I problemi di chi scrive in inglese

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  • #52800
    lorenzo.pantieri
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      Ciao a tutti. Mi metto nei panni di chi usa LaTeX per scrivere in inglese. Se ben capisco, i problemi che deve affrontare sono diversi (di meno) di chi scrive in un’altra lingua (in italiano, per esempio).

      1.
      `\usepackage[english]{babel}`
      è del tutto inutile, non fa nulla. Me lo confermate? Perché qualche dubbio ce l’ho…

      2.
      `\usepackage[]{inputenc}`
      non è così indispensabile, anche se è opportuno caricarlo comunqe, per esempio per scrivere una cosa come

      Čebyčev’s inequality is equivalent to Gödel’s theorem

      Ho capito bene?

      3.
      `\usepackage[T1]{fontenc}`
      Idem come sopra. Giusto?

      4.
      I margini. Se si scrive in formnato letterpaper (il predefinito delle classi standard, se ben ricordo) il problema (classico) che “la pagina è poco riempita” è avverito? Ho fatto qualche prova, e mi pare che non ci siano grosse differenze con i margini di default quando si scrive con l’opzione “europea” a4paper. In altre parole
      `\usepackage{layaureo}`
      può servire a un utente USA o UK? Direi di no, visto che layaureo è pensato per il formato A4, ma vorrei una conferma.

      5.
      In definitiva, qual è il tipico preambolo minimale di chi scrive in inglese?

      Grazie anticipate,
      L.

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      • #52801
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        Ciao a tutti. Mi metto nei panni di chi usa LaTeX per scrivere in inglese. Se ben capisco, i problemi che deve affrontare sono diversi (di meno) di chi scrive in un’altra lingua (in italiano, per esempio).

        1.
        `\usepackage[english]{babel}`
        è del tutto inutile, non fa nulla. Me lo confermate? Perché qualche dubbio ce l’ho…

        In genere non serve. Ma c’è differenza tra le due chiamate
        `\usepackage[british]{babel}
        \usepackage[american]{babel}`
        Normalmente le distribuzioni inseriscono l’American English come lingua di default, ma un amministratore di sistema in UK potrebbe anche fare diversamente. Per chi ha il dubbio, meglio essere espliciti. Tra American e British English c’è una notevole differenza nelle regole di sillabazione.

        2.
        `\usepackage[]{inputenc}`
        non è così indispensabile, anche se è opportuno caricarlo comunqe, per esempio per scrivere una cosa come

        Čebyčev’s inequality is equivalent to Gödel’s theorem

        Ho capito bene?

        Sì.

        3.
        `\usepackage[T1]{fontenc}`
        Idem come sopra. Giusto?

        Meno importante del precedente.

        4.
        I margini. Se si scrive in formato letterpaper (il predefinito delle classi standard, se ben ricordo) il problema (classico) che “la pagina è poco riempita” è avverito? Ho fatto qualche prova, e mi pare che non ci siano grosse differenze con i margini di default quando si scrive con l’opzione “europea” a4paper. In altre parole, layaureo può servire a un utente USA o UK?

        Perché no? Ma forse la scelta di fornirlo solo per il formato ISO/A4 è sensata: occorrerebbe uno studio accurato su come adattarlo al formato Letter.

        Ciao
        Enrico

      • #52802
        lorenzo.pantieri
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          Grazie mille Enrico.

          A presto,
          Lorenzo

        • #52803
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          Ma c’è differenza tra le due chiamate
          `\usepackage[british]{babel}
          \usepackage[american]{babel}`
          Normalmente le distribuzioni inseriscono l’American English come lingua di default, ma un amministratore di sistema in UK potrebbe anche fare diversamente. Per chi ha il dubbio, meglio essere espliciti. Tra American e British English c’è una notevole differenza nelle regole di sillabazione.

          Sai per caso quali differenze ci sono tra UKenglish e british, così come per USenglish e american?

        • #52804
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          Ma c’è differenza tra le due chiamate
          `\usepackage[british]{babel}
          \usepackage[american]{babel}`
          Normalmente le distribuzioni inseriscono l’American English come lingua di default, ma un amministratore di sistema in UK potrebbe anche fare diversamente. Per chi ha il dubbio, meglio essere espliciti. Tra American e British English c’è una notevole differenza nelle regole di sillabazione.

          Sai per caso quali differenze ci sono tra UKenglish e british, così come per USenglish e american?

          UKenglish e british sono, per babel, sinonimi; così USenglish e american.

          L’opzione english è, di norma, un sinonimo di american, ma l’amministratore britannico di un sistema potrebbe avere idee diverse. Se all’installazione non fai niente, “english” vuol dire “USenglish”.

          Ciao
          Enrico

        • #52805
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          Chiarissimo. Grazie!

        • #52806
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          Chiarissimo. Grazie!

          E, probabilmente, ti conviene usare “british”, vedendo dove stai. 🙂 Com’è la birra da quelle parti?

