Sì quella classe serve per moltissimi scopi; la presentazione che hai visto accompagna l’articolo pubblicato su ArsTeXnica #14, inviato a tutti i soci del GuIT e che sarà disponibile per il download fra circa un anno.
Però nella presentazione c’è l’indirizzo da cui scaricare la classe e vedere che cosa viene fuori.
Nell’articolo c’è scritto che quella classe è già servita anche per scrivere un dizionario di termini marinareschi e un altro sullo shintoismo. Quindi come vedi l’utilizzazione è varia.
Il problema di un dizionario bilingue non è nel fatto che il dizionario possa essere scritto in diverse lingue, ma che LaTeX non gestisce ancora la limba sarda nemmeno nella varietà di Mamoiada. Per un dizionario, forse non è tanto la questione di scrivere in “mamoiadese” i titoli dei capitoli o i titolini correnti di tabelle e figure o simili altre parole “infisse”. Il problema è che il papà della tua ragazza vorrebbe fare un dizionario bilingue. Quindi mezzo dizionario avrà i lemmi in sardo e le spiegazioni in italiano e l’altra metà i lemmi in italiano e le spiegazioni i sardo.
I lemmi in sardo saranno singole parole, quindi non credo che si ponga il problema della divisione in sillabe, ma le spiegazioni in sardo possono durare diverse righe, quindi potrebbe porsi il problema della cesura in fin di riga. Poi ci sono le locuzioni sia nella parte sarda sia in quella italiana; anche queste potrebbero cadere in fin di riga e hanno bisogno della cesura. Mettere le cesure a mano non è impossibile ma sicuramente LaTeX potrebbe metterle in automatico se qualcuno avesse predisposto le regole di sillabazione per il sardo di Mamoiada scritte nel linguaggio di LaTeX. Ora, per quel che mi risulta, io credo di essere uno dei pochi, per non dire l’unico capace di scrivere queste regole (ne ho già scritte per una quindicina di lingue, alcune delle auli mi sono totalmente sconosciute ma per la quali ho avuto la possibilità di mettere le mani su documentazione valida) ma disgraziatamente non conosco il sardo come limba sarda “ufficiale”, meno che mai la varietà di Mamoiada.
Non mi dispiacerebbe farlo (scrivere le regole della sillabazione sarda e specificatamente mamoiadese) ma avrei bisogno di un riferimento bibliografico ad una grammatica della limba sarda che contenesse anche informazioni sulle varietà provinciali (visto che il logudorese è assai diverso da campidanese, dal gallurese, dal nuorese, eccetera) sperando che il mamoiadese rientri senza grosse variazioni in una di queste varietà.
Quindi io sono dispostissimo a fare questo lavoretto per te, ma dovresti aiutarmi un poco; innanzi tutto con un riferimento bibliografico; poi verificando liste di parole sillabate per controllare errori che nelle prime versioni saranno certamente frequenti. Dato l’ammontare del materiale che dovremmo scambiarci, non credo che il forum sia il tramite giusto anche perché l’argomento è molto specifico e settoriale, e credo che non interesserebbe la maggior parte dei frequentatori il forum.
Trovi il mio indirizzo di paosta elettronica sia nelle guide tematiche (qui sopra nella documentazione) sia in diversi pacchetti che si trovano su CTAN (e quindi ance nelle distribuzioni complete di TeX Live e di MiKTeX) che lascio a te scoprire…:wink: