Verrò immediatamente corretto da un noto autore 8)
Ho fatto le stesse prove proprio ieri, anche se con TeXShop, ed è così. Ma saper interpretare queste stringhe è prerogativa soltanto di TeXworks, TeXShop ed Emacs, sembra. E quando parlavo di intelligenza degli editor intendevo questo. 😀 Se vengono sempre specificate, queste stringhe risolvono i problemi. Per questo bisognerebbe prendere la buona abitudine di scriverle sempre, sia quella che funziona con TeXworks che quella che funziona con Emacs, a prescindere dall’editor che si usa.
Se l’editor è impostato con latin1 e aprendo un file ci si trova davanti a caratteri bizzarri, il che potrebbe avvenire appunto se inputenc ha l’opzione utf8, è importantissimo chiudere il file senza salvarlo, reimpostare l’editor con la codifica di inputenc nel file e riaprirlo poi. Se lo si salvasse, si potrebbero fare disastri. Il che accade, secondo me 😉 più frequentemente di quanto non si pensi. Alternativa offerta da TeXShop: si apre il file non direttamente, ma aprendo prima l’editor e poi andandolo a pescare con il menu open file, e lì si sceglie nel menu a tendina quale codifica usare per quel file. Ovviamente, bisogna sapere in anticipo la codifica. Con le “righe magiche” si vive tranquilli.
Non credo che per il neofita sia un trauma: in fondo si usano correntemente codici più laboriosi per scopi meno importanti. Io la penso così. 😀 E l’alternativa a TeXShop su Mac è TeXworks o Aquamacs, che leggono entrambi queste righe speciali.
In una parola: codifica dell’editor e opzione di inputenc devono coincidere. Se no, ci sono problemi. Il neofita ha già subito un trauma primordiale nel passaggio a TeX: una riga in più non dovrebbe cambiargli la vita. Si tratta di spiegargliela.
Tu che pensi? Se un noto autore non si pronuncerà, e potrei anche capirne il motivo, significa che ho scritto bene 😉
Ciao
Tommaso