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lorenzo.pantieri.
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14 Marzo 2005 alle 13:02 #5286::
Salve gente!Ho scaricato da Internet un’immagine GIF del logo dell’università di Bologna. L’immagine è a colori. Siccome vorrei usarla come sfondo del frontespizio della mia tesi, vorrei sapere come si fa per:
1. trasformare l’immagine da colori a bianco e nero,
2 facendola “impallidire”, ovvero far sì che ci sia “meno inchiostro”, visto che deve essere solo uno sfondo.
Non so se mi sono spiegato…
Ah, dispongo della suite Corel.
Lorenzo
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15 Marzo 2005 alle 14:00 #5287::
con la corel o qualunque altro sw di fotoritocco e’ molto semplice.per portarla in bianco e nero hai diverse possibilita’ (ora nn mi ricordo i comandi esatti di photopaint, ma li ritroverai).
in immagine hai una lista dei diversi modi dell’immagine con rgb, scala di grigi etc. scegli scala di grigi
oppure vai sulle regolazioni di saturazione e la porti a zero
o cerchi il miscelatore di canali che permette di scegliere come mischiare i tre colori fondamentali. questo in generale e’ il modo migliore per le fotografie perche’ permette di simulare l’effetto dei filtri colorati in fotografia bianco e nero. se nn sai di cosa si tratta opta tranquillamente per uno dei due metodi.
ce’ un terzo metodo piu’ complicato usando un doppio layer di desaturazione, se ti interessa te lo descrivo.per alleggerirla invece usi il comando di luminosita’ contrasto aumentanod la prima e diminuendo il secondo. se sei bravino puoi farlo anche con le curve.
in ogni caso la guida in linea f1 in genere ti da tutte queste risposte e anche in maniera piu’ approfondita. l’abitudine di consultare le guide prima del forum e’ sempre la migliore e te la consiglio come riflesso automatico per ilf uturo.
ciao ciao
f
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19 Marzo 2005 alle 9:49 #5288
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19 Marzo 2005 alle 18:15 #5289::
(…) Ho scaricato da Internet un’immagine GIF del logo dell’università (…)
Secondo me c’è un errore di fondo. Come mai usi un logo in gif? Sicuramente la tua università ha anche un logo vettoriale e dunque è molto meglio che tu usi l’eps per i dvi e un pdf (ricavato dall’eps) per i pdf. Tutte le modifiche di colore e altro possono essere eseguite con qualunque software di grafica vettoriale (cerca suol forum per sapere quali sono i più diffusi).
I risultati che si ottengono con immagini vettoriali sono molto superiori a quelli che si ottengono con bitmap sia in termini di dimensione del file di output che di qualità grafica.
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21 Marzo 2005 alle 10:23 #5290::
Secondo me c’è un errore di fondo. Come mai usi un logo in gif? Sicuramente la tua università ha anche un logo vettoriale e dunque è molto meglio che tu usi l’eps per i dvi e un pdf (ricavato dall’eps) per i pdf. Tutte le modifiche di colore e altro possono essere eseguite con qualunque software di grafica vettoriale (cerca suol forum per sapere quali sono i più diffusi).
I risultati che si ottengono con immagini vettoriali sono molto superiori a quelli che si ottengono con bitmap sia in termini di dimensione del file di output che di qualità grafica.Ciao Lapo, hai senz’altro ragione. Purtroppo non ho trovato il logo vettoriale della mia università: se faccio una banalissima ricerca con Google-Immagini ho trovato solo immagini JPG e GIF.
Per la cronaca, a questo punto, visto che ho a che fare con un’immagine bitmap, l’ho modificata con Photoshop, e devo dire che il risultato non è mavagio…
Ad ogni modo, grazie per l’utile precisazione.
Lorenzo
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21 Marzo 2005 alle 18:23 #5291::
Cerca meglio. Io avevo visto un esempio di tesi di laurea preparato da Diego Frasson (credo a questo indirizzo) in cui era allegato anche il logo di UniBo in pdf ed eps. Magari contatta direttamente Frasson via email.
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22 Marzo 2005 alle 13:15 #5292::
Cerca meglio. Io avevo visto un esempio di tesi di laurea preparato da Diego Frasson (credo a questo indirizzo) in cui era allegato anche il logo di UniBo in pdf ed eps. Magari contatta direttamente Frasson via email.
Grazie per l’utile informazione…
Come sempre, avevi ragione: ora che ci guardo meglio, il risultato dell’immagine bitmap compressa come GIF e manipolata con Photoshop non è il massimo….
Ciao e buon lavoro,
Lorenzo
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24 Marzo 2005 alle 17:50 #5293::
Ciao a tutti.Come mi ha suggerito Lapo, ho contattato via e-mail Diego Frasson. Riporto (con l’autorizzazione di Diego) il nostro scambio epistolare, fidando che qualcuno lo trovi interessante e/o utile.
