Re: Usare con LaTeX “certi” font PostScript preinstall

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Usare con LaTeX “certi” font PostScript preinstallati

Ciao a tutti,
ho trovato in rete un documento che spiega come utilizzare con TeX (presumo con «tex» e con «pdftex») determinati caratteri PostScript che vengono installati automaticamente con una distribuzione moderna.

Ad esempio, scopro per caso che la sigla «pplru» fa riferimento al «Palatino Unslanted Italic», di cui ignoravo l’esistenza.

Sembra che un modo corretto per utilizzarlo sia il seguente:
`\font\pui=pplru
\pui Questo \`e un esempio di codice {\TeX} minimale.
\bye
`
Il codice seguente è invece un esempio scritto per LaTeX:
`\documentclass{article}

\renewcommand{\rmdefault}{pplru}

\begin{document}

Questo \`e un esempio di codice {\LaTeX} minimale.

\end{document}
`
tuttavia, se si prova a comporlo, si ottiene la seguente segnalazione
`LaTeX Font Warning: Font shape `OT1/pplru/m/n' undefined
(Font) using `OT1/cmr/m/n' instead on input line 6.

LaTeX Font Warning: Some font shapes were not available, defaults substituted.
`
e anche passando a T1, le cose non cambiano: pdfLaTeX produce un file di output con il Computer Modern, come promesso.

Ora, senza tirare in ballo altre questioni (del tipo che istruzioni a basso livello come quella non andrebbero utilizzate, che bisognerebbe caricare pacchetti appositi, tipo «pxfonts», ecc.) sorgono spontanee due domande:

  1. è possibile usare caratteri di quel tipo (cioè caratteri PostScript preinstallati con la distribuzione che funzionano sicuramente con TeX) anche con LaTeX?

  2. se sì, come (immaginando di fare riferimento a pdfLaTeX, non a XeLaTeX)?

Nel caso del Palatino, a me funzionano solamente «ppl» e «pplj» (quest’ultimo utile per le text figure).

Grazie e a presto.

Stai confondendo i vari livelli. La gestione dei font in LaTeX usa una complessa infrastruttura che in Plain ovviamente non c’è. Quel font esiste solo con una codifica non standard, quindi mancante di parecchie cose per poter essere integrato con LaTeX.

Il valore di \rmdefault è la famiglia di font principale del documento e corrisponde a certi file di descrizione dei font, non a un font in particolare. Per esempio, il valore iniziale di \rmdefault è “cmr”; quando LaTeX deve cominciare a comporre, leggerà “ot1cmr.fd” oppure “t1cmr.fd” a seconda di quale sia la codifica di output scelta per il documento (con fontenc). I pacchetti come pxfonts hanno, oltre a varie cose necessarie per supporto, l’istruzione
`\renewcommand{\rmdefault}{…}`
dove al posto dei puntini c’è il nome simbolico della famiglia di font. Nel caso di pxfonts è pxr, nel caso di times è ptm. Prova a guardare appunto times.sty e vedrai.

Puoi anche definire tuoi font particolari; per usare, con limitazioni sui caratteri disponibili, Palatino Italic Unslanted, puoi scrivere nel tuo preambolo
`\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{mathpazo}
\DeclareFontShape{T1}{ppl}{m}{ui}{<-> pplru}{}`
e poi scrivere il tuo tratto di testo in corsivo raddrizzato con
`{\fontshape{ui}\selectfont Ciao}`
ma non aspettarti che accenti e caratteri particolari vengano giusti.

Ciao
Enrico

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