Font greco per Palatino

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    Ciao a tutti!

    Ecco l’ennesima questione riguardante il font greco. Volendo usare il Palatino, caricato con mathpazo, il font di default per il greco è quello classico di Claudio Beccari. Mi pare infatti che il Palatino presente sulla TeX Live non abbia il font greco (il Palatino Linotype Open Type invece ce l’ha).
    Cercando tra i font greci mi sono imbattuto in quello messo a disposizione dal pacchetto gfsartemisia, che si adatta molto bene al Palatino (alcune grazie hanno quasi lo stesso stile). Solo che caricando questo pacchetto viene ridefinito \rmdefault e inoltre viene caricato txfonts. Per scrivere in greco bisogna quindi cambiare localmente il font. Certo, sarebbe possibile definire un nuovo ambiente dichiarando al suo interno \usefont{LGR}{artemisia}{m}{n}.
    Ma vi chiedo: è possibile farlo globalmente? Insomma, vorrei che il font artemisia venisse usato di default e solo per i passi in greco.

    Grazie in anticipo 🙂

    Ciao
    Ivan

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    • #46174
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      Ho risolto con

      `\AtBeginDocument{
      \DeclareRobustCommand{\greektext}{%
      \fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
      \def\encodingdefault{LGR}}}
      `
      È corretto questo procedimento? Il codice è inserito in un file di classe, per questo c’è \AtBeginDocument. Nel preambolo non serve.

      Ciao
      Ivan

    • #46175
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      Ho risolto con

      `\AtBeginDocument{
      \DeclareRobustCommand{\greektext}{%
      \fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
      \def\encodingdefault{LGR}}}
      `
      È corretto questo procedimento? Il codice è inserito in un file di classe, per questo c’è \AtBeginDocument. Nel preambolo non serve.

      Direi di sì. I font GFS distribuiti con TeX Live hanno tutti il supporto alla codifica LGR, manca solo qualche carattere più esoterico.

      Per confrontare la tabella preparati questo file
      `\let\noinit!
      \input testfont
      \def\fontname{gartemisiarg6a }\startfont\table\vfill\eject
      \def\fontname{grmn1000 }\startfont\table
      \bye`
      e compilalo con pdftex

      Ciao
      Enrico

    • #46176
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      Ho risolto con

      `\AtBeginDocument{
      \DeclareRobustCommand{\greektext}{%
      \fontencoding{LGR}[color=blue]\fontfamily{artemisia}[/color]\selectfont
      \def\encodingdefault{LGR}}}
      `
      È corretto questo procedimento? Il codice è inserito in un file di classe, per questo c’è \AtBeginDocument. Nel preambolo non serve.

      Direi di sì.

      😀 😀 😀

      I font GFS distribuiti con TeX Live hanno tutti il supporto alla codifica LGR, manca solo qualche carattere più esoterico.

      Per confrontare la tabella preparati questo file
      `\let\noinit!
      \input testfont
      \def\fontname{gartemisiarg6a }\startfont\table\vfill\eject
      \def\fontname{grmn1000 }\startfont\table
      \bye`
      e compilalo con pdftex

      Provato. Non dovrebbe essere un problema per gli “scienziati umani”. (Sto creando una classe di documento che carica il Palatino. Comunque ho previsto un’opzione per disabilitare Artemisia, impostato di default.)

      Grazie mille

      Ciao
      Ivan

    • #46177
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      Ho risolto con

      `\AtBeginDocument{
      \DeclareRobustCommand{\greektext}{%
      \fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
      \def\encodingdefault{LGR}}}
      `

      Eccomi di nuovo.
      Il font Artemisia è fornito in due versioni: una adatta per i txfonts, scalata di un fattore 0.93; l’altra per il font Euler, scalata di un fattore 0.98. Queste impostazioni sono definite nei file .fd. Usandolo con il Palatino la differenza delle dimensioni si nota, almeno nel primo caso.
      È possibile, all’interno del file di classe, riportare il font Artemisia alla sua misura normale, ovvero scalarlo di un fattore 1?
      Sostituendo \fontfamily{artemisia} con \fontfamily{artemisiaeuler} nel codice qui sopra il risultato è molto buono, ma rimane la curiosità su come scalare i font.
      In rete c’è poco 🙁

      Ciao
      Ivan

    • #46178
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      Ho risolto con

      `\AtBeginDocument{
      \DeclareRobustCommand{\greektext}{%
      \fontencoding{LGR}[color=blue]\fontfamily{artemisia}[/color]\selectfont
      \def\encodingdefault{LGR}}}
      `