Ciao Diego,
sto cercando un’immagine $vettoriale$ del logo dell’università di Bologna (per inserirla nella mia tesi di laurea in matematica—fatta in LaTeX, naturalmente!!!). In rete ho trovato tante immagini, ma tutte bitmap. Saresti così gentile da inviarmela in allegato??E’ molto meno complicato di quello che credi, prendi la tua immagine in bitmap e la converti con convert in postscript
Es.: convert image.bmp image.ps
Questo va dato a terminale se hai windows devi scaricarti ImageMagick (c’è la versione per Win32) e installarlo e usare da prompt quello che ti ho detto in esempio.
Se hai Linux non serve è già di solito installato, se usi Mac OS X devi caricarti ii2 e poi installarlo.Gulp! Sono spiazzato!! Di formati grafici ne capisco poco ma…. pensavo che un’immagine bitmap fosse (essenzialmente) una schifezza non convertibile in vettoriale. Se ho una circonferenza descritta pixel per pixel, come accidenti fa un programma a capire – da un’accozzaglia informe di pixel – che si tratta di una “circonferenza C di raggio R” e a trasformarla di conseguenza?
Vediamo la situazione: come avrai intuito ci sono tanti formati grafici fondamentalmente sono di 2 tipi: bitmap e vettoriale, dopodiché il formato può essere compresso o no (sia per il vettoriale che per il bitmap). Vediamo 4 esempi importanti:
bmp : bitmap non compresso
jpg : bitmap compresso
ps : vettoriale non compresso
pdf : vettoriale compressoIl software di conversione può essere + o – intelligente, ma se pensi anche un pixel può essere pensato come un vettore, è solo un punto, ma anche esso è un vettore, ecco perché quando faccio conversione da un bitmap ad un ps il file “esplode” perché ogni singolo pixel viene convertito in un vettore, ecco quindi che si usa un algoritmo di compressione (il pdf ne è un esempio). Ma tutto questo si può e si fa.
Ma in LaTeX c’è anche modo di inserire un bitmap (bmp di windows) direttamente senza fare nessuna conversione preventiva: Le immagini vanno inserite nelle slide usando il package graphicx inserito nel preambolo, quindi bisogna inserire prima della dichirazione
dell’immagine il seguente comando:
`
\DeclareGraphicsExtensions{.bmp} `
che fa capire al compilatore che si vogliono usare anche immagini bmp. Quindi si da il comando:
`
\includegraphics[10,10][200,150]{filegrafico.bmp}
`
Tra parentesi quadre sono espressi rispettivamente le coordinate degli angoli in basso a sinistra (prima parentesi quadra coordinata-x , coordinata-y) e in alto a destra (seconda parentesi quadra).Per il logo che si chiama “sigillo” ti riporto un avviso importante:
Norme per la redazione della Tesi
In base a delibere del Consiglio di Amministrazione del 21/01/92 e del Senato Accademico del 01/04/92, a partire della sessione estiva dell’A.A. 1991/92, per motivi tecnici di catalogazione e archiviazione la REDAZIONE delle TESI dovrà essere standardizzata secondo le seguenti prescrizioni:
– ogni pagina dovrà contenere 32-35 righe di testo, ciascuna riga dovrà’ essere di 65-70 caratteri di tipo prestabilito: TIMES o COURIER o HELVETICA;
– scrittura in recto e verso;
– copertina in cartoncino leggero;
– figure e tavole in formato UNI (A4, A3, ecc.);
– contenitore delle tavole adeguatamente dimensionati (A3 di spessore corretto).ATTENZIONE:
E’ TASSATIVAMENTE VIETATO RIPRODURRE IL SIGILLO DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI
DI BOLOGNA NEI FRONTESPIZI DELLA TESI DI LAUREA.
Contro i trasgressori si procederà giudizialmente per attività di
contraffazione del sigillo.
(R.D. 21/6/1942, modificato dal Decreto legislativo n°480 del 1992 emanato
in attuazione della direttiva comunitaria n°10 del 1989 e ulteriormente
modificato dal decreto legislativo n°198 del 1996) -
24 Marzo 2005 alle 18:44 #5294::
E’ molto meno complicato di quello che credi, prendi la tua immagine in bitmap e la converti con convert in postscript
Purtroppo la cosa non è così semplice. Per passare da un bitmap ad un vettoriale “vero” si deve fare il tracciamento, non basta salvare il file in un altro formato perché in questo modo si scrive in formato eps un’immagine vettoriale mantenendo intatti i connotati dell’immagine vettoriale.
