“L’arte di scrivere in cirillico con LaTeX”

  • Creatore
    Topic
  • #29540
    lorenzo.pantieri
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::


      Anche questa volta, niente pdf (per ora), ma solo qualche dubbio! 😉
      1. Il seguente
      `\documentclass[12pt]{article}
      \usepackage[latin1]{inputenc}
      \usepackage[OT2,T1]{fontenc}
      \usepackage[italian]{babel}

      \newcommand\cyr{%
      \renewcommand\rmdefault{wncyr}%
      \renewcommand\sfdefault{wncyss}%
      \renewcommand\encodingdefault{OT2}%
      \normalfont
      \selectfont}
      \DeclareTextFontCommand{\textcyr}{\cyr}

      \begin{document}
      \textcyr{Horoxo}
      \end{document}`
      funziona molto bene: i font sono perfetti ad ogni ingrandimento.

      Invece nel seguente
      `\documentclass[12pt]{article}
      \usepackage[latin1]{inputenc}
      \usepackage[OT2,T1]{fontenc}
      \usepackage[russian,italian]{babel}

      \begin{document}
      \textcyrillic{Horoxo}
      \end{document}`
      i font appaiono sgranati (nella mia MacTeX 2007). Perché? In fondo, se uno vuole scrivere caratteri cirillici, sarà (per lo più) perché vuole scrivere in russo o in bulgaro o in ucraino, quindi la compatibilità con babel dovrebbe essere necessaria. Come rimediare?

      2. La codifica T2A non (mi) funziona (nel senso che vengono prodotti normalissimi caratteri latini), eppure su babel ho letto che dovrebbe garantire l’output in cirillico.

      Grazie mille,
      L.

    Visualizzazione 13 filoni di risposte
    • Autore
      Risposte
      • #29541
        Up
        0
        Down
        ::

        Anche questa volta, niente pdf (per ora), ma solo qualche dubbio! 😉
        1. Il seguente
        `\documentclass[12pt]{article}
        \usepackage[latin1]{inputenc}
        \usepackage[OT2,T1]{fontenc}
        \usepackage[italian]{babel}

        \newcommand\cyr{%
        \renewcommand\rmdefault{wncyr}%
        \renewcommand\sfdefault{wncyss}%
        \renewcommand\encodingdefault{OT2}%
        \normalfont
        \selectfont}
        \DeclareTextFontCommand{\textcyr}{\cyr}

        \begin{document}
        \textcyr{Horoxo}
        \end{document}`
        funziona molto bene: i font sono perfetti ad ogni ingrandimento.

        Invece nel seguente
        `\documentclass[12pt]{article}
        \usepackage[latin1]{inputenc}
        \usepackage[OT2,T1]{fontenc}
        \usepackage[russian,italian]{babel}

        \begin{document}
        \textcyrillic{Horoxo}
        \end{document}`
        i font appaiono sgranati (nella mia MacTeX 2007). Perché? In fondo, se uno vuole scrivere caratteri cirillici, sarà (per lo più) perché vuole scrivere in russo o in bulgaro o in ucraino, quindi la compatibilità con babel dovrebbe essere necessaria. Come rimediare?

        2. La codifica T2A non (mi) funziona (nel senso che vengono prodotti normalissimi caratteri latini), eppure su babel ho letto che dovrebbe garantire l’output in cirillico.

        Nel primo caso stai usando i caratteri wncyr, studiati dall’AMS e dalla Washington University; con quei font puoi accedere ai caratteri cirillici tramite una traslitterazione; per esempio la parola “prego” si scrive “horosho”, “unione” si scrive “soyuz” e “Solzhenitsyn” produce il nome dello scrittore nel modo corretto. Solo per certe parole, per esempio “sovet\/skii0” occorre spezzare una legatura.

