Pierfranco,
mi sembra che la tua analisi sia eccellente e completa.
Per il tuo Manuale, avanzo una osservazione: stiamo comunque parlando della comunità studentesca scientifica. Per gli studenti umanisti, tale manuale potrebbe essere puro arabo.
Non mi stancherò mai di sottolineare quanto la comunità LaTeXiana (ma anche la sottocomunità LyXiana di cui faccio parte) abbia una mentalità enormemente distante da quella comune in ambito umanistico, e ciò è un problema importante, perché il mondo umanistico è una terra ricca e fertile da colonizzare. Si tratta di gap tra paradigmi culturali in tutto e per tutto simili a quelli tra due diverse lingue: e non possiamo certo aspettarci che umanisti si mettano a parlare come i LaTeXiani. Mi spiego meglio: se io ho conoscenze tecniche di LaTeX largamente inferiori alla media, posso senza timore affermare di appartenere a quell’1 o 2, massimo 3% percentile di studiosi/studenti umanistici più ferrati in campo di informatica, programmazione, insomma, tutto ciò che è “maneggiare un PC”. In generale, la mia posizione, diciamo, intermedia, mi permette di cogliere il vasto gap nel quale mi trovo: da una parte LaTeXiani (o Linuxiani, o programmatori ecc.) che sorridono con sufficienza ai miei sproloqui e insipienza in fatto di codice & co., dall’altro colleghi umanisti pur anche “progressisti” che strabuzzano gli occhi in risposta ai miei tentativi di spiegare in parole molto povere quali sono i miei strumenti di lavoro. In mezzo, il nulla (oltre a me). Ma chi riuscisse a gettare un ponte su questo nulla, avrebbe uno spazio enorme da “conquistare” (scusate la metafora bellica/mercantile, fa da sano antidoto alla tendenza opposta – ma non meno pericolosa – di tipo “elitarista” del mondo LaTeX e opensource).
Dove voglio arrivare? Semplicemente, BibLaTeX è una ghiotta occasione per avvicinare l’utenza umanistica. Da solo non è ovviamente sufficiente: personalmente (e so che alcuni tra di voi si strapperanno i capelli per lo scandalo) trovo che LyX sia attualmente la strada da seguire per raggiungere quel vasto mondo umanistico incolto (incòlto o incólto, fate vobis) là fuori, e non solo quello. Ma BibLaTeX renderebbe molto più evidenti alcuni seri vantaggi in termini di economia del tempo, se venissero migliorati gli stili più usati da noi umanisti, essenzialmente quelli verbosi di tipo tradizionale con latinitates ecc. Aiutare Lehman a sfornare la versione stabile 1.0 darebbe impulso agli scettici e agli sviluppatori. Lo stesso team di LyX ha ripetuto più volte che non appena Lehman darà il grande passo implementerà BibLaTeX come sistema di citazione standard in LyX.
Poi, indipendentemente da LyX, bisognerebbe comunque raccogliere più opinioni sulle reali necessità degli umanisti per uno sviluppo solido e AD AMPIO RAGGIO di BibLaTeX gettando le basi per sconfiggere (scusate) l’imperante paradigma “tecnico/scientifico” che reprime quelle che possono essere le naturali vocazioni umanistiche di LaTeX. Un manualetto ddi BibLaTeX per umanisti sarebbe oro puro, in questo contesto.
Scusate la cicalata, cercavo solamente di assicurarmi che le esigenze di base del mondo umanistico fossero tenute in dovuta considerazione da parte vostra.
Grazie a tutti per l’ecellente lavoro che state portando avanti.
Piero