Re: beamer: ingrandire le voci dell’indice nella sidebar

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solo una precisazione. Il pacchetto extsizes, io non lo richiamo in modo esplicito con \usepackage. A quanto pare, Beamer lo richiama in automatico.

Bene, dico solo che, nel mio caso, aver installato exsizes ex novo ha cambiato le cose: il risultato con o senza exsizes è diverso. Può darsi che dipenda dalla mia distribuzione (MacTeX 2007), vecchiotta.

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[…] i font (o le font?)

Ricordo di aver fatto una ricerca quando ho scritto il mio articolo su ClassicThesis, e di non essere arrivato a una conlusione certissima. Di sicuro l’espressione “i font” è più diffusa di “le font” (quest’ultima, poi, mi pare bruttina).

Di questo passo, apriremo una sezione del forum dedicata alla lingua italiana! 😉
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Sarebbe davvero meglio se ti aggiornassi: la TeX Live 2007 ha troppi pacchetti non aggiornati. Dovrebbe uscire tra non molti giorni la 2009, che dici? 🙂

Riga 156 di beamer.cls:
`\DeclareOptionBeamer{17pt}{\def\beamer@size{{size17.clo}}}`
Il semplice comando dal terminale “kpsewhich size17.clo” produce
`/usr/local/texlive/2009/texmf-dist/tex/latex/extsizes/size17.clo`
Ebbene sì, ho installato la pretest della 2009 :), ma basta cambiare l’anno per avere il percorso.

Che significa tutto questo? Che beamer usa il file size17.clo che fa parte di extsizes (come gli analoghi size10.clo, size11.clo e size12.clo fanno parte della distribuzione fondamentale di LaTeX). Esiste un pacchetto “extsizes.sty”, ma solo per completezza: di fatto richiedendolo rifai assegnazioni già eseguite al caricamento della classe beamer e questo potrebbe rendere conto delle differenze (ma quali ❓ :twisted:) che lamenti.

[OT]
La parola “font” in inglese britannico è spesso scritta “fount”, credo per falsa etimologia (come “island”, per esempio). In senso tipografico, “font” deriva dal francese “fondre” (fondere) e non ha nulla a che fare con “fount/font” nel senso di “fonte” che si usa solo per indicare una sorgente in senso astratto: per il fonte battesimale o in frasi come “fount of wisdom”. “Font” o “fount” in questo senso è una parola di derivazione latina entrata in inglese prima dell’invasione normanna, come varie parole di significato religioso (monk, prayer, priest).

“Monk” viene in realtà dal greco, il tardo latino “monachum” è un calco di “monachos”. Il termine inglese “priest” è dal germanico, adattamento di “presbyter” del latino ecclesiastico, anch’esso dal greco. La storia delle parole è molto complicata. 🙂

Che in italiano “font” sia maschile o femminile è questione di gusti; di solito, quando non c’è un termine analogo in italiano, si sceglie il genere maschile (che contiene il neutro). Il termine italiano dovrebbe essere “polizza”, ma non giustifica il femminile per “font” come, viceversa, “lettera” può giustificare il femminile per “mail” nel senso di “lettera elettronica”. In inglese pochi sostantivi indicanti oggetti o concetti astratti sono maschili o femminili (“ship” è il classico esempio): il pronome per “font” è certamente “it”.
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Ciao
Enrico

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