        Piuttosto, il greco antico conosceva altri segni per suoni poi scomparsi, che ritengo utile poter scrivere con LaTeX.
                        Guardate nel link qui sotto, tanto per riportarne uno, la parte bassa della colonna a destra.

                        Credo che la questione del coppa sia risolta. 😀

                        Ciao
                        Tommaso

                        http://en.wikipedia.org/wiki/Qoppa

                      • #29340
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                        Non avevo letto il precedente post di Lorenzo. 😳

                        Le mie precedenti osservazioni possono dunque essere ignorate.

                        Cercando tra gli alberi di MiKTeX, ho visto che ci sono i cb, e non avendo problemi di sgranatura scrivendoli a 10, 11 o 12pt, credo che l’installazione sia completa.

                        Ad ogni modo, chi l’avrebbe mai detto che un articolo sul greco avrebbe smosso così tanto le acque?

                        Bravi tutti! 😀

                        Ciao
                        Tommaso

                      • #29341
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                        Buonasera a tutti.

                        Appendo qui un’importante rettifica a quanto scritto qualche post fa.

                        IL PROBLEMA DELLA SGRANATURA DEI FONT cb SE USATI A 11 O 12pt SI PRESENTA ANCHE A ME CHE USO MiKTeX 2.7 COMPLETO.

                        In modo del tutto imperdonabile, e imputabile unicamente alla mia superficialità, ho sollevato un vespaio di contributi su questo aspetto della faccenda. Chiedo scusa a quanti hanno perso del loro tempo per fare le prove del caso. La prossima volta rifletterò a lungo prima di avventurarmi in osservazioni francamente superflue.

                        Rimane che i font non si sgranano aumentando le loro dimensioni se, come scrive correttamente Lorenzo nel suo articolo, nel preambolo si dichiara

                        `\usepackage[latin1]{inputenc}
                        \usepackage[10pt]{type1ec}
                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}`

                        Mi sembra di aver capito, poi, che gli accenti acuto e circonflesso si scrivano in un’unico modo:

                        `'a oppure `a`

                        Giusto?

                        Buonanotte
                        Tommaso

                      • #29342
                        lorenzo.pantieri
                        Partecipante
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                          IL PROBLEMA DELLA SGRANATURA DEI FONT cb SE USATI A 11 O 12pt SI PRESENTA ANCHE A ME CHE USO MiKTeX 2.7 COMPLETO.

                          Rimane che i font non si sgranano aumentando le loro dimensioni se, come scrive correttamente Lorenzo nel suo articolo, nel preambolo si dichiara

                          `\usepackage[latin1]{inputenc}
                          \usepackage[10pt]{type1ec}
                          \usepackage[T1]{fontenc}
                          \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}`

                          Bene. Alora quanto riportato sull’articolo è esatto.

                          Mi sembra di aver capito, poi, che gli accenti acuto e circonflesso si scrivano in un’unico modo:

                          `'a oppure `a`

                          Non so dirti se quello è l’unico modo. Di sicuro così gli accenti vengono, la resa è impeccabile ed è il metodo consigliato da Enrico (che ringrazio per l’ennesima spiegazione impeccabile). Direi che basta! 😉

                          Ah, non preoccuparti, di sviste ne ho fatte un milione, da quando sono qui. E poi, senza il tuo contributo l’articolo non avrebbe mai assunto la forma attuale! 🙂

                          Aggingo che ho riscritto l’ultimo capoverso del lavoro, “ammorbidendo” le riserve nei confronti di teubner.

                          Va segnalato che il pacchetto teubner non è del tutto compatibile con il pacchetto amsmath; tuttavia, dal momento che in un lavoro di filologia classica greca difficilmente c’è bisogno di scrivere matematica avanzata, in realtà ciò non costituisce un problema. Per maggiori dettagli si rimanda alla documentazione del pacchetto.

                          Ciao,
                          L.

                        • #29343
                          lorenzo.pantieri
                          Partecipante
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                            Ciao, ho appena aggiornato il lavoro, aggiungendo le note a margine ed eliminando un refuso nella bibliografia.

                            http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Greco.pdf

                            A presto,
                            L.

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