      Eccomi di nuovo.
      Il font Artemisia è fornito in due versioni: una adatta per i txfonts, scalata di un fattore 0.93; l’altra per il font Euler, scalata di un fattore 0.98. Queste impostazioni sono definite nei file .fd. Usandolo con il Palatino la differenza delle dimensioni si nota, almeno nel primo caso.
      È possibile, all’interno del file di classe, riportare il font Artemisia alla sua misura normale, ovvero scalarlo di un fattore 1?
      Sostituendo \fontfamily{artemisia} con \fontfamily{artemisiaeuler} nel codice qui sopra il risultato è molto buono, ma rimane la curiosità su come scalare i font.
      In rete c’è poco 🙁

      La cosa più semplice è copiarsi il contenuto del file lgrartemisia.fd nella classe eliminando le stringhe “s * [0.93]”:
      `\DeclareFontFamily{LGR}{artemisia}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{n}{<-> gartemisiarg6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{it}{<-> gartemisiai6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{b}{n}{<-> gartemisiab6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{b}{it}{<-> gartemisiabi6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{sl}{<-> gartemisiao6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{b}{sl}{<-> gartemisiabo6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{sc}{<-> gartemisiasc6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{sco}{<-> gartemisiasco6a}{}

      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{bx}{n}{<-> ssub * artemisia/b/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{bx}{it}{<-> ssub * artemisia/b/it}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{bx}{sl}{<-> ssub * artemisia/b/sl}{}`
      Ciao
      Enrico

    • #46179
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      [quote]Ho risolto con

      `\AtBeginDocument{
      \DeclareRobustCommand{\greektext}{%
      \fontencoding{LGR}[color=blue]\fontfamily{artemisia}[/color]\selectfont
      \def\encodingdefault{LGR}}}
      `

      Eccomi di nuovo.
      Il font Artemisia è fornito in due versioni: una adatta per i txfonts, scalata di un fattore 0.93; l’altra per il font Euler, scalata di un fattore 0.98. Queste impostazioni sono definite nei file .fd. Usandolo con il Palatino la differenza delle dimensioni si nota, almeno nel primo caso.
      È possibile, all’interno del file di classe, riportare il font Artemisia alla sua misura normale, ovvero scalarlo di un fattore 1?
      Sostituendo \fontfamily{artemisia} con \fontfamily{artemisiaeuler} nel codice qui sopra il risultato è molto buono, ma rimane la curiosità su come scalare i font.
      In rete c’è poco 🙁

      La cosa più semplice è copiarsi il contenuto del file lgrartemisia.fd nella classe eliminando le stringhe “s * [0.93]”:
      `\DeclareFontFamily{LGR}{artemisia}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{n}{<-> gartemisiarg6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{it}{<-> gartemisiai6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{b}{n}{<-> gartemisiab6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{b}{it}{<-> gartemisiabi6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{sl}{<-> gartemisiao6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{b}{sl}{<-> gartemisiabo6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{sc}{<-> gartemisiasc6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{m}{sco}{<-> gartemisiasco6a}{}

      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{bx}{n}{<-> ssub * artemisia/b/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{bx}{it}{<-> ssub * artemisia/b/it}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{artemisia}{bx}{sl}{<-> ssub * artemisia/b/sl}{}`
      Ciao
      Enrico[/quote]
      Avevo provato ma non funzionava. Ora l’ho messo nel posto giusto e funziona. Conclusione: il font Artemisia a misura normale è troppo grande per il Palatino. La soluzione migliore è usare la variante artemisiaeuler, che è scalato a 0.98.

      Ciao
      Ivan

    • #46180
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      Conclusione: il font Artemisia a misura normale è troppo grande per il Palatino. La soluzione migliore è usare la variante artemisiaeuler, che è scalato a 0.98.

      Le maiuscole greche sono un po’ più basse che le romane e le minuscole un po’ più alte. Hai pensato di usare Porson che dà uno stacco netto tra alfabeto latino e greco?

      Ciao
      Enrico

    • #46181
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      Conclusione: il font Artemisia a misura normale è troppo grande per il Palatino. La soluzione migliore è usare la variante artemisiaeuler, che è scalato a 0.98.

      Le maiuscole greche sono un po’ più basse che le romane e le minuscole un po’ più alte. Hai pensato di usare Porson che dà uno stacco netto tra alfabeto latino e greco?

      Ciao
      Enrico

      Sì, ma non si nota molto… Eventualmente creo un’ulteriore opzione per scegliere il font Porson. Solo che il Porson non ha il corsivo, o meglio, il tondo assomigli di più a un corsivo. Vedremo.

