Vagamente, molto vagamente, le cose che mi raccontato le conoscevo. Non ne faccio una questione di natura intima del font che anche se con curve di secondo grado richiede solo più nodi per descrivere lo stesso contorno, ma probabilmente richiede meno calcolo nel momento in cui un glifo deve essere rasterizzato per la stampa o per lo schermo.
È che se io vedo un file con l’estensione ttf, posso anche pensare che abbia miglia di glifi al suo interno, ma l’estensione non mi dice se ha le tables locali o generali caratteritiche di un OpenType. E se non lo so non cerco di usare otfinfo come farei sue vedessi una estensione .otf.
Se poi otfinfo funziona anche con i ttf che hanno le tabelle di descrizione delle features e di tutto il resto, tanto meglio; ma io intanto è vero che non ho perso tempo per provare a vedere se funziona — magari ho fatto perdere tempo alle persone a cui ho scritto; in realtà tutti poi impariamo qualche cosa anche se apparentemente abbiamo consumato del tempo apparentemente in modo inutile.
Io, per esempio provando ad usare il Cambria con XeLaTeX ho scoperto che non funziona per il greco antico; ho consumato del tempo, ma non inutilmente. Posso cancellare tranquillamente il Cambria dall’elenco dei font raccomandabili, anche se per le lettere latine non è male.
Ti ringrazio moltissimo delle tue delucidazioni.
Claudio