“L’arte di gestire una bibliografia con biblatex”

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    lorenzo.pantieri
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      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf

      Ciao a tutti.

      “L’arte di gestire una bibliografia con biblatex” è un articolo che presenta i concetti fondamentali del pacchetto biblatex, che offre all’utente una soluzione generale per la gestione e la personalizzazione di una bibliografia in un documento composto con LaTeX. Sono debitore nei confronti di Massimiliano Dominici per il suo eccellente paragrafo su biblatex, che fa parte dell’articolo di Lapo Mori sulla gestione di una bibliografia con LaTeX, pubblicato nel sesto numero di ArsTeXnica.

      Il pacchetto biblatex, non ancora incluso nelle distribuzioni più diffuse di LaTeX e ancora in fase sperimentale, è in realtà perfettamente usabile. Si tratta di uno strumento eccezionale: oltre a includere le funzioni di molti pacchetti, consente di effettuare modifiche, anche profonde, di un dato stile bibliografico, tramite comandi LaTeX.

      L’articolo, che esplora solo alcune delle funzioni del pacchetto, è pensato per gli utenti di LaTeX che desiderano passare a biblatex gradualmente. In effetti, la maggior parte delle funzioni spiegate nell’articolo si può ottenere anche con altri pacchetti. Per esempio, i riferimenti autore-anno si possono avere con natbib, quelli finali con backref, le bibliografie suddivise per argomento con multibib, quelle separate per sezione con bibunits, quelle multilingue con babelbib, i riferimenti letterari con opcit, eccetera.

      Quasi tutto quello che è spiegato nell’articolo (con la notevole eccezione dell’indicizzazione automatica delle voci bibliografiche) può essere quindi realizzato con strumenti più tradizionali, alcuni dei quali sono spiegati qui nell’Arte (è il caso, per esempio, di natbib e backref) oppure in quest’altro articolo più specializzato. (multibib e bibunits).

      Il vantaggio di usare biblatex sta nel fatto di poter fare tutte queste cose con un unico pacchetto, potente, flessibile e allo stesso tempo semplice ed elegante. Quando biblatex avrà raggiunto la piena maturità e farà parte delle distribuzioni più diffuse, penso che riscriverò il capitolo dell’Arte sulla bibliografia basandomi su questo articolo (in particolare sul secondo paragrafo, che descrive le funzioni di base del pacchetto), consigliando all’utente di caricare senz’altro biblatex.

      NOTA BENE: l’articolo è ancora in bozze (manca, per il momento, la supervisione di Enrico, e si sente). Spero, con il vostro contributo, di migliorarlo e arricchirlo con altri contenuti.

      A presto,
      Lorenzo Pantieri

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      • #36403
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        http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf

        Ciao a tutti.

        “L’arte di gestire una bibliografia con biblatex” è un articolo che presenta i concetti fondamentali del pacchetto biblatex, che offre all’utente una soluzione generale per la gestione e la personalizzazione di una bibliografia in un documento composto con LaTeX. Sono debitore nei confronti di Massimiliano Dominici per il suo eccellente paragrafo su biblatex, che fa parte dell’articolo di Lapo Mori sulla gestione di una bibliografia con LaTeX, pubblicato nel sesto numero di ArsTeXnica.

        Il pacchetto biblatex, non ancora incluso nelle distribuzioni più diffuse di LaTeX e ancora in fase sperimentale, è in realtà perfettamente usabile. Si tratta di uno strumento eccezionale: oltre a includere le funzioni di molti pacchetti, consente di effettuare modifiche, anche profonde, di un dato stile bibliografico, tramite comandi LaTeX.

        L’articolo, che esplora solo alcune delle funzioni del pacchetto, è pensato per gli utenti di LaTeX che desiderano passare a biblatex gradualmente. In effetti, la maggior parte delle funzioni spiegate nell’articolo si può ottenere anche con altri pacchetti. Per esempio, i riferimenti autore-anno si possono avere con natbib, quelli finali con backref, le bibliografie suddivise per argomento con multibib, quelle separate per sezione con bibunits, quelle multilingue con babelbib, i riferimenti letterari con opcit, eccetera.

        Quasi tutto quello che è spiegato nell’articolo (con la notevole eccezione dell’indicizzazione automatica delle voci bibliografiche) può essere quindi realizzato con strumenti più tradizionali, alcuni dei quali sono spiegati qui nell’Arte (è il caso, per esempio, di natbib e backref) oppure in quest’altro articolo più specializzato. (multibib e bibunits).

        Il vantaggio di usare biblatex sta nel fatto di poter fare tutte queste cose con un unico pacchetto, potente, flessibile e allo stesso tempo semplice ed elegante. Quando biblatex avrà raggiunto la piena maturità e farà parte delle distribuzioni più diffuse, penso che riscriverò il capitolo dell’Arte sulla bibliografia basandomi su questo articolo (in particolare sul secondo paragrafo, che descrive le funzioni di base del pacchetto), consigliando all’utente di caricare senz’altro biblatex.

        NOTA BENE: l’articolo è ancora in bozze (manca, per il momento, la supervisione di Enrico, e si sente). Spero, con il vostro contributo, di migliorarlo e arricchirlo con altri contenuti.

        Ritorno dalle vacanze e trovo questa chicca! Ci darò un’occhiata al più presto.

        Ciao
        Enrico

      • #36404
        lorenzo.pantieri
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          Ritorno dalle vacanze e trovo questa chicca! Ci darò un’occhiata al più presto.

          Splendido. 😀 Il lavoro contiene di sicuro diverse smagliature e lacune: ho deciso di rompere gli indugi e pubblicarlo anche se in bozze per accelerare il processo creativo…

          A presto e grazie anticipate,
          Lorenzo

        • #36405
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          http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf

          Ciao a tutti.

          “L’arte di gestire una bibliografia con biblatex” è un articolo

          Ciao,

          finalmente un articolo che spiega in maniera semplice ed esaustiva come fare cose molto richieste e finora complicate.
          Di seguito alcune prime impressioni:
          1) : nell’esempio di Stile authoryear (a pagina 10) la terza citazione inizia con l’anno, cosa che se non sbaglio non dovrebbe mai avvenire perché nei casi in cui manca l’autore si usa il titolo come elemento per l’ordinamento, che quindi deve anche visivamente venire per primo, come succede per questo stesso record nel 4° esempio (Stile authortitle).
          2) a pag. 7, par. 2.5: sulla questione minuscole/maiuscole: veramente per quello che ne so io è lo stile (quindi il file .bst) che governa la questione. E se si usano le {} si può sempre forzare e così ottenere il maiuscolo. Ma non è BibTeX che mette in minuscolo automaticamente. Tanto è vero che con il custombib package di Patrick W. Daly puoi crearti un tuo stile, cioè un file .bst decidendo tu come si comporterà lo stile sull’uso di minuscole/maiuscole.
          3) lo stile: creare nuovi stili è il problema, o meglio: creare con biblatex stili che riproducono le convenzioni più utilizzate. Nelle liste di discussione si sottolinea questa mancanza. Abbiamo tanti file .bst frutto di lavoro fatto nel tempo, ma ben poco per biblatex (vedi i contributi a http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex-contrib/)
          Per es.: il dash per non ripetere il nome di un atuore in una lista e che compare anche nella tua lista alla fine dell’articolo (seconda citazione per Gregorio e per Mori) , come lo fa biblatex se paragonato a come lo fannno gli stili come Chicago appare corto (2 — invece di 3 —-) Come fare ad allungarlo?
          Altra questione che noto: se si usa hyperref con gli altri stili, non con biblatex, nel testo tutto ciò che segue \cite, quindi sia il nome/nomi che l’anno è un hyperlink, con biblatex solo l’anno: come si fa ad avere cliccabile anche il nome, cosa che personalmente preferisco perché rende la cosa più evidente all’interno del testo?
          Ti attendo quindi alla seocnda puntata (attesissima, credo): come si personalizza biblatex e come si creano nuovi stili con biblatex.
          ciao
          pierfranco

        • #36406
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          Ciao Lorenzo,

          complimenti!

          La figura 5 a pagina 23 credo contenga degli errori.
          È come se mancasse una compilazione.
          Fai prima a vederla che io a spiegarmi!

          Ciao ciao.
          Fra

        • #36407
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          La figura 5 a pagina 23 credo contenga degli errori.
          È come se mancasse una compilazione.

          Effettivamente la prima riga, cioè il ttitolo della section con Riferimenti bibliografici del paragrafo : manca il numero del paragrafo; e nel secondo titolo di sezione: Riferimenti bibliografici del paragrafo 1 il numero è sbagliato peché dovrebbe essere 2 e non 1.
          Non so se manchi una complazione: ma dato che la bibliography è compilata sembra che siano state fatte tutte.
          Comunque c’è un problema generale nell’uso di biblatex: con tutte le compilazioni che richiede in questi casi (vedi pag. 24 dell’articolo) ci si può sbagliare.
          Con LyX basta un clic e fa tutto lui in un’operazione unica.
          Siamo sicuri che non è meglio usare quello?
          pierfranco

        • #36408
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          [OT]

          Con LyX basta un clic e fa tutto lui in un’operazione unica.
          Siamo sicuri che non è meglio usare quello?

