Liverpool” post=63422Mi chiedo perché tutti i possessori di Mac sentano la necessità di rivelare che hanno fatto qualcosa con il loro computer (vedi colophon). Sinceramente non credo che sia un dato essenziale – il libro si sarebbe potuto scrivere anche senza – e allo stesso tempo, quando non ne capisco il motivo, lo ritengo poco elegante.
Perdonatemi ma è solo la mia opinione.
Secondo me chiunque scriva qualcosa con certi mezzi, qualunque essi siano, dovrebbe dirlo. Con il sistema TeX non è detto che qualunque cosa possa essere fatta su qualunque macchina e con qualunque sistema operativo. Non è una questione di Mac o di Linux di questa o quella varietà, o di Windows di questa o quella versione.
Io ho un Mac e su questo ho montate due macchine virtuali, una Ubuntu 11.04, e una Windows XPSP3; avendo tutte e tre le piattaforme spesso sposto i miei file da una macchina all’altra per vedere se quanto o fatto con l’una si può ottenere anche con l’altra. Talvolta non succede. Quindi è opportuno dire, specialmente in un testo come l’Arte, che è stato fatto con particolari mezzi.
Se e quando XeLaTeX avrà maggiore diffusione, l’informazione sulla piattaforma sarà ancora più importante visto che questo compositore permette di usare i font residenti sulla macchina, indipendenti dal sistema TEX e i font OpenType che ci sono o si possono avere su Ubuntu, non sono quelli che si possono avere sul Mac o su Windows. Si possono fare cose meravigliose con XeLaTeX, ma non sono più tanto portabili da una macchina all’altra.
Per l’indice fatto in quel modo, quella è la raccomandazione di Bringhurst, il grandissimo book designer. Ubi maior, minor cessat. anche a me piacciono di più i numeri ben incolonnati (e li faccio sempre così), ma dopo l’insegnamento di Bringhurst non obbietto se altri seguono il suo stile.