          Ciao
          Enrico

        • #52807
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          Eh.. la birra da quelle parti è buona!
          In realtà è da un po’ che mi sono spostato a Bordeaux, e qui la bevanda è tipicamente diversa. 😀

        • #52808
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          L’opzione english è, di norma, un sinonimo di american, ma l’amministratore britannico di un sistema potrebbe avere idee diverse. Se all’installazione non fai niente, “english” vuol dire “USenglish”.

          Proprio considerando che le regole di sillabazione in inglese e americano sono diverse, com’è possibile distinguere tra le due, se english è sinonimo di american?
          \foreignlanguage{english}{} e \foreignlanguage{american}{} hanno lo stesso effetto?
          Vorrei che, citando un passo, per esempio, di B. Russell, venisse usata la sillabazione inglese, mentre citando un passo di Peirce, venisse usata la sillabazione americana.

          Ciao
          Ivan

        • #52809
          lorenzo.pantieri
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            Proprio considerando che le regole di sillabazione in inglese e americano sono diverse, com’è possibile distinguere tra le due, se english è sinonimo di american?
            \foreignlanguage{english}{} e \foreignlanguage{american}{} hanno lo stesso effetto?
            Vorrei che, citando un passo, per esempio, di B. Russell, venisse usata la sillabazione inglese, mentre citando un passo di Peirce, venisse usata la sillabazione americana.

            Mi pare che Enrico abbia già risposto: in babel, “english” di regola vuol dire “american”, ma non sempre, dipende dalla distribuzione e dalle sue impostazioni.

            Per tagliare la testa al toro si possono scrivere esplicitamente “british” e “american” a seconda delle proprie esigenze, e si è sempre a posto.

            Mi fate un esempio a regola d’Arte di di parole sillabate diversamente in inglese britannico e americano?

            Grazie mille!

          • #52810
            lorenzo.pantieri
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              Aggiungo questo problema. Cito da Enrico:

              Esempi: “record” si spezza in modo diverso se è nome o verbo, uno “rec-ord”, l’altro “re-cord” poiché la pronuncia è diversa nell’accento tonico.

              La sillabazione in inglese sembra essere molto più difficile che in italiano: visto che non credo che LaTeX possa capire se “record” e nome o verbo, probabilmente alcuni interventi manuali dell’utente sono inevitabili.

            • #52811
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              Aggiungo questo problema. Cito da Enrico:

              Esempi: “record” si spezza in modo diverso se è nome o verbo, uno “rec-ord”, l’altro “re-cord” poiché la pronuncia è diversa nell’accento tonico.

              La sillabazione in inglese sembra essere molto più difficile che in italiano: visto che non credo che LaTeX possa capire se “record” e nome o verbo, probabilmente alcuni interventi manuali dell’utente sono inevitabili.

              È ovvio che TeX non spezza mai “record”. Le probabilità che questo possa creare problemi sono infime.

              Ciao
              Enrico

            • #52812
              OldClaudio
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                Certo che la sillabazione inglese/americana è molto più complessa di quella italiana; i pattern italiani sono circa 340 mentre quelli americani di Knuth/Liang sono circa 5000; la tabella delle eccezioni in italiano è vuota, in americano (la gestisce Babrara Beeton, capor redattrice di TUboat) sono diverse centinaia.

                il file originale di Knuth hyhen.tex e il file ukhyph.tex sono abissalmente diversi, nel senso che il secondo è circa tre volte più grande, mi pare. Tuttavia non è facile trovare parole inglesi sillabata diversamente in americano piuttosto che in inglese.

                Se vuoi provare a caso fatti questo piccolo file:
                `
                \documentclass{minimal}
                \isepackage[british,american]{babel}
                \begin{document}
                \showhyphens{… lista di parole…}
                \selectlaguage{british}
                \showhyphens{… lista di parole…}
                \end{document}
                `

                Riempi l’argomento di showhyphens con un bella lista di parole possibilmente di almeno tre sillabe e di registro colto. Poli esegui latex sul file che hai salvato. Sia sullo schermo sia nel file log ti appariranno i due elenchi delle stesse parole divisi secondo le regole american (lingua di default) e poi british.

              • #52813
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                il file originale di Knuth hyhen.tex e il file ukhyph.tex sono abissalmente diversi, nel senso che il secondo è circa tre volte più grande, mi pare. Tuttavia non è facile trovare parole inglesi sillabata diversamente in americano piuttosto che in inglese.

                originally

                UK English: ori-gin-ally
                US English: orig-i-nal-ly

                progress

                UK English: pro-gress
                US English: pro-gress (verbo) prog-ress (nome)

                Con i parametri normali (\righthyphenmin=3), TeX non mostra l’ultima divisione in originally (US English)

                Siccome “progress” è una parola come “record”, per US English, la divisione non viene nemmeno tentata. In UK English, invece, la pronuncia è la stessa in entrambi i casi, quindi la divisione è identica per nome e verbo (anche per “record”, ovviamente).

                Ciao
                Enrico

              • #52814
                lorenzo.pantieri
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                  Beh, che cosa possa dire? L’argomento è enormemente interessante, e LaTeX si conferma -come sempre- uno strumento eccellente per risolvere i problemi che sio pongono nella scrittura di un documento.

                  Ringrazio Enrico e Claudio per la dotta lezione. 😀

                  Lorenzo

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