- Questo topic ha 7 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 17 anni, 7 mesi fa da
lorenzo.pantieri.
-
CreatoreTopic
-
21 Gennaio 2009 alle 8:30 #30315::
Ciao a tutti.Ho letto che se si utilizza il comando
`\looseness=1`
è consigliabile inserire uno spazio insecabile tra le ultime due parole del capoverso. Penso che lo si faccia per evitare che l’ultima riga del capoverso allungato sia costituita solo da un “moncone” di parola. Tuttavia, come mostrato nell’esempio nonsense che segue, può capitare che l’ultima parola del capoverso venga spezzata, lasciando il moncone nell’ultima riga, vanificando -di fatto- quello spazio insecabile.
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Ho letto che se si utilizza il comando \verb!\looseness=1! \`e consigliabile inserire uno spazio insecabile tra le ultime due parole del capoverso, ma che pro~accidenti?
\end{document}`
Vorrei capirci qualcosa di più…Ciao,
L.
-
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
21 Gennaio 2009 alle 9:53 #30316::
Ciao a tutti.
Ho letto che se si utilizza il comando
`\looseness=1`
è consigliabile inserire uno spazio insecabile tra le ultime due parole del capoverso. Penso che lo si faccia per evitare che l’ultima riga del capoverso allungato sia costituita solo da un “moncone” di parola. Tuttavia, come mostrato nell’esempio nonsense che segue, può capitare che l’ultima parola del capoverso venga spezzata, lasciando il moncone nell’ultima riga, vanificando -di fatto- quello spazio insecabile.
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Ho letto che se si utilizza il comando \verb!\looseness=1! \`e consigliabile inserire uno spazio insecabile tra le ultime due parole del capoverso, ma che pro~accidenti?
\end{document}`
Vorrei capirci qualcosa di più…Se l’unico modo che TeX trova per comporre il capoverso con i parametri imposti è quello, che ci vuoi fare? Puoi provare scrivendo
`…, ma a che pro~\mbox{accidenti}.`Ti prego, togliti dalla testa che tutto si possa fare automaticamente o per magia. Non è così. I capoversi “problematici” vanno trattati con tecniche diverse caso per caso, nessuna ricetta può funzionare “sempre”.
Ciao
Enrico
-
22 Gennaio 2009 alle 7:00 #30317::
Ti prego, togliti dalla testa che tutto si possa fare automaticamente o per magia. Non è così. I capoversi “problematici” vanno trattati con tecniche diverse caso per caso, nessuna ricetta può funzionare “sempre”.
Sfondi una porta aperta, Enrico. Ormai sono uno specialista in “revisioni finali”: ogni volta che aggiorno l’Arte, per esempio, verifico tutti i problemini di impaginazione che possono venir fuori e ci lavoro di cesello… 😉
Grazie mille,
L.
-
27 Gennaio 2009 alle 6:45 #30318::
Carissimi, è con un po’ di timore (di fare la figura del tonto…) che continuo questa discussione.Non voglio discutere né della qualità della composizione dei capoversi da parte di (La)TeX, che so essere eccelsa, né del fatto che scrivendo con LaTeX (o con qualsiasi altro programma di videoscrittura) un lavoro manuale di revisione finale è necessario, se si desidera un risultato “d’arte”.
Il fatto è che non capisco del tutto l’indicazione seguente:
Se si utilizza il comando \looseness=1 è consigliabile inserire uno spazio insecabile (~) tra le ultime due parole del capoverso.
1. Come ho detto, immagino che l’accorgimento serva ad evitare una riga finale costituita da un “moncone” di una solo sillaba. È corretta questa mia interpretazione?
Si veda però il capoverso “I trucchi precedenti si possono usare…” a pagina 67 dell’Arte (appena aggiornata). Quel capoverso è stato per l’appunto allungato con il comando \looseness=1, inserendo uno spazio insecabile tra le ultime due parole del capoverso: come vedete, l’ultima riga del capoverso è costituita dalla sola sillaba “zio”.
2. Secondo voi, si tratta di un capoverso composto in modo accettabile? Oppure sarebbe stato più opportuno concluderlo con qualcosa come
`
suo~\mbox{inizio}.
`
(invero piuttosto macchinoso)?3. In definitiva, l’indicazione riportata nel capoverso dell’Arte è corretta o va rettificata/ampliata?
Se possibile, vorrei avere una risposta ai miei dubbi punto per punto.
È che le cose mi piace capirle fino in fondo… 😉
Grazie anticipate,
L.
-
27 Gennaio 2009 alle 9:25 #30319::
Carissimi, è con un po’ di timore (di fare la figura del tonto…) che continuo questa discussione.
