Ciao Alberto e benvenuto su questo topic.
Secondo me le virgolette sono da usare anche per i titoli dei contributi su collettanee e atti di convegni per due ragioni.
1. Ragione pratica: così si consente al lettore di individuare fin dal primo colpo d’occhio, senza bisogno di leggere l’intera voce bibiografica, se si tratta di un testo breve (quello che gli inglesi chiamerebbero un paper) o un volume. Se poi il paper sia stato pubblicato in una rivista, in una collettanea o in un volume di atti, è una questione secondaria che si può determinare leggendo la voce bibliografica nella sua interezza.
2. Ragione ontologica (ehm ehm): mi pare che i generi siano “volume” vs. “paper”, le specie del genere “volume” siano “monografia”, “collettanea” ecc., e le specie del genere “paper” siano “articolo in rivista”, “contributo in collettanea” ecc. Se si usa il corsivo per tutti i tipi di volume e le virgolette per tutti i tipi di paper, per così dire, si seguono le divisioni della natura.
Ti ringrazio per questo parere, che è molto bene argomentato. Ero propenso per questa soluzione e ne sono sempre più convinto. Entrambe le ragioni che porti a sostegno sono sicuramente convincenti. Nella prossima versione gli stili adotteranno questa scelta.
Per inciso: la citazione dei titoli di articoli mettendoli tra virgolette e senza corsivo non è molto comune nei (pochi) testi italiani che frequento (per lo più di discipline umanistiche). Ma i testi inglesi, che sono soliti citare i titoli di articoli mettendoli tra virgolette e senza corsivo, usano questa convenzione anche per i contributi apparsi su collettanee e su atti di convegni. Se la memoria non mi inganna, questo è il formato raccomandato anche dal Chicago Manual of Style e dallo Oxford Style Manual.
Grazie anche di questa precisazione. Il fatto che ciò non sia una consuetudine italiana non mi preoccupa più di tanto. Per quanto mi riguarda posso semplicemente dire che ci sono consuetudini discutibili ed altre addirittura dannose. La ragione pratica e la ragione “ontologica” che ci hai fornito sono sufficienti a sostegno di questa scelta.
Il problema residuo riguarda i titoli delle voci @inbook, che per il momento sono rese con il corsivo. Se per esempio abbiamo una raccolta di opere di uno stesso autore, che comprende sia volumi sia articoli, i titoli degli articoli saranno in corsivo. Poco male, comunque, visto che il riferimento non sarà ad una rivista ma ad una raccolta (@book). Gli stili standard di biblatex mettono tra virgolette i titoli delle voci @inbook. Forse è il caso di mantenere questa consuetudine? In questo modo potremmo però avere qualcosa come “Kritik der reinen Vernunft” anziché Kritik der reinen Vernunft 🙄
Un altro dubbio riguarda l’uso dei caporali o delle virgolette inglesi. Ma si tratta di un falso problema, facilmente gestibile col pacchetto csquotes. Probabilmente aggiungerò poche righe nella documentazione per spiegare come ottenere le virgolette al posto dei caporali.
Non so se questo possa interessare a qualcuno, ma già che ci sono: quando qualche giorno fa ho provato per la prima volta philosophy-classic con l’edizione 0.8d di Biblatex, che avevo installata, Latex mi dava come errore:
Error: \bib@macro@bib:editor undefined.
…
l.236 \renewbibmacro*{bib:editor}
[1]{%E la cosa si è risolta aggiornando Biblatex.
Certo che è un’informazione utile :). Quando si ha a che fare con pacchetti in fase di sviluppo, questioni di (in)compatibilità tra una versione e l’altra sono frequenti. Qualcun altro in futuro potrebbe incontrare lo stesso problema e risolverlo leggendo questo messaggio.
Ciao
Ivan