- Questo topic ha 11 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 16 anni, 10 mesi fa da
francesco.biccari.
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5 Novembre 2009 alle 11:42 #38748
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5 Novembre 2009 alle 11:58 #38749
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5 Novembre 2009 alle 12:17 #38750::
non riesco a cogliere la differenza… non sono i primi due sempre corsivi e i secondi sempre grassetti?
\textit e \textsb sono comandi, \itshape e \bfseries sono le corrispondenti dichiarazioni. Sull’Arte trovi spiegata la faccenda.
Ciao,
L.ho letto, ma non ho capito cosa cambia nella pratica.
dato che anche le dichiarazioni – prima o poi – dovranno essere limitate da graffe, la differenza in cosa sta?sia
`\textit{ciao} a tutti`
che
`{\itshape ciao} a tutti`non producono
“ciao a tutti”?
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5 Novembre 2009 alle 13:13 #38751::
ho letto, ma non ho capito cosa cambia nella pratica.
dato che anche le dichiarazioni – prima o poi – dovranno essere limitate da graffe, la differenza in cosa sta?sia
`\textit{ciao} a tutti`
che
`{\itshape ciao} a tutti`non producono
“ciao a tutti”?Compila il seguente documento:
`\documentclass[a4paper]{article}
\begin{document}\textit{ciao} a tutti
{\itshape ciao} a tutti
\end{document}`
Poi controlla con attenzione, ingrandendo il pdf. Scoprirai un piccolo dettaglio che però è importante.Quale?
Ciao
Enrico
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5 Novembre 2009 alle 13:41 #38752
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5 Novembre 2009 alle 13:57 #38753::
mah… dimensione huge, 400% di ingrandimento…
le lettere mi sembrano identiche.
forse in itshape gli spazi sono di un attimo più brevi?
Quasi. Le lettere sono effettivamente le stesse, ma puoi osservare che fra “ciao” e “a” lo spazio è leggermente maggiore nella riga superiore.
Quando si passa dal corsivo al diritto, la tipografia di qualità aggiunge un piccolo spazio che dipende dall’ultima lettera in corsivo: sarà maggiore per esempio se l’ultima lettera è una effe. Perché? Altrimenti la spaziatura tra le parole apparirebbe non uniforme a causa dell’inclinazione del corsivo.
Con \textit la correzione è eseguita automaticamente, con \itshape no. Perciò il comando con argomento \textit va preferito per una o poche parole da scrivere in corsivo, mentre \itshape va riservato alla definizione di ambienti o a casi in cui un intero capoverso vada scritto in corsivo. Lo stesso vale per \textbf e \bfseries: anche il passaggio dal nero al medio richiede la correzione perché la parola in nero “si mangia un po’ dello spazio”; in questo caso è solo un’illusione ottica, ma ciò non conta perché il documento si deve leggere con gli occhi!
Ricorda però che \textit va usato solo in rarissimi casi, il comando da usare è \emph.
Ciao
Enrico
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5 Novembre 2009 alle 14:05 #38754::
wow! ecco la motivazione che cercavo… va però detto che all’occhio di un profano può apparire una sottigliezza!
però c’è almeno una motivazione che li differenzia, grazie!però quando nel preambolo devo definire degli stili che vanno per le singole parole, come faccio a metterci un comando e non la dichiarazione? lascio le parentesi vuote? non le metto?
EX: avrei scritto
keywordstyle = \bfseries,ora cosa metto?
keywordstyle = \textbf{},
oppure
keywordstyle = \textbf,od altro ancora?
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5 Novembre 2009 alle 14:21 #38755::
wow! ecco la motivazione che cercavo… va però detto che all’occhio di un profano può apparire una sottigliezza!
però c’è almeno una motivazione che li differenzia, grazie!Può apparire una sottigliezza; non lo è affatto: distingue un documento ben stampato da uno che non lo è.
però quando nel preambolo devo definire degli stili che vanno per le singole parole, come faccio a metterci un comando e non la dichiarazione? lascio le parentesi vuote? non le metto?
EX: avrei scritto
keywordstyle = \bfseries,ora cosa metto?
keywordstyle = \textbf{},
oppure
keywordstyle = \textbf,od altro ancora?
Questo è un caso in cui ci va \bfseries; purtroppo con listings non avrai le correzioni, ma non ha molta importanza, perché usi un font a spaziatura fissa. C’è però un piccolo problema: il font standard di LaTeX non ha il nero per il carattere dattilografico. Quindi mettere \bfseries non fa nulla.
Ciao
Enrico
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5 Novembre 2009 alle 14:55 #38756
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5 Novembre 2009 alle 16:26 #38757::
Quando si passa dal corsivo al diritto, la tipografia di qualità aggiunge un piccolo spazio che dipende dall’ultima lettera in corsivo: sarà maggiore per esempio se l’ultima lettera è una effe. Perché? Altrimenti la spaziatura tra le parole apparirebbe non uniforme a causa dell’inclinazione del corsivo.
Con \textit la correzione è eseguita automaticamente, con \itshape no. Perciò il comando con argomento \textit va preferito per una o poche parole da scrivere in corsivo, mentre \itshape va riservato alla definizione di ambienti o a casi in cui un intero capoverso vada scritto in corsivo. Lo stesso vale per \textbf e \bfseries: anche il passaggio dal nero al medio richiede la correzione perché la parola in nero “si mangia un po’ dello spazio”; in questo caso è solo un’illusione ottica, ma ciò non conta perché il documento si deve leggere con gli occhi!
Wow, anch’io ignoravo questa cosa. Chiamo in causa Lorenzo, sull’Arte non mi pare ci sia spiegata questa differenza. Perché non aggiungerla insieme ai consigli su quando usare la dichiarazione e quando il comando?
Ciao ciao.
Fra
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5 Novembre 2009 alle 19:43 #38758
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6 Novembre 2009 alle 0:00 #38759
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