Non voglio discutere né della qualità della composizione dei capoversi da parte di (La)TeX, che so essere eccelsa, né del fatto che scrivendo con LaTeX (o con qualsiasi altro programma di videoscrittura) un lavoro manuale di revisione finale è necessario, se si desidera un risultato “d’arte”.
Il fatto è che non capisco del tutto l’indicazione seguente:
Se si utilizza il comando \looseness=1 è consigliabile inserire uno spazio insecabile (~) tra le ultime due parole del capoverso.
1. Come ho detto, immagino che l’accorgimento serva ad evitare una riga finale costituita da un “moncone” di una solo sillaba. È corretta questa mia interpretazione?
Si veda però il capoverso “I trucchi precedenti si possono usare…” a pagina 67 dell’Arte (appena aggiornata). Quel capoverso è stato per l’appunto allungato con il comando \looseness=1, inserendo uno spazio insecabile tra le ultime due parole del capoverso: come vedete, l’ultima riga del capoverso è costituita dalla sola sillaba “zio”.
2. Secondo voi, si tratta di un capoverso composto in modo accettabile? Oppure sarebbe stato più opportuno concluderlo con qualcosa come
`
suo~\mbox{inizio}.
`
(invero piuttosto macchinoso)?3. In definitiva, l’indicazione riportata nel capoverso dell’Arte è corretta o va rettificata/ampliata?
Se possibile, vorrei avere una risposta ai miei dubbi punto per punto.
È che le cose mi piace capirle fino in fondo… 😉
Il verbo “utilizzare” è abusato e brutto; “il presente capoverso” è burocratico.
- Se si adopera il comando \looseness=1 è consigliabile inserire uno spazio insecabile (~) fra le ultime due parole del capoverso o racchiudere l’ultima parola in \mbox, per confondere le tracce. Questo può funzionare purché il capoverso sia abbastanza lungo, in modo che TeX abbia sufficiente spazio di manovra. Un capoverso breve, salvo casi fortunati, non è idoneo per questi trucchi di impaginazione, di solito serve almeno una decina di righe e che, nella composizione normale, l’ultima riga sia quasi piena. Questo capoverso è stato composto con \looseness=1 e ha effettivamente una riga in più rispetto alla composizione ottimale. Occorre però tenere presente che il trucco non funziona sempre e occorre essere pronti a modificare il testo per ottenere l’effetto desiderato.
Mi fai il piacere di dire che cosa ottieni inserendo, fra quel capoverso e il successivo,
`\showthe\columnwidth
\showthe\textwidth
\showthe\finalhyphendemerits
\edef\next{\fontname\font}\show\next`
in modo che possa fare esperimenti?Che la faccenda sia macchinosa è certo, ma dopo tutto sono raffinamenti che servono solo in casi molto particolari.
Ciao
Enrico
-
27 Gennaio 2009 alle 17:10 #30320::
Il verbo “utilizzare” è abusato e brutto; “il presente capoverso” è burocratico.
Concordo. A volte impiego il verbo “utilizzare” per variare, in una frase che contiene già il verbo “usare”, ma probabilmente “adoperare” o “impiegare” sono migliori.
Se si adopera il comando \looseness=1 è consigliabile inserire uno spazio insecabile (~) fra le ultime due parole del capoverso o racchiudere l’ultima parola in \mbox, per confondere le tracce. Questo può funzionare purché il capoverso sia abbastanza lungo, in modo che TeX abbia sufficiente spazio di manovra. Un capoverso breve, salvo casi fortunati, non è idoneo per questi trucchi di impaginazione, di solito serve almeno una decina di righe e che, nella composizione normale, l’ultima riga sia quasi piena. Questo capoverso è stato composto con \looseness=1 e ha effettivamente una riga in più rispetto alla composizione ottimale. Occorre però tenere presente che il trucco non funziona sempre e occorre essere pronti a modificare il testo per ottenere l’effetto desiderato.
Mi sono permesso di riformulare leggermente la tua indicazione, specificando la ragione dell’opportunità di impiegare lo spazio insecabile e il comando \mbox; altre piccole differenze sono state introdotte, per l’appunto, per la necessità di “modificare il testo per ottenere l’effetto desiderato”. Si può leggere la nuova versione a pagina 67 dell’Arte, ancora aggiornata.
