- Questo topic ha 8 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 17 anni, 2 mesi fa da
lovecraft22.
-
CreatoreTopic
-
28 Giugno 2009 alle 14:37 #34988
-
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
28 Giugno 2009 alle 15:01 #34989::
Ciao a tutti, non sono riuscito a capire quando latex mi indenta una nuova riga e quando no. Insomma, a volte me lo fa e altre volte no, come mai?
Un tempo alle elementari si faceva “dettato”. Non so se si faccia ancora. La locuzione chiave era “punto e a capo”. Bene, quando la maestra avrebbe detto “punto e a capo”, tu lascia una riga vuota nel documento .tex: avrai un bel rientro sulla riga successiva che comincia un nuovo capoverso.
Non terminare mai una riga con \\ se non negli ambienti che lo richiedono: center, flushleft, flushright, tabular, tabbing, array. La parola “mai” è in corsivo neretto e colore rosso: significa che quel “mai” è tassativo. Ci sono piccole eccezioni, che però scoprirai strada facendo: nel testo normale non si presentano. Dopo gli ambienti per scrivere formule fuori corpo (\[…\], displaymath, equation, align eccetera), non lasciare righe vuote se non quando la formula termina davvero il capoverso. Non lasciare mai righe vuote prima di questi ambienti: un capoverso non può cominciare con una formula in mostra.
Lo stile standard di LaTeX prevede un capoverso non rientrato dopo i titoli dei comandi di divisione del testo (\chapter, \section e simili). Se non ti va, carica il pacchetto indentfirst.
È tutto.
Ciao
Enrico
-
28 Giugno 2009 alle 20:28 #34990
-
28 Giugno 2009 alle 20:42 #34991::
Non credo di aver capito: con \\ non mi lascia lo spazio all’inzio della riga, con \newline nemmeno. Me lo lascia solo se nel codice lascio una riga vuota dopo \newline
Per avere il rientro a inizio riga, è sufficiente lasciare una riga vuota, come ti ha detto Enrico, o dare un \par (ma fa finta che non te l’abbia detto; non credo lo userai al posto della riga vuota); non è necessario dare \newline. Trovi tutto sull’Arte di scrivere con LaTeX.
Ciao,
Antonio
-
28 Giugno 2009 alle 21:06 #34992
-
28 Giugno 2009 alle 21:13 #34993
-
28 Giugno 2009 alle 21:29 #34994::
Non lo so se fra questi c’è qualche personalizzazione strana, perché il preambolo mi è stato fornito dal mio relatore. Vedete un po’ voi:`\documentclass[a4paper, openany, 12pt]{report}
\setlength{\textwidth}{15cm}
\setlength{\oddsidemargin}{1cm}
\setlength{\evensidemargin}{0.5cm}
\setlength{\textheight}{22.5cm}
\linespread{1.3}\usepackage{amssymb, amsmath, amsthm,mathrsfs,latexsym}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{natbib}
\usepackage{placeins}
\usepackage[dvips]{rotating}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage{indentfirst}
`
-
28 Giugno 2009 alle 21:45 #34995::
Non lo so se fra questi c’è qualche personalizzazione strana, perché il preambolo mi è stato fornito dal mio relatore. Vedete un po’ voi:
`\documentclass[a4paper, openany, 12pt]{report}
\setlength{\textwidth}{15cm}
\setlength{\oddsidemargin}{1cm}
\setlength{\evensidemargin}{0.5cm}
\setlength{\textheight}{22.5cm}
\linespread{1.3}\usepackage{amssymb, amsmath, amsthm,mathrsfs,latexsym}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{natbib}
\usepackage{placeins}
\usepackage[dvips]{rotating}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage{indentfirst}
``Per intender quest'uscita del dottore, bisogna sapere, o rammentarsi che, a quel
tempo, i bravi di mestiere, e i facinorosi d'ogni genere, usavan portare un lungo ciuffo,
che si tiravan poi sul volto, come una visiera, all'atto d'affrontar qualcheduno, ne' casi in
cui stimasser necessario di travisarsi, e l'impresa fosse di quelle, che richiedevano nello
stesso tempo forza e prudenza. Le gride non erano state in silenzio su questa moda.
Comanda Sua Eccellenza (il marchese de la Hynojosa) che chi porterà i capelli di tal
lunghezza che coprano il fronte fino alli cigli esclusivamente, ovvero porterà la trezza, o
avanti o dopo le orecchie, incorra la pena di trecento scudi; et in caso d'inhabilità, di tre
anni di galera, per la prima volta, e per la seconda, oltre la suddetta, maggiore ancora,
pecuniaria et corporale, all'arbitrio di Sua Eccellenza.Permette però che, per occasione di trovarsi alcuno calvo, o per altra ragionevole causa
di segnale o ferita, possano quelli tali, per maggior decoro e sanità loro, portare i capelli
tanto lunghi, quanto sia bisogno per coprire simili mancamenti e niente di più; avvertendo
bene a non eccedere il dovere e pura necessità, per (non) incorrere nella pena agli altri
contraffacienti imposta.E parimente comanda a' barbieri, sotto pena di cento scudi o di tre tratti di corda da
esser dati loro in pubblico, et maggiore anco corporale, all'arbitrio come sopra, che non
lascino a quelli che toseranno, sorte alcuna di dette trezze, zuffi, rizzi, né capelli più
lunghi dell'ordinario, così nella fronte come dalle bande, e dopo le orecchie, ma che
siano tutti uguali, come sopra, salvo nel caso dei calvi, o altri difettosi, come si è detto. Il
ciuffo era dunque quasi una parte dell'armatura, e un distintivo de' bravacci e degli
scapestrati; i quali poi da ciò vennero comunemente chiamati ciuffi. Questo termine è
rimasto e vive tuttavia, con significazione più mitigata, nel dialetto: e non ci sarà forse
nessuno de' nostri lettori milanesi, che non si rammenti d'aver sentito, nella sua
fanciullezza, o i parenti, o il maestro, o qualche amico di casa, o qualche persona di
servizio, dir di lui: è un ciuffo, è un ciuffetto.`
Niente \newline né \\Non avrai alcuna “riga vuota” e avrai i corretti rientri.
Ciao
Enrico
-
3 Luglio 2009 alle 11:39 #34996
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.