- Questo topic ha 19 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 16 anni fa da
Bistek.
-
CreatoreTopic
-
19 Agosto 2010 alle 13:39 #48572::
Ho scritto la seguente frase in latex`
(cio\`{e} \textquotedblleft semplificano\textquotedblright la realt\`{a})
`e l’output è il seguente: (cioè “semplificano”la realtà)
Manca lo spazio dopo la chiusura delle virgolette, eppure lo spazio c’è nel codice. è un problema molto comune nel documento.
come lo si risolve?
-
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
19 Agosto 2010 alle 16:42 #48573::
Ho scritto la seguente frase in latex
`
(cio\`{e} \textquotedblleft semplificano\textquotedblright la realt\`{a})
`e l’output è il seguente: (cioè “semplificano”la realtà)
Manca lo spazio dopo la chiusura delle virgolette, eppure lo spazio c’è nel codice. è un problema molto comune nel documento.
come lo si risolve?
Per fare le vorgolette puoi scrivere“`semplificano''`In via generale, comunque, devi sapere che LaTeX ignora sempre quegli spazi, devi inserirlo esplicitamente`bla bla \comando\ bla bla`;)
LuCa
-
19 Agosto 2010 alle 16:43 #48574
-
19 Agosto 2010 alle 16:48 #48575::
Ah, dimentivavo di ri-ri-ri-risottolinearlo. La tua domanda trova risposta nella guida che ti è stata più volte consigliata. L’arte di scrivere con LaTeX, pagina 26 e pagina 179, paragrafo 9.1.2.😉
LuCa
-
19 Agosto 2010 alle 17:42 #48576
-
19 Agosto 2010 alle 17:43 #48577::
Ciao Clark,
il tuo problema si risolve scrivendo:`(cioè “semplificano'' la realtà)`
Molto semplicemente. Ci dici quale distribuzione di LaTeX usi, su quale macchina e quale editor hai scelto per lavorare?
In linea generale, dopo qualunque comando che “produce testo” (\LaTeX è uno di questi, per esempio) LaTeX ignora gli spazi che si lasciano nel codice sorgente: puoi lasciarne uno o dieci, il risultato è lo stesso: ciò che il comando stampa risulterà attaccato a ciò che segue. Come risolvere questo problema?
Si evita di ottenere
LaTeXè un programma di tipografia digitale.
scrivendo
`\LaTeX{} è un programma di tipografia digitale.`
oppure
`\LaTeX\ è un programma di tipografia digitale.`
I comandi che hai usato tu, oltre a essere molto poco usati, producono testo, appunto, e ricadono nelle circostanze appena descritte.
Ma, come qualcuno ti ha già ricordato, tutto questo lo trovi nell’Arte, che ora ti ordino di leggere, almeno perché l’ho riscritta anch’io, e ti chiedo un favore personale. Leggi il manuale con calma e vedrai che questa e mille altre cose ci sono spiegate in modo chiaro. Se invece non trovi chiarezza, allora ci rendi un favore ancora più grande segnalando nel filone dedicato le parti che secondo te non sono chiare, oltre a eventuali refusi.
E vedrai anche che i modi per inserire le virgolette in un testo sono più di uno.Se no, a che servono i mesi di lavoro che noi poveri manovali passiamo davanti a un monitor per mettervi a disposizione una guida in italiano? 8)
Ciao
Tommaso
-
19 Agosto 2010 alle 17:45 #48578
-
19 Agosto 2010 alle 18:14 #48579::
Certo, gli editor che con un pulsante scrivono porzioni di codice sono comodi.
Però, se cliccando il pulsante corrispondente a “è” il codice che TexMakerX è`\`{e}`
forse che l’editor non tiene conto dei pacchetti inputenc e fontenc, che appunto hanno il compito (anche) di permetterti di scrivere direttamente “è” 😀
Ti consiglio, visto che usi MacTeX, di usare assolutamente TeXShop oppure Aquamacs. Meglio il primo, se sei ancora incerto: troppi completamenti nei comandi oppure troppa “pappa pronta” distolgono da una sana immersione nella filosofia del programma, tanto salutare all’inizio.