        Ci sono parecchie altre legature, ne abbiamo vista una prima (i0 produce la i breve). Il famoso matematico con il nome costantemente storpiato si può scrivere
        `Pafnutii0 Lp1vovich Chebyshe0v`
        Un po’ di pratica e si impara. 🙂

        Nel secondo caso stai trascurando che la codifica T2A coincide quasi interamente, nella parte inferiore del codice (0-127), con la T1. Per scrivere in russo con la T2A (o le altre variazioni) si deve usare una specifica codifica di input. Per esempio utf8.

        Per chi deve solo riportare brevi tratti di testo in russo, bulgaro o serbo, credo che sia meglio consigliare l’uso dei font wncyr; con la definizione un pochino più corretta
        `\newcommand\cyr{\fontencoding{OT2}\fontfamily{wncyr}\selectfont}
        \DeclareTextFontCommand{\textcyr}{\cyr}`
        Che senso ha modificare \rmdefault e simili? 🙄

        Se proprio ti serve modificare automaticamente la famiglia nella versione “sans serif” il modo è certamente diverso.

        Ciao
        Enrico

      • #29542
        lorenzo.pantieri
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Cirillico.pdf

          Attenzione, però: si tratta, per ora, solo di una bozza. La pubblico solo per facilitare il processo di correzione.

          In particolare vanno chiariti i seguenti dubbi, aggravati dal fatto che, a differenza del greco, il cirillico non lo conosco proprio! 😳

          1. I font wncyr sono preinstallati in una MiKTeX di base? Oppure occorre una MiKTeX completa?

          2. I font wncyr sono parte della distribuzione CM-Super?

          3. Come mai
          `\textcyr{Horoxo}`
          e
          `\textcyr{horosho}`
          danno lo stesso output? In particolare, due mie studentesse (bielo)russe mi hanno detto che \textcyr{horosho} non significa “prego”…

          4. Qual è il modo migliore per scrivere in italiano (non in cirillico, quindi) “Chebyshev” e “Solzhenitzin”. Sono nomi spesso storpiati, come è stato autorevolmente sottolineato: non vorrei anch’io dare il mio contributo in quella direzione… 😉

          5. Tabella 2: l’ho presa da una tabella che mi ha inviato “egreg9”. Enrico mi ha anche inviato una seconda tabella, con altri segni, tutti coincidenti con la prima, ma con in più tre caratteri (li ho messi nell’ultima riga della tabella 2). Si tratta di segni in qualche modo “speciali”? O posso metterli tranquillamente con gli altri, e non in una riga a parte?

          Se è così, in quale riga della tabella mettereste quei tre glifi? Nella seconda o nella quarta?

          Naturalmente, ogni altra osservazione è benvenuta!

          Ciao,
          L.

        • #29543
          Up
          0
          Down
          ::

          http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Cirillico.pdf

          Attenzione, però: si tratta, per ora, solo di una bozza. La pubblico solo per facilitare il processo di correzione.

          In particolare vanno chiariti i seguenti dubbi, aggravati dal fatto che, a differenza del greco, il cirillico non lo conosco proprio! 😳

          1. I font wncyr sono preinstallati in una MiKTeX di base? Oppure occorre una MiKTeX completa?

          2. I font wncyr sono parte della distribuzione CM-Super?

          Non so dirti su MiKTeX; i wncyr sono fra quelli forniti dalla BlueSky:
          `/usr/local/texlive/2008/texmf-dist/fonts/type1/bluesky/ams/wncyr10.pfb`
          scrive pdftex dopo la compilazione.

          3. Come mai
          `\textcyr{Horoxo}`
          e
          `\textcyr{horosho}`
          danno lo stesso output? In particolare, due mie studentesse (bielo)russe mi hanno detto che \textcyr{horosho} non significa “prego”…

          Certo che non significa “prego”, ma nemmeno “buono”, bensì “bene” (è avverbio). Naturalmente i due input non danno lo stesso risultato, perché nel primo l’iniziale è maiuscola. 🙂 La combinazione di caratteri “sh” si lega nel carattere che sta nello slot della “x”. Ciò non significa che sia conveniente dire all’utente che la “sha” si può scrivere con la x; anzi direi proprio che nella tabella di pagina 3 sia meglio togliere le corrispondenze accidentali (c, q, w, x).

