Compilare via terminale

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  • #36547
    lorenzo.pantieri
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      Ciao a tutti.

      Per motivi che vi spiegherò nei prossimi giorni, vorrei cercare di capire come si fa a compilare un documento composto con LaTeX dalla linea di comando.

      Su Mac, la linea di comando si chiama “Terminale”. Il Terminale si trova nella cartella Applicazioni/Utility; si avvia con un doppio clic. Una volta scritto il sorgente prova.tex, per compilarlo basta avviare il Terminale e scrivere
      `pdflatex prova.tex`
      Se non si sono errori, per visualizzare con Anteprima il pdf ottenuto si scrive:
      `??? prova.pdf`
      Per stampare, si scrive
      `??? prova.pdf`

      Le domande sono tre:

      1. Come si completa la citazione scritta? In particolare, che cosa ci va al posto dei punti interrogativi?
      2. Qualche utente di Windows sarebbe così gentile da riscrivermi (e completarmi) il brano precedente, assumendo di essere su una piattaforma Win?
      3. Qualche utente di Linux sarebbe così gentile da riscrivermi (e completarmi) il brano precedente, assumendo di essere su una piattaforma Linux? In particolare, la procedura e la posizione del terminale variano a seconda della distribuzione di Linux usata?

      Grazie mille,
      L:

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      • #36548
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        3. Qualche utente di Linux sarebbe così gentile da riscrivermi (e completarmi) il brano precedente, assumendo di essere su una piattaforma Linux? In particolare, la procedura e la posizione del terminale variano a seconda della distribuzione di Linux usata?

        Credo sia diffcile risponderti per Linux. Provo comunque a risponderti a grandi linee:

        1/ per aprire un terminale si schiaccia un’iconcina. Dove si trova e cosa apre, dipende dalla distribuzione ma soprattutto dall’interfaccia utilizzata. Non solo, non sempre ti apre la stessa cosa, puo’ ad esempio aprirti una konsole, un terminal…

        2/ per compilare, se l’installazione di texlive (o tetex) è stata fatta come si deve, e se si è nella buona directory (che si raggiunde nel terminale con “cd percorso”) si usa semplicemente
        latex prova.tex
        o
        pdflatex prova.tex
        (aggiungo che si usa bibtex prova senza estensione)

        3/ per visualizzare, dipende quale visualizzatore si ha installaro. Ad esempio per i pdf si puo’ avere
        evince prova.pdf
        acroread prova.pdf
        kpdf prova.pdf
        xpdf prova.pdf

        4/ per stampare, di solito (ma non sempre) si usa
        lpr -Pnomedellastampante -o opzionivarie prova.pdf

        Lascio la mano a qualcuno di più competente.

      • #36549
        lorenzo.pantieri
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          Credo sia diffcile risponderti per Linux. Provo comunque a risponderti a grandi linee:

          1/ per aprire un terminale si schiaccia un’iconcina. Dove si trova e cosa apre, dipende dalla distribuzione ma soprattutto dall’interfaccia utilizzata. Non solo, non sempre ti apre la stessa cosa, puo’ ad esempio aprirti una konsole, un terminal…

          Me l’aspettavo. Quando si parla di Linux (lo dico con il massimo rispetto, spero di non scatenare alcuna guerra di religione), le cose sono sempre un pochino più difficili da spiegare, soprattutto a causa del gran numero delle distribuzioni. Poco male, però, poiché considero gli utenti di Linux più abili della media: penso che l’utente medio di Linux sappia dove trovare il terminale (o, almeno, sappia dove cercarlo). Lo stesso forse non si può dire per l’utente medio di Windows -o Mac- più abituato a usare l’interfaccia grafica e meno a suo agio con la linea di comando.

          2/ per compilare, se l’installazione di texlive (o tetex) è stata fatta come si deve, e se si è nella buona directory (che si raggiunde nel terminale con “cd percorso”)

          Ecco un punto che avevo dimenticato. Su Mac, al posto di scrivere
          `pdflatex percorso`
          si può scrivre pdflatex seguito da uno spazio e trascinare l’icona del .tex sulla finetra del terminale. Si può fare anche su Linux e su Windows?

          3/ per visualizzare, dipende quale visualizzatore si ha installaro. Ad esempio per i pdf si puo’ avere
          evince prova.pdf
          acroread prova.pdf
          kpdf prova.pdf
          xpdf prova.pdf

          Ahia. E io che cosa dico al mio lettore? Qual è il più diffuso di questi quattro? A occhio direi “xpdf”, ma avrei bisogno di sapere se questo pdf-viewer c’è in qualsiasi distribuzione di Linux (o almeno nella maggior parte di esse).

          Grazie mille,
          L.

        • #36550
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          […]
          Se non si sono errori, per visualizzare con Anteprima il pdf ottenuto si scrive:
          `??? prova.pdf`[…]

          Se ben ricordo con un Mac per aprire un file da terminale è sufficiente:`open nomefile`
          Poi si occupa il sistema del compito di riconoscere il tipo di file invocato e di avviare il software adatto.

          Per quanto riguarda Linux, se si utilizza Gnome si può trovare un terminale nel menu Applications -> Accessories -> Terminal

          Per la stampa penso sia meglio venga lanciata dal software che si usa per la visualizzazione. I parametri da passare alla linea di comando infatti possono diventare molto complicati nel caso si voglia attivare qualche “opzione di stampa”, che potrebbe essere per esempio la stampa fronte retro, margini particolari, pagine multiple eccetera…

          In questo caso credo tu faccia prima a tralasciare tali istruzioni e rimandare il lettore ad una guida: consiglio senza dubbio questa.

          LuCa

        • #36551
          lorenzo.pantieri
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            Per la stampa penso sia meglio venga lanciata dal software che si usa per la visualizzazione. I parametri da passare alla linea di comando infatti possono diventare molto complicati nel caso si voglia attivare qualche “opzione di stampa”, che potrebbe essere per esempio la stampa fronte retro, margini particolari, pagine multiple eccetera…

            Concordo. Quindi mi confermi che anche su Linux si può stampare il pdf dal programma usato per visualizzarlo. E questo cliccando un pulsante del pdfviewer (eventualmente impostando delle preferenze di stampa con un menu a tendina), giusto?

            Grazie mille,
            L.

          • #36552
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            Per la stampa penso sia meglio venga lanciata dal software che si usa per la visualizzazione. I parametri da passare alla linea di comando infatti possono diventare molto complicati nel caso si voglia attivare qualche “opzione di stampa”, che potrebbe essere per esempio la stampa fronte retro, margini particolari, pagine multiple eccetera…

            Concordo. Quindi mi confermi che anche su Linux si può stampare il pdf dal programma usato per visualizzarlo. E questo cliccando un pulsante del pdfviewer (eventualmente impostando delle preferenze di stampa con un menu a tendina), giusto?

            Grazie mille,
            L.

            Assolutamente si.
            Nel caso in cui un utente sia così smaliziato da utilizzare viewer particolari dalle ridotte capacità motorie ( 😉 ) sarà sicuramente in grado di utilizzare la sua stampante in modo opportuno.

            LuCa

          • #36553
            lorenzo.pantieri
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              Assolutamente si.

              Benissimo. Resta da chiarire il punto relativo al pdfviewer su Linux” xpdf c’è sempre? E poi: che mi dici del trascinamento del file per evitare di scrivere per intero il path?

              Grazie,
              L:

            • #36554
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              Non sempre ovviamente! 8)
              Io consiglierei a tutti di installare Acrobat Reader, che funziona su tutti i sistemi (ragionevoli).
              Si invoca da terminale con la stringa “acroread nomefile”.

              Su Gnome il visualizzatore di default è “evince”, su Kde “kpdf”.

              LuCa

            • #36555
              lorenzo.pantieri
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                Su Gnome il visualizzatore di default è “evince”, su Kde “kpdf”.

                Bene.

                Riguardo al “trascniamento del file sulla finestra del terminale”, ho appena provato su un PC con Windows Vista, ma non funziona (cioè, su Win toccherebbe scrivere il path per intero). Mi sbaglio?

              • #36556
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                E poi: che mi dici del trascinamento del file per evitare di scrivere per intero il path?

                Grazie,
                L:

                Fantastico, funziona! 😉 (Ubuntu 9.04, Gnome 2.26, Gnome Terminal 2.26)
                Non l’avevo mai provato, non c’avrei scommesso un euro!
                😀

                Non si finisce mai di imparare…

                Per quanto riguarda Vista non posso aiutarti…

                LuCa

              • #36557
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                E io che cosa dico al mio lettore? Qual è il più diffuso di questi quattro? A occhio direi “xpdf”, ma avrei bisogno di sapere se questo pdf-viewer c’è in qualsiasi distribuzione di Linux (o almeno nella maggior parte di esse).

                Personalmente non l’ho mai sentito nominare questo xpdf 😛
                Io su questo computer (Ubuntu + LXDE come ambiente desktop) avevo come lettore predefinito epdfview, che ho rimpiazzato da qualche tempo con evince, il lettore predefinito di Ubuntu + GNOME (che penso sia una delle distribuzioni desktop più diffuse), ma molti utenti (parlo di Ubuntu perché è l’unica distro che conosco) preferiscono poi installare anche Acrobar Reader che si avvia, come detto da minnolina, con il comando acroread. Se si usa come ambiente desktop GNOME, si può usare il comando
                `gnome-open nomefile`
                per aprire il file chiamato `nomefile’ con il programma predefinito di sistema (quindi se `nomefile’ è un PDF verrà aperto con il lettore PDF predefinito nel sistema, che potrà essere Evince, Acrobat Reader o quant’altro).

