Benissimo! Nella prossima versione elimino le opzioni dagli stil 🙂
Ottimo. 😀
Attualmente solo gli articoli su rivista vengono stampati in tondo e tra caporali, mentre i contributi su collettanee, atti di convegni, ecc. (voci del tipo @incollection, @inproceeding) vengono stampate in corsivo, come i titoli dei libri.
Secondo voi è meglio che tutti i contributi “simili” ad un articolo vengano stampati in tondo e tra caporali, oppure questo deve valere solo per gli articoli su rivista?
Fino ad ora ho optato per quest’ultima scelta perché in questo modo, nella bibliografia si riescono a distinguere a colpo d’occhio i libri dagli articoli; ma adesso mi sorge qualche perplessità.
Non saprei. Però a questo proposito ho qualcosa da aggiungere. Il titolo del mio articolo su ClassicThesis, pubblicato sul Web e definito con un record ti tipo manual, viene reso da biblatex in corsivo. Se invece faccio riferimento al medesimo articolo definendolo con un record di tipo article (articolo pubblicato su ArsTeXnica), il titolo è in tondo e fra virgolette. Eppure l’articolo è lo stesso (anche se nel secondo caso si evidenzia che fa parte di una rivista). Non dico che sia un’incongruenza (non lo è!), però è una cosa da tener presente.
Quanto ai caporali, io li uso solo per il dialogo diretto, mentre uso le virgolette alte per tutto il resto. Però so che esistono più tradizioni, al riguardo.
Ah, ho visto che nell’ultima versione dello stile hai cambiato nei backref l’espressione “Citato a pagina…” in “Vedi la pagina…”. Mi piaceva più prima: se dici “Citato a pagina…” si capisce subito che cosa si vuol dire (“Quel lavoro è citato a pagina…”), mentre se dici “Vedi la pagina…” il significato è meno immediato (che significa il rimando? Potrebbe, al limite, essere il rimando a un approfondimento o a un’altra opera simile o altro ancora).
In ogni caso, se proprio vuoi lasciare “Vedi la pagina…” (ma te lo sconsiglio, per il motivo che ti ho detto), mi scriveresti le righe da aggiungere al preambolo per ripristinare il comportamente precedente?
Grazie mille,
L.