          Caro Pierfranco,

          capisco il tuo amore per LyX, ma credo sia fuoriluogo questo intervento 😀
          Se vogliamo che venga aperta una sezione dedicata a LyX sul forum, è bene evitare in qualsiasi modo una guerra tra cosa sia meglio o peggio.
          Sono semplicemente due modi di vedere le cose, anche perché altrimenti non la finiamo più! 😀

          Ciao ciao.
          Fra
          [/OT]

        • #36409
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          [OT]
          capisco il tuo amore per LyX,

          Amore? Non esageriamo. Parlo solo di efficienza e di usabilità, due questioni oggettive. E non è per insistere in un’opera di evangelizzazione che ne parlo, semmai è per confrontarmi in relazione all’uso di biblatex, e i forum servono anche a confrontare le esperienze.
          Prima di testare biblatex con LyX l’ho usato con TeXShop e ho trovato tremendo (seccante? noioso? inutile? perditempo?) il numero di compilazioni che richiede perché su questo si comporta in maniera diversa. Tanto è vero che c’è anche chi scrive ai forum per chiedere come mai non gli funziona la compilazione e gli viene fatto notare che per l’appunto: il numero di compilazioni è diverso e segue certe modalità. Quindi sottolineo un problema di usabilità di biblatex in relazione al suo uso con TeXShop. Tutto qui, poi è chiaro che ognuno fa come gli pare, ma se se conosce le alternative possibili può fare una scelta consapevole.
          (con lo script Perl bitexall LyX fa tutto in una volta: questo è il segreto, spiegato nel suo wiki).
          pierfranco

        • #36410
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          [OT]
          Rispondo per l’ultima volta. Dico solo che abbiamo infranto le regole del forum con questo scambio di battute. Non ci facciamo una bella figura. . . tutto qua.

          Ciao ciao.
          Fra
          [/OT]

        • #36411
          lorenzo.pantieri
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            finalmente un articolo che spiega in maniera semplice ed esaustiva come fare cose molto richieste e finora complicate.

            Troppo buono. Fra l’altro mi sono accorto di qualche errore (per esempio, l’ordinamento dei nomi con “van” o “von” con biblatex è configurabile con la chiave useprefix). 😳 Non correggo niente e lascio le cose così come sono, così parliamo tutti dello stesso documento. Quando avrò tutte le vostre recensioni, studio e aggiorno.

            Per quanto riguarda la figura 5 a pagina 23: sì, lo sapevo. Tuttavia, non è che manca una compilazione, è proprio il codice che non va. Eppure l’ho preso dalla doc. di biblatex (o almeno così mi pare). Insomma, si tratta di un punto da risolvere. L’articolo è in bozze, l’avevo detto! Ora quantomeno la questione è all’attenzione genrale, pronta per essere risolta.

            Riguardo agli altri punti segnalati da Pierfranco, è proprio così: ci sto lavorando, nella prossima versione apporterò le correzioni del caso.

            In particolare, è vero che non è BibTeX a mettere in minuscolo i titoli degli articoli. La differenza è che gli stili standard di BibTeX lo fanno, mentre quelli di biblatex no. Tuttavia, dal momento che con biblatex uno potrebbe anche decidere di crearsi uno stile che mette tutto in minuscolo, sarà bene avvertire il lettore di questa possibilità: mettere le parole che si vogliono in maiuscolo tra graffe è una sicurezza in più. Come una sicurezza in più potrebbe essere quella di mettere i comandi di LaTeX tra graffe. Mi sbaglio?

            Riguardo alle personalizzazioni, siamo tutti d’accordo, ma lascerei questo come ultimo (importantissimo) punto. Prima va fatta luce su alcuni “misteri” (per me, almeno) di biblatex. Ne parlo anche nel topic “biblatex, croce e delizia”.

            Grazie mille.

            A presto, per ora.
            L.

          • #36412
            lorenzo.pantieri
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              Ciao a tutti, ho deciso di aggiornare il lavoro, sulla base delle indicazioni emerse.

              1. A pagina 3, ho usato il campo label nella definizione del record online guit. Ho modificato di conseguenza la figura 1c a pagina 10. Ho anche tolto tutte le parentesi graffe attorno ai comandi di LaTeX nei record del databese bibliografico (a pagina 3).

              2. A pagina 7, ho completamente riformulato il paragrafo 2.5.

              3. A pagina 16 ho aggiunto la seguente precisazione:

              Le singole voci vengono assegnate alle rispettive categorie mediante il comando \addtocategory.

              4. A pagina 21, ho maggiormente esplicitato la definizione dei filtri bibliografici con \defbibfilter:

              Il comando \defbibfilter{}{} definisce un nuovo filtro bibliografico: l’opzione filter= del comando \printbibliography consente di stampare solo le opere che soddisfano i requisiti del filtro specificato. In questo caso, vengono stampate solo le opere che non appartengono al primo (e in realtà unico) segmento di riferimenti bibliografici del documento (definito con l’ambiente refsegment).

              4. A pagina 21 ho corretto il riferimento alla figura 4..

              5. Ho rivisto le note a margine del paragrafo 3.4 a pagina 15, cercando di evidenziare il punto preciso in cui vengono presentati nuovi concetti di biblatex (filtri, catgorie, parole chiave, tipi, definizione di nuovi filtri).

              Ciao,
              L.

            • #36413
              lorenzo.pantieri
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                Carissimi, il labor limae continua.

                1. Ho riformulato l’ultimo capoverso a pagina 3:

                Si notino i campi non standard journaltitle, location, sortkey (che sostituiscono rispettivamente i campi journal, address e key di BibTeX), url e label (che non hanno un analogo standard e che permettono rispettivamente di scrivere l’indirizzo Internet dell’opera e di contrassegnarla con un’etichetta; vedi il paragrafo 2.4 a pagina 6), e il record non standard online, che indica una risorsa disponibile su Internet. Si noti anche l’assenza delle parentesi graffe attorno ai comandi di LaTeX: se si usano gli stili predefiniti di biblatex, esse non sono più necessarie (vedi il paragrafo 2.5 a pagina 7).

                2. A pagina 11 (in fondo), ho aggiunto questa precisazione:

                Si noti che, a differenza degli stili standard di BibTeX, che ipotizzano che la bibliografia sia scritta in inglese — per esempio scrivendo nell’elenco dei riferimenti qualcosa come “Mori, L. F. and Himmelmann, M.”, oppure producendo citazioni come “(Mori and Himmelmann, 2007)” — gli stili e gli schemi predefiniti di biblatex si adattano automaticamente alla lingua specificata da babel.

                3. A pagina 18 (in cima) ho aggiunto:

                (Se si sta scrivendo un libro o una relazione con una bibliografia suddivisa, nel codice precedente bisogna sostituire i comandi \subsection* con \section* e l’istruzione \section*{\refname} con \chapter*{\bibname}.)

                4. Qualche altra piccola finezza qua e là.

                Ciao,
                L.

              • #36414
                lorenzo.pantieri
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                  Carissimi, il labor limae continua.

                  1. A pagina 9, in cima, ho aggiunto la seguente precisazione:

                  (Con qualsiasi stile, l’opzione useprefix=false, predefinita negli stili standard, permette di ottenere l’ordinamento considerando il cognome come “Beethoven”.)

                  2. Diversi ritocchi qua e là, per rendere più scorrevole l’italiano del documento.

                  _________________

                  A questo punto, mi permetto di ricordarvi i maggiori problemi che ancora mi restano da risolvere per mettere a punto l’articolo.

                  1. Spiegare come si fa per avere, nei riferimenti bibliografici finali (opzione backref di biblatex), l’indicazione completa (“Citato a pagina..”).

                  2. Risolvere, nel paragrafo 3.5 sulle bibliografie separate per sezione, il problema del riferimento errato
                  `\ref{refsection:\therefsection}}`
                  Questo mi consentirà di correggere la figura 5 a pagina 23.

                  3. Capire come rendere \printbibliography sensibile ai comandi di cambiamento di corpo. Infatti nel documento
                  `\documentclass{article}
                  \usepackage[italian]{babel}
                  \usepackage[babel]{csquotes}
                  \usepackage[style=alphabetic]{biblatex}
                  \bibliography{Bibliografia}
                  \begin{document}
                  \nocite{gregorio:breveguida,gregorio:programmazione}
                  \huge
                  \printbibliography
                  \end{document}`
                  la dichiarazione \huge è ininfluente. Questo mi permetterà di ingrandire le sottofigure della figura 1 a pagina 10, ora poco leggibili.

                  A presto,
                  L.

                  P.S. Ho nuovamente aggiornato il lavoro, eliminando alcuni refusi. Ringrazio Antonio Ledda per il suo prezioso contributo.

                • #36415
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                  Carissimi, il labor limae continua.
                  […]
                  3. Capire come rendere \printbibliography sensibile ai comandi di cambiamento di corpo. Infatti nel documento
                  `\documentclass{article}
                  \usepackage[italian]{babel}
                  \usepackage[babel]{csquotes}
                  \usepackage[style=alphabetic]{biblatex}
                  \bibliography{Bibliografia}
                  \begin{document}
                  \nocite{gregorio:breveguida,gregorio:programmazione}
                  \huge
                  \printbibliography
                  \end{document}`
                  la dichiarazione \huge è ininfluente. Questo mi permetterà di ingrandire le sottofigure della figura 1 a pagina 10, ora poco leggibili.

                  `\renewcommand*{\bibfont}{\normalfont\huge}`
                  Ciao
                  Enrico

                • #36416
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                  Carissimi, il labor limae continua.

                  A questo punto, mi permetto di ricordarvi i maggiori problemi che ancora mi restano da risolvere per mettere a punto l’articolo.

                  1. Spiegare come si fa per avere, nei riferimenti bibliografici finali (opzione backref di biblatex), l’indicazione completa (“Citato a pagina..”).

