Che ne dici se metto i riferimenti dopo il campo library e prima del campo annotation? In questo modo il campo annotation, che è su un nuovo paragrafo, potebbe servire, ad esempio, per aggiungere un breve abstract del libro. In alcune bibliografie l’ho visto. Mettere i riferimenti proprio alla fine mi sembra troppo.
Sembra una buona idea. Certo, ho bisogno di vedere l’effetto finale. Se fai la modifica, provo e ti faccio sapere.
Le citazioni potrebbero essere anche del tipo “Pantieri, 2009”. Il maiuscoletto non è obbligatorio. Infatti di default è tutto in tondo. […] Comunque, se la cosa ti può rassicurare, ho la soluzione. La devo testare poi potrei anche creare un’opzione per avere solo il primo cognome in maiuscoletto e tutti gli autori con nome e cognome invertito.
Vero, le citazioni potrebbero essere tutte in tondo. Questo, fra l’altro, è il default di natbib (anche se ArsTeXnica le mette in maiuscoletto). Il problema viene fuori se si decide di usare il maisucoletto.
Ivan, io sarei molto elastico (stavo per dire, laico) nell’affrontare questi problemi, che sono “stilistici”, e quindi non hanno, direi per definizione, una soluzione univoca. Ciò che può piacere a un utente può dispiacere a un altro, e viceversa.
Per esempio, la questione dell’ordine dei nomi degli autori multipli nella bibliografia. Tu preferisci
Mori, Lapo Filippo e Maurizio Himmelmann
e le tue ragioni sono ottime: il nome si scrive prima del cognome; nel caso di “Mori, Lapo Filippo” si fa eccezione, perché la bibliografia va ovviamente ordinata per cognome, ma per “Maurizio Himmelmann” non c’è ragione “logica” per scrivere il cognome prima del nome.
Questo è un punto di vista, validissimo.
Però un altro utente potrebbe obiettare che la scrittura precedente non è omogenea: una volta che si scrive il cognome prima del nome per il primo autore, è bene che, per uniformità (e l’uniformità è molto importante, in tipografia), anche gli altri nomi siano scritti così. Quindi:
Mori, Lapo Filippo e Himmelmann, Maurizio
Questo, fra l’altro, mi pare il modo di scrivere gli autori di natbib e di ArsTeXnica (anche se questi stili usano solo l’iniziale per il nome).
Chi dei due ha ragione? Ma tutti e nessuno, mi sembra pacifico! Si tratta di una questione di gusti (un po’ come il problema della punteggiatura nelle formule matematiche fuori corpo), e ciascuna posizione è legittima, ciascuna con pro e contro.
Come risolviamo? Mi pare che non ci siano dubbi: scegliamo la soluzione che troviamo migliore (con un occhio a quello che dicono le auctoritas, ma in questo caso l’ultima parola è la tua!) e la mettiamo per default, ma lasciamo l’altra come opzione, così un utente che la preferisce può usare lo stile con le impostazioni che trova migliori.
Non mi vorrai dire che se dovessi leggere un certo libro di un certo Eco e trovassi scritto (cfr. Formigari 1970:15) sobbalzeresti ancora!
Sì, sobbalzerei ancora (fra l’altro, quel libro di Eco cui ti riferisci l’ho letto giusto un paio di mesi fa!)! Stesso discorso di prima, è questione di gusti, io preferisco la virgola (è in natibib, ma non in ArsteXnica, ma vado a memoria), tu preferisci un semplice spazio. Stesse considerazioni e stessa conclusione di prima: scegli la soluzione che preferisci, lascia l’altra come opzione.
[A proposito di mettere in tondo e non in corsivo le etichette “a”, “b”, … del riferimenti con lo stesso autore e anno] Questo lo posso fare.
Ottimo.
Gli stili più diffusi non giustificano l’URL. Fra l’altro, questo deve valere a maggior ragione per il tuo (bellissimo!) stile: lo spazio per scrivere le informazioni è ancora più piccolo (visto che lo spazio disponibile è diviso di fatto in due colonne, una per la data e una per le info vere e proprie). Assolutamente, non giustificare l’URL! Se hai problemi con il pacchetto url, sono sicuro che Enrico saprò darti una mano!
Qui sorgono i problemi. Chiedo l’aiuto di Enrico.
Mi unisco alla tua richiesta.
Anzi, aggiungo che, quando avremo messo a punto questi aspetti, invito Enrico a esaminare il lavoro finito: sono sicurissimo che la sua supervisione non potrà che portare benefici al tuo stile.
Intanto, proverò la modifica che mi hai proposto.
Visto che devo trovare una soluzione generale chiedo a te e a tutti coloro che leggeranno questo topic un consiglio. Se c’è anche il volume come si dovrebbe rendere la voce. Così: ArsTeXnica 4 (6). Dovrei fare in modo che anche chi volesse usare i campi month, issue, date, day (che sono opzionali per le voci di tipo article) ottenesse un risultato gradevole. Ora si capisce perché avevo rimandato al questione “riviste”.
Passo la mano, su questo punto. Però un punto di partenza sarebbe guardare come fanno gli stili più diffusi (natbib, amsplain, ArsTeXnica, …): mettiamo sul tavolo le soluzioni, e scegliamo quella che ci piace di più.
Guarda che la disomogeneità è dovuta a quel tremendo maiuscolo in mezzo ai nomi in tondo (in ArsTeXnica i cognomi sono tutti in maiuscolo, non solo il primo; sebbene siano ordinati come vorresti tu).
Ho detto prima come la penso. No, la disomogeneità non è dovuta solo a mescolare il maisucoletto con il tondo. Fra l’altro, anch’io penso che una volta messo un cognome in maisucoletto, tutti gli altri cognomi andrebbero per uniformità in maisucoletto. Tieni presente che scrivere
PANTIERI, Lorenzo e MORI, Lapo Filippo
era, fino a ieri, lo standard di biblatex.
Non sono gli autori successivi al primo che hanno nome e cognome invertito; è per il primo autore che si inverte nome e cognome per una questione di ordinamento. In un certo senso è il primo autore che è “sbagliato” (ma per una giusta causa); gli autori successivi sono giusti; invertirli non avrebbe nessuna giusta causa. Se lo leggi così il problema non è più un problema.
Già detto. Questa è un validissimo modo di ragionare (e infatti ci sono stili che lo adottano), che privilegia la “logica” sulla “uniformità tipografica”. Esiste però un altro modo di ragionare (adottato da altri stili), che privilegia la “uniformità tipografica” alla “logica”. Scegli pure il primo come default, lascia l’altro come opzione. Così facendo, lo stile risultera fruibile per un numero superiore di persone, e questa mi sembra senz’altro una buona cosa!
A presto,
L.