la delta del sottodifferenziale

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  • #33989
    Nebula
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      non riesco a trovare il carattere per indicare il sottodifferenziale.
      è simile a \partial, ma un po’ più basso… esiste?

      grazie

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      • #33990
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        non riesco a trovare il carattere per indicare il sottodifferenziale.

        Perdona l’ignoranza ma cosa è il sottodifferenziale? che operazione matematica è?

        Ciao Alberto

        PS: in 3 anni di Ing. Matematica non l’ho mai sentito.

      • #33991
        Nebula
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          Perdona l’ignoranza ma cosa è il sottodifferenziale? che operazione matematica è?

          Ciao Alberto

          PS: in 3 anni di Ing. Matematica non l’ho mai sentito.

          se ci perdonano l’off topic…

          è una generalizzazione del differenziale.
          detta in maniera molto approssimativa, se consideri il differenziale di una funzione da R in R come la retta tangente al grafico della funzione in un punto, allora il sottodifferenziale, quando esiste (pensa ad esempio ad una funzione convessa) di una funzione in un punto è l’unione delle rette che passano per quel punto e stanno al di sotto del grafico della funzione. qualcosa come l’intervallo [derivata sinistra, derivata destra].
          se la funzione è differenziabile, ovviamente, il subdifferenziale coincide col differenziale.
          come dicevo… questa è la definizione in maniera molto approssimativa.

          comunque, esiste qualcosa di un po’ più basso di \partial? sennò mi prenoto per il nome \varpartial!!!!

        • #33992
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          Da una sommaria ricerca sulla Rete, se il sottodifferenziale e’ quello che in inglese viene chiamato Clarke’s subdifferential, ho visto che molti lo indicano con \partial_{C}.

          Pero’ se non vuoi rinunciare ad una delta “abbassata”, allora direi di aspettare che qualche esperto di TeX ti insegni a farlo.

        • #33993
          Nebula
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            non conosco il subdifferenziale di clarke, guardando in giro mi sembra di aver capito che sia una definizione ancor più particolare.
            comunque, mi farò andare bene \partial.

            grazie

          • #33994
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            Perdona l’ignoranza ma cosa è il sottodifferenziale? che operazione matematica è?

            Ciao Alberto

            PS: in 3 anni di Ing. Matematica non l’ho mai sentito.

            se ci perdonano l’off topic…

            è una generalizzazione del differenziale.
            detta in maniera molto approssimativa, se consideri il differenziale di una funzione da R in R come la retta tangente al grafico della funzione in un punto, allora il sottodifferenziale, quando esiste (pensa ad esempio ad una funzione convessa) di una funzione in un punto è l’unione delle rette che passano per quel punto e stanno al di sotto del grafico della funzione. qualcosa come l’intervallo [derivata sinistra, derivata destra].
            se la funzione è differenziabile, ovviamente, il subdifferenziale coincide col differenziale.
            come dicevo… questa è la definizione in maniera molto approssimativa.

            Be’, è molto approssimativa. Secondo questa idea la funzione f(x)=x^3 non ha sottodifferenziale in 0, pur essendo differenziabile.

            Quanto al simbolo, hai qualche riferimento da indicare?

            Ciao
            Enrico

          • #33995
            Nebula
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              Be’, è molto approssimativa. Secondo questa idea la funzione f(x)=x^3 non ha sottodifferenziale in 0, pur essendo differenziabile.

              Quanto al simbolo, hai qualche riferimento da indicare?

              Ciao
              Enrico

              che sia un cenno approssimativo e non una definizione mi sembrava di averlo detto un paio di volte, non volevo appesantire troppo quello che è un off topic.
              comunque, non ho detto quello che dici.
              che una funzione differenziabile abbia un subdifferenziale (non vuoto) è falso, come mostra il tuo esempio. quello che ho detto è che quando una funzione ha un subdifferenziale ed è differenziabile, allora subdifferenziale e differenziale “coincidono”.
              due esempi: il subdifferenziale in 0 della funzione modulo è l’intervallo [-1,1]; il subdifferenziale in 0 della funzione f(x)=x^2 è {1}, ovvero si riduce a contenere solo la sua derivata.
              rimango comunque aperto a gradite correzioni.
              chi vuole approfondire però penso faccia meglio a consultare un manuale di analisi convessa.

              per quanto riguarda il carattere, penso che alla fine \partial sia quello corretto nella generalità, forse mi sono ingannato per colpa di una cattiva stampa. chi vuole farsi un parere può guardare “a convexity principle for interacting gases” (pag. 172 e seguenti), di robert mc cann, che mi sembra sia dispnibile sulla rete gratuitamente.

            • #33996
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              per quanto riguarda il carattere, penso che alla fine \partial sia quello corretto nella generalità, forse mi sono ingannato per colpa di una cattiva stampa. chi vuole farsi un parere può guardare “a convexity principle for interacting gases” (pag. 172 e seguenti), di robert mc cann, che mi sembra sia dispnibile sulla rete gratuitamente.

              Non mi sembra una buona scelta quella del simbolo usato per le derivate parziali, ma che ci si può fare? Del resto la “d” e le sue varianti (maiuscole, storte, greche) sono già state adoperate in molti modi spesso contraddittori. L’importante è che un certo simbolo sia introdotto in modo chiaro e impiegato senza possibili ambiguità; dove ci possano essere, vanno messe in evidenza. Ricordo ancora con una certa angoscia la “delta” minuscola delle variazioni che il docente di meccanica razionale spostava dentro e fuori dagli integrali senza alcun imbarazzo. 🙂 E senza averne definito il significato. 🙁 “L’integrale della variazione è zero, quindi la variazione dell’integrale è zero, quindi la funzione è nulla.” 😯 Più o meno era così. 🙂

              Ciao
              Enrico

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