                Se la guida vuole essere rivolta a gente non troppo avvezza all’uso della linea di comando, almeno le operazioni di apertura file e/o stampa questi lettori le vorranno eseguire per via grafica, non penso sia così importante spiegare loro come si fa a stampare scrivendo un complicato comando nel terminale 😉

                Ora, se posso, vorrei darti un consiglio: se vuoi spiegare come compilare da terminale documenti composti, molto elaborati, trovo importante spiegare come realizzare Makefile, che automatizzano notevolmente questo processo, permettendo di scrivere un solo comando alla volta, invece di doversene ricordare 6-7 da eseguire rigorosamente in ordine. Purtroppo ho trovato solo poche guide sulla composizione di Makefile: http://www.mat.uniroma1.it/centro-calcolo/manuali/impara_latex.pdf, paragrafo 8.3, pagina 67; http://www.guit.sssup.it/downloads/fig_tut.pdf, paragrafo A.3, pagina 61

              • #36558
                lorenzo.pantieri
                Partecipante
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                  Fantastico, funziona! Non l’avevo mai provato, non c’avrei scommesso un euro!

                  Riassumendo, su Linux la cosa funziona, ma tu ne sei sorpreso. Io invece, su Mac, mi sarei stupito che la cosa non funzionasse. D’altra parte, non mi stupirei che su Windows la cosa non funzionasse… 😉

                • #36559
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                  [OT]

                  Fantastico, funziona! Non l’avevo mai provato, non c’avrei scommesso un euro!

                  Riassumendo, su Linux la cosa funziona, ma tu ne sei sorpreso. Io invece, su Mac, mi sarei stupito che la cosa non funzionasse. D’altra parte, non mi stupisco che su WIndows la cosa non funzioni… 😉

                  Già! 😉
                  Ma è colpa mia, odio trascinare i file in giro per lo schermo, ho paura di graffiarlo… 😉

                  LuCa
                  [/OT]

                • #36560
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                  `Su Windows, l'interfaccia a linea di comando si chiama “Prompt dei comandi” e si può avviare andando su Start/Programmi/Accessori/Prompt dei comandi oppure dal menù esegui (Start/Esegui) digitando cmd e dando invio. Una volta scritto il sorgente prova.tex, per compilarlo basta avviare il Prompt dei comandi e scrivere
                  Code:
                  pdflatex prova.tex

                  Attenzione però che Windows sarà capace di eseguire il programma pdflatex solo se questo si troverà nella variabile d'ambiente PATH (Tasto destro su Computer, proprietà, impostazioni di sistema avanzate, avanzate, variabili d'ambiente).
                  Se viene usata la distribuzione MiKTeX non ci saranno problemi perché questa inserisce automaticamente il percorso dei suoi eseguibili alla variabile PATH durante l'installazione.

                  Se non si sono errori, per visualizzare il pdf ottenuto si scrive, a seconda del lettore di pdf installato:
                  Code:
                  ??? prova.pdf (Acrobat)
                  SumatraPDF prova.pdf (SumatraPDF)
                  “Foxit Reader” prova.pdf

                  Anche in questo caso gli eseguibili devono trovarsi in uno dei percorsi presenti nella variabile d'ambiente PATH.

                  Per stampare, si scrive
                  Code:
                  print \D:dispositivo prova.pdf
                  `

                  Ciao ciao
                  Fra

                • #36561
                  lorenzo.pantieri
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                    Se la guida vuole essere rivolta a gente non troppo avvezza all’uso della linea di comando, almeno le operazioni di apertura file e/o stampa questi lettori le vorranno eseguire per via grafica, non penso sia così importante spiegare loro come si fa a stampare scrivendo un complicato comando nel terminale.

                    Le cose stanno così. Mi è stato fatto notare che nell’Arte manca un paragrafo del tipo “Ciao, mondo!”, che spieghi come realizzare il primo documento con LaTeX. Mi è stato consigliato di mostrare all’utente come si realizza un documento senza usare un editor specifico per LaTeX, ma solo gli strumenti minimi indispensabili (il Blocco Note e pdflatex via terminale): in questo modo, mi si dice, si insegna il lettore a distinguere tra editor, programma e pdfviewer.

                    In questo modo si ha da subito la percezione che pdflatex è il programma che crea il pdf, che egli è il mittente dei messaggi di errore eccetera. La compilazione non è più quindi quel tempo che bisogna attendere per vedere il pdf, ma il processo durante il quale il programma comprende la nostra volontà e la trasforma per noi in un file grafico. Credo che dal punto di vista didattico questo sia importante.

                    Successivamente, quando un minimo di confidenza col sistema wysiwym è stata raggiunta suggerisco di utilizzare uno dei tanti editor evoluti che facilitano (?) la composizione con le scorciatoie punta-e-clicca.

                    Ecco, forse nella guida manca un capitoletto stile “Hello World” con le quattro righe di sorgente e i due comandi da terminale (versione dos e versione bash) per ottenere il primo pdf. In seguito e nel resto della guida sarà chiaro che tale processo viene sostituito dalla pressione del tasto opportuno in qualche editor…

                    Questa osservazione mi ha colpito, e devo dire di condivire molte delle cose che dice il mio lettore.

                    1. Concordo sull’importanza didattica di un paragrafetto (un capitolo mi sembra troppo) del tipo “Ciao, mondo!”.

                    2. Concordo sull’importanza di ribadire la distinzione editor/programma/viewer. Nell’Arte qualcosa c’è, ma ribadire le cose con un esempio concreto può essere utile, per evitare equivoci.

                    3. Concordo sul fatto che usare il Blocco Note e il terminale almeno una volta potrebbe contribuire a eliminare l’equivoco “LaTeX = editor”.

                    Ciò posto, bisogna andarci con i piedi di piombo. Il paragrafo “Ciao, mondo” lo metterò all’inizio del capitolo 4 (“Le basi”). Il lettore ha appena letto il capitolo “Storia e filosofia”, che gli ha permesso di farsi un’idea generale del gioco, e ha appena imparato a installare LaTeX. A questo punto, fargli realizzare il suo primo documento usando il terminale mi sembra eccessivo, non vorrei che il mio lettore (forse già un po’ intimidito da LaTeX, che più difficile di Word lo è, almeno all’inizio) scappasse a gambe levate. Il terminale è un oggetto ostico da maneggiare (se non altro da un punto di vista psicologico), soprattutto per un lettore non esperto. L’utente medio si trova più a suo agio con una GUI (anche qui, nessuna guerra di religione, spero).

                    Ho pensato a un approccio più soft. Faccio vedere all’utente come si realizza un semplice documento, ma gli faccio presente che premere il pulsante dell’editor equivale a lanciare “pdflatex nomefile.tex” e poi “xpdf (o quello che è) nomefile.pdf” dal terminale. In nota, aggiungo una rapida spiegazione di come raggiungere il Terminale (su Windows, Linux e Mac).

                    Questa discussione, interessante di per sé, nell’Arte la concentrerò in tre righe. Non è la prima volta… 😉

                    L.

                  • #36562
                    lorenzo.pantieri
                    Partecipante
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                      `Su Windows, l'interfaccia a linea di comando si chiama “Prompt dei comandi” e si può avviare andando su Start/Programmi/Accessori/Prompt dei comandi oppure dal menù esegui (Start/Esegui) digitando cmd e dando invio. Una volta scritto il sorgente prova.tex, per compilarlo basta avviare il Prompt dei comandi e scrivere
                      Code:
                      pdflatex prova.tex

                      Attenzione però che Windows sarà capace di eseguire il programma pdflatex solo se questo si troverà nella variabile d'ambiente PATH (Tasto destro su Computer, proprietà, impostazioni di sistema avanzate, avanzate, variabili d'ambiente).
                      Se viene usata la distribuzione MiKTeX non ci saranno problemi perché questa inserisce automaticamente il percorso dei suoi eseguibili alla variabile PATH durante l'installazione.

                      Se non si sono errori, per visualizzare il pdf ottenuto si scrive, a seconda del lettore di pdf installato:
                      Code:
                      ??? prova.pdf (Acrobat)
                      SumatraPDF prova.pdf (SumatraPDF)
                      “Foxit Reader” prova.pdf

                      Anche in questo caso gli eseguibili devono trovarsi in uno dei percorsi presenti nella variabile d'ambiente PATH.

                      Per stampare, si scrive
                      Code:
                      print \D:dispositivo prova.pdf
                      `

                      Grazie mille Francesco! Mi metto subito al lavoro…

                      A proposito, su Linux come si chiama l’analogo del Blocco Note di Windows (TextEdit su Mac)?

                    • #36563
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                      Dipende sempre dalla distribuzione o dall’ambiente desktop installato. Per GNOME c’è gedit, per KDE c’è kate, per LXDE c’è leafpad. Esistono anche editor a linea di comando, installati su tutti i sistemi o quasi ci sono vim (molto complicato da usare, però, per i novelli) e nano

                    • #36564
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                      [OT]

                      Mi è stato fatto notare che nell’Arte manca un paragrafo del tipo “Ciao, mondo!”, che spieghi come realizzare il primo documento con LaTeX. Mi è stato consigliato di mostrare all’utente come si realizza un documento senza usare un editor specifico per LaTeX, ma solo gli strumenti minimi indispensabili (il Blocco Note e pdflatex via terminale): in questo modo, mi si dice, si insegna il lettore a distinguere tra editor, programma e pdfviewer.

                      purtroppo, la mia chiaroveggenza funziona solo qui – e non con i numeri dell’enalotto… 😀 – :
                      vedi, nel primo messaggio di questa lista, il punto 2: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=4188&start=110
                      la di allora risposta: punto 4 di quest altro primo messaggio http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=4188&start=121

                      E’ bello vedere come il tuo (già eccellente) lavoro sia in continua evoluzione: ogni pagina scritta, ogni concetto esposto, ogni dettaglio scelto è continuamente sottoesame e messo (e rimesso) in discussione, e migliorato sempre più!

                      [/OT]

                      a presto!