      Ciao
      Ivan

    • #46182
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      [quote]Conclusione: il font Artemisia a misura normale è troppo grande per il Palatino. La soluzione migliore è usare la variante artemisiaeuler, che è scalato a 0.98.

      Le maiuscole greche sono un po’ più basse che le romane e le minuscole un po’ più alte. Hai pensato di usare Porson che dà uno stacco netto tra alfabeto latino e greco?

      Ciao
      Enrico

      Sì, ma non si nota molto… Eventualmente creo un’ulteriore opzione per scegliere il font Porson. Solo che il Porson non ha il corsivo, o meglio, il tondo assomigli di più a un corsivo. Vedremo.[/quote]
      Sì, certo: il Porson nasce così e, del resto, non ha molto senso l’alternanza tra tondo e corsivo per trascrivere greco classico. È come il traliccio dell’alta tensione che compare sullo sfondo in un famoso film western, o il casello per il pedaggio in mezzo al deserto in un altro famoso film western: anacronismi. Quali sono questi due film?

      Ah, l’uso del corsivo per mettere in risalto una parola o un gruppo di parole è dell’epoca barocco-manierista. Prima un libro era in tondo oppure in corsivo.

      Ciao
      Enrico

    • #46183
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      [quote][quote]Conclusione: il font Artemisia a misura normale è troppo grande per il Palatino. La soluzione migliore è usare la variante artemisiaeuler, che è scalato a 0.98.

      Le maiuscole greche sono un po’ più basse che le romane e le minuscole un po’ più alte. Hai pensato di usare Porson che dà uno stacco netto tra alfabeto latino e greco?

      Ciao
      Enrico

      Sì, ma non si nota molto… Eventualmente creo un’ulteriore opzione per scegliere il font Porson. Solo che il Porson non ha il corsivo, o meglio, il tondo assomigli di più a un corsivo. Vedremo.[/quote]
      Sì, certo: il Porson nasce così e, del resto, non ha molto senso l’alternanza tra tondo e corsivo per trascrivere greco classico. È come il traliccio dell’alta tensione che compare sullo sfondo in un famoso film western, o il casello per il pedaggio in mezzo al deserto in un altro famoso film western: anacronismi. Quali sono questi due film?

      Ah, l’uso del corsivo per mettere in risalto una parola o un gruppo di parole è dell’epoca barocco-manierista. Prima un libro era in tondo oppure in corsivo.

      Ciao
      Enrico[/quote]

      Infatti in alcuni testi del Seicento si usa l’alternanza tondo corsivo anche per il greco. Comunque per una tesi questi problemi non si pongono, anche perché, eventualmente, si tratterà di citare dal greco antico, quindi o in tondo o in corsivo, o più semplicemente in greco 😉

      Uno dei film è La conquista del West (1962). L’altro su Google non l’ho trovato 😆

      Ciao
      Ivan

    • #46184
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      Ah, l’uso del corsivo per mettere in risalto una parola o un gruppo di parole è dell’epoca barocco-manierista. Prima un libro era in tondo oppure in corsivo.

      Infatti in alcuni testi del Seicento si usa l’alternanza tondo corsivo anche per il greco. Comunque per una tesi questi problemi non si pongono, anche perché, eventualmente, si tratterà di citare dal greco antico, quindi o in tondo o in corsivo, o più semplicemente in greco 😉

      Per il Porson scalato in modo che l’altezza delle maiuscole sia come quella del tondo maiuscolo, puoi usare questo codice, naturalmente dopo aver scelto il font principale del documento (\RequirePackage{mathpazo}, nel tuo caso):
      `%\makeatletter
      \sbox\z@{\fontsize{10}{10}\normalfont A}
      \sbox\tw@{\font\temp=gporsonrg6a at 10pt \temp A}
      \dimen@=
      \dimexpr(0.001\dimexpr\numexpr(\dimexpr(1000\ht\z@)/\ht\tw@)\p@)
      \edef\art@scale{\strip@pt\dimen@}

      \DeclareFontFamily{LGR}{porson}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{m}{n}{<-> s * [\art@scale] gporsonrg6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{m}{it}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{b}{n}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{b}{it}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{m}{sl}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{b}{sl}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{m}{sc}{<-> ssub * porson/m/n}{}

      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{bx}{n}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{bx}{it}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{bx}{sl}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      %\makeatother`
      In un file di classe \makeatletter e \makeatother non vanno, come noto.

