Ok, intanto, calato nei panni di un principiante, sto provando a installare la TeX Live su Windows (sono su un PC, in questo momento).
Scrivo su Google “texlive windows”. Il secondo link, in italino, “guida a texlive” sembra promettente:
http://tug.org/texlive/doc/texlive-it/texlive-it.pdf
Ora, 40 pagine per installare un programma possono sembrare tantine, ma in effetti il documento riguarda tutta la TeX Live. La dispensa, purtroppo, soffre del difetto di mescolare la roba di base con quella pro.
1.
La dispensa inzia con una bella panoramica dei percorsi texmf predefinti (per la cronaca: TEXMFMAIN, TEXMFDIST, TEXMFLOCAL, TEXMFHOME, TEXMFCONFIG, TEXMFHOME, TEXMFVAR, TEXMFHOME, TEXMFSYSVAR). C’è anche del codice, per esempio:
`texmf This is TEXMFMAIN.
texmf-dist TEXMFDIST
texmf-var TEXMFSYSVAR
texmf-config TEXMFSYSCONFIG`
2.
Vengono poi squadernati tutti i tipi di LaTeX esistenti (compresi Aleph e Omega: chi sceglie questi nomi ha sicuramente una buona dose di fantasia).
3.
Si elencano i programmi compresi nella distribuzione (tra questi ho scoperto oggi che ci sono anche dvilj, dviconcat, dviselect, psselect, psnup, texexec e texmfstart: non chiedetemi di spiegarveli, però).
4.
Poi si accenna finalmente (per il lettore che a questo punto non è scappato via verso Word) all’esistenza di install-tl.bat.
Ok, scarico install-tl.bat: lentissimo, ho il sospetto che il server sia il famigerato Roma2, ma sono un principiante, perché devo sapere del mirror svizzero?
Decomprimo il file .zip. Riconosco l’installer dall’estensione .bat, perché l’icona è abbastanza generica (una finestra con un pezzo di ferramenta dentro). Su Mac siamo abituati meglio, ma sono sicuro che anche gli utenti PC lo sono. Si scarica un altro zip: ancora doppio clic (sempre icona semi-generica), si apre una specie di GUI (che però presto cederà il passo al mitico prompt dei comandi), e il processo di installazione parte.
Si vede una finestra del prompt nella quale, malinconicamente, scorrono i file scaricati. I caratteri sono monospaced, bianchi su sfondo nero: peccato non siano in fosfori verdi, altrimenti l’immersione indietro nel tempo, agli albori dell’informatica, sarebbe totale.
Non so quanto potrebbe durare l’istallazione (ore? giorni?): non c’è una barra che si riempie man mano che procede il download, queste evidentemente sono considerate, da chi ha progettato questo installer, sciccherie per famminucce. C’è solo, in corrispndenze di ogni file, un’indicazione temporale (4:32:07, 3:25:11 4:35:21) ) che però ora aumenta ora diminusce. Mi convinco che quello è il tempo residuo.
Lascio il PC acceso, vediamo se entro domani avrà finito…
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In ogni caso ragazzi: vi pare vita, questa? 😉
Alla prossima,
L.