          4. Qual è il modo migliore per scrivere in italiano (non in cirillico, quindi) “Chebyshev” e “Solzhenitzin”. Sono nomi spesso storpiati, come è stato autorevolmente sottolineato: non vorrei anch’io dare il mio contributo in quella direzione… 😉

          Ci sono due scuole di pensiero: una propende per la “traslitterazione scientifica” in cui i due nomi si scriverebbero “\v{C}eby\v{s}\”ev” e “Sol\v{z}enicyn” (sebbene la pronuncia dell’ultima vocale sia “i” per motivi fonologici, la grafia richiede la “y”). La seconda linea di pensiero propende per la traslitterazione “americana” nella quale i due nomi si scrivono “Chebyshev” (senza le dieresi sull’ultima vocale) e “Solzhenitsyn”. Si usi coerentemente l’una o l’altra; la traslitterazione “americana” ha il vantaggio di non usare accenti e diacritici. Si evitino di sicuro le schifezze come Breznev, Gorbacioff e Cruscioff che si trovano ancora: si scriva Bre\v{z}nev, Gorbac\”ev, Khru\v{s}\v{c}\”ev oppure Brezhnev, Gorbacev, Khrushchev.

          Può essere utile una codifica come UTF8 dove i caratteri per usare la traslitterazione scientifica possono essere immessi da tastiera.

          Non va però trascurato il fatto che certi cognomi sono stati “decirillizzati” in maniere e in epoche diverse: sarebbe ridicolo scrivere “Anna Kulishev”, per esempio, in un testo in italiano.

          5. Tabella 2: l’ho presa da una tabella che mi ha inviato “egreg9”. Enrico mi ha anche inviato una seconda tabella, con altri segni, tutti coincidenti con la prima, ma con in più tre caratteri (li ho messi nell’ultima riga della tabella 2). Si tratta di segni in qualche modo “speciali”? O posso metterli tranquillamente con gli altri, e non in una riga a parte?

          Se è così, in quale riga della tabella mettereste quei tre glifi? Nella seconda o nella quarta?

          Mi accorgo che nella tabella di pagina 3 c’è una discrepanza fra il terzo e il quarto gruppo; l’unica differenza fra le legature “maiuscolo+” e “minuscolo+” è che “n0” non produce una legatura, mentre “N0” produce il simbolo di numero.

          Dividerei invece prima delle lettere che richiedono un accento esplicito.

          Ci sono poi i due caratteri che si ottengono con \# e +, cioè yat in maiuscolo e minuscolo. Si tratta di uno dei caratteri aboliti dalla riforma ortografica del 1918: oltre alla yat c’erano la “I”, la “fita” e la “izhitsa”; queste tre lettere si trovano ancora nelle codifiche della categoria T2, perché servono in alcune lingue che usano l’alfabeto cirillico. Chi adopera la yat lo fa per fini “politici”: è un po’ il simbolo del rifiuto della riforma ortografica.

          La “I” si ottiene con la legatura “I1” (e corrispondente minuscola), mentre la “fita” e la “izhitsa” non hanno un modo di input diretto se non con \char’025 e \char’035 (fita maiuscola e minuscola) o \char’024 e \char’034 (izhitsa maiuscola e minuscola). Non so perché non siano state previste legature per ottenere questi caratteri.

          Prima del 1918 il nome “Fedor” era scritto con la fita, che indicava un suono corrispondente alla Theta greca, poi diventato uguale alla “f”. Analogamente la “izhitsa” corrispondeva come suono alla “ypsilon” greca, poi diventato indistinguibile dalla “i”.

          Ultima osservazione: occorre precisare che i font WNCyr sono adatti solo per l’accostamento ai Computer Modern.

