Re: Underfull \vbox

#36884
OldClaudio
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    `Underfull \vbox (badness 3158) has occurred while \output is active
    Underfull \vbox (badness 1097) has occurred while \output is active`

    quando compilo mi da questi 2 avvisi che però non credo vadano a inficiare il risultato finale, però se qualcuno lo sa può dirmi come eliminarli??

    Si tratta solo di avvisi piuttosto innocenti che informano il compositore (te, nella fattispecie) che ci sono due pagine che presentano un piccolo grado di “bruttezza”.

    Ti da fastidio vedere queste informazioni? Metti nel preambolo il comando
    `\vfuzz4000`

    Vuoi sapere perché ci sono due pagine con una eccessivo allargamento della gomma verticale tale da segnare una bruttezza al massimo del valore 3158?

    Devi prima sapere che cos’è la bruttezza; è un parametro che grosso modo rappresenta di quanto TeX ha dovuto dovuto allargare la gomma complessiva della spaziatura verticale per allineare la pagina al fondo del blocco del testo. Precisamente la bruttezza è proporzionale al cubo dell’ammontare dell’allargamento rispetto al disponibile, cioè è proporzionale al cubo del rapporto fra l’allungamento che è stato necessario imporre alla gomma, rispetto a quanto la gomma era disponibile ad essere allargata.

    Se tutte le righe della pagina fossero alte nelle stesso modo e l’altezza del testo \textheight fosse un multiplo intero dell’altezza della riga, (è solo una mezza verità) non ci sarebbe nessun bisogno di allargare la colla. Se la pagina contiene alcune cose la cui altezza non è un multiplo intero dell’altezza della singola riga, TeX è costretto ad allargare al colla.

    Gli oggetti che possono avere altezze diverse da multipli interi di una riga di testo sono moltissimi, dalle equazioni, alle figure, tabelle, titoli si \section, \subsection, eccetera.

    La colla da allargare generalmente si trova prima o dopo gli oggetti fuori testo, come le equazioni, le figure, le tabelle, i titoli delle \section, \subsection, eccetera; ma si trova anche un poco di colla nello spazio che precede ogni capoverso.

    Inoltre esistono i vincoli per le righe vedove e le righe orfane; una riga vedova è l’ultima riga di un capoverso solitaria all’inizio di una pagina; una riga orfana è la prima riga di un capoverso solitaria alla fine di una pagina. Inoltre i titoli delle sezioni non possono essere separati dal primo capoverso del loro testo; quindi per evitare righe orfane il titolo di un paragrafo deve essere seguito da almeno due righe di testo del primo capoverso prima che possa aversi un cambio di pagina (e sempre che il capoverso non sia di sole tre righe — perché?),

    Ne segue che per evitare le righe vedove ed orfane e per evitare salti di pagina dopo il titoli delle sezioni, TeX preferisce allargare la colla presente un una data pagina per poter spostare qualche riga nella pagina successiva.

    Questo lungo spiegone, forse troppo tecnico, ti fa intravedere la complessità dei calcoli che TeX esegue dietro le quinte per comporre nella maniera eccellente che tutti conosciamo; naturalmente non sempre fa quello che ci piacerebbe che facesse e talvolta (quasi sempre) siamo noi a sbagliare le nostre pretese rispetto a quanto TeX sa fare eccellentemente da solo.

    Spesso non è colpa altro che del testo; magari spostando una frase, aggiungendo un aggettivo (possibilmente non pleonastico) riformulando una frase, si riesce ad ottenere l’utile e il dilettevole (TeX compone il nostro testo come vogliamo noi e anche come vuole lui).

    Tuttavia conoscendo le cause della formazione di scatole verticali (o orizzontali) troppo vuote, da un lato sappiamo come comportarci e nel caso possiamo ignorare i Warning come quelli che hai ricevuto tu; Se la badness valesse 10000 (nel gergo di TeX 10000 vuol dire “infinito”) allora dovremmo preoccuparci, altrimenti impostare \hfuzz e \vfuzz a valori di poche migliaia ci permette di non essere disturbati da informazioni spesso del tutto trascurabili; Non le dovremmo trascurare solo per una composizione perfettissima; talvolta TeX ci riesce, talvolta dobbiamo dargli una mano.

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