      Uno dei film è La conquista del West (1962). L’altro su Google non l’ho trovato 😆

      Il primo a cui pensavo è High Noon (Fred Zinnemann, 1952, con Gary Cooper e Grace Kelly); nella scena finale l’inquadratura si allarga allontanandosi dai protagonisti e sullo sfondo è chiaramente visibile Los Angeles. Il secondo è Blazing Saddles (Mel Brooks, 1974, con Gene Wilder); il casello del pedaggio fa parte della trama. 🙂 Titoli italiani: “Mezzogiorno di fuoco” e “Mezzogiorno e mezzo di fuoco”. Due capolavori.

      Ciao
      Enrico

    • #46185
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      [quote]Ah, l’uso del corsivo per mettere in risalto una parola o un gruppo di parole è dell’epoca barocco-manierista. Prima un libro era in tondo oppure in corsivo.

      Infatti in alcuni testi del Seicento si usa l’alternanza tondo corsivo anche per il greco. Comunque per una tesi questi problemi non si pongono, anche perché, eventualmente, si tratterà di citare dal greco antico, quindi o in tondo o in corsivo, o più semplicemente in greco 😉

      Per il Porson scalato in modo che l’altezza delle maiuscole sia come quella del tondo maiuscolo, puoi usare questo codice, naturalmente dopo aver scelto il font principale del documento (\RequirePackage{mathpazo}, nel tuo caso):
      `%\makeatletter
      \sbox\z@{\fontsize{10}{10}\normalfont A}
      \sbox\tw@{\font\temp=gporsonrg6a at 10pt \temp A}
      \dimen@=
      \dimexpr(0.001\dimexpr\numexpr(\dimexpr(1000\ht\z@)/\ht\tw@)\p@)
      \edef\art@scale{\strip@pt\dimen@}

      \DeclareFontFamily{LGR}{porson}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{m}{n}{<-> s * [\art@scale] gporsonrg6a}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{m}{it}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{b}{n}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{b}{it}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{m}{sl}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{b}{sl}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{m}{sc}{<-> ssub * porson/m/n}{}

      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{bx}{n}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{bx}{it}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      \DeclareFontShape{LGR}{porson}{bx}{sl}{<-> ssub * porson/m/n}{}
      %\makeatother`
      In un file di classe \makeatletter e \makeatother non vanno, come noto.
      [/quote]
      Non riesco a creare un’opzione se uso questo codice. Vedrò di approfondire…

      Uno dei film è La conquista del West (1962). L’altro su Google non l’ho trovato 😆

      Il primo a cui pensavo è High Noon (Fred Zinnemann, 1952, con Gary Cooper e Grace Kelly); nella scena finale l’inquadratura si allarga allontanandosi dai protagonisti e sullo sfondo è chiaramente visibile Los Angeles. Il secondo è Blazing Saddles (Mel Brooks, 1974, con Gene Wilder); il casello del pedaggio fa parte della trama. 🙂 Titoli italiani: “Mezzogiorno di fuoco” e “Mezzogiorno e mezzo di fuoco”. Due capolavori.

      Buono a sapersi 🙂

      Ciao
      Ivan

    • #46186
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      Non riesco a creare un’opzione se uso questo codice. Vedrò di approfondire…

      Di solito si fa così:
      `\newif\ifmyclass@porson
      \DeclareOption{porson}{\myclass@porsontrue}

      \ProcessOptions\relax

      \ifmyclass@porson

      \def\myclass@greekfamily{porson}
      \fi

      \DeclareRobustCommand{\greektext}{%
      \fontencoding{LGR}\fontfamily{\myclass@greekfamily}\selectfont
      \def\encodingdefault{LGR}}`
      Eventualmente, se hai anche l’opzione artemisia e vuoi essere sicuro che l’utente non faccia pasticci,
      `\newif\ifmyclass@artemisia
      \newif\ifmyclass@porson
      \DeclareOption{artemisia}{\myclass@artemisiatrue\myclass@porsonfalse}
      \DeclareOption{porson}{\myclass@porsontrue\myclass@artemisiafalse}

      \ExecuteOptions{…,artemisia,…}
      \ProcessOptions\relax`
      In questo modo “artemisia” è il default, ma specificando “porson” la cancelli. Più avanti avrai il codice per i due casi analogamente a prima. Visto che per artemisia il .fd disponibile ti va bene, sarà
      `\ifmyclass@artemisia
      \def\myclass@greekfamily{artemisiaeuler}
      \fi`
      Ciao
      Enrico

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