          Ciao
          Enrico

        • #29544
          Antonio Ledda
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::

            http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Cirillico.pdf

            Attenzione, però: si tratta, per ora, solo di una bozza. La pubblico solo per facilitare il processo di correzione.

            In particolare vanno chiariti i seguenti dubbi, aggravati dal fatto che, a differenza del greco, il cirillico non lo conosco proprio! 😳

            1. I font wncyr sono preinstallati in una MiKTeX di base? Oppure occorre una MiKTeX completa?

            2. I font wncyr sono parte della distribuzione CM-Super?

            […]

            Ciao,
            L.

            Nella versione base di MiKTeX* sulla quale ho eseguito la prova, ho dovuto aggiungere il “supporto per il cirillico” (Cyrillic support) dal Package Manager.

            Risultato con font di 12pt:

            http://img517.imageshack.us/img517/7577/cirillico01ru5.jpg

            Ho provato anche con font da 10 e 11pt: tutto bene.

            Per quanto riguarda i font wncyr, credo siano già disponibili in una versione di base. Ho fatto una breve ricerca tra le cartelle di MiKTeX.

            http://img385.imageshack.us/img385/5072/cirillico02pr3.jpg

            Leggendo però su CTAN (http://www.ctan.org/tex-archive/help/Catalogue/entries/wncyr.html):

            The “original” cyrillic, whose encoding was adopted by the LaTeX project as OT2. The fonts are distributed as part of the AMS fonts collection, and Adobe Type 1 versions are available as part of the AMS fonts Type 1 collection.

            Note that, for fully satisfactory typesetting of languages, the LH font set is necessary. Those fonts are also available in Adobe Type 1 format as part of the CM-super bundle.

            The author is the American Mathematical Society.

            Sono distribuiti anche con la collezione di font AMS; non so se siano disponibili in MiKTeX base (ho controllato la data di installazione nel Package Manager e pare di sì).

            Ciao,
            Antonio

            *Non è proprio una versione base: tutti i pacchetti più usati sono installati. Nel pc sono installati anche i font CM-Super (dal 6 agosto 2008): http://img385.imageshack.us/img385/2679/cirillico03iw9.jpg.

          • #29545
            lorenzo.pantieri
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Carissimi,

              ho appena aggiornato il lavoro, sulla base delle indicazioni fornite da Enrico. Mi restano ancora un paio di dubbi.

              1.

              […] Direi proprio che nella tabella di pagina 3 sia meglio togliere le corrispondenze accidentali (c, q, w, x).

              Vale anche per le maiuscole C Q W e X? Resta un problema didattico: eleminando quelle lettere, quei “buchi” si noterebbero e (in mancanza di altre precisazioni) il lettore sarebbe indotto a chiedersi perplesso il perché.

              Mi scriveresti due righe, da inserire nella didascalia della tabella, che giustifichino l’assenza di quelle lettere?

              2. Per ragioni di concinnitas, mi servirebbe qualche altro esempio di parola in cirillico da inserire, accanto a
              `\textcyr{soyuz}`
              (“unione”) e
              `\textcyr{horosho}`
              (“bene”). Mi forniresti qualche altra parola?

              3.

              Mi accorgo che nella tabella di pagina 3 c’è una discrepanza fra il terzo e il quarto gruppo;[…]

              Dividerei invece prima delle lettere che richiedono un accento esplicito.

              L’ho corretta (fra l’altro, aggiungendo la legatura “c1” che prima mancava). Va bene?

              4.

              Ultima osservazione: occorre precisare che i font WNCyr sono adatti solo per l’accostamento ai Computer Modern.

              O mamma! 🙁 Davvero? A me sembra che il risultato con i Palatino non sia male, anzi… 🙄

              Grazie mille, Professore!

              Ciao,
              L.

            • #29546
              Up
              0
              Down
              ::

              Carissimi,

              ho appena aggiornato il lavoro, sulla base delle indicazioni fornite da Enrico. Mi restano ancora un paio di dubbi.