Nota bene: non è una critica nei tuoi confronti: ci siamo passati tutti. 😀
Ciao
Tommaso
-
19 Agosto 2010 alle 18:34 #48580
-
19 Agosto 2010 alle 19:07 #48581::
anche una critica (che significa giudicare) può essere positiva e può essere un aiuto per migliorarsi 😀
proverò ad usare texshop (aquamacs lo provai ma era incasinato).p.s.: c’è da dire però, sarà che l’ho usato solo per poco texshop, ma non sono riuscito a capire come si crea il pdf
Sostengo in pieno i consigli di Tommaso. Purtroppo anche TeXShop ha qualche completamento superfluo. Per esempio, se si digita il simbolo di © (alt + c) otterrai il comando \copyright e non il simbolo unicode. Digitando ü si ottiene \”u e così via. (prova anche con il simbolo §…) Questi e altri comandi sono definiti nel file autocompletion.plist (nella cartella Utente\Preferenze\TeXShop), che può essere modificato a piacere. Tieni presente che alcuni simboli richiedono la codifica utf8, che peraltro è sempre consigliabile.
Dimenticavo. Nello stesso file è definito il comando che permette di ottenere le virgolette semplicemente evidenziando il testo da virgolettare e inserendo il simbolo “.
Con TeXShop per ottenere il pdf si schiaccia sul bottonein alto a sinistra. Il visualizzatore è integrato. Ciao
Ivan
-
19 Agosto 2010 alle 20:19 #48582::
Pistaaaaa!!! Mi unisco anch’io!!!
Scusate la sguaiataggine con cui entro nel discorso, ma è solo per figurare il preludio a quello che faccio ora 😀 . Approfitto del topic per fare una domanda non esattamente pertinente, ma relativa al codice scritto da Clark.
Io uso Miktex su windows vista, e per fare le virgolette uso:
`” ” testo ' '`
dove gli spazi servono solo per evitarvi di perdere la vista nel tentativo di decifrare i caratteri. In corrispondenza del carattere “, battuto con shift+2 (ossia la doppia virgoletta presente sulla tastiera), LaTeX restituisce la singola virgoletta d’apertura. E’ scorretto usare questa soluzione? Se si, perchè? Se andasse bene, trovo che sia più snella del cercare caratteri non presenti sulla tastiera.Grazie,
Daniele
-
19 Agosto 2010 alle 22:48 #48583
-
20 Agosto 2010 alle 6:11 #48584::
Per Claudio:Ciao Claudio,
ti chiedo, se hai voglia, di elencare i vantaggi di usare una tastiera internazionale (inglese) anziché una “sfortunata” tastiera italiana. Già Enrico mi mise in guardia a inizio anno, prima di acquistare il mio Mac, ma non lo ascoltai.Forse la cosa potrebbe interessare tutti.
Ciao
Tommaso
-
20 Agosto 2010 alle 9:08 #48585::
La tastiera italiana è una tastiera da ufficio; serve per la corrispondenza commerciale e burocratica, non serve per eseguire lavori “seri” con il PC (Windows, Linux, Mac) perché non contiene i tasti epr inserire direttamente i caratteri necessari per la programmazione, direi con qualsiasi linguaggio, da BASIC, al C++ ai linguaggi interpretati come bash, python, java e compagnia bella.Il vantaggio della tastiera italiana è di avere già disponibili le sei vocali minuscole accentate; in compenso quando devi mettere la graffa aperta devi contorcerti premendo AltGr, maiuscola e il tasto è: tre tasti contemporaneamente; non hai la tilde enon hai la’accento grave che funziona anche come virgoletta alta semplice aperta, due delle quali fanno la legatura della virgoletta doppia. Insomma, per me la tastiera italiana che non consente di inserire tutti i 96 caratteri ASCII stampabili toccando un solo tasto, al massimo due se l’altro tasto è quello delle maiuscole, è una cosa non usabile. Naturalmente altri potrebbero obbiettare che le lettere minuscole accentate sono più utili della tilde. Può darsi, ma non quando componi con LaTeX, sempre secondo me.
Ora sul tuo Mac e per tutti coloro che dispongono di un Mac, puoi cliccare sulla bandierina italiana che compare nella barra superiore e aprire i keyboard viewer (meglio della Character Map) e ti appare una immagine della tastiera con i segni che cambiano se premi qualche tasto di controllo: maiuscole, ctrl, alt o mela; se, per esempio premi alt ti appare un disegno della tastiera dove alcuni tasti sono marroncini: sono i tasti morti, che contengono sostanzialmente solo gli accenti e gli altri segni diacritici da combinare con le lettere normali. se clicchi col mouse su uno di questi tasti morti il disegno della tastiera cambia e ti appaiono tutte le lettere che possono ricevere quel tale diacritico. Di conseguenza riesci a mettere qualunque diacritico sopra o sotto qualunque lettera che lo accetti. Non è eccessivamente laborioso e dopo un po’ riesci a ricordare le combinazioni di tasti da usare senza bisogno di aprire il Keyboard viewer.