                  Soluzione del neofita.
                  Magari qualcuno mi dice che cosa si può fare di meglio; in ongi caso funziona e per passare da uno all’altro, in caso di bisongo basta usare \usepackage[english]{babel} \usepackage[italian]{babel}:

                  in biblatex.sty aggiungere la riga:

                  `
                  \do{seep}% aggiunto da me per poter aggiungere {\bibstring{seep}\space in biblatex.def e quindi seep = {{cited on}{cited on}}, in english.lbx; seep = {{citato a}{citato a}} in italian.lbx
                  `

                  in biblatex.def modificare:

                  `
                  \newbibmacro*{pageref}{%
                  \iflistundef{pageref}
                  {}
                  {\bibstring{seep}\space %aggiunto da me per poter aggiungere seep = {{cited on}{cited on}}, in english.lbx
                  % era:
                  %{\bibstring{see}\space
                  \ifnum\value{pageref}>1\relax
                  \bibstring{pages}\ppspace
                  \else
                  \bibstring{page}\ppspace
                  \fi
                  \printlist[pageref][-\value{listtotal}]{pageref}}}
                  `

                  in english.lbx aggiungere la riga:

                  `
                  seep = {{cited on}{cited on}}, %aggiunto da me dopo aver aggiunto \do{seep} in biblatex.sty e {\bibstring{seep}\space in biblatex.def
                  `

                  in italian.lbx aggiungere la riga:

                  `
                  seep = {{citato a}{citato a}}, %aggiunto da me dopo aver aggiunto \do{seep} in biblatex.sty e {\bibstring{seep}\space in biblatex.def
                  `

                  Ciao
                  pierfranco

                • #36417
                  lorenzo.pantieri
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                    ::

                    Soluzione del neofita. Magari qualcuno mi dice che cosa si può fare di meglio […]. In biblatex.sty aggiungere la riga […].

                    Argh! 😡 I .sty non si modificano mai! Quella “soluzione” potrà anche funzionare, ma proprio non la si può accettare!

                    Ho appena aggiornato il documento, aggiungendo questo capoverso (in fondo a pagina 11):

                    Quale schema e quale stile usare dipende dal tipo di lavoro che si sta scrivendo. Quando si cita un documento scientifico per dare riferimento a un risultato che non si riporta per intero, di regola non ha molta importanza che il lettore sappia chi ha scritto il lavoro e quando: ciò fa sì che lo stile numerico sia il più diffuso nelle discipline scientifiche. Nelle materie umanistiche, invece, il riferimento a un autore invece che a un altro ha di per sé un significato ed è importante che il lettore possa ottenere queste informazioni direttamente dal testo: per questo motivo, nelle discipline umanistiche è molto diffuso lo stile autore-anno, che però si può usare solo a condizione che si tratti di una bibliografia moderna. Una via di mezzo tra lo stile numerico, che produce riferimenti come “[1]”, e quello autore-anno, che produce riferimenti come “(Mori, 2007)“, è dato dallo stile alfabetico, che produce riferimenti come “[Mor07]”; i risultati di questo stile sono dubbi dato che non è sintetico come lo stile numerato e al tempo stesso non riporta sufficienti informazioni se l’autore e l’anno di pubblicazione sono essenziali per la comprensione della frase. Lo stile autore-titolo su usa esclusivamente nella materie umanistiche (se nel testo si cita un autore, una nota corrispondente ne fornisce il riferimento): questo schema dà al lettore la comodità di sapere subito a quale opera ci si riferisce, ma ha lo svantaggio affollare la pagina di note, che sono faticose da leggere.

                    Devo ancora limarlo un po’, ma il concetto dovrebbe essere abbastanza chiaro.

                    Grazie ad Enrico per la soluzione al problema del cambiamento del corpo di font.

                    Ciao,
                    L.

                  • #36418
                    lorenzo.pantieri
                    Partecipante
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                      Ciao ha tutti. Ho aggiornato il documento, apportando i seguenti cambiamenti.

                      1. A pagina 7, a proposito del campo “vulume”,

                      Il volume dell’opera.

                      al posto di

                      Il volume del libro, della rivista o della raccolta.

                      2. Ho rifatto le immagini di pagina 10, rendendole più leggibili. Ringrazio ancora una volta Enrico per avermi spiegato come fare.

                      3. Come promesso nell’intervento precedente, ho riformulato l’ultimo capoverso di pagina 11:

                      Quale schema (e quindi quale stile) usare dipende dal tipo di lavoro che si sta scrivendo. Nei documenti scientifici, quando si cita un’opera per riferirsi a un risultato che non si riporta per intero, spesso non ha molta importanza che il lettore sappia chi ha scritto il lavoro e quando: ciò fa sì che lo schema numerico sia molto diffuso nelle discipline scientifiche. Nei documenti umanistici, invece, il riferimento a un autore o a un anno invece che a un altro ha di per sé un significato ed è importante che il lettore possa ottenere queste informazioni direttamente dal testo: per questo motivo, nelle materie umanistiche è assai diffuso lo schema autore-anno, che però si può usare solo a condizione che si tratti di una bibliografia moderna. Una via di mezzo tra lo schema numerico e quello autore-anno è dato dallo schema alfabetico; i risultati di questo schema sono dubbi dato che non è sintetico come lo schema numerico e al tempo stesso non riporta sufficientiinformazioni se l’autore e l’anno di pubblicazione sono essenziali per la comprensione della frase. Lo schema autore-titolo si usa esclusivamente nei documenti umanistici (se nel testo si cita un’opera, una nota corrispondente ne fornisce il riferimento): questo schema dà al lettore la comodità di sapere subito a quale opera ci si riferisce, ma ha lo svantaggio di affollare la pagina di note, faticose da leggere.

                      3. Qualche altra finezza qua e là.

                      Ora il documento appare anche nella pagina del mio sito dedicata a LaTeX:
                      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html

                      Il documento è quasi a posto: il punto più importante che resta da risolvere è chiarire l’uso di quel \therefsection a pagina 23.

                      Ciao,
                      L.

                    • #36419
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                      Carissimi, il labor limae continua.
                      A questo punto, mi permetto di ricordarvi i maggiori problemi che ancora mi restano da risolvere per mettere a punto l’articolo.
                      1. Spiegare come si fa per avere, nei riferimenti bibliografici finali (opzione backref di biblatex), l’indicazione completa (“Citato a pagina..”).

                      Dopo la soluzione da inesperto proposta qualche giorno fa, funzionante ma scorretta e possibile fonte di problemi, questa che propongo qui di seguito è la soluzione dell’esperto (scusate! saranno gli altri a giudicare) per quello che chiede Lorenzo.
                      La procedura per modificare gli stili di default di biblatex è la stessa che deve essere usata per creare nuovi stili.

                      Innanzitutto è necessario creare una nuova cartella (per es. nell’albero privato della propria installazione di LaTeX) che a sua volta conterrà 3 cartelle. La nuova cartella cioè dovrà avere la stessa struttura della cartella biblatex originaria e contenere quindi le seguenti 3 cartelle chiamate rispettivamente:
                      bbx
                      cbx
                      lbx
                      La cartella bbx conterrà i file con le istruzioni di stile per compilare la bibliografia; la cartella cbx conterrà i file con le istruzioni di stile per compilare le citazioni nel testo; la cartella lbx conterrà i file per gestire le localizzazioni nelle varie lingue.

                      Immaginiamo quindi di creare questa nuova cartella nell’albero privato diella nostra installazione di LaTeX. Chiamiamo questa cartella stilepersonale (o qualsiasi altro nome convenzionale preferiamo). Dentro a questa cartella creeremo le 3 cartelle bbx, cbx, lbx
                      Dentro ad ognuna di queste cartelle inseriremo una copia dei file che ci interessano e che si trovano nelle corrispondenti cartelle di biblatex.
                      A questo punto per fare un esempio concreto, immaginiamo di voler modificare lo stile authoryear e di voler modificare alcuni termini che biblatex di default usa nel caso della lingua italiana.
                      Per usare lo stile authoryear dovremo copiare dalla cartella bbx originale di biblatex 2 file: non solo il file specifico authoryear.bbx ma anche il file standard.bbx, a cui anche gli altri file per gestire gli altri stili si appoggiano per le impostazioni generali. Secondariamente, nella nostra cartella cbx copieremo il file authoryear dalla corrispondente cartella cbx di biblatex. Infine nella nostra cartella lbx copieremo il file italian.lbx. A questo punto dovremo rinominare i file bbx e cbx: il file specifico .bbx e quello .cbx dovranno avere lo stesso nome che abbiamo dato alla nostra cartella, quindi nel nostro esempio dovranno chiamarsi stilepersonale.bbx e stilepersonale.cbx In questo modo nelle opzioni di biblatex scriveremo style=stilepersonale
                      Il file standard.bbx potrà essere rinominato come standard-pers.bbx.
                      Infine, il file italian.lbx potrà essere rinominato come italian-pers.lbx o in altro modo.

                      A questo punto possiamo procedere con 3 gruppi di modifiche da inserire nei nostri 4 file:

                      1. Modifiche per il file italian-pers.lbx: il file dovrà contenere solo le seguenti righe (quindi di fatto non sarà una copia dle file originale italian.lbx):

                      `
                      % $Id: italian.lbx,v 0.8e 2009/07/04 15:02:31 lehman beta $

                      \ProvidesFile{italian-pers.lbx}
                      [\abx@lbxid $Id: italian-pers.lbx,v 0.8e 2009/07/04 15:02:31 lehman beta $]

                      \InheritBibliographyExtras{italian}

                      \DeclareBibliographyStrings{%
                      inherit = {italian},
                      page = {{pagina}{pagina}},
                      pages = {{pagine}{pagine}},
                      see = {{citato a}{citato a}},
                      }

                      \endinput
                      `

                      2. Il file standard-pers.bbx dovrà contenere in testa le seguenti righe:

                      `
                      % $Id: standard.bbx,v 0.8e 2009/07/04 15:02:31 lehman beta $

                      \ProvidesFile{standard-pers.bbx}
                      [\abx@bbxid $Id: standard-pers.bbx,v 0.8e 2009/07/04 15:02:31 lehman beta $]

                      \DeclareLanguageMapping{italian}{italian-pers}
                      `

                      tutto il resto che segue rimane invariato.

                      3. Il file specifico dello stile, in questo caso quello authoryear.bbx rinominato come stilepersonale.bbx dovrà contenere le seguenti righe all’inizio:

                      `
                      % $Id: authoryear.bbx,v 0.8e 2009/07/04 15:02:31 lehman beta $

                      \ProvidesFile{stilepersonale.bbx}
                      [\abx@bbxid $Id: stilepersonale.bbx,v 0.8e 2009/07/04 15:02:31 lehman beta $]

                      \RequireBibliographyStyle{standard-pers}
                      `

                      tutto il resto rimane invariato.

