- Questo topic ha 7 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 22 anni, 3 mesi fa da
egreg9.
-
CreatoreTopic
-
14 Maggio 2004 alle 8:10 #3092::
Salve,ho fatto una ricerca rapida nel forum ma non ho trovato ciò che mi serve, quindi vi pongo la questione.
Utilizzando la classe “article” osservo il seguente fenomeno. Se la larghezza della didascalia di una figura è sufficientemente lunga essa viene inserita nel documento sporgente dal corpo del testo.
Ho provato ad inserire la didascalia in un “parbox” e funzionerebbe anche, se non fosse che tutti i riferimenti incrociati mi vanno a pallino, con numeri completamente errati.
Qualche suggerimento? Considerata la regolarità della sporgenza può darsi che non abbia capito che cosa regola la larghezza di una “caption”.
Grazie e a presto.
-
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
14 Maggio 2004 alle 8:28 #3093::
Utilizzando la classe “article” osservo il seguente fenomeno. Se la larghezza della didascalia di una figura è sufficientemente lunga essa viene inserita nel documento sporgente dal corpo del testo.
Francamente non sono riuscito a riprodurre il problema. Con quanto segue (tenendo presente che l’immagine e’ uno degli esempi a corredo di Ghostscript, golfer.ps), la didasclia viene composta in maniera regolare:`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{graphicx}\begin{document}
blah blah blah, \ref{etichetta} a p.~\pageref{etichetta}.\clearpage
\begin{figure}
\centering
\includegraphics[scale=0.4]{golfer}
\caption{ccc cc a cadf adf adfa dfadf adsf adfadf adf adsfads eafa efaf
adfadtadfaeaf adfadfa efadfadfa efadfadf}
\label{etichetta}
\end{figure}\end{document}`
Per avere un po’ di aiuto dovresti, come minimo, farci vedere il codice che usi per includere l’immagine.
-
14 Maggio 2004 alle 8:49 #3094::
normalemnte con tutti i comandi di base la diascalia non è sporgente, se è troppo lunga viene mandata a capo e festa finita.
controlla se per caso stai modificando qualcosa a mano, usando comandi non standard (per esempio creati da te) o pacchetti che modificano queste impostazioni.al limite puoi riportare il tuo preambolo e il codice usato per inserire la tua figura.
ciao
f
-
14 Maggio 2004 alle 9:41 #3095::
Rieccomi qua.Sono riuscito a risolvere il problema pertanto riporto la conclusione a futura memoria, nel caso qualcuno commettesse lo stesso mio errore. E poi elencare tutti i ragionamenti fatti può sempre aiutare.
Il problema non ha nulla a che fare con l’inclusione delle figure. Dopo aver ricevuto la risposta di ev ho costruito anch’io una versione ridotta del documento da compilare, provvista di solo titolo, un po’ di corpo del testo e la figura golfer.ps con didascalia. Ed il problema non si è ripresentato, come giustamente previsto da ev. Mi ero accorto che stranamente il corpo del testo veniva stampato in carattere più piccolo della didascalia delle figure, e fin dall’inizio non riuscivo a spiegarmelo. Guardando con attenzione il dvi ho compreso cosa mi disturbava nell’immagine: “abstract” e corpo del testo avevano caratteri della stessa grandezza. Questo non mi tornava per niente.
Allora ho controllato la riga dell’abstract, che riporto:\abstract{During 2003 test beam session for ATLAS Tile Calorimeter a monitoring program has been developed to ease the setup of correct running condition and…. etc.}
L’errore stà qua. Abstract è un ambiente. La forma corretta che risolve i problemi è, pertanto,
\begin{abstract}
During 2003 test beam… etc.
\end{abstract}Nell’altro modo l’effetto era di formattare tutto il testo come abstract. Quello che ancora non capisco è: perché latex non mi dava errore in fase di compilazione con la prima forma? Esiste un qualche comando che si chiama abstract (io non l’ho trovato)?
La risposta a queste domande è ben accetta.Ringrazio prima di tutto ev (di cui non conosco il nome) che mi ha risposto immediatamente e Fabiano comparso mentre facevo un po’ di prove e che ha confermato i miei sospetti.
