Punto e a capo: indentazione

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  • #34988
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    Ciao a tutti, non sono riuscito a capire quando latex mi indenta una nuova riga e quando no. Insomma, a volte me lo fa e altre volte no, come mai?

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    • #34989
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      Ciao a tutti, non sono riuscito a capire quando latex mi indenta una nuova riga e quando no. Insomma, a volte me lo fa e altre volte no, come mai?

      Un tempo alle elementari si faceva “dettato”. Non so se si faccia ancora. La locuzione chiave era “punto e a capo”. Bene, quando la maestra avrebbe detto “punto e a capo”, tu lascia una riga vuota nel documento .tex: avrai un bel rientro sulla riga successiva che comincia un nuovo capoverso.

      Non terminare mai una riga con \\ se non negli ambienti che lo richiedono: center, flushleft, flushright, tabular, tabbing, array. La parola “mai” è in corsivo neretto e colore rosso: significa che quel “mai” è tassativo. Ci sono piccole eccezioni, che però scoprirai strada facendo: nel testo normale non si presentano. Dopo gli ambienti per scrivere formule fuori corpo (\[…\], displaymath, equation, align eccetera), non lasciare righe vuote se non quando la formula termina davvero il capoverso. Non lasciare mai righe vuote prima di questi ambienti: un capoverso non può cominciare con una formula in mostra.

      Lo stile standard di LaTeX prevede un capoverso non rientrato dopo i titoli dei comandi di divisione del testo (\chapter, \section e simili). Se non ti va, carica il pacchetto indentfirst.

      È tutto.

      Ciao
      Enrico

    • #34990
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      Non credo di aver capito: con \\ non mi lascia lo spazio all’inzio della riga, con \newline nemmeno. Me lo lascia solo se nel codice lascio una riga vuota dopo \newline

    • #34991
      Antonio Ledda
      Partecipante
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        Non credo di aver capito: con \\ non mi lascia lo spazio all’inzio della riga, con \newline nemmeno. Me lo lascia solo se nel codice lascio una riga vuota dopo \newline

        Per avere il rientro a inizio riga, è sufficiente lasciare una riga vuota, come ti ha detto Enrico, o dare un \par (ma fa finta che non te l’abbia detto; non credo lo userai al posto della riga vuota); non è necessario dare \newline. Trovi tutto sull’Arte di scrivere con LaTeX.

        Ciao,
        Antonio

      • #34992
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        Il fatto è che se lascio una riga vuota nel codice mi rimane una riga vuota anche nel file compilato e io ovviamente non ce la vorrei…

      • #34993
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        Il fatto è che se lascio una riga vuota nel codice mi rimane una riga vuota anche nel file compilato e io ovviamente non ce la vorrei…

        Che classe stai usando? Hai dato qualche comando di “personalizzazione”?

        Ciao
        Enrico

      • #34994
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        Non lo so se fra questi c’è qualche personalizzazione strana, perché il preambolo mi è stato fornito dal mio relatore. Vedete un po’ voi:

        `\documentclass[a4paper, openany, 12pt]{report}
        \setlength{\textwidth}{15cm}
        \setlength{\oddsidemargin}{1cm}
        \setlength{\evensidemargin}{0.5cm}
        \setlength{\textheight}{22.5cm}
        \linespread{1.3}

        \usepackage{amssymb, amsmath, amsthm,mathrsfs,latexsym}
        \usepackage[italian]{babel}
        \usepackage{graphicx}
        \usepackage{natbib}
        \usepackage{placeins}
        \usepackage[dvips]{rotating}
        \usepackage[latin1]{inputenc}
        \usepackage{indentfirst}
        `

      • #34995
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        Non lo so se fra questi c’è qualche personalizzazione strana, perché il preambolo mi è stato fornito dal mio relatore. Vedete un po’ voi:

        `\documentclass[a4paper, openany, 12pt]{report}
        \setlength{\textwidth}{15cm}
        \setlength{\oddsidemargin}{1cm}
        \setlength{\evensidemargin}{0.5cm}
        \setlength{\textheight}{22.5cm}
        \linespread{1.3}

        \usepackage{amssymb, amsmath, amsthm,mathrsfs,latexsym}
        \usepackage[italian]{babel}
        \usepackage{graphicx}
        \usepackage{natbib}
        \usepackage{placeins}
        \usepackage[dvips]{rotating}
        \usepackage[latin1]{inputenc}
        \usepackage{indentfirst}
        `

        `Per intender quest'uscita del dottore, bisogna sapere, o rammentarsi che, a quel
        tempo, i bravi di mestiere, e i facinorosi d'ogni genere, usavan portare un lungo ciuffo,
        che si tiravan poi sul volto, come una visiera, all'atto d'affrontar qualcheduno, ne' casi in
        cui stimasser necessario di travisarsi, e l'impresa fosse di quelle, che richiedevano nello
        stesso tempo forza e prudenza. Le gride non erano state in silenzio su questa moda.
        Comanda Sua Eccellenza (il marchese de la Hynojosa) che chi porterà i capelli di tal
        lunghezza che coprano il fronte fino alli cigli esclusivamente, ovvero porterà la trezza, o
        avanti o dopo le orecchie, incorra la pena di trecento scudi; et in caso d'inhabilità, di tre
        anni di galera, per la prima volta, e per la seconda, oltre la suddetta, maggiore ancora,
        pecuniaria et corporale, all'arbitrio di Sua Eccellenza.

        Permette però che, per occasione di trovarsi alcuno calvo, o per altra ragionevole causa
        di segnale o ferita, possano quelli tali, per maggior decoro e sanità loro, portare i capelli
        tanto lunghi, quanto sia bisogno per coprire simili mancamenti e niente di più; avvertendo
        bene a non eccedere il dovere e pura necessità, per (non) incorrere nella pena agli altri
        contraffacienti imposta.

        E parimente comanda a' barbieri, sotto pena di cento scudi o di tre tratti di corda da
        esser dati loro in pubblico, et maggiore anco corporale, all'arbitrio come sopra, che non
        lascino a quelli che toseranno, sorte alcuna di dette trezze, zuffi, rizzi, né capelli più
        lunghi dell'ordinario, così nella fronte come dalle bande, e dopo le orecchie, ma che
        siano tutti uguali, come sopra, salvo nel caso dei calvi, o altri difettosi, come si è detto. Il
        ciuffo era dunque quasi una parte dell'armatura, e un distintivo de' bravacci e degli
        scapestrati; i quali poi da ciò vennero comunemente chiamati ciuffi. Questo termine è
        rimasto e vive tuttavia, con significazione più mitigata, nel dialetto: e non ci sarà forse
        nessuno de' nostri lettori milanesi, che non si rammenti d'aver sentito, nella sua
        fanciullezza, o i parenti, o il maestro, o qualche amico di casa, o qualche persona di
        servizio, dir di lui: è un ciuffo, è un ciuffetto.`
        Niente \newline né \\

        Non avrai alcuna “riga vuota” e avrai i corretti rientri.

        Ciao
        Enrico

      • #34996
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        Perfetto, ha funzionato, grazie mille!

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