Il fatto che LaTeX sia utilizzato con cosi’ grande diffusione e’ merito anche della sua mancanza di innovazione. Il suo numero di versione tende ad una costante matematica non a caso: le cose sono cosi’ e rimarranno cosi’.
Non frantedetemi: io sono uno della filosofia bleeding edge e innovazione, ma accetto la volonta’ di avere una base stabile e affidabile.
Quando c’e’ la possibilita’ di estendere e creare tutto quello di cui si ha bisogno, e’ solo questione di capacita’ tecniche e tempo a disposizione, troppo facile dire “dovrebbero pensarci gli sviluppatori di LaTeX”.
Non c’e’ nessuno retribuito per quel lavoro.
Ma qui non sono in discussione le capacità tecniche od il tempo a disposizione.
Stiamo parlando di far si che LaTeX2e od un suo compagno futuro, possa essere utilizzato da sempre più persone e in un numero di settori sempre maggiore.
Immagino che tu utilizzi LaTeX e non TeX. E per quale motivo fai questa scelta?
Con TeX puoi fare tutto per definizione stessa del formato LaTeX.
Sono invece d’accordo sulla stabilità del linguaggio. Le modifiche ad esso si pagano sempre. Quando da LaTeX 209 si è passati a LaTeX2e si è rischiato molto come ha raccontato lo stesso Frank Mittelbach, ed è comprensibile che il team non voglia più correrli (la responsabilità rende prudenti).
Del resto, l’innovazione è altrettanto indispensabile, dunque a mio avviso, la strada da percorrere è quella di puntare tutto sul salto di versione.
Penso quindi che il momento sia delicato ed avevo condiviso questa mia opinione nel post http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=7616 dal titolo “Futuro di LaTeX”.
Da un lato LaTeX3 procede lentamente basandosi in pratica solo su TeX e navigando in acque sicure, dall’altro invece, ConTeXt affronta l’oceano spinto dal vento di luatex.
La sfida di Coppa America è iniziata.
R.