Buongiorno a tutti.
Questa faccenda di paragraph rischia, a mio avviso, di diventare un tormentone.
Posto che i nomi dei comandi scelti da Lamport non sono sempre felici, non direi di doverne fare una tragedia.
Vorrei chiarire una cosa: ogni testo non letterario presenta il corpo del testo in unità di sezionamento, numerate e titolate, e in genere con un titolo stampato in corpo via via decrescente in base all’importanza dell’unità. Giusto? Sì. (Da notare che anche racconti e romanzi sono suddivisi, magari con modalità peculiari.)
Alcune di queste unità possono anche non essere titolate, in un libro, giusto? Sì.
È sempre necessario chiamare queste unità con il loro nome? No, secondo me. La parola sezione è iperonimo di parte, capitolo, paragrafo, sottoparagrafo, eccetera, fino all’ultima delle possibili sezioni, che è l’enunciato (che può essere composto anche di una sola parola). Dove voglio arrivare? Al punto che con sezione ci si può riferire tanto a un capitolo quanto a un paragrafo, se non si vogliono usare queste ultime due etichette. Il paragrafo esiste eccome nella nostra lingua, e se in inglese paragraph significa capoverso, non è affar nostro. O no? Provate a pensare a quante volte si dice: “l’argomento del primo capitolo è… e quello del secondo è…”. Ora, il capitolo è un’unità di sezionamento del testo tanto quanto lo è il paragrafo, eppure per dire capitolo non facciamo una piega, mentre ora sorgono tutti questi problemi per il paragrafo…
Allora: si potrebbe evitare di tradurre il nome dei comandi di sezionamento, anche quando si spiega LaTeX a qualcuno che non lo conosce, perché ogni campo del sapere necessita di una lingua speciale con cui riferirvisi, e la lingua speciale di LaTeX comprende comando, dichiarazione, section, argomento, gruppo, opzione, “begin document” (come tradurreste quest’ultima espressione? è intraducibile! o vorreste proporre: “prima di “comincia documento” va caricato…” Ridicolo.) 😀
Mi lascia perplesso il fatto di spiegare LaTeX a qualcuno usando improvvisamente “sezione” e “sottosezione” al posto di “paragrafo”, che in italiano va bene tanto per section quanto per subsection. Sono sicurissimo che Francesco non usa correntemente sezione e sottosezione. 😉
E una guida a LaTeX come la nostra è fatta come un qualunque altro manuale scientifico: capitoli, paragrafi, sottoparagrafi e unità minori, titolate ma non numerate. Come le chiamiamo? Io continuo a chiamarle “paragrafi”, perché di fatto lo sono. Il fatto, poi, che l’Arte sia scritta con LaTeX, non deve modificare le nostre abitudini. O no?
In sostanza, che cosa propongo? Di spiegare LaTeX dicendo che comandi di sezionamento vanno da \part a \subparagraph, che tutti producono il loro argomento come titolo del testo che li segue, che non tutti però sono numerati e dunque non tutti finiranno nell’indice. Che se \part e \chapter hanno un nome intuitivo e vanno dati in apertura di “pezzi di testo” corrispondenti ai nostri “parte” e “capitolo” (e su questo non ci piove), i comandi \section, \subsection e \subsubsection vanno dati in apertura di “pezzi di testo” che corrispondono grosso modo ai nostri “paragrafo”, “sottoparagrafo” e a un “pezzo di testo” che in italiano non ha un nome corrispondente, e infine che \paragraph e \subparagraph rappresentano etichette infelici, perché in inglese il primo significa “capoverso”, che nella nostra lingua non prevederebbe un titolo (ma si dà il caso di un paragrafo composto di un solo capoverso), e il secondo non ha davvero un corrispettivo in italiano, e che vanno dati in apertura di “pessi di testo” di importanza contenuta, e soltanto se è davvero necessario arrivare a suddivisioni del testo di livello così basso.
Per toglierci davvero tutte le castagne dal fuoco, ci si può riferire a qualunque unità di suddivisione di un testo con il termine sezione e non si sbaglia mai.
Tutto qui. L’utente, poi, dopo un paio di documenti, andrà in automatico nell’uso dei comandi di sezionamento. 😀
Ciao
Tommaso
[OT]
PS: Lorenzo, ti ho mandato due mp. Forse iperbole ha problemi.
[OT]