Il problema, per esempio dell’ È si risolve semplicemente cliccando sul tasto morto dell’accento grave e poi sul tasto della e maiuscola. Siccome io ho una tastiera USA non ti so dire esattamente che tasti devi premere (potrei, ma dovrei installarmi il driver per la tastiera italiana del Mac, cercare la combinazione di tasti e scriverli qui e poi disinstallare quel driver che talvolta interferisce con le mie impostazioni di default).Chi ha una macchina Linux ha già la possibilità di configurarsi gli shortcut della tastiera come meglio crede.
Chi ha una macchina Windows deve arrangiarsi con l’applicativo Charcter map, che la maggior parte degli utenti dei SO Windows non sa dove cercare (Avvio|Programmi|Accessori|Mappa dei caratteri) e poi trova complicato usare. Oppure deve scaricarsi ed installarsi quanto suggerito da Marco87 per personalizzarsi la tastiera, cosa che probabilmente non è alla portata della maggior parte degli utenti Windows. Non è che questi siano meno svegli degli utenti degli altri sistemi; semplicemente si adagiano di più su quanto messo a disposizione del SO e sembrano meno propensi a esplorare le possibilità “avanzate” offerte dal loro SO. Quando ero in servizio scoprivo che i iei studenti della facoltà di ingegneria dell’informazione (elettronica, informatica, telecom, eccetera) non sapevano nemmeno che esistesse la finestra comandi e meno che mai sapevano usare i semplici comandi da linea di comando che quella finestra consente. Avendogliela mostrata e avendogli insegnato ad usarla (30 secondi netti) la usavano poi sempre e si domandavano come avessero fatto per anni a ignorarne l’esistenza e l’uso.
Resta il fatto che la tastiera italiana va bene solo per gli uffici. Ho avuto occasione di usare la tastiera francese, inglese, USA (che uso sempre), svizzera, tedesca, turca, svedese; non ne ho trovata una che fosse handicappata come quella italiana; con tutte i 96 caratteri ASCII sono sempre scrivibili direttamente. TeX con Knuth è nato per usare i 96 caratteri ASCII; poi oggi siamo tutti portati ad usare codifiche strane, come la utf8, difficili da usare con la tastiera italiana, propendo anche a dire che è decisamente inutile se non si deve scrivere con alfabeti strani come quello ucraino o il lineare B, per non parlare del coreano. penso che i vantaggi dell’utf8 per noi europei occidentali siano minimi, anche se consentono di superare lo scoglio delle codifiche particolari che variano da macchina a macchina. Tuttavia resta sempre il fatto che con la tastiera italiana si hanno problemi anche con i comuni caratteri ASCII presenti nella prima mezza pagina della codifica UNICODE e presenti in tutte le altre codepage e codifiche di tutti i driver di tutti i sistemi operativi.
Ecco quindi la mia arringa contro la tastiera italiana 😀
-
20 Agosto 2010 alle 9:31 #48586
-
20 Agosto 2010 alle 9:43 #48587::
Ecco quindi la mia arringa contro la tastiera italiana 😀
passi per
£ (sterlina inglesi)
$ (dollari americani)
€ (euro)ma non ho mai capito perché esiste la “c” con cediglia, ç .
Per il resto, “emacs salverà il mondo”.
Per scrivere in friulano è molto utile!
😉
LuCaPs, ovviamente condivido la perplessità
-
20 Agosto 2010 alle 10:47 #48588
-
20 Agosto 2010 alle 15:24 #48589::
Qualcuno della vecchia Olivetti mi ha detto che la ç era necessaria per vendere le loro macchine da scrivere in Francia e nel mondo ispano-lusitano sia in Europa sia in America.Evidentemente oggi è un argomento che non regge più.
non regge non tanto per il motivo commerciale, quanto perché la “vecchia Olivetti” non esiste più. E sono spariti anche gli imprenditori come Olivetti.
-
20 Agosto 2010 alle 18:15 #48590
-
20 Agosto 2010 alle 20:38 #48591
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.