Domanda un po’ sciocca, non credi? Visto che il greco viene senza doverla richiedere [la codifica LGR].
Infatti, è che così mi sembrava troppo facile… 😳
Che il comando [\textgreek] sceglie il greco monotonico, dove c’è un solo tipo di accento (quello acuto, se non sbaglio). Per meglio dire, con \textgreek non disabiliti ” e ~ come caratteri attivi, ciò che invece succede con \begin{otherlanguage*}{greek} avendo richiesto polutonikogreek.
No, non sbagli: il greco moderno ha solo l’accento acuto (ed anche così è molto difficile…). Vista la tua risposta, a questo punto consiglierò senz’altro al mio lettore ideale di usare il comando \greco, che funziona sempre (e che ha anche il vantaggio di essere più corto).
Il comando \Digamma sceglie il carattere “C3 della codifica LGR (font cb, per intenderci), dove c’è una F maiuscola. Esiste \ddigamma per il digamma minuscolo.
Stando così le cose, mi sfugge l’utilità di un comando \Digamma che produce una F maiuscola. 🙄 Fra l’altro, il comando $\digamma$ produce un glifo bellissimo…
Nella TeX Live 2008 (contenuta in MacTeX 2008) è già installata la collezione completa dei font di Beccari. In MiKTeX 2.7 mi sembra di no.
Il risultato dovrebbe essere migliore perché con l’opzione [10pt] i caratteri vengono scalati. Ho ragionato così: visto che il finto maiuscoletto è tanto deprecato, proprio perché ottenuto scalando il font maiuscolo, per analogia dovrebbe essere deprecato anche scalare gli altri font…o no Personalmente, però, mi sembra ci voglia un buon occhio per accorgersi della differenza.
La penso esattamente come te.
Grazie mille, Enrico, Ivan e Antonio per i vostri interventi!
A presto,
Lorenzo