Perdonate la lunghezza e scusate per non aver inserito estratti del codice. Me ne ricorderò.
Alla prossima,
Paolo
-
14 Maggio 2004 alle 10:13 #3096::
Sono riuscito a risolvere il problema pertanto riporto la conclusione a futura memoria, nel caso qualcuno commettesse lo stesso mio errore.
Bene; fossero tutti come te il forum sarebbe un posto migliore, invece tanti fanno una “toccata e fuga” e tanti saluti a tutti 😕
Allora ho controllato la riga dell’abstract, che riporto:
\abstract{During 2003 test beam session for ATLAS Tile Calorimeter a monitoring program has been developed to ease the setup of correct running condition and…. etc.}
L’errore stà qua. Abstract è un ambiente.
Esatto. Dato che chiedevi il motivo della mancata segnalazione che ti aspettavi da LaTeX, eccoti sommariamente la risposta: tralasciando molti dettagli, ogni ambiente XXX e’ creato internamente dai comandi \XXX e \endXXX (che vengono definiti automaticamente per gli ambienti prodotti dall’utente dai comandi \newenvironment & Co.).
Proseguendo di questo passo, quindi, \begin{XXX}[/color] esegue \XXX e “si segna” l’entrata in un nuovo ambiente di nome XXX; a sua volta \end{XXX} esegue \endXXX e controlla che l’ambiente appena terminato sia stato precedentemente iniziato in maniera corretta confrontando XXX con il nome “segnato” da \begin{XXX}. In questo modo, se si apre un abastract e si chiude una lista viene generato un errore; idem per abienti annidati chiusi in ordine sbagliato.
Nel tuo caso, eseguendo direttamente il comando (cosa che non si dovrebbe mai fare intenzionalmente), nessuno “segnava” il nome dell’ambiente fantasma e quindi \end{document} non ha potuto rilevare l’errore.
-
14 Maggio 2004 alle 10:18 #3097::
in pratica un \begin{xxx} prima si segna l’ambiente aperto e poi esegue \xxx quindi io posso fare tutti i comandi \cite, \itemize etc e lui non mi da mai problemi? non potevano all’appello di \begin{xxx} fare piuttosto di un \xxx un \foo_xxx in maniera da rendere meno facile incappare nell’errore?
ciao
f
-
18 Maggio 2004 alle 9:35 #3098::
non potevano all’appello di \begin{xxx} fare piuttosto di un \xxx un \foo_xxx in maniera da rendere meno facile incappare nell’errore?
Tutto si puo’ fare, ma con il metodo che dici tu alcuni ambienti che hanno un’implementazione estremamente semplice avrebbero dovuto essere scritti in maniera diversa. Inoltre, tanto per fare un esempio, tra`{\appendix
% …
}` e `\begin{appendix}
% …
\end{appendix}`quale salta maggiormente all’occhio scorrendo il codice?
-
18 Maggio 2004 alle 16:07 #3099::
non potevano all’appello di \begin{xxx} fare piuttosto di un \xxx un \foo_xxx in maniera da rendere meno facile incappare nell’errore?
Tutto si puo’ fare, ma con il metodo che dici tu alcuni ambienti che hanno un’implementazione estremamente semplice avrebbero dovuto essere scritti in maniera diversa. Inoltre, tanto per fare un esempio, tra`{\appendix
% …
}` e `\begin{appendix}
% …
\end{appendix}`quale salta maggiormente all’occhio scorrendo il codice?“Mon Dieu!”, come dicevo a una mia allieva di ripetizioni di matematica quando la sparava grossa. La sintassi corretta è`\appendix…`perché si tratta di una dichiarazione globale. Dopo le appendici non compaiono più capitoli normali (a meno che non si debbano fare appendici ai capitoli, ma è un altro discorso). Non fate l’errore di considerare, per esempio, \section un ambiente: non lo è. È pur vero che non succede niente se si scrive \begin{section}…\end{section}, ma, santo cielo, non stiamo scrivendo codice HTML.
Ciao
Enrico
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.