Codifica termine straniero in documento italiano

  • Creatore
    Topic
  • #39162
    Up
    0
    Down
    ::


    Ciao,
    mi è venuto un dubbio: quando si utilizzano termini inglesi in un documento italiano, questi andrebbero resi in un certo modo. Stando a quello che si legge su ArsTeXnica, dovrebbe trattarsi di un corsivo, ma solo in certi casi (il termine non fa parte del linguaggio comune, ecc.). Dal punto di vista della codifica, però, come renderlo?

    Vi faccio un esempio banale: immaginate che la frase seguente abbia senso; immaginate inoltre che il termine «skyscraper» non sia comune nella lingua italiana e che non sia possibile sostituirlo con un altro termine proprio del nostro idioma:
    `Stanno pensando di costruire un nuovo skyscraper.
    `
    Come renderlo, potendo scegliere tra una delle due seguenti soluzioni (aggiungetene pure delle altre, se vi vengono in mente)?

    1. `Stanno pensando di costruire un nuovo \emph{skyscraper}.
      `

    2. `\newcommand{\straniero}{\textit}

      Stanno pensando di costruire un nuovo \straniero{skyscraper}.
      `

    Sappiamo infatti che \emph è diverso da \textit per una serie di ragioni, semantiche e non solo (ad esempio, quando si enfatizza una frase che contiene già una parola enfatizzata).

    Che cosa mi consigliate?

    Grazie a tutti e a presto.

Visualizzazione 3 filoni di risposte
  • Autore
    Risposte
    • #39163
      Up
      0
      Down
      ::

      Ciao,
      mi è venuto un dubbio: quando si utilizzano termini inglesi in un documento italiano, questi andrebbero resi in un certo modo. Stando a quello che si legge su ArsTeXnica, dovrebbe trattarsi di un corsivo, ma solo in certi casi (il termine non fa parte del linguaggio comune, ecc.). Dal punto di vista della codifica, però, come renderlo?

      Vi faccio un esempio banale: immaginate che la frase seguente abbia senso; immaginate inoltre che il termine «skyscraper» non sia comune nella lingua italiana e che non sia possibile sostituirlo con un altro termine proprio del nostro idioma:
      `Stanno pensando di costruire un nuovo skyscraper.
      `
      Come renderlo, potendo scegliere tra una delle due seguenti soluzioni (aggiungetene pure delle altre, se vi vengono in mente)?

      1. `Stanno pensando di costruire un nuovo \emph{skyscraper}.
        `

      2. `\newcommand{\straniero}{\textit}

        Stanno pensando di costruire un nuovo \straniero{skyscraper}.
        `

      Sappiamo infatti che \emph è diverso da \textit per una serie di ragioni, semantiche e non solo (ad esempio, quando si enfatizza una frase che contiene già una parola enfatizzata).

      Che cosa mi consigliate?

      Se hai parecchi termini del genere, meglio la soluzione 2 che è anche più flessibile. Per esempio invece che la definizione più semplice, potresti farlo diventare
      `\newcommand{\straniero}[1]{\foreignlanguage{nohyphenation}{#1}}`
      per evitare cesure nel termine. O magari aggiungere una variante *
      `\makeatletter
      \newcommand{\straniero}{\@ifstar{\@stranieros}{\@straniero}}
      \def\@stranieros#1{\foreignlanguage{nohyphenation}{\textit{#1}}}
      \def\@straniero{\textit}
      \makeatother`
      che disabilita le cesure se chiamato come \straniero*{skyscraper}.

      Le variazioni sul tema sono infinite. Certo, se i termini di quel tipo sono meno di dieci, non vale la pena fare tanta fatica. Ma userei comunque \textit e non \emph.

      Ciao
      Enrico

    • #39164
      Up
      0
      Down
      ::

      Se hai parecchi termini del genere, meglio la soluzione 2 […] Per esempio invece che la definizione più semplice, potresti farlo diventare […] che disabilita le cesure se chiamato come \straniero*{skyscraper}.

      […] Le variazioni sul tema sono infinite. […]

      Non lo metto in dubbio. comunque, mi piace molto l’idea del comando con e senza stella. Credo che adotterò questa soluzione.

      Molte grazie e a presto.

    • #39165
      Up
      0
      Down
      ::


      Ciao Enrico.
      In un recente filone hai detto, invece, che \textit non va usato quasi mai e che va preferito senz’altro \emph. Insomma, memore della nostra chiacchierata beerware, che spero di ripetere tra qualche tempo, quale comando dobbiamo usare? Nei miei documenti uso \textit per mettere una parola in corsivo. Uso quello e basta, anche perché corregge automaticamente gli spazi tra alcune lettere e la punteggiatura seguente.

      Ciao
      Tommaso

    • #39166
      Up
      0
      Down
      ::

      Ciao Enrico.
      In un recente filone hai detto, invece, che \textit non va usato quasi mai e che va preferito senz’altro \emph. Insomma, memore della nostra chiacchierata beerware, che spero di ripetere tra qualche tempo, quale comando dobbiamo usare? Nei miei documenti uso \textit per mettere una parola in corsivo. Uso quello e basta, anche perché corregge automaticamente gli spazi tra alcune lettere e la punteggiatura seguente.

      Diversi aspetti semantici. In genere il corsivo indica enfasi; in questo caso si usa \emph. Non necessariamente l’aspetto di una parola straniera deve essere lo stesso, per questo suggerivo un comando apposito che possa renderle nel modo più appropriato (che può pure essere il corsivo).

      Naturalmente \emph esegue la correzione del corsivo al pari di \textit (se la classe rende \emph con il corsivo).

      Ciao
      Enrico

Visualizzazione 3 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

Go to top