Non mi piacciono punto quei \my…, ma è questione di gusti.
Neppure a me piacciono molto: li ho presi dal Modello di Miede, sono usati in altre parti del documento (nel frontespizio, per esempio), e giocano un po’ il ruolo di \author e \title. Il nome \my… è precario, vero. In mancanza di idee migliiori, lascerei così.
Non capisco invece perché i comandi in tesi.sty e non i pacchetti (eccetto quelli che devono ricevere opzioni che potrebbero cambiare durante la stesura del documento).
Abitudine mia. Di solito metto i pacchetti caricati nel main.tex, che così ha una struttra molto ordinata. Invece nel pacchetto personale metto il resto: i comandi e gli ambienti ad hoc, le eccezioni alla sillabazione, le impostazioni dei pacchetti, … la roba accessoria, per intenderci.
Quindi indentfirst, amsmath, amssymb, amsthm, chngpage, calc, subfig, lipsum, eurosym, graphicx, emptypage, xcolor, booktabs, tabularx, textcase, caption e hyperref vanno tutti in tesi.sty.
No, non lo farei. In tesi.sty metto la roba “accessoria”: nel main.tex tutti i pacchetti caricati. Fra l’altro, se ci sono problemi di intertazione tra pacchetti, basta commenater tesi.sty e si ha un bel documento compiulabile con tutti i pacchetti caricati. Lo trovo comodo, e ordinato.
Per gli ultimi due ci sono \captionsetup e \hypersetup che possono andare nel documento principale (può rimanere il \captionsetup in tesi.sty che dà impostazioni “globali”).
Ok, potrei lasciare caption e hyperref in Tesi.tex e mettere le impostazioni con \captionsetup e \hypersetup in Tesi.sty. Di solito faccio così, dicevo.
Il nome del file bibliografico, come detto, va nel documento principale. Sinceramente non suggerirei il nome “Bibliography”; piuttosto “Tesi”, suggerendo di cambiarlo: non dà nessun fastidio, per esempio, se il database bibliografico ha lo stesso nome (con estensione .bib) del file principale.
Ottimio: vada pert Tesi.bib.
Detesto quelle serie di inutili \cleardoublepage e quell’inultilissimo \pagestyle{headings}: a che serve, secondo te? Tanto più che se uno aggiunge impostazioni con fancyhdr dovrà toglierlo. Il \cleardoublepage della dedica (ammesso che ci sia), va nel file della dedica e così per gli altri, visto che ci sta il relativo comando \bookmark o \addcontentsline.
Quei \cleardoublepage li ho presi dal modello di Miede, ma hai ragione: ora li sposto nei singoli .tex Via quel \pagestyle, certo.
A proposito: aggiungi anche il pacchetto bookmark, dopo hyperref: facilita la composizione dei segnalibri.
Lo farò.
Se vuoi che la numerazione sia unica, come consigliato da Ivan, basta aggiungere a tesi.sty:
`\makeatletter
\renewcommand{\frontmatter}{%
\cleardoublepage
\@mainmatterfalse
\pagenumbering{arabic}}
\renewcommand\mainmatter{%
\cleardoublepage
\@mainmattertrue}
\makeatother`
dando istruzioni di commentare il tratto di codice se si vogliono numerazioni separate.
Grazie per il codice, Enrico, ma no: il mio utente ideale (un tesista alle prime armi con LaTeX) di questi incantesimi ne usa iol meno possibile.
Bene, appena ho un attimo correggo i modelli sulla base delle indicazioni di Enrico e Ivan, che ringrazio.
Ciao,
L.