Grazie Claudio per i chiarimenti.
Dunque, il problema fonts riguarda due aspetti:
- la versione del font
- la natura commerciale di certi fonts
Ti posso spiegare come io ho “risolto” entrambi i problemi.
Io uso Debian, ma, come sai, Ubuntu non è per nulla diverso sotto l’aspetto fonts.
Dunque, ho proceduto a disinstallare dal sistema tutti i fonts provenienti dai repos di debian che fossero anche presenti in texlive (me li sono controllati uno per uno). Motivi: Texlive offre versioni più aggiornate di quelle di debian/ubuntu; inutile avere due volte lo stesso font nel sistema.
La questione licenze, ovviamente, è più spinosa. Per risolverla alla base, preferisco usare fonts come Linux Libertine, che non danno problemi, ed evitare di usare quelli commerciali.
Certo, sai benissimo che certe case editrici impongono l’uso di determinati fonts e sai bene che le case editrici, non so per quale arcano motivo, preferiscono usare i fonts commerciali.
Tuttavia, parlo sulla base della mia esperienza, le case editrici in tali casi ti forniscono i fonts: tu non possiedi la licenza, ma la pubblicazione è responsabilità della casa editrice, che, almeno si spera, la possiede!
In tali casi, ci vuol poco ad installare a mano il font che serve, sia su windows sia su linux.
È comunque naturale che, in caso di cooperazione, ci si passi i fonts. Non è legale, per me, avere fonts Mac, ma se il libro lo “stampi” tu, non ci sono problemi, visto che tu la licenza l’hai pagata! 😉
Comunque, ora mi son chiari i problemi cui tu fai riferimento e mi è ancor più chiaro che ho fatto benissimo a privilegiare i fonts non commerciali.
Tra l’altro, la mia casa editrice impone un altro fonts, che ha due caratteristiche:
- commerciale (e te pareva!)
- pessimo, scil. un vecchio font pfb portato ad otf, ma che non ha niente, ma proprio niente che caratterizzi gli OpenType, se non le curve
Prevedo un braccio di ferro e ti assicuro che non mi arrenderò, anche a costo di NON pubblicare il mio libro!!! 👿