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6 Aprile 2005 alle 8:14 #5295::
Salve gente!!!Riprendo il 3D — che giudico intrigante — e vi comunico le mie idee e…le mie incertezze.
Allora: IMHO Lapo ha ragione, nel senso che non è sufficiente prendere una bitmap e convertirla in EPS: se lo faccio l’immagine resta “sgranata”. Quello che ci vuole è un’immagine che sia vettoriale in modo nativo.
Se ricordate, cercavo il logo dell’università di Bologna. Bene, ho trovato http://download.pastrugni.com/vettori/link/index.php, che è proprio quello che ci vuole: è un link a motori di ricerca per immagini vettoriali! 😀
Ho selezionato il primo motore indicato e — wham! — http://www.brandsoftheworld.com/search/?action=1&text=%2Buniversit%E0+%2Bbologna, ecco il logo in formato EPS nativo!!! 😀 😉
…Quello che a questo punto mi manca è portare l’immagine in scala di grigi con CorelDraw.
Con la Corel o qualunque altro sw di fotoritocco e’ molto semplice: vai sulle regolazioni di saturazione e la porti a zero.
Giuro, ho sbattuto la testa su CorelDraw e consultato l’help, ma non ci riesco! Se seleziono l’immagine e vado su Effetti -> Regola -> Tonalità/Saturazione/Brillantezza e intervengo sulla Saturazione non succede niente! 🙄
Se vado invece su Effetti -> Regola -> Gamma, qualcosa succede, ma permane una visibile sfumatura arancione…. 😕
Help me!
Lorenzo
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6 Aprile 2005 alle 9:24 #5296::
chiaro che nn funziona, perche’ quelli sono comandi che hanno senso per un’immagine bitmap, mentre te ce l’hai in eps.
la gamma ti sconsiglio di utilizzarla per il ritocco di qualunque foto. ai tempi dei tempi quando usavo corel e nn capivo niente di fotografia ritoccavo usando il gamma, ma in realta’ nn andrebbe fatto mai. una volta che lo scermo e’ stato calibrato ha il suo gamma specifico (o quello nativo) che permette di avere la referenza e ai programmi di ritocco di cambiare l’apparenza dell’immagine bitmap senza toccare il file vero e proprio, se nn prima di mandarlo in stampa. in questo modo si assicurano riproduzioni fedeli e il piu’ possibile device indipendent. toccare al gamma, al di fuori delle correzioni degli specialisti, corrisponde a fare un gran casino.
nn mi ricordo cosa fa coreldraw quando apre un eps (lapo potra’ aiutarti) ma se fosse un file coreldraw normale basterebbe cambiare il colore del tracciato. magari lo puoi fare anche con gli eps.
altrimenti mi pare che in questo forum si fosse discusso di come cambiare colore di un eps, prova a guardare. questa sarebbe in assoluto la soluzione migliore, credo che si tratti di poche righe di testo da modificare con il blocco note (o altro editor)
infine sono quasi sicuro che adobe illustrator permette di aprire gli eps e ritoccarli come qualunque altro file vettoriale.
facci sapere
f
p.s. grazie per il motore…
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6 Aprile 2005 alle 11:32 #5297::
nn mi ricordo cosa fa coreldraw quando apre un eps (lapo potra’ aiutarti) ma se fosse un file coreldraw normale basterebbe cambiare il colore del tracciato. magari lo puoi fare anche con gli eps.
Molto semplicemente: quando importi un eps puoi fare sull’immagine tutto ciò che puoi fare con una creata direttamente da CorelDraw dunque basta selezionare il tracciato e modificare il colore delle linee (o delle superfici a seconda di come è stato realizzato).
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8 Aprile 2005 alle 14:23 #5298::
Salve ragazzi, ri-eccomi a voi! 😉Seguendo i vostri suggerimenti (e dopo qualche tenatativo…), sono finalmente riuscito a trasformare l’immagine EPS da colori a scala di grigi e, agendo su “luminosità/contrasto”, a renderla “pallida”. Adesso, se compilo e se faccio DVI -> PDF, il risultato che appare a video su Acrobat Reader è perfetto, esattamente come lo volevo.
L’unico problemino che mi è rimasto è che quando stampo il documento, l’immagine non è così perfetta come appare a video. 😡
Precisamente, le sottili e pallide circonferenze che circondano il logo appaiono un po’ scalettate! Il resto dell’immagine, invece, è ok…
Sembra che quando la stampante disegna le circonferenze — ripeto — sottili e di un grigiolino pallido, non trovi di meglio che stampare tanti segmentini, che vanno a costituire una curva che non è nemmeno continua…. 🙄
Tenete presente che la stampante laser rende con qualità eccelsa il resto del documento (ricco di immagini e formule), e che quella che propongo alla vostra attenzione è solo una finezza: la “scalettatura” non è macroscopica, ma un occhio attento, ad un esame ravvicinato, la nota! Soprattutto, è notevole la differenza tra lo stampato e quanto si ottiene a video (l’immagine a video è chiara e priva di scalettature anche ad ingrandimenti pazzeschi…)
Che dite? Una stampante laser può avere problemi a rendere linee curve, pallide e sottili? Oppure il problemino è da un’altra parte?