Se si adopera il comando \looseness=1 è consigliabile inserire uno spazio insecabile (~) fra le ultime due parole del capoverso oppure racchiudere l’ultima parola in \mbox: questi accorgimenti servono per evitare che l’ultima riga del capoverso “allungato” sia troppo corta (ad esempio, che sia costituita soltanto da una breve parola o da una sillaba), il che produrrebbe un effetto estetico non molto gradevole. Tutto ciò può funzionare purché il capoverso sia abbastanza lungo, in modo che LaTeX abbia sufficiente spazio di manovra. Un capoverso breve, salvo casi particolarmente fortunati, non è idoneo per questi trucchi di impaginazione: di solito servono almeno una decina di righe ed è necessario che, nella composizione normale, l’ultima riga sia quasi piena. Questo capoverso è stato composto con \looseness=1 e ha effettivamente una riga in più rispetto alla composizione ottimale. Occorre però tenere presente che il trucco non funziona sempre e bisogna essere pronti a modificare il testo per ottenere l’effetto desiderato.
Che te ne pare?
Mi fai il piacere di dire che cosa ottieni inserendo, fra quel capoverso e il successivo,
`\showthe\columnwidth
\showthe\textwidth
\showthe\finalhyphendemerits
\edef\next{\fontname\font}\show\next`
in modo che possa fare esperimenti?In realtà sei tu che fai un piacere a me… In ogni caso:
`> 312.0pt.
l.1980 \showthe\columnwidth?
> 312.0pt.
l.1981 \showthe\textwidth?
> 50000000.
l.1982 \showthe\finalhyphendemerits?
> \next=macro:
->pplr9d.
l.1983 \edef\next{\fontname\font}\show\next`
Grazie mille,
L.
-
27 Gennaio 2009 alle 18:32 #30321::
Grazie mille
Questo testo dovrebbe funzionare con l’aumento di una riga.
`Se si adopera il comando \verb|\looseness=1| è consigliabile inserire
uno spazio insecabile (\verb|~|) fra le ultime due parole del capoverso oppure
racchiudere l'ultima parola in \verb|\mbox|: questi accorgimenti servono per
evitare che l'ultima riga del capoverso “allungato'' sia troppo corta (ad esempio,
che sia costituita soltanto da una breve parola o da una sillaba), il che produrrebbe
un effetto estetico non molto gradevole. Tutto ciò può funzionare purché il
capoverso sia abbastanza lungo, in modo che \LaTeX{} abbia sufficiente spazio
di manovra. Un capoverso breve, salvo casi particolarmente fortunati, non è idoneo
per questi trucchi di impaginazione: di solito servono almeno una decina di righe ed è
necessario che, nella composizione normale, l'ultima riga sia quasi piena. Questo
capoverso è stato composto con \verb|\looseness=1| e ha effettivamente una riga
in più rispetto alla composizione ottimale che si avrebbe senza quel comando. Va
tenuto presente che il trucco non funziona sempre e bisogna essere pronti a
modificare il testo per ottenere l'effetto desiderato.`
Ciao
Enrico
-
27 Gennaio 2009 alle 19:26 #30322::
Questo testo dovrebbe funzionare con l’aumento di una riga.
Ciao Enrico, ho visto che, rispetto alla mia proposta, hai ritoccato la penultima frase. Purtroppo, con questa modifica il testo non funziona più: dare \looseness=1 non produce (più) alcun effetto. Può darsi che dipenda dal font (Bera Mono). con cui scrivo i comandi LaTeX. Ad ogni modo, poco male: è bastato cambiare in “o” un “oppure” ed eliminare un “particolarmente” (neanche a farlo apposta, si trattava di modifiche che avevo fatto rispetto alla tua prima proposta), e tutto torna a funzionare. Magia della revisione finale! 😉
Se si adopera il comando \looseness=1 è consigliabile inserire uno spazio insecabile (~) fra le ultime due parole del capoverso o racchiudere l’ultima parola in \mbox: questi accorgimenti servono per evitare che l’ultima riga del capoverso “allungato” sia troppo corta (ad esempio, che sia costituita soltanto da una breve parola o da una sillaba), il che produrrebbe un effetto estetico non molto gradevole. Tutto ciò può funzionare purché il capoverso sia abbastanza lungo, in modo che LaTeX abbia sufficiente spazio di manovra. Un capoverso breve, salvo casi fortunati, non è idoneo per questi trucchi di impaginazione: di solito servono almeno una decina di righe ed è necessario che, nella composizione normale, l’ultima riga sia quasi piena. Questo capoverso è stato composto con \looseness=1 e ha effettivamente una riga in più rispetto alla composizione ottimale che si avrebbe senza quel comando. Va tenuto presente che il trucco non funziona sempre e bisogna essere pronti a modificare il testo per ottenere l’effetto desiderato.
Ho appena aggiornato la guida.
Alè. 😀
Un salutone,
L.
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.