                    • #36565
                      lorenzo.pantieri
                      Partecipante
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                        purtroppo, la mia chiaroveggenza funziona solo qui – e non con i numeri dell’enalotto…

                        Accidenti, non mi ricordavo neanche di quegli interventi. 😳

                        E’ bello vedere come il tuo (già eccellente) lavoro sia in continua evoluzione: ogni pagina scritta, ogni concetto esposto, ogni dettaglio scelto è continuamente sottoesame e messo (e rimesso) in discussione, e migliorato sempre più!

                        Mi sforzo di rendere le cose il più semplici possibili (a proposito: grazie mille per i complimenti!). Sembra incredibile, ma scrivere il paragrafo “Ciao, mondo!” (ovvero, “Il mio primo documento con LaTeX”) pone più problemini didattici di quanto si possa pensare… Ne riparleremo.

                        Ecco, tornando a bomba, ho bisogno di un’ultima informazione

                        Se si opera dalla linea di comando, per visualizzare il documento è sufficiente scrivere, dopo essersi portati nella stessa cartella del file, open primo.dvi oppure open primo.pdf per aprire il file con il lettore di .dvi o di .pdf predefinito del sistema.

                        Quanto precede è vero per Mac (e Linux, almeno spero), falso su Windows.
                        1. Una macchina Windows appena uscita dalla fabbrica con il solo Windows preinstallato non è in grado di leggere pdf e dvi. Giusto?
                        2. Su Windows, se si installa una MiKTeX o una TeX Live, quali programmi vengono installati per leggere i dvi? E i pdf?
                        3. Come si fa su Windows ad aprire un dvi o un pdf dal prompt dei comandi?

                        Grazie mille,
                        L.

                      • #36566
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                        Se si opera dalla linea di comando, per visualizzare il documento è sufficiente scrivere, dopo essersi portati nella stessa cartella del file, open primo.dvi oppure open primo.pdf per aprire il file con il lettore di .dvi o di .pdf predefinito del sistema.

                        Quanto precede è vero per Mac (e Linux, almeno spero), falso su Windows.

                        No mi dispiace ma su Linux non è vero, dalla mia distribuzione (Archlinux) se provo a dare il comando:
                        `
                        open documento.pdf
                        `
                        mi restituisce che non conosce il comando open. Nelle distro Linux si deve mettere il nome del programma che si ha installato per vedere i pdf-dvi… e poi il path del documento che si vuole visualizzare. Se quel documento è nella stessa cartella basta dare
                        `
                        okular documento.pdf
                        `
                        dove okular è il programma, mentre se il documento è in un altra cartella si deve dare al programma il path completo tipo:
                        `
                        okular /home/utente/documenti_latex/documento.pdf
                        `

                        My 1cent 😉

                        Ciao Alberto

                      • #36567
                        lorenzo.pantieri
                        Partecipante
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                          No mi dispiace ma su Linux non è vero […].

                          Sorry, ho sbagliato. Mi era stato detto che il comando era
                          `gnome-open nomefile`
                          (che funziona ovviamente solo con Gnome). Quindi il problema si allarga anche agli utenti di Linux (su Mac il comando “open nomefile” funziona).

                          Si tratta di stabilire se esiste una soluzione universale, che vada bene per tutte le distribuzioni di Linux. Se non esiste, potrei sempre cavarmela restando nel vago, con qualcosa del tipo:

                          Se si opera dalla linea di comando, per visualizzare il documento è sufficiente scrivere, dopo essersi portati nella stessa cartella del file, “pippo primo.dvi” oppure “pluto primo.pdf”, dove “pipppo” e “pluto” sono programmi che leggono rispettivamente i dvi e i pdf.

                          Una cosa del genere (davvero vaga) andrebbe bene anche su Windows. Vediamo se salta fuori qualcosa di meglio.

                          Ecco una delle ragioni per cui è questo paragrafetto non è facilissimo da scrivere… 😉

                          Ciao,
                          L.

                        • #36568
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                          Ecco, tornando a bomba, ho bisogno di un’ultima informazione
                          Quote:
                          Se si opera dalla linea di comando, per visualizzare il documento è sufficiente scrivere, dopo essersi portati nella stessa cartella del file, open primo.dvi oppure open primo.pdf per aprire il file con il lettore di .dvi o di .pdf predefinito del sistema.

                          Quanto precede è vero per Mac (e Linux, almeno spero), falso su Windows.
                          1. Una macchina Windows appena uscita dalla fabbrica con il solo Windows preinstallato non è in grado di leggere pdf e dvi. Giusto?
                          2. Su Windows, se si installa una MiKTeX o una TeX Live, quali programmi vengono installati per leggere i dvi? E i pdf?
                          3. Come si fa su Windows ad aprire un dvi o un pdf dal prompt dei comandi?

                          Caro Lorenzo,

                          una prima precisazione: l’altra volta ti ho detto che per aprire un pdf in Windows da riga di comando bisogna dare “nome_programma nome_file”.
                          Questa è la strada più didattica ma non è l’unica.
                          Si può anche semplicemente scrivere il nome del file e dare invio.
                          Automaticamente Windows avvierà l’applicazione predefinita per quel tipo di file, praticamente facendo quello che facevamo prima noi a mano e cioè “nome_programma nome_file”.