                      4. Infine il file .cbx non viene toccato se non per modificare le righe:
                      `
                      % $Id: authoryear.cbx,v 0.8e 2009/07/04 15:02:31 lehman beta $

                      \ProvidesFile{personale-authoryear.cbx}
                      [\abx@cbxid $Id: personale-authoryear.cbx,v 0.8e 2009/07/04 15:02:31 lehman beta $]
                      `

                      Questa modifica è richiesta a causa del nuovo nome che gli abbiamo dato.

                      Una volta finito avremo ottenuto che quando usiamo la lingua italiana (e per ottenerla basta che nel preamble del documento inseriamo \usagepackage[italian]{babel} in modo che biblatex attivi questa lingua), la bibliografia finale conterrà le seguenti espressioni modificate rispetto a quelle di default di biblatex:
                      al posto di V. (abbreviazione di Vedi) ci sarà: Citato a
                      al posto di p. e pp. ci saranno pagina e pagine.
                      Potremo inserire poi altre modifiche nel nostro file italian-pers.lbx seguendo la stessa logica.

                      Se poi vorremo fare modifiche simili anche per la lingua inglese basterà lavorare in maniera analoga sul file english.lbx, salvandolo nella nostra cartella lbx e rinominandolo english-pers.lbx e inserendo solo le righe utili come visto sopra, mentre nel file standard-pers.bbx aggiungeremo questa riga:

                      `
                      \DeclareLanguageMapping{english}{english-pers}
                      `

                      ciao

                      pierfranco

                    • #36420
                      lorenzo.pantieri
                      Partecipante
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                        ::

                        La procedura per modificare gli stili di default di biblatex è la stessa che deve essere usata per creare nuovi stili.

                        Hai fatto benissimo a scrivere come si fa, anche se penso ci sia un equivoco: nel mio articolo non ho intenzione di scrivere come fare a modificare gli stili predefiniti o come crearne di nuovi. Il mio pubblico sono gli utenti finali, non i programmatori.

                        Piuttosto, quando ci saranno degli stili già pronti, programmati da qualcun altro (che per forza deve essere molto esperto), nel mio articolo insegnerò all’utente dove scaricarli e come installarli. Una cosa del tutto analoga a quello che puoi leggere a pagina 153 dell’Arte, per capirci.

                        Ciao,
                        L:

                      • #36421
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                        Ciao,
                        scusa, ma non avevi scritto che volevi un aiuto per sostituire il V. di Vedi e il p. di pagine e che non si era ancora capito come fare? Ho preso la mail troppo sul serio?

                        nel mio articolo non ho intenzione di scrivere come fare a modificare gli stili predefiniti o come crearne di nuovi. Il mio pubblico sono gli utenti finali, non i programmatori.

                        non vorrei sembrare criico o altro ma solo esporre un punto di vista, poi è logico che uno si dà gli obiettivi che ritiene utili e fattibili. Quindi a parte il sacrosanto diritto a fare le proprie scelte, a livello generale non sono molto d’accordo con quello che dici perché sia la mia esperienza personale che quella di lettore di mail spedite da varie persone sia questa lista italiana sia liste internazionali dice che è proprio questo il problema contro cui molti si scontrano: la scarsa documentazione sulla personalizzazione di LaTeX, in particolare pensata per utenti non programmatori, non avanzati.
                        Bisogna infatti notare che tantissimi (la maggior parte) sono abituati ai WordProcessor, che dal punto di vista della resa sostantialmente ti lasciano fare quello che ti pare, o perlomeno non è difficile cambiare un titolo lì, il grassetto delIl’Indice, la didascalia, ecc. ecc. Cioè le persone sono abituate ad avere un’impressione (perché forse è soprattutto questo) di controllo sull’aspetto finale. Invece con LaTeX, che si basa su macro preimpostate, questa sensazione di controllo sulll’aspetto, se non si è utenti particolarmente avanzati, non ci può essere e bisogna accontentarsi delle impostazioni predefinite. Di qui la richiesta, che in sostanza si desume da tante mai di richiesta aiuto, di poter imparare a personalizzare i risultati che si ottengono con le impostazioni di default. Anche perché diciamocelo: se siamo d’accordo che sotto tanti profili le impostazioni di default proprie delle classi tradizionali di LaTeX sono molto meglio di quelle di Word, in particolare per l’impaginazione, la facilità di fare indici ecc. a me sembra che non sempre tutti i dettagli siano realmente soddisfacenti (vedi per es. il caso degli Indici delle materie nel loro aspetto di default non particolarmente belli esteticamente, con tutti quei puntini). Queste soluzioni a volte rispecchiano gusti grafici superati, che difficilmente una casa editrice oggi adotterebbe. Si può capire quindi la sensazione di insoddisfazione dell’utente e la volontà di pesonalizzare l’aspetto del suo documento.
                        Quando gli utenti non avanzati riescono ad andare al di là dell’uso più meccanico di LaTeX e a personalizzare la soluzione provano in genere molta soddisfazione: non solo perché hanno fatto qualcosa di personale e imparato una cosa nuova, ma perché si rendono conto meglio della potenza dello strumento nel fare quello che loro vogliono, non nell’offrire soluzioni preimpostate uguali per tutti.
                        Vale anche per biblatex: perché gli utenti dovrebbero farsi piacere per vorza le traduzioni italiane scelte da Lehman? perché non dovrebbero voler imparare come si fa a cambiarle? Qui si tratta di contenuti, non di grafica, ed è del tutto ovvio aspettarsi che tali contenuti non piacciano a tutti. Infine la lettura delle liste discussione, particolarmente quelle estere, insegna che a causa degli stili di citazione imposti dai periodici, gli utenti, soprattutto nel senso di docenti e ricercatori che pubblicano, hanno la necessità di adattare gli stili di LaTeX a queste convenzioni e non sempre esistono soluzioni predefinite adeguate, in particolare nell’ambito umanistico a causa della dismissione del supporto a jurabib usato per gestire le citazioni nelle note a fondo pagina. Questo problema si sta manifestando in particolare con biblatex perché sono stati creati finora pochi stili. L’esigenza di imparare a personalizzarlo si fa sentire.
                        pierfranco

                      • #36422
                        lorenzo.pantieri
                        Partecipante
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                          […] è proprio questo il problema contro cui molti si scontrano: la scarsa documentazione sulla personalizzazione di LaTeX, in particolare pensata per utenti non programmatori, non avanzati.

                          Divido (idealmente!), gli utenti di LaTeX in due categorie:
                          1. gli utenti finali (per esempio, i laureandi che devono scrivere la tesi), compresi i principianti di LaTeX.
                          2. i programmatori.
                          Il mio pubblico sono gli appartenenti alla prima categoria, non alla seconda.

                          Gli appartenenti alla prima categoria è bene che ci vadano pianino con le personalizzazioni, il rischio di combinare guai è alto: è la filosofia di LaTeX, no?

                          D’altra parte, i programmatori che desiderano rivoltare LaTeX come un calzino devono leggersi la documentazione originale (in inglese). Se un programmatore vuole costruire un nuovo stile di biblatex, deve conoscere biblatex a menadito (codice sorgente compreso). Non è il mio caso, fra l’altro.

                          Gli utenti finali usano gli stili, non li programmano. Guarda come spiego la bibliografia nell’Arte (rivolta agli utenti finali, ribadisco):
                          1. Spiego come si usa BibTeX, con i suoi stili standard.
                          2. Spiego che gli stili standard di BibTeX sono per bibliografie in inglese; indico due stili già pronti ottimizzati per l’italiano. Spiego come usarli.
                          3. Faccio presente che esistono tantissimi stili già pronti, e indico un link di riferimento.
                          4. Faccio presente che se nessuno degli stili disponibili va bene, c’è il modo di realizzarne uno su misura (accenno a makebst).

                          Impossibile accompagnare per mano l’utente nel punto 3, le possibili esigenze sono praticamente infinite. Se l’utente vuole avventurarsi nel punto 4, ha bisogno di studiare parecchio (o di chiedere aiuto a un programmatore esperto; io l’ho fatto un sacco di volte). 😉

                          Ciao,
                          L:

                        • #36423
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                          Divido (idealmente!), gli utenti di LaTeX in due categorie:
                          1. gli utenti finali (per esempio, i laureandi che devono scrivere la tesi), compresi i principianti di LaTeX.
                          2. i programmatori.
                          Il mio pubblico sono gli appartenenti alla prima categoria, non alla seconda.

                          Gli appartenenti alla prima categoria è bene che ci vadano pianino con le personalizzazioni, il rischio di combinare guai è alto: è la filosofia di LaTeX, no?

                          Quello che intendo dire io è che secondo me c’è un pubblico che sta a metà strada: quello che non si accontenta (per varie ragioni) delle impostazioni di default, in particolare di quelle proprie delle classi più tradizionali di LaTeX e vuole arrivare a fare qualche scelta personale approfittando soprattutto delle opzioni fornite da pacchetti aggiuntivi, ma difficilmente ha intenzione di programmare LaTeX e qundi non cerca quel tipo di istruzione per programmatori.
                          Fortunatamente a questa aspettativa vengono incontro i tanti pacchetti che si sono aggiunti nel tempo e che sempre più spesso sono molto ricchi di opzioni che favoriscono le scelte personali.
                          Quello che serve quindi è innanzitutto conoscere i pacchetti a disposizione: molto utile da questo punto di vista è The TeX Catalogue by Graham Williams soprattuto nella versione Topic Index by Jürgen Fen: http://www.tex.ac.uk/tex-archive/help/Catalogue/bytopic.html
                          Per es. voglio personalizzare l’Indice delle materie? Allora cerco per argomento e clicco su Table of Contents: arrivo alla pagina http://www.tex.ac.uk/tex-archive/help/Catalogue/bytopic.html#toc che mi elenca tra gli altri i packages tocloft e titletoc: questi mi aiutano a personalizzare l’indice: sono fatti apposta.
                          Quindi non è che devo saper programmare per utilizzare pacchetti aggiuntivi e sfruttare le loro opzioni. Devo solo conoscerli.
                          Un’altra risorsa molto utile è il Main Index del TeXnik web site http://www.texnik.de/cgi-bin/mainFAQ.cgi?file=index perché anche lì posso cercare per argomento
                          Altre cose si trovano in rete: per es. si scopre che basta inserire \makeatletter \renewcommand{\@dotsep}{10000} \makeatother per rimuovere i puntini dagli indici Basta copiare: non occorre programmare.
                          Per quanto riguarda biblatex invece questo non basta e il discorso va fatto a un altro livello: faccio osservare che i V. p. al posto di Citato a p. non va bene: al di là delle preferenze per l’uno o l’altro il V. p. è ambiguo: fa pensare che mi si segnalino pagine da consultare all’interno delle pubblicazioni citate, non che ci si riferisca a pagine del mio documento. Ciato a p. è sotto questo profilo molto più chiaro. Ma se ne siamo convinti allora dobbiamo sapere come fare la sostituzione, no? A me pare che basta spiegarlo: non ci vogliono abilità particolari. E secondo me è anche questo un modo per far crescere l’uso del LaTeX: cioè farne capire le potenzialità.
                          Per concludere: il problema che trovo io nelle pubblicazioni sul LaTeX è non spiegano mai tante cose che uno vorrebbe sapere e questo forse succede perché c’è una visione troppo rigida delle supposte categorie di utenti, divise solo in 2: gli inesperti (che devono accontenarsi delle a volte deludenti impostazioni di default) e gli avanzati. La realtà non è così rigida e bipolare, per cui mi pare che ci vorrebbero pubblicazioni a metà strada: non per programmatori, ma neppure che si limitano a dirti che per ottenere l’Indice metti \tableofcontents e via.
                          I nuovi pacchetti a disposizione pieni di opzioni mi pare tengano conto di questo. Si tratta di sfruttare la cosa rendendola più nota.
                          Con tutti ciò ti rinnovo i complimenti per le tue pubblicazioni: semplicemente penso che c’è motivo per andare oltre e costruire su quella esperienza. Di fatto lo fai già: per es. nel capitolo sulle Tabelle. Si può fare anche in altre sezioni. Ho imparato che nel LaTeX c’è molto di non reso abbastanza esplicito e noto, ma in realtà fattibilissimo, solo un po’ nascosto. A volte basta un suggerimento in più.
                          pierfranco

                        • #36424
                          lorenzo.pantieri
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                            Per concludere: il problema che trovo io nelle pubblicazioni sul LaTeX è non spiegano mai tante cose che uno vorrebbe sapere e questo forse succede perché c’è una visione troppo rigida delle supposte categorie di utenti, divise solo in 2: gli inesperti (che devono accontenarsi delle a volte deludenti impostazioni di default) e gli avanzati. La realtà non è così rigida e bipolare, per cui mi pare che ci vorrebbero pubblicazioni a metà strada: non per programmatori, ma neppure che si limitano a dirti che per ottenere l’Indice metti \tableofcontents e via.

                            In effetti era una suddivisione fatta con l’accetta. Di fatto, nei miei lavori, spiego come personalizzare blandamente LaTeX. Prendi ClassicThesis: lo stile è essenzialmente uno, ma si possono fare dei piccoli interventi per modificare alcuni aspetti del suo look. Lo stesso vale per le classi standard: si può intervenire praticamente su tutto, ma nelle mie guide spiego solo come soddisfare le richieste più classiche (come modificare i margini, per esempio), sempre però privilegiando le soluzioni più semplici (layaureo prima di geometry). Il fatto è che queste richieste (come per esempio quella relativa alla modifica dei margini) vengono fatte spessisimo dai relatori (quasi sempre a sproposito, peraltro).

                            Modificare gli indici e i titoli delle sezioni? No, su questo non ti seguo. I pacchetti tocloft e titlesec permettono di fare tutto quello che si vuole, ma sono anche troppo potenti per il mio lettore ideale, che, ripeto, è (anche) un principiante, interessato a volte a personalizzare LaTeX, ma non troppo in profondità. Il mio lettore vuole usare LaTeX, e trova allettante l’idea di usare layout preimpostati, molto più che di costruirsene uno da solo. La tipografia è una materia infinita, impossibile spiegare tutto. Il lettore che vuole intervenire così in profondità sul layout di LaTeX deve cercare (su CTAN, su Sarovar) e studiare un bel po’.

                            Ma siamo abbondantemente OT. Tornando in tema, togliere quelle scritte “p/pp…” e sostituirle con “(Citato a pag…)” rientra in quegli aspetti di blanda personalizzazione di LaTeX che dicevo. Meglio ancora, sarebbe avere degli altri stili/schemi già pronti, migliori di quelli predefiniti (non è difficile). Aspettiamo fiduciosi.

                            Ciao,
                            L:

                          • #36425
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                            Tornando in tema, togliere quelle scritte “p/pp…” e sostituirle con “(Citato a pag…)” rientra in quegli aspetti di blanda personalizzazione di LaTeX che dicevo. Meglio ancora, sarebbe avere degli altri stili/schemi già pronti, migliori di quelli predefiniti (non è difficile). Aspettiamo fiduciosi.

                            Giusto per ritornare direttamente al topic di questo thread, segnalo che Dominik Wassenhoven, uno storico tedesco esperto di LaTeX, ha scritto due articoli dedicati a biblatex e ai modi per personalizzarlo. Sono i 2 articoli apparsi nel 2008 su Die TeXnische Komödie, il periodico del Gruppo Tedesco di Utenti TeX (DANTE e.V.) accesibili gratuitamente qui http://biblatex.dominik-wassenhoven.de/download/DTK-2_2008-biblatex-Teil1.pdf e qui http://biblatex.dominik-wassenhoven.de/download/DTK-4_2008-biblatex-Teil2.pdf
                            Pare che questa doppia publbicazione sia l’unica del genere, sinora, e che quindi non ci siano altre pubblicazioni dedicate all’argomento (o se ci sono allora deve essere molto diffiicle trovarle).
                            Peccato che i due articoli siano in tedesco! Possibile che in Italia non ci sia un utilizzatore di LaTeX che sappia il tedesco in modo da tradurli e pubblicarli su Ars TeXnica, chiedendogli il permesso? Data la loro originalità, ne varrebbe la pena. Wassenhoven dice sul suo sito http://biblatex.dominik-wassenhoven.de/index.shtml?en di non essere in grado di offrire una traduzione inglese.
                            È il limite di Die TeXnische Komödie putroppo: tutti gli articoli sono in tedesco. Eppure è proprio dagli articoli di periodici su LaTeX che si imparano cose molto specifiche quasi mai riprese dai manuali.
                            pierfranco

                          • #36426
                            lorenzo.pantieri
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                              Pare che questa doppia publbicazione sia l’unica del genere, sinora, e che quindi non ci siano altre pubblicazioni dedicate all’argomento (o se ci sono allora deve essere molto diffiicle trovarle).

                              Il primo documento mi sembra un articolo rivolto agli utenti finali, come quello che ho scritto io. Il secondo articolo, invece, tratta come personalizzare biblatex e potrebbe valere la pena di tradurlo: vediamo se c’è qualcuno che può esaudire la tua richiesta.

                              Ciao,
                              L.

                            • #36427
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                              Il primo documento mi sembra un articolo rivolto agli utenti finali, come quello che ho scritto io. Il secondo articolo, invece, tratta come personalizzare biblatex e potrebbe valere la pena di tradurlo: vediamo se c’è qualcuno che può esaudire la tua richiesta.

                              Mi sembra che già che ci siamo varrebbe la pena per completezza far pubblicare in traduzione tutti e due visto che uno si chiama Parte 1 e l’altro Parte 2 (Teil 1; Teil 2).
                              pierfranco

                            • #36428
                              lorenzo.pantieri
                              Partecipante
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                                Ciao, ho appena aggiornato il lavoro. Enrico, che ringrazio, è stato così gentile da mandarmi la soluzione del problema con i riferimenti separati per sezione. Bastava
                                `\documentclass{article}
                                \usepackage[italian]{babel}
                                \usepackage[babel]{csquotes}
                                \usepackage[style=alphabetic,refsection=section]{biblatex}
                                \usepackage{guit}
                                \bibliography{Bibliografia}

                                \defbibheading{bibliography}%
                                {\subsection*{Riferimenti bibliografici
                                del paragrafo~\thesection}}

                                \begin{document}

                                \section{Un paragrafo}
                                Un paragrafo, con un riferimento a~\cite{bringhurst:elementi}, che
                                appare nella relativa bibliografia locale.

                                Si possono includere nella bibliografia locale anche delle opere
                                non esplicitamente citate nel documento.
                                \nocite{gregorio:breveguida}

                                \printbibliography

                                \section{Un altro paragrafo}
                                Un nuovo paragrafo, con un riferimento a~\cite{mori:tesi}, che
                                compare nella relativa bibliografia locale.

                                \printbibliography

                                \end{document}`
                                Ciao,
                                L.

                              • #36429
                                lorenzo.pantieri
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                                  Ciao a tutti, ho appena aggiornato l’articolo.

                                  http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf

                                  1. A pagina 1, “vengno” -> “vengono”.

                                  2. A pagina 4, a proposito del record booklet, “Campo obbligatorio” -> “Campi obbligatori”.

                                  3. A pagina 27,

                                  l risultato di tutte queste operazioni applicate all’esempio considerato è visibile nella figura 6.

                                  al posto di

                                  l risultato di tutte queste operazioni applicate all’esempio considerato è visibile nella figura 6 a fronte.

                                  Ringrazio il prof. Claudio Beccari per avermi fatto notare queste imperfezioni.

                                  NOTA: Ora il lavoro non è più in bozze, ma si può considerare in versione “definitiva” (naturalmente, sempre passibile di miglioramenti e integrazioni).

                                  A presto,
                                  L.

                                • #36430
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                                  Ciao a tutti.
                                  Oldclaudio legge bene ma non troppo! 😉

                                  Quarta riga del secondo capoverso del paragrafo 2.3 a pagina4:

                                  “numerossisimi” va corretto con “numerosissimi” 😛

                                  Sempre nella stessa pagina, qualche riga sopra tu scrivi:

                                  Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera

                                  Trattasi del cosiddetto “accordo a senso”, contro il quale combatto accanitamente con i miei studenti. Per disambiguarlo, si potrebbe scrivere:

                                  Poi si riempiono i campi che definiscono l’opera…

                                  oppure

                                  Poi si riempie una serie di campi che definisce l’opera…

                                  Questa seconda soluzione, anche se grammaticalmente corretta, è semplicemente orrenda. Ma sono dettagli precisati in base al mio gusto.

                                  Ciao
                                  Tommaso

                                • #36431
                                  lorenzo.pantieri
                                  Partecipante
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                                    Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera

                                    Trattasi del cosiddetto “accordo a senso”, contro il quale combatto accanitamente con i miei studenti. Per disambiguarlo, si potrebbe scrivere:

                                    Poi si riempie una serie di campi che definisce l’opera…

                                    Questa seconda soluzione, anche se grammaticalmente corretta, è semplicemente orrenda.

                                    Aspetta, la prima soluzione non ti piace, ma neppure la seconda ti va. Quindi, se ben comprendo, tu eviteresti del tutto espressioni di quel tipo. Mi sembra una soluzione estrema. Infatti mi sembra che i casi possibili siano tre:
                                    1. è giusta la prima espressione, ma non la seconda;
                                    2. è giusta la seconda espressione, ma non la prima;
                                    3. sono entrambe corrette.
                                    Dire che
                                    4. sono entrambe scorrette
                                    non mi sembra possibile, vorrebbe dire che in italiano quel concetto non si può esprimere.

                                    Che dice la Crusca?

                                    Grazie mille,
                                    L.

                                  • #36432
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                                    Io scriverei la prima soluzione. La seconda è corretta, ma non mi piace in questo caso.
                                    Attenzione: il fatto che non piaccia a me, non significa che vale lo stesso per te. L’autore sei tu.
                                    La Crusca non ne parla nelle sue consulenze. A mio avviso, questo fenomeno così ricorrente in italiano va bene nella lingua parlata, perché “passa”, ma lo scritto è ben altro. Non sto insegnando a scrivere a nessuno 😀 Semplicemente, secondo me stride un po’.

                                    Guarda bene:

                                    La maggior parte dei delegati all’inizio della conferenza avevano firmato il documento, ma all’ultimo momento si sono tirati indietro

                                    .

                                    Ma rischiamo di andare OT 😉

                                    Valga soltanto la svista delle due s.

                                    Ciao
                                    Tommaso

                                  • #36433
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                                    Preciso: non ho mai scritto che sono entrambe scorrette.
                                    L’italiano, purtroppo, non è una lingua che permette sempre il “si dice così e non si dice colà”.
                                    Meglio è ragionare in questi termini: “in italiano si può dire così in queste condizioni, ma si può dire anche in quest’altro modo se le condizioni sono queste. E ancora così e così se cambiamo ancora la situazione”.
                                    Ma questo accade in tutte le lingue del mondo 😀
                                    La nostra è una lingua strana, e molto difficile… E le regole sono davvero molto poche!

                                    Ciao
                                    Tommaso

                                  • #36434
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                                    La maggior parte dei delegati all’inizio della conferenza avevano firmato il documento, ma all’ultimo momento si sono tirati indietro

                                    .

                                    Se è buon italiano parlato è anche buon italiano scritto.

                                    Ciao
                                    Enrico

                                  • #36435
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                                    Stiamo andando decisamente OT, ma pur da non Linguista mi sento di dare un parere. Secondo me c’ è una netta differenza fra:

                                    La maggior parte dei delegati all’inizio della conferenza avevano firmato il documento, ma all’ultimo momento si sono tirati indietro

                                    che è senza dubbio un caso di concordatio ad sensum e

                                    Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera

                                    In cui abbiamo i campi i quali definiscono l’opera e sono quindi il soggetto della subordinata, raggruppati in una serie. Nel primo caso invece non c’è una subordinata e il soggetto della principale è la maggior parte dei delegati, da cui a rigore si dovrebbe usare il singolare, ma ad sensum è ammesso, almeno nel parlato, il plurale.

                                    Ciao
                                    Matteo

                                  • #36436
                                    lorenzo.pantieri
                                    Partecipante
                                      Up
                                      0
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                                      Secondo me c’ è una netta differenza fra:

                                      La maggior parte dei delegati all’inizio della conferenza avevano firmato il documento, ma all’ultimo momento si sono tirati indietro

                                      che è senza dubbio un caso di concordatio ad sensum e

                                      Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera

                                      In cui abbiamo i campi i quali definiscono l’opera e sono quindi il soggetto della subordinata, raggruppati in una serie. Nel primo caso invece non c’è una subordinata e il soggetto della principale è la maggior parte dei delegati, da cui a rigore si dovrebbe usare il singolare, ma ad sensum è ammesso, almeno nel parlato, il plurale.

                                      Sono d’accordo.

                                      Ho appena aggiornato il documento, eliminando il refuso segnalato da Tommaso (“numerossisimi” -> “numerosissimi”), che ringrazio.

                                      Ciao,
                                      L.

                                    • #36437
                                      Up
                                      0
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                                      Ciao di nuovo.
                                      Vabbè, fate come volete 😉 Nello scritto io continuo a evitare le espressioni “una serie di…”, “tutta una serie di…” per il semplice fatto che urtano il mio sentire. Era un parere anche il mio. Che non c’entra nulla con la bontà del lavoro di Lorenzo, al quale sta per arrivare un corposo MP 😀

                                      Ciao
                                      Tommaso

                                    • #36438
                                      Up
                                      0
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                                      Non avevo letto la risposta di Enrico, che condivido in parte.

                                      T

                                    • #36439
                                      lorenzo.pantieri
                                      Partecipante
                                        Up
                                        0
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                                        Carissimi, Tommaso Gordini “il linguista1972” mi ha scritto un prezioso messaggio di commento al lavoro. Dal momento che penso che le sue osservazioni, precise, puntuali e competenti, possano interessare anche altri frequentatori del forum, mi permetto di pubblicarle, assieme alle soluzioni che ho deciso di adottare.

                                        Ciao Lorenzo.
                                        In nome della precisione che ci contraddistingue, trovo il tempo solo ora per mandarti qualche osservazione sul tuo ultimo articolo.
                                        Il lavoro ha raggiunto la sua versione definitiva, hai scritto, ma mi sa che i tuoi venticinque lettori si meritano una tiratina d’orecchi, per non averti segnalato per tempo almeno i refusi che ancora contiene (non è una critica nei tuoi confronti: si sa che l’autore di un lavoro, a forza di rileggerlo, non vede più gli errori di battitura).
                                        Lo dico soltanto perché so che hai già mandato l’articolo alla redazione di ArsTeXnica.

                                        Dunque, dividerò le mie osservazioni in: (1) indicazione dei refusi; (2) aspetti che non riesco a capire; (3) osservazioni di forma.
                                        Attenzione: queste ultime rispondono al mio personalissimo gusto, ma siccome in passato hai accolto osservazioni simili da parte di altri frequentatori del forum, allora mi permetto di farle anch’io. Spero che almeno una di queste incontri il tuo favore.
                                        Mi riferirò alla versione datata 16 settembre 2009.

                                        1. Refusi

                                        a. p. 4, secondo item della description (OPZIONALE): finisce con un punto e virgola anziché con un punto fermo.

                                        b. p. 5, item MISC, terza riga: “Campo obbligatorio” va sostituito con “Campi obbligatori”.

                                        c. p. 9, secondo esempio di codice e prima riga dopo il terzo esempio di codice: “alpahbetic” va sostituito con “alphabetic”.

                                        d. p. 12, nota a piè di pagina: “compatibiltà” va sostituito con “compatibilità”.

                                        e. p. 27, ultimo item della list: finisce con un punto e virgola anziché con un punto fermo.

                                        Corretti tutti.

                                        2. Aspetti che non riesco a capire

                                        a. Nel titolo del tuo lavoro, scrivi il nome del pacchetto che andrai a descrivere come BIB maiuscolo) seguito dal logo di LaTeX, che immagino avrai scritto come \LaTeX. Ora, se non sbaglio, LaTeX scritto come lo scrivi tu nel titolo è il nome del programma, mentre biblatex è soltanto un pacchetto. Andando a vedere la documentazione di una ventina di pacchetti, il nome del pacchetto nel titolo della documentazione è invariabilmente scritto in minuscolo e senza grazie, e così anche in tutte le sue successive occorrenze. Si comporta così anche Lehman nella documentazione del pacchetto, e proprio a partire dal titolo. Siccome anche tu, nel corso dell’articolo, ti attieni a quest’usanza, mi chiedevo come mai nel titolo dell’articolo il nome del pacchetto è scritto in quel modo.

                                        È una nota dolente, questa. Il nome del pacchetto è un simbolo? Se lo è, va scritto sempre alla stesso modo (come bisogna fare con un simbolo matematico: per esempio, $a$ non è la stessa cosa di $\mathbf{a}$); se non lo è, sono ammesse grafie differenti. Con le classi standard il problema non si pone: si scrive
                                        `L'arte di gestire la bibliografia con \textsf{biblatex}`
                                        e “biblatex” è scritto in minuscolo sans serif, come si fa di regola con i nomi dei pacchetti. Nel mio caso, il problema è che il titolo dell’articolo, in Iwona, è in maiuscoletto spaziato, quindi non posso scrivere biblatex in minuscolo: starebbe male. Ecco l’origine della confusione.

                                        Tempo fa proposi la domanda (“i nomi dei pacchetti sono simboli o no?”) a Enrico, che non mi diede una risposta in un senso o nell’altro, ma si limitò a osservare che, se i nomi dei pacchetti sono simboli, vanno scritti sempre allo stesso modo, e che quindi bisogna scegliere un font adeguato che permetta di farlo.

                                        Per quanto mi riguarda, è un dubbio che ho ancora…

                                        3. Osservazioni di forma

                                        a. Dal momento che biblatex si presenta come una soluzione abbastanza completa per soddisfare esigenze scientifiche e umanistiche, allora riformulerei il titolo così: “L’arte di gestire la bibliografia con biblatex”.

                                        b. p. 2, prime due righe. Le riformulerei così: “[…] che offre all’utente una soluzione generale per la gestione e la personalizzazione della bibliografia in un documento composto con LaTeX”. L’uso di “una”, secondo me, fa porre al lettore attento domande del tipo: “quante bibliografie ci sono in un documento?”. Anche più di una, dirai tu. Bene. Ma poi io mi chiederei: “e quale di queste viene risolta da biblatex”?
                                        Scrivere “della bibliografia”, invece, disambigua l’espressione precedente: “la” bibliografia è una sezione del documento, che può essere a sua volta suddivisa in più bibliografie distinte.

                                        c. p. 2, paragrafo 1, secondo capoverso. Lo riformulerei così, per maggiori chiarezza e scorrevolezza e per evitare la ripetizione delle stesse parole che usi a partire dalla prima riga della pagina: “Il pacchetto biblatex, invece, offre all’utente una soluzione complessiva per gestire e personalizzare gli stili bibliografici e di citazione. Infatti, oltre a includere le funzioni di molti pacchetti, tramite comandi LaTeX permette di effettuare modifiche anche profonde di un particolare stile bibliografico.”

                                        d. p. 2, paragrafo 2.1, prima frase. La riformulerei così: “Il pacchetto biblatex è ancora in fase di sviluppo ma, pur non essendo ancora incluso nelle distribuzioni ufficiali, è comunque reperibile su CTAN”. Allo stesso modo riformulerei la prima frase del secondo capoverso dello stesso paragrafo: “Il pacchetto biblatex richiede il pacchetto etoolbox, anch’esso in fase di sviluppo, ma ugualmente scaricabile da CTAN”.

                                        e. p. 3, seconda parentesi del secondo capoverso. Per maggiore chiarezza, farei questa aggiunta: “che non hanno un analogo standard in BibTeX”.

                                        Ho corretto tutti questi punti, sulla base delle tue indicazioni.

                                        f. Casso le osservazioni di questo punto perché ne abbiamo già discusso abbastanza in pubblico.

                                        Ho lasciato questo punto com’era: “Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera” non mi pare una concordanza a senso. Ma questo è un punto su cui riflettere(mo) ancora.

                                        g. p. 4, subito dopo l’esempio di codice. Con “Al solito” tu intendi “come sempre” o “di regola”? (Stessa cosa a p. 13, a sette righe dalla fine.)

                                        Corretto in “come sempre”, in entrambi i casi.

                                        h. p. 5, item MISC. Al posto di “Tipo da usare” scriverei, per maggiore chiarezza, “Tipo di record da usare” oppure “Record da usare”. La specificazione sembra richiesta da “tipo”, in questo caso.

                                        Corretto in “record da usare”.

                                        i. p. 5, item REPORT. O metti tutti gli articoli indefiniti, o li togli tutti: “[…] da un’università, una scuola o un’altra istituzione”, oppure “[…] da università, scuole o altre istituzioni”.

                                        Corretto in “[…] da un’università, una scuola o un’altra istituzione”.

                                        l. p. 6, campi AUTHOR ed EDITOR. Specificherei meglio così: “Il nome e il cognome […]”.

                                        Corretto.

                                        m. p. 6, campo LABEL. Sceglierei una di queste due forme: “È un’etichetta da usare […]”,
                                        oppure “Etichetta da usare […]”.

                                        Corretto in “È un’etichetta da usare […]”.

                                        n. p. 7, campo MONTH. So che “intero” in matematica significa “numero intero”, ma gli umanisti, che rientrano tra quelli per cui hai scritto questo articolo, non sono tenuti a saperlo se non cercando in un dizionario. Secondo me “Dev’essere un numero intero” chiarisce la faccenda.

                                        Corretto sulla base delle tue indicazioni.

                                        o. p. 7, campo NOTE. Il verbo “aiutare” va saturato con due argomenti, per cui è davvero necessario indicare “a fare cosa” viene aiutato il lettore.

                                        Corretto in “Informazioni supplementari che possono aiutare il lettore a identificare meglio l’opera”. Che ne dici?

                                        p. p. 11, schema di citazione predefinito AUTHORYEAR, AUTHORYEAR-COMP, penultima riga. Per “analogo” non si può individuare nessun referente maschile singolare nel testo che precede. Io scriverei “analogamente”.

                                        Corretto.

                                        q. p. 11, nota a margine. “Quale” è riferito a due nomi, per cui io scriverei “Quali schema e stile usare”, oppure “Quale schema e quale stile usare”, o ancora “Schema e stile da usare dipendono”.

                                        Corretto in “Quale schema e quale stile usare […]”.

                                        r. p. 11, ultime due righe fino al primo punto fermo della pagina successiva. Non mi è molto chiaro, si potrebbe riformulare: “[…] i risultati di questo schema sono dubbi, dato che non è sintetico come lo schema numerico e al tempo stesso non riporta sufficienti informazioni nel caso in cui autore e anno di pubblicazione risultino essenziali per la comprensione della frase”. Di quale frase si tratti, poi, non riesco proprio a capirlo. Forse è una citazione?

                                        Corretto sulla base delle tue indicazioni. Ho cambiato “per la comprensione della frase” in “[…] per la comprensione della citazione”.

                                        s. p. 11, circa a metà dell’ultimo capoverso. “[…] ha di per sé un significato”: di che tipo? Importante, notevole, grande, altro? Allora scriverei: “[…] ha di per sé significato”, oppure “[…] ha di per sé notevole, grande, … significato”.

                                        Corretto in “[…] ha di per sé significato”.

                                        t. p. 12, nota a piè di pagina. Stessa cosa: “[…] permette di mantenere la compatibilità” oppure “[…] permette di mantenere una certa compatibilità” o ancora “[…] permette di mantenere una compatibilità quasi totale”.

                                        Corretto in “[…] permette di mantenere una compatibilità quasi totale […]”.

                                        u. p. 15, paragrafo 3.1. Scriverei, per maggiore chiarezza: “Si possono applicare a tutti i record bibliografici”, se no sembra che si debba farlo. (O almeno, sembra a me.)

                                        Fatto.

                                        v. p. 15, campo HYPHENATION: “[…] il valore dev’essere […]”. La mancata elisione suona un po’ antiquata; del resto qualche pagina prima tu scrivi “d’opera” e non “di opera”.

                                        Fatto.

                                        z. p. 23, capoverso dopo il codice. Va assolutamente corretto con: “[…] ciascuno dei quali ha la propria bibliografia”: il referente del possessivo è il soggetto della frase.

                                        Fatto.

                                        aa. p. 25, secondo capoverso. L’inciso è bruttino, si può spostare così: “Schematizzando, per generare le bibliografie locali con biblatex e includerle […]”, oppure “Schematizzando, per generare con biblatex le bibliografie locali e includerle […]”, o ancora “Schematizzando, per generare le bibliografie locali e includerle nel documento con biblatex […]”.

                                        Corretto in “Schematizzando, per generare le bibliografie locali con biblatex e includerle […]”.

                                        bb. Nell’articolo tu scrivi Web e Internet maiuscoli, come vanno scritti. Non so, però, se vadano maiuscoli come nomi e minuscoli come sostantivi, in questo modo: “Ho trovato quest’informazione nel Web/in Internet” e “Ho appena consultato un sito web/sito internet”. È un dubbio che mi è venuto strada facendo.

                                        Ho lasciato tutto in maiuscolo: a naso, penso che scrivere “Web” e “Internet” ora in maiuscolo ora in minuscolo potrebbe essere fonte di confusione, e far pensare a una svista più che all’applicazione di una regola. Ma non ne sono del tutto sicuro.

                                        cc. L’ultima cosa che ti segnalo riguarda il link che metti in bibliografia. Se clicco

                                        http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex/biblatex.pdf

                                        (quello che tu indichi), il CTAN risponde che il materiale non si trova in quella destinazione.
                                        Se invece clicco

                                        http://tug/ctan/org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex/doc/

                                        si apre la pagina con l’elenco dei file presenti nel pacchetto. Poi, se clicco nella stessa pagina biblatex.pdf, si apre il .pdf della documentazione, il cui URL, almeno sul mio PC, recita così:

                                        http://ftp.uniroma2.it/Tex/macros/latex/exptl/biblatex/doc/biblatex.pdf

                                        Forse bisognerebbe indicare quest’ultimo URL, se si vuole visualizzare direttamente la documentazione del pacchetto.

                                        Ho modificato il link in “http://tug/ctan/org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex/doc/”. Lascerei stare quello con uniroma2, se non altro perché quel server a volte è lento (anche se non dovrebbero esserci problemi con pochi mega di documentazione).

                                        Ho finito, se Dio vuole. Ti avevo promesso che ti avrei scritto. Tengo a precisarti che, a parte i refusi che vanno eliminati, il tuo lavoro va benissimo così com’è: non sto insegnando nulla a nessuno. Semplicemente, ho un gusto che mi sono fatto in anni di letture di libri e di compiti dei miei ragazzi. Che può benissimo rimanere un gusto che piace solo a me.

                                        Come vedi, ho accolto tutte le tue osservazioni, con l’unica eccezione di quel “Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera”, ma solo perché trovo che l’alternativa che mi hai proposto (“Poi si riempiono i campi che definiscono l’opera”), pur migliore dal punto di vista dell’italiano, non sia altrettanto efficace dal punto di vista didattico ed espressivo. Ti viene in mente qualcosa di diverso?

                                        In conclusione, hai fatto un lavoro di revisione splendido, Tommaso. Io e i miei venticinque lettori te ne siamo davvero riconoscenti. 😀

                                        Non posso chiederti di fare un lavoro di revisione analogo con l’Arte: dico solo che, se trovassi il tempo e la voglia di farlo, sono pronto ad accogliere i tuoi suggerimenti.

                                        Grazie mille,
                                        Lorenzo

                                      • #36440
                                        Up
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                                        Ciao Lorenzo,
                                        grazie infinite per avermi incluso nei ringraziamenti!
                                        Avevo già cominciato un lavoro analogo sull’Arte, che magari ti invierò un capitolo alla volta.
                                        Che dici?

                                        Ciao
                                        Tommaso

                                      • #36441
                                        lorenzo.pantieri
                                        Partecipante
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                                          Ciao Lorenzo,
                                          grazie infinite per avermi incluso nei ringraziamenti!
                                          Avevo già cominciato un lavoro analogo sull’Arte, che magari ti invierò un capitolo alla volta.
                                          Che dici?

                                          Dico che è un’idea eccellente (potresti anche iniziare dai capitoli più brevi, come quello sull’indice analitico o sulla bibliografia). Per me (anzi, per noi!), sarà un’occasione per migliorare la conoscenza della lingua italiana: anche se si è madrelingua, non si finisce mai d’imparare…

                                          Ancora grazie,
                                          Lorenzo

                                        • #36442
                                          lorenzo.pantieri
                                          Partecipante
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                                            [OT]

                                            Ciao, mi è venuto un’idea per risolvere la difficoltà della frase:

                                            Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera.

                                            Ricapitoliamo. Tommaso osserva che la frase precedente è scritta in un brutto italiano. Porpone di sostituirla con:

                                            Poi si riempiono i campi che definiscono l’opera.

                                            Io replico che quest’ultima frase è migliore dal punto di vista dell’italiano, ma meno efficace dal punto di vista didattico. Qual è il problema? Il fatto è che quest’ultima frase presuppone che il lettore sappia che cosa sono “i campi” che definiscono l’opera. Immagino che il mio lettore principiante, leggendo la frase, potrebbe dire: “I campi? E che cosa sono questi campi?”.

                                            L’obiezione potrebbe forse valere anche per la prima formulazione, che però è più soft: “una serie di campi” che definiscono l’opera è più sfumata: si devono riempire uan serie di “cose”, i campi appunto, che definiscono l’opera. Si tratta di una sfumatura, certo, ma che secondo me è avvertibile.

                                            La soluzione? Potrebbe essere questa:

                                            Poi si riempiono i campi che definiscono l’opera.

                                            Il corsivo lascia pensare che i “campi” vengano definiti implicitamente dalla frase: i campi sono “quelle cose che è necessario riempire” per definire l’opera.

                                            Che ne pensano, gli umanisti del forum?

                                            Ciao,
                                            L.
                                            [/OT]

                                          • #36443
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                                            Penso che il problema non si ponga. Hai già introdotto “campi” nella penultima riga di pagina 3, e non ti sei preoccupato di spiegare cos’è un campo. Io non mi preoccuperei nemmeno di spiegarlo più avanti: lo dai per scontato e basta. E, dato che il tuo lettore-tipo dovrebbe aver dato almeno una scorsa all’Arte, saprà benissimo cos’è un campo.

                                            La frase, poi, va benissimo come l’hai scritta tu: l’accordo a senso è effettivamente quello dell’esempio che ho riportato, non il tuo. Per cui, l’argomento per me è chiuso. Ho consultato fior di grammatiche, un po’ troppo difficili per poterle segnalare come lettura domestica 😀

                                            Ciao
                                            Tommaso

                                          • #36444
                                            Up
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                                            ciao a tutti, io ho un problema “tecnico” e spero non sia una mia stupidaggine: scarico il pdf dal link
                                            http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf
                                            e ottengo un documento di una pagina soltanto 😳
                                            potreste controllare se il link è effettivamente aggiornato? ho provato altri link del sito e scarico i pdf completi…
                                            grazie
                                            antonella

                                          • #36445
                                            Up
                                            0
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                                            Cioa a tutti, ho riscontrato anche io lo stesso problema, dal link a pagina 1 si scarica un documento composto da una sola pagina.

                                          • #36446
                                            lorenzo.pantieri
                                            Partecipante
                                              Up
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                                              potreste controllare se il link è effettivamente aggiornato?

                                              Accidenti, non se che cosa è successo, ma hai ragione, il documento non era completo. 😳 Ho appena caricato la versione giusta.

                                              http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf

                                              Grazie mille per la segnalazione, e buon biblatex!

                                              Ciao,
                                              L.

                                            • #36447
                                              lorenzo.pantieri
                                              Partecipante
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                                                Ciao a tutti, ho appena aggiornato l’articolo, dedicando un paragrafo allo stile di Ivan (“Stili bibliografici personalizzati”). Nel paragrafo descrivo sinteticamente lo stile, spiegando anche dove trovarlo e come installarlo.

                                                http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf

                                                Forse sono un po’ in anticipo sui tempi, visto che lo stile è ancora in fase di elaborazione. Tuttavia, per lo stile di Ivan vale lo stesso discorso di biblatex: sono strumenti ancora in fase di sviluppo, ma in realtà perfettamente usabili. A questi strumenti vorrei, nel mio piccolo, dare la maggior risonanza possibile: sono eccellenti!

                                                Se Ivan ha qualche osservazione da fare sul pargrafo, sono qui, naturalmente.

                                                A presto,
                                                L.

                                              • #36448
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                                                Grazie Lorenzo per la tempestività. Mi hai preso un po’ in anticipo…

                                                Per un refuso il link agli stili è errato (…./mbx.zip). Quello corretto è questo:
                                                http://profs.lettere.univr.it/valbusa/msb.zip

                                                Inoltre gli stili, per il momento, sono contenuti nell’archivio msb.zip e non nell’archivio philosophy-modern.zip. Di questa confusione mi sento responsabile. È nata quando ho cambiato i nomi degli stili, ancora in fase di realizzazione.

                                                A tal proposito ti chiedo un consiglio. Una volta ultimato il lavoro conviene aggiornare il link sul forum (usando il nuovo nomie oppure mantenere il vecchio link (che si riferisce all’archivio msb.zip) e aggiornare solo la cartella interna, come succede adesso?
                                                Come fare tutto ciò senza creare ulteriore confusione?Poi, il mio topic si riferisce agli stili msb-classic e msb-modern, che adesso di fatto non esistono più. A suo tempo avevo comunicato il cambio dei nomi degli stili. È il caso di aggiungere una riga ad inizio topic? È possibile? Su questo mi sento un po’ incartato 😳

                                                Ciao
                                                Ivan

                                              • #36449
                                                lorenzo.pantieri
                                                Partecipante
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                                                  A tal proposito ti chiedo un consiglio. Una volta ultimato il lavoro conviene aggiornare il link sul forum (usando il nuovo nomie oppure mantenere il vecchio link (che si riferisce all’archivio msb.zip) e aggiornare solo la cartella interna, come succede adesso?
                                                  Come fare tutto ciò senza creare ulteriore confusione?Poi, il mio topic si riferisce agli stili msb-classic e msb-modern, che adesso di fatto non esistono più. A suo tempo avevo comunicato il cambio dei nomi degli stili. È il caso di aggiungere una riga ad inizio topic? È possibile? Su questo mi sento un po’ incartato 😳

                                                  Come la penso io? Finora hai lavorato agli stili con un nome in codice, e va benissimo così (è la prassi). Una volta messi a punto gli stili, però, il nome va cambiato: per esempio, “msb” per un utente non iniziato 😉 non significa nulla e anzi rischia di creare dubbi (“che cosa vuol dire quella sigla?”).

                                                  Di più, anche il nome “philosophy-modern” non mi convince, per diverse ragioni:
                                                  1. lascia pensare che sia adatto solo (o soprattutto) per lavori di filosofia, e così non è.
                                                  2. “modern” e “classic” sono un po’ abusati e significano poco: per esempio, a me il look dello stile “modern” appare molto… classico! 😉
                                                  3. Il nome è lungo, pesante: due parole separate da un trattino. Non mi piace molto.

                                                  Farei così. Una volta scelto il nome definitivo, diciamo “verona” e “padova” (dico per dire eh), aggiornerei tutto il topic, con i link giusti. Quindi verona.zip (che comprenderà verona.bbx, verona.cbx, la relativa documentazione e gli esempi) e padova.zip (che comprenderà padova.bbx, padova.cbx, la documentazione e gli esempi). Magari puoi modificare il primo topic (titolo compreso) aggiungendo l’avvertenza che i link sono stati modificati.

                                                  Ciao,
                                                  L.

                                                • #36450
                                                  lorenzo.pantieri
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                                                    Per un refuso il link agli stili è errato

                                                    Ciao, ho appena aggiornato il lavoro, correggendo le sviste che mi hai segnalato.

                                                    A presto,
                                                    L.

                                                  • #36451
                                                    lorenzo.pantieri
                                                    Partecipante
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                                                      Ciao a tutti, ho appena aggiornato il paragrafo sullo stile di Ivan, sulla base di un elenco di osservazioni stilistiche forulate da Tommaso.

                                                      A presto,
                                                      L.

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