              1.

              […] Direi proprio che nella tabella di pagina 3 sia meglio togliere le corrispondenze accidentali (c, q, w, x).

              Vale anche per le maiuscole C Q W e X? Resta un problema didattico: eleminando quelle lettere, quei “buchi” si noterebbero e (in mancanza di altre precisazioni) il lettore sarebbe indotto a chiedersi perplesso il perché.

              Mi scriveresti due righe, da inserire nella didascalia della tabella, che giustifichino l’assenza di quelle lettere?

              Non a tutte le lettere dell’alfabeto latino è possibile far corrispondere un carattere cirillico in base al suono; questo è ovvio per la Q, la W e la X. Alla lettera C non corrisponde alcun carattere cirillico perché sarebbe complicato ricordarsi quale lettera produca, la \textcyr{CH} o la \textcyr{TS}, dal momento che la traslitterazione basata sulla scrittura delle lingue slave che usano l’alfabeto latino riserva la “C” latina per il secondo suono. Questo vale sia per il maiuscolo sia per il minuscolo.

              Noterai che le legature CH e TS vanno bene anche con entrambe le maiuscole, quindi non c’è da preoccuparsi passando a tutto maiuscolo.

              2. Per ragioni di concinnitas, mi servirebbe qualche altro esempio di parola in cirillico da inserire, accanto a
              `\textcyr{soyuz}`
              (“unione”) e
              `\textcyr{horosho}`
              (“bene”). Mi forniresti qualche altra parola?

              Rispolvero il dizionario Russo-Italiano, regalo della prof di italiano delle medie che tentò di insegnarmi un po’ di russo.

              pobeda (vittoria); zasluzhennyi0 (benemerito); vozhzhi (redini); zhalovatp1sya (lamentarsi); otverstie (apertura)

              3.

              Mi accorgo che nella tabella di pagina 3 c’è una discrepanza fra il terzo e il quarto gruppo;[…]

              Dividerei invece prima delle lettere che richiedono un accento esplicito.

              L’ho corretta (fra l’altro, aggiungendo la legatura “c1” che prima mancava). Va bene?

              Mi pare di sì, a parte le correzioni da apportare nei primi due gruppi (dove lascerei la lettera latina senza la corrispondente cirillica nei casi C Q W X). Nella pagina seguente c’è una h di troppo nella trascrizione scientifica del nome del famoso matematico.

              4.

              Ultima osservazione: occorre precisare che i font WNCyr sono adatti solo per l’accostamento ai Computer Modern.

              O mamma! 🙁 Davvero? A me sembra che il risultato con i Palatino non sia male, anzi… 🙄

              Hanno l’occhio diverso e forme alquanto incompatibili. Per far risaltare le parti in alfabeto cirillico può anche andare bene.

              Ciao
              Enrico

            • #29547
              robitex
              Amministratore del forum
                Up
                0
                Down
                ::


                Ecco un altra frase che ci sta bene in questo periodo:

                C НОВЫМ ГОДОМ И РОЖДЕСТВОМ

                BUON NATALE E BUON ANNO

                😆 😆 😆

                Ciao.

              • #29548
                Up
                0
                Down
                ::

                Ecco un altra frase che ci sta bene in questo periodo:

                C НОВЫМ ГОДОМ И РОЖДЕСТВОМ

                BUON NATALE E BUON ANNO

                😆 😆 😆

                Lo aggiungiamo anche in serbo:

                Христос се роди и срећна Нова година (Versione ortodossa)
                Срећан Божић и срећна Нова година (Versione laica)

                Così Lorenzo può usare anche una lettera non russa. In serbo, come in croato e in polacco, ci sono due suoni che assomigliano alla nostra “c palatale” di “cena”: uno debole e uno forte (non so se sono i nomi ufficiali in linguistica); la traslitterazione per i font WNCyr è “c1” per il suono debole e “ch” per il forte, in serbo usano la stessa lettera “ch” del russo. In croato sarebbero “ć” e “č” rispettivamente; in polacco usano “ć” e “cz”. Approssimativamente, la differenza è come fra “Lucio” e “luccio” (ma pronunciando la doppia senza prolungarla).

                Ciao
                Enrico

              • #29549
                Up
                0
                Down
                ::

                In serbo, come in croato e in polacco, ci sono due suoni che assomigliano alla nostra “c palatale” di “cena”: uno debole e uno forte (non so se sono i nomi ufficiali in linguistica); la traslitterazione per i font WNCyr è “c1” per il suono debole e “ch” per il forte, in serbo usano la stessa lettera “ch” del russo. In croato sarebbero “ć” e “č” rispettivamente; in polacco usano “ć” e “cz”. Approssimativamente, la differenza è come fra “Lucio” e “luccio” (ma pronunciando la doppia senza prolungarla).

                Enrico, posso una domanda indiscreta e off-topic? 😉
                Tutte questo lo sai per cultura/curiosità personale o perché hai, per qualche motivo, dovuto studiarlo? 😯

                LuCa

              • #29550
                Up
                0
                Down
                ::


                C’è una cosa importante da aggiungere: la cesura delle parole va disabilitata, ovviamente non è possibile usare quella della lingua corrente. Si può ricorrere al pacchetto hyphenat, ma in realtà la soluzione è più semplice (tratta da hyphenat):
                `\newlanguage\fakelanguage
                \newcommand\cyr{\fontencoding{OT2}\fontfamily{wncyr}\selectfont
                \language\fakelanguage}
                \DeclareTextFontCommand{\textcyr}{\cyr}`
                Ciao
                Enrico

              • #29551
                Up
                0
                Down
                ::

                In serbo, come in croato e in polacco, ci sono due suoni che assomigliano alla nostra “c palatale” di “cena”: uno debole e uno forte (non so se sono i nomi ufficiali in linguistica); la traslitterazione per i font WNCyr è “c1” per il suono debole e “ch” per il forte, in serbo usano la stessa lettera “ch” del russo. In croato sarebbero “ć” e “č” rispettivamente; in polacco usano “ć” e “cz”. Approssimativamente, la differenza è come fra “Lucio” e “luccio” (ma pronunciando la doppia senza prolungarla).

                Enrico, posso una domanda indiscreta e off-topic? 😉
                Tutte questo lo sai per cultura/curiosità personale o perché hai, per qualche motivo, dovuto studiarlo? 😯

                Curiosità e cultura personale: le particolarità delle lingue sono affascinanti e mi piace scrivere nomi e parole straniere nel modo corretto. Ho studiato un po’ di russo mooooolti anni fa e conosco un po’ di gente di paesi slavi.

                Ciao
                Enrico

              • #29552
                Up
                0
                Down
                ::


                Enrico è un serbatoio inesauribile di meraviglie, credetemi. Dovreste conoscerlo. 😉

                Una domanda forse OT: apprezzo molto il lavoro di Lorenzo sulle lingue che adottano per la loro traslitterazione alfabeti non latini.

                Questo lavoro continuerà anche per ulteriori lingue di famiglie linguistiche diverse dalla nostra (arabo, cinese, giapponese, lingue dell’Asia insulare, solo per fare degli esempi), oppure si pensa di circoscrivere il campo all’area compresa tra l’Atlantico, gli Urali e il Nordafrica?

                Vi auguro una splendida domenica. Qui a Padova c’è il sole. :mrgreen:

                Ciao
                Tommaso

              • #29553
                lorenzo.pantieri
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::

                  Enrico è un serbatoio inesauribile di meraviglie, credetemi.

                  Ti crediamo. 😉

                  Una domanda forse OT: apprezzo molto il lavoro di Lorenzo sulle lingue che adottano per la loro traslitterazione alfabeti non latini.

                  Questo lavoro continuerà anche per ulteriori lingue di famiglie linguistiche diverse dalla nostra (arabo, cinese, giapponese, lingue dell’Asia insulare, solo per fare degli esempi), oppure si pensa di circoscrivere il campo all’area compresa tra l’Atlantico, gli Urali e il Nordafrica?

                  Il lavoro continuerà fino a che le capacità lo permetteranno! In particolare, la possibilità di gestire più lingue (greco, cirillico; ebraico, arabo; cinese, giaapponese) mi pare che illustri a meraviglia le potenzialità di LaTeX.

                  Ho appena aggiornato il lavoro, sulla base delle indicazioni fornite da Enrico.

                  http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Cirillico.pdf

                  Mi sono permesso di fare solo un paio di piccolissime modifiche a quanto suggerito da “egreg9”.

                  1. Ho ammorbidito il giudizio di incompatibilità tra i font wncyr e gli altri font diversi dai Computer Modern.

                  In questo modo, i caratteri cirillici sono composti usando i font wncyr, messi a punto dall’AMS e dalla Washington University (e particolarmente adatti per essere accostati ai Computer Moden).

                  Visto che il mio lavoro è scritto con i Palatino, sarebbe stato contraddittorio sostenere una cosa diversa. 😉 Fra l’altro, IMHO qui entrano in ballo (anche) considerazioni soggettive: dire che due font stanno bene (o male) insieme è anche questione di gusti, non si tratta di una verità assoluta (anche se il giudizio di Enrico è infinitamente più autorevole del mio, e il lettore è invitato a tenerlo sempre presente!).

                  2.

                  Non a tutte le lettere dell’alfabeto latino è possibile far corrispondere un carattere cirillico in base al suono; è il caso della Q, della W e della X. Neppure alla lettera C corrisponde un carattere cirillico […].

                  La frase precedente è leggerissimamente diversa da quella proposta:

                  Non a tutte le lettere dell’alfabeto latino è possibile far corrispondere un carattere cirillico in base al suono; questo è ovvio per la Q, la W e la X. Alla lettera C non corrisponde alcun carattere cirillico […].

                  Infatti la mancata corrispondenza tra alcune lettere latine e il cirillico è “ovvia” solo per chi conosce il cirillico. In linea di massima, naturalmente, chi ha bisogno di scrivere qualcosa in cirillico conoscerà bene quell’alfabeto, ma questo può non essere vero sempre. Un utente, per esempio, potrebbe aver bisogno di inserire solo una o due parole in un documento (magari per far mostrare la forma di certi font).

                  Come sempre, fatemi sapere se c’è qualcosa che si può migliorare.

                  Ciao,
                  L.

                • #29554
                  Up
                  0
                  Down
                  ::

                  Come sempre, fatemi sapere se c’è qualcosa che si può migliorare.

                  D’accordo su quanto hai scritto, ti segnalo solo che sarebbe utile una tabella esplicita con le corrispondenze “cirillico <-> latino”: colonna di sinistra carattere cirillico (in ordine alfabetico per le lettere russe) e colonna di destra la lettera o la combinazione di lettere per produrlo. A seguire anche le altre lettere disponibili con OT2.

                  Potresti anche aggiungere tabelle per le principali lingue che usano l’alfabeto cirillico: ucraino, bielorusso, serbo, bulgaro e macedone. Trovi gli alfabeti cercando alla pagina http://www.omniglot.com/writing/index.htm; purtroppo l’ucraino non può davvero essere scritto con OT2, come vedrai subito. Per il bielorusso la lettera incriminata non fa propriamente parte dell’alfabeto (secondo Wikipedia).

                  Il problema è che la lettera “ge” dell’alfabeto ucraino è stata bandita durante il periodo sovietico, fra il 1933 e il 1990, quindi all’AMS non hanno sentito il bisogno di inserirla. 🙁

                  Ciao
                  Enrico

              Visualizzazione 13 filoni di risposte
              • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

              Go to top