Grazie, Lorenzo
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8 Aprile 2005 alle 16:46 #5299::
Dunque, personalmente mi sento di farti un consiglio che non so se hai già applicato. Se dovessi procedere all’inserimento di una figura, anche in eps, per evitare problemi di “sgranatura” preferirei lavorare su un file di dimensioni (in pixel) più grandi di quelle che mi serviranno, e non più piccole; usare, in fase di composizione, il parametro scale di graphicx solo in riduzione (coefficiente minore di 1) e poi, solo quando sono contento del risultato, fare un calcolo sulle dimensioni reali della figura ed esportarla nuovamente in eps con le dimensioni reali d’inclusione (es. immagine 100px per 100px, scale=.8, le dimensioni definitive della figura saranno 80×80 px). Quest’ultimo passaggio si rende necessario per ridurre il peso dei file creati. Da quando attuo questo tipo di processo devo dire che non ho più avuto problemi di sgranatura dei loghi o delle figure e tengo comunque le dimensioni dei file abbastanza limitate.Ciao.
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9 Aprile 2005 alle 7:13 #5300::
Dunque, personalmente mi sento di farti un consiglio che non so se hai già applicato. Se dovessi procedere all’inserimento di una figura, anche in eps, per evitare problemi di “sgranatura” preferirei lavorare su un file di dimensioni (in pixel) più grandi di quelle che mi serviranno, e non più piccole; usare, in fase di composizione, il parametro scale di graphicx solo in riduzione (coefficiente minore di 1).
Ho provato a fare come mi suggerisci ma il problemino rimane: l’immagine in scala di grigi è stampata perfettamente, ma dopo che l’ho “fatta impallidire” a video appare perfetta, ma a stampa appare “scalettata”…. 🙄
Boh….Comunque pensavo che il bello delle immagini vettoriali — in confronto alle bitmap — fosse proprio l’indipendenza dalla risoluzione… 😯
Mah…
Lorenzo
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9 Aprile 2005 alle 20:49 #5301
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13 Aprile 2005 alle 16:05 #5302::
lorenzo.pantieri\nBoh….Comunque pensavo che il bello delle immagini vettoriali — in confronto alle bitmap — fosse proprio l’indipendenza dalla risoluzione… 😯
pure io…
per capire da dove viene il problema fai le seguenti prove:
stampa la pagina del titolo con diverse stampanti/sistemi.
stampa la pagina con il logo prima di metterlo in bianco e nero.
infine nn ho capito una cosa: sei sicuro che l’immagine ti resti in vettoriale? nn e’ che fai inavvertitamente qualche conversione bitmap? prova a scalarla a video e guarda se scaletta ancora.
secondo me cmq e’ colpa della stampante.
ciao
f
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14 Aprile 2005 alle 14:26 #5303::
per capire da dove viene il problema fai le seguenti prove:
stampa la pagina del titolo con diverse stampanti/sistemi.
stampa la pagina con il logo prima di metterlo in bianco e nero.
infine nn ho capito una cosa: sei sicuro che l’immagine ti resti in vettoriale? nn e’ che fai inavvertitamente qualche conversione bitmap? prova a scalarla a video e guarda se scaletta ancora.
secondo me cmq e’ colpa della stampante.Ho seguito i vostri consigli.
Ho stampato la pagina del titolo con diverse stampanti e con diverse impostazioni di stampa: non cambia niente, l’immagine è sempre (leggermente…) scalettata.
Se stampo la pagina con il logo prima di metterlo in bianco e nero, il logo è stampato perfettamente.
Se stampo la pagina con il logo dopo averlo messo in b/n, ma prima di “schiarirlo”, tutto ok.
Lo “scalettamento” appare nell’immagine “impallidita” (agendo su luminosità/contrasto in CorelDraw).
Non vedo come l’immagine possa trasmutarsi in bitmap. L’immagine originale è EPS-nativa, ho usato CorelDraw e l’ho salvata come EPS. Ripeto che su Acrobat Reader l’immagine “impallidita” è perfetta, anche ad ingrandimenti del 1600%!
Sembra che le (mie) stampanti laser abbiano problemi a rendere immagini molto pallide (il resto del documento è reso in maniera impeccabile).
Mah! 🙄 😕
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14 Aprile 2005 alle 14:41 #5304::
Ho stampato la pagina del titolo con diverse stampanti e con diverse impostazioