Io parlo dell’utilità/interesse di descrivere l’intera cassetta degli attrezzi di lavoro di chi scrive nell’ambito della ricerca e ha bisogno di strumenti adeguati e di alto livello per fare citazioni. I tuoi contributi questo non lo fanno, quindi non rispondono, naturalmente senza alcun demerito, a questa esigenza. Credo che se pensi al reale, intero flusso di lavoro, dalla ricerca e l’archiviazione dei dati alla loro integrazione nel testo fino alla bibliografia finale lo riconoscerai.
Inoltre parlo dell’utilità di adottare uno stile didascalico. Davvero non si può fare una Idiots guide, una guide for dummies su questi argomenti? È fatica sprecata oppure è una opportunità persa? Varrebbe la pena capirlo meglio. Il tuo articolo su biblatex è ovviamente specialistico e utile. Ma proprio per questo non esclude un manuale che arriva per gradi a dire più o meno quelle stesse cose, adottando però un taglio più didascalico e accompagnandole con altri elementi.
In realtà, Pierfranco, non ho la più pallida idea che che cosa parli! 😉 Sicuramente, dal tuo punto di vista di “ricercatore in ambito umanistico” (non so neppure se sia corretta questa espressione) metti in risalto una lacuna nella documentazione di LaTeX sulla cui esistenza non posso che crederti sulla parola.
Mi è bastata una lettura veloce alla doc. degli stili di Ivan per capire che la faccenda delle citazioni in ambito umanistico è una cosa molto complessa e complicata. In ambito “scientifico” le cose sono più semplici: il problema di quale stile/schema adottare è, di solito, meno sentito.
Dunque: biblatex rende possibile un controllo della bibliografia così fine che potrebbe fare molto comodo agli umanisti. Ottimo! Ecco un valido motivo per scrivere della buona documentazione in proposito (da quello che scrivi, mi sembri la persona giusta per farlo).
Io inizierei con un articolo su ArsTeXnica (che potrebbe benissimo costituire la base per un lavoro successivo più ambizioso, magari da scrivere a più mani). Mi permetto qualche piccolo consiglio.
1. A volte scrivere a più mani e più difficile che scrivere da soli. Tu, Monamipierrot, Ivan ed io siamo solo in quattro, ma parlando di stili bibliografici esprimiamo quattro posizioni (un po’) diverse tra loro, trovare una sintesi non è facile. A volte, coordinare un progetto assorbe più energie di quelle riservate alla scrittura vera e propria.
2. Quando scrivi (ma queste cose che le sai certo meglio di me!) è importante focalizzare bene a chi scrivi e che cosa scrivi. Il mio articolino su biblatex si rivolge a un pubblico che conosce già (LaTeX e) BibTeX e vuole spiegare i rudimenti di biblatex per farne un uso di base. L’articolo che vuoi scrivere tu a chi si rivolge? A umanisti con esigenze di gestione della bibliografia molto sofisiticate, che non conoscono per nulla LaTeX? In ogni caso, rinnovo l’invito a scrivere.
A quando un “LaTeX persino per Te”??? O un libercolo a fumetti? A parte gli scherzi P. ha messo il dito nella piaga. Una guida onnicomprensiva di come “avviare” la macchina LaTeX non esiste in italiano, e non mi risulta che inglese ci sia qualcosa. Trovo che scendere al livello del popolino avrà dei benefici incalcolabili, anche in termini di feedback a lungo termine.
Per la verità, non ho capito bene che guida hai in mente, ma sfondi una porta aperta: di documentazione su LaTeX, più ce n’è, meglio è. E sono convintissimo che il contributo di voi umanisti è e sarà preziosissimo, e contribuirà ancora di più alla diffusione di LaTeX in Italia.
A presto,
L.