                          Per le tue domande:
                          1. esatto. Windows appena uscito dalla fabbrica non legge né pdf né dvi.
                          2. Per i dvi c’è Yap, per i pdf credo nulla anche se TeXworks (un editor minimale sulla falsa riga di TeXshop che viene fornito con MiKTeX) include già un buon visualizzatore di pdf che però non so se può essere avviato indipendentemente. Credo di no.
                          3. Per la terza domanda già ti avevo in parte risposto, ma ora ho semplificato la risposta con la precisazione fatta prima.

                          Ciao ciao.
                          Fra

                        • #36569
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                          Sorry, ho sbagliato. Mi era stato detto che il comando era
                          `gnome-open nomefile`
                          (che funziona ovviamente solo con Gnome).

                          Io ho come Desktop Environment KDE e se provo a dare
                          `kde-open nomefile.pdf`
                          mi si apre okular (il programma predefinito per i pdf) e visualizzo il pdf.

                          Si tratta di stabilire se esiste una soluzione universale, che vada bene per tutte le distribuzioni di Linux. Se non esiste, potrei sempre cavarmela restando nel vago, con qualcosa del tipo:

                          Se si opera dalla linea di comando, per visualizzare il documento è sufficiente scrivere, dopo essersi portati nella stessa cartella del file, “pippo primo.dvi” oppure “pluto primo.pdf”, dove “pipppo” e “pluto” sono programmi che leggono rispettivamente i dvi e i pdf.

                          Questa a mio modo di vedere è la soluzione migliore, perchè funziona indipendentemente dal DE che si sta utilizzando, dire all’utente che da terminale basta digitare il nome del programma seguito dal file che si vuole aprire.

                        • #36570
                          lorenzo.pantieri
                          Partecipante
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                            3. Per la terza domanda già ti avevo in parte risposto, ma ora ho semplificato la risposta con la precisazione fatta prima.

                            Sì, mi avevi risposto, ma ero alla ricerca di soluzioni più “universali”. Visto che queste soluzioni a quanto pare non esistono (per esempio, mi dici che su Windows non c’è un programma predefinito per leggere i pdf, neppure dopo aver installato MiKTeX), toccherà restare nel vago e presupporre che l’utente desideroso di operare dalla linea di comando conosca almeno un pochino il suo sistema.

                            Questa a mio modo di vedere è la soluzione migliore, perchè funziona indipendentemente dal DE che si sta utilizzando, dire all’utente che da terminale basta digitare il nome del programma seguito dal file che si vuole aprire.

                            Proprio così.

                            Grazie mille,
                            L.

                          • #36571
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                            3. Per la terza domanda già ti avevo in parte risposto, ma ora ho semplificato la risposta con la precisazione fatta prima.

                            Sì, mi avevi risposto, ma ero alla ricerca di soluzioni più “universali”. Visto che queste soluzioni a quanto pare non esistono (per esempio, mi dici che su Windows non c’è un programma predefinito per leggere i pdf, neppure dopo aver installato MiKTeX), toccherà restare nel vago e presupporre che l’utente desideroso di operare dalla linea di comando conosca almeno un pochino il suo sistema.

                            Grazie mille,
                            L.

                            Già, la situazione non è delle migliori per un principiante 🙁

                            C’è qualcuno che può provare la soluzione di digitare semplicemente il nome del file e dare invio? Magari funziona anche su macchine diverse da Windows e sarebbe una soluzione decisamente universale, quantomeno per aprire i file! (Temo però che non funzioni. . .)

                            Non vedo l’ora di leggere questo paragrafo, Lorenzo!
                            Ciao ciao.
                            Fra

                          • #36572
                            lorenzo.pantieri
                            Partecipante
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                              Già, la situazione non è delle migliori per un principiante.

                              Neanche per chi scrive guide per principianti la situazione è delle migliori. Il fatto è che le situazioni possibili sono molte. Usi Windows, Mac o Linux? Se usi Linux, quale distribuzione in particolare e quale DE? Usi TeX Live o MiKTeX? MiKTeX di base o completa? Compili con LaTeX o con pdfLaTeX? Difficile descrivere una procedura passo per passo che sia valida per tutti i casi, e allo stesso tempo sia compatta.

                              C’è qualcuno che può provare la soluzione di digitare semplicemente il nome del file e dare invio? Magari funziona anche su macchine diverse da Windows e sarebbe una soluzione decisamente universale, quantomeno per aprire i file! (Temo però che non funzioni. . .)

                              Proverò a casa sul mio Mac. Ma se anche funzionasse, la troverei un po’ troppo esoterica, per un principiante…

                              Non vedo l’ora di leggere questo paragrafo, Lorenzo!

                              Penso che lo troverai di una banalità sconcertante. Ma se sarà così, vuol dire che sarà venuto bene. 😉

                              A presto,
                              L.

                            • #36573
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                              Già, la situazione non è delle migliori per un principiante 🙁

                              C’è qualcuno che può provare la soluzione di digitare semplicemente il nome del file e dare invio? Magari funziona anche su macchine diverse da Windows e sarebbe una soluzione decisamente universale, quantomeno per aprire i file! (Temo però che non funzioni. . .)

                              Ovviamente non può funzionare in una shell Unix: una “parola” viene interpretata come il nome di un file da eseguire. Se questo file è uno script in qualche linguaggio o un eseguibile binario tutto funziona (purché il file abbia l’apposito permesso all’esecuzione); altrimenti la shell emette un messaggio di errore.

                              Con Mac OS X si può usare “open” che di norma funziona benissimo e accetta anche l’opzione -a per indicare l’applicativo da usare. Sulle mie shell ho per esempio definito “skim” come alias di “open -a Skim” e posso dare “skim file.pdf” per aprire il file con quel programma senza necessariamente cambiare il programma di default per i pdf. Per i dvi non occorre nemmeno “open”: basta “xdvi file.dvi &” e il sistema avvia anche il server X, se necessario (occorre una versione di X11.app abbastanza recente, si veda su macosforge.org).

                              Penso che gli analoghi gnome-open o kde-open abbiano possibilità simili; su Windoze non ho alcuna idea, né intendo averla. 🙂

                              Ciao
                              Enrico

                            • #36574
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                              Riassunto di come si può aprire un file dalla CLI di Windows Vista (ma credo funzioni anche su XP):

                              1. nome_programma nome_file
                              2. start nome_file (viene avviato il programma di default)
                              3. nome_file (viene avviato il programma di default)

                              Ciao ciao.
                              Fra

                            • #36575
                              Antonio Ledda
                              Partecipante
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                                Riassunto di come si può aprire un file dalla CLI di Windows Vista (ma credo funzioni anche su XP):

                                1. nome_programma nome_file
                                2. start nome_file (viene avviato il programma di default)
                                3. nome_file (viene avviato il programma di default)

                                Ciao ciao.
                                Fra

                                Confermo. Funziona tutto anche con XP (e Acrobat Reader, acrord32).

                                Ciao,
                                Antonio

                              • #36576
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
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                                  Ecco qua, ho appena aggiornato l’Arte, aggiungendo il paragrafo “Ciao, mondo!” di cui vi dicevo. Il link è sempre lo stesso, quassù, le pagine sono le 21-23. Devo ancora limarlo un po’, ma l’idea dovrebbe capirsi.

                                  Alcune considerazioni.

                                  1. Il paragrafo è scritto, unico nell’Arte, nella seconda persona plurale (“sriviamo”, “registriamo” ,”compiliamo”, …): questo perché il lettore si senta accompagnato nella creazione del suo primo documento LaTeX – è un passo importante, no?

                                  2. L’esempio di primo documento che ho fatto non è minimo.
                                  `\documentclass[a4paper]{article}
                                  \usepackage[latin1]{inputenc}
                                  \usepackage[italian]{babel}
                                  \usepackage[T1]{fontenc}
                                  \begin{document}
                                  Ecco il mio primo documento con \LaTeX.
                                  \end{document} `
                                  Se la guida fosse in inglese, il primo esempio sarebbe stato ovviamente questo:
                                  `\documentclass{article}
                                  \begin{document}
                                  Hello, World!
                                  \end{document} `
                                  Ma la guida è in italiano, quindi è meglio che il primo documento sia in italiano, visto che presumibilmente lo saranno anche gli altri. Ora, nell’esempio considerato caricare i pacchetti inputenc, babel e fontenc sarà anche superfluo, ma in generale non lo è affatto; meglio che l’utente italiano si abitui subito a caricare quei fondamentali pacchetti. Il testo del documento poteva essere
                                  `Questo è il mio primo documento con \LaTeX. `
                                  Il fatto è che ho deciso di caricare inputenc con l’opzione latin1 (probabilmente la scelta migliore, anche se non l’unica): se l’utente usasse un editor con una codifica di input diversa, la presenza di un carattere accentato provocherebbe subito un errore. 😕

                                  Di più, se l’uente decidesse di ampliare l’esempio minimo inserendo altre parole contenenti lettere accentate, potrebbe ottenere ugualmente degli errori, se la codifica di input non fosse impostata a dovere. Tuttavia, la precisazione “tutte le istruzioni dell’esempio verranno spiegate successivamente” dovrebbe essere sufficiente a metterlo in guardia: le istruzioni dell’esempio vanno studiate.

                                  3. L’uso del terminale. Come vedete, il paragrafo non è centrato sulla compilazione via terminale. Il terminale è più che altro menzionato (“attenzione: la pressione del tasto dell’editor equivale a lanciare il programma pdflatex dal terminale”). Ritengo questa consapevolezza importante, al fine di evitare il classico fraintendimento “LaTeX = editor”, ma si tratta di una consapevolezza che va lasciata come sfondo. L’uso del terminale è molto difficile (psicologicamente parlando), per un principiante. Non vorrei che il mio lettore, già un po’ intimorito da LaTeX, scappasse a gambe levate verso Word. Questo non lo vuole nessuno, vero?

                                  Che ne pensate?

                                  Ciao,
                                  L.

                                • #36577
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                                  Ciao!

                                  Nel paragrafo 4.1.3, al terzo punto dell’elenco spieghi che la compilazione si è fermata perché è stato incontrato un comando sconosciuto. Forse si potrebbe specificare subito che LaTeX è case sensitive, non mi sembra sia stato scritto in precedenza nella guida, viene detto solo tre pagine dopo.

                                  Riformulerei così:

                                    • il comando sconosciuto (il comando corretto è \LaTeX, non \latex; bisogna fare attenzione alle maiuscole!).

                                  😉
                                  LuCa

                                • #36578
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                                  Ciao Lorenzo,

                                  Registriamo, pag. 22. Lo cambierei in “Salviamo”.

                                  basta premere un pulsante dell’editor, pag. 22. Sembra dire “premete un pulsante a caso” 😀

                                  Il resto va tutto bene, però ammetto che mi sarebbe piaciuta una collocazione diversa per la compilazione da linea di comando. 🙂 De gustibus!
                                  (In questo caso in fondo non è obbligatorio parlare anche di come si stampa o si apre il file di output da riga di comando. Basterebbe parlare di come si compila.)

                                  Ma forse hai ragione tu. In fondo compilare da riga di comando è una cosa che il principiante deve sapere che esiste e come funziona ma praticamente non la userà mai.

                                  Grazie del tuo costante impegno!
                                  Ciao ciao.
                                  Fra

                                • #36579
                                  lorenzo.pantieri
                                  Partecipante
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                                    Nel paragrafo 4.1.3, al terzo punto dell’elenco spieghi che la compilazione si è fermata perché è stato incontrato un comando sconosciuto. Forse si potrebbe specificare subito che LaTeX è case sensitive, non mi sembra sia stato scritto in precedenza nella guida, viene detto solo tre pagine dopo.

                                    Riformulerei così:

                                      • il comando sconosciuto (il comando corretto è \LaTeX, non \latex; bisogna fare attenzione alle maiuscole!).

                                    Giusto. Correggo subito.

                                    Registriamo, pag. 22. Lo cambierei in “Salviamo”.

                                    No. “Salviamo” è un brutto calco dall’inglese “to save” (come “bottone” lo è di “button”). In italiano “salvare” vuol dire un’altra cosa, “registrare” è il termine più appropriato. So bene che in Windows i primi menu a tendina presenti in ogni finestra si chiamano “File” e “Modifica”, e che in “File” c’è la voce “Salva”. Su Mac, dove la traduzione è fatta meglio, i menu si chiamano rispettivamente “Archivio” e “Composizione”, e il nome del comando è “Registra”. 8)

                                    basta premere un pulsante dell’editor, pag. 22. Sembra dire “premete un pulsante a caso”.

                                    Giusto, meglio “l’apposito pulsante dell’editor” o “un apposito pulsante dell’editor”.

                                    Il resto va tutto bene, però ammetto che mi sarebbe piaciuta una collocazione diversa per la compilazione da linea di comando. De gustibus!
                                    (In questo caso in fondo non è obbligatorio parlare anche di come si stampa o si apre il file di output da riga di comando. Basterebbe parlare di come si compila.)

                                    Ma forse hai ragione tu. In fondo compilare da riga di comando è una cosa che il principiante deve sapere che esiste e come funziona ma praticamente non la userà mai.

                                    Appunto. Il pincipiante deve sapere che esiste, ma non la userà praticamente mai.

                                    Grazie mille,
                                    L.

                                  • #36580
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                                    No. “Salviamo” è un brutto calco dall’inglese “to save” (come “bottone” lo è di “button”). In italiano “salvare” vuol dire un’altra cosa, “registrare” è il termine più appropriato. So bene che in Windows i primi menu a tendina presenti in ogni finestra si chiamano “File” e “Modifica”, e che in “File” c’è la voce “Salva”. Su Mac, dove la traduzione è fatta meglio, i menu si chiamano rispettivamente “Archivio” e “Composizione”, e il nome del comando è “Registra”.

                                    Questa non la sapevo! Pensavo che salvare fosse universale e significasse proprio “salvare dalla morte le modifiche” prima della chiusura del programma! O una cosa simile.

                                    Ciao ciao.
                                    Fra

                                  • #36581
                                    lorenzo.pantieri
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                                      Questa non la sapevo! Pensavo che salvare fosse universale e significasse proprio “salvare dalla morte le modifiche” prima della chiusura del programma! O una cosa simile.

                                      IMHO, quando traducono, i programmatori sono più pigri che poeti. 😉 Di esempi così se ne potrebbero fare tanti: mi viene in mente “carbonized” tradotto con “carbonizzato”, mentre l’espressione corretta è “al carbonio”.

                                      Ho appena aggiornato l’Arte, sulla base delle ultime indicazioni. Ho aggiornato anche l’Impaziente, riproponendo pari pari lo stesso paragrafo.

                                      Grazie mille,
                                      L.

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