differenze grafiche fra textit e itshape, textbf e bfseries

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    non riesco a cogliere la differenza… non sono i primi due sempre corsivi e i secondi sempre grassetti?

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    • #38749
      lorenzo.pantieri
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        non riesco a cogliere la differenza… non sono i primi due sempre corsivi e i secondi sempre grassetti?

        \textit e \textsb sono comandi, \itshape e \bfseries sono le corrispondenti dichiarazioni. Sull’Arte trovi spiegata la faccenda.

        Ciao,
        L.

      • #38750
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        non riesco a cogliere la differenza… non sono i primi due sempre corsivi e i secondi sempre grassetti?

        \textit e \textsb sono comandi, \itshape e \bfseries sono le corrispondenti dichiarazioni. Sull’Arte trovi spiegata la faccenda.

        Ciao,
        L.

        ho letto, ma non ho capito cosa cambia nella pratica.
        dato che anche le dichiarazioni – prima o poi – dovranno essere limitate da graffe, la differenza in cosa sta?

        sia
        `\textit{ciao} a tutti`
        che
        `{\itshape ciao} a tutti`

        non producono
        ciao a tutti”?

      • #38751
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        ho letto, ma non ho capito cosa cambia nella pratica.
        dato che anche le dichiarazioni – prima o poi – dovranno essere limitate da graffe, la differenza in cosa sta?

        sia
        `\textit{ciao} a tutti`
        che
        `{\itshape ciao} a tutti`

        non producono
        ciao a tutti”?

        Compila il seguente documento:
        `\documentclass[a4paper]{article}
        \begin{document}

        \textit{ciao} a tutti

        {\itshape ciao} a tutti
        \end{document}`
        Poi controlla con attenzione, ingrandendo il pdf. Scoprirai un piccolo dettaglio che però è importante.

        Quale?

        Ciao
        Enrico

      • #38752
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        mah… dimensione huge, 400% di ingrandimento…

        le lettere mi sembrano identiche.

        forse in itshape gli spazi sono di un attimo più brevi?

      • #38753
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        mah… dimensione huge, 400% di ingrandimento…

        le lettere mi sembrano identiche.

        forse in itshape gli spazi sono di un attimo più brevi?

        Quasi. Le lettere sono effettivamente le stesse, ma puoi osservare che fra “ciao” e “a” lo spazio è leggermente maggiore nella riga superiore.

        Quando si passa dal corsivo al diritto, la tipografia di qualità aggiunge un piccolo spazio che dipende dall’ultima lettera in corsivo: sarà maggiore per esempio se l’ultima lettera è una effe. Perché? Altrimenti la spaziatura tra le parole apparirebbe non uniforme a causa dell’inclinazione del corsivo.

        Con \textit la correzione è eseguita automaticamente, con \itshape no. Perciò il comando con argomento \textit va preferito per una o poche parole da scrivere in corsivo, mentre \itshape va riservato alla definizione di ambienti o a casi in cui un intero capoverso vada scritto in corsivo. Lo stesso vale per \textbf e \bfseries: anche il passaggio dal nero al medio richiede la correzione perché la parola in nero “si mangia un po’ dello spazio”; in questo caso è solo un’illusione ottica, ma ciò non conta perché il documento si deve leggere con gli occhi!

        Ricorda però che \textit va usato solo in rarissimi casi, il comando da usare è \emph.

        Ciao
        Enrico

      • #38754
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        wow! ecco la motivazione che cercavo… va però detto che all’occhio di un profano può apparire una sottigliezza!
        però c’è almeno una motivazione che li differenzia, grazie!

        però quando nel preambolo devo definire degli stili che vanno per le singole parole, come faccio a metterci un comando e non la dichiarazione? lascio le parentesi vuote? non le metto?

        EX: avrei scritto
        keywordstyle = \bfseries,

        ora cosa metto?
        keywordstyle = \textbf{},
        oppure
        keywordstyle = \textbf,

        od altro ancora?

      • #38755
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        wow! ecco la motivazione che cercavo… va però detto che all’occhio di un profano può apparire una sottigliezza!
        però c’è almeno una motivazione che li differenzia, grazie!

        Può apparire una sottigliezza; non lo è affatto: distingue un documento ben stampato da uno che non lo è.

        però quando nel preambolo devo definire degli stili che vanno per le singole parole, come faccio a metterci un comando e non la dichiarazione? lascio le parentesi vuote? non le metto?

        EX: avrei scritto
        keywordstyle = \bfseries,

        ora cosa metto?
        keywordstyle = \textbf{},
        oppure
        keywordstyle = \textbf,

        od altro ancora?

        Questo è un caso in cui ci va \bfseries; purtroppo con listings non avrai le correzioni, ma non ha molta importanza, perché usi un font a spaziatura fissa. C’è però un piccolo problema: il font standard di LaTeX non ha il nero per il carattere dattilografico. Quindi mettere \bfseries non fa nulla.

        Ciao
        Enrico

      • #38756
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        lorenzo nell’arte di scrivere codici fa così:

        keywordstyle=\color{black}\bfseries

        potrebbe essere una soluzione?
        forse ci vorrà il pacchetto color, o colorx

      • #38757
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        Quando si passa dal corsivo al diritto, la tipografia di qualità aggiunge un piccolo spazio che dipende dall’ultima lettera in corsivo: sarà maggiore per esempio se l’ultima lettera è una effe. Perché? Altrimenti la spaziatura tra le parole apparirebbe non uniforme a causa dell’inclinazione del corsivo.

        Con \textit la correzione è eseguita automaticamente, con \itshape no. Perciò il comando con argomento \textit va preferito per una o poche parole da scrivere in corsivo, mentre \itshape va riservato alla definizione di ambienti o a casi in cui un intero capoverso vada scritto in corsivo. Lo stesso vale per \textbf e \bfseries: anche il passaggio dal nero al medio richiede la correzione perché la parola in nero “si mangia un po’ dello spazio”; in questo caso è solo un’illusione ottica, ma ciò non conta perché il documento si deve leggere con gli occhi!

        Wow, anch’io ignoravo questa cosa. Chiamo in causa Lorenzo, sull’Arte non mi pare ci sia spiegata questa differenza. Perché non aggiungerla insieme ai consigli su quando usare la dichiarazione e quando il comando?

        Ciao ciao.
        Fra

      • #38758
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        [OT]

        Io invece lo sapevo, ed esattamente come Enrico l’ha spiegato qui nel forum. 😀

        Come ho fatto a saperlo? 😉

        Ciao
        Tommaso

      • #38759
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        Io invece lo sapevo, ed esattamente come Enrico l’ha spiegato qui nel forum. 😀

        Come ho fatto a saperlo? 😉

        Ehm. . . un aiutino Tommaso!

        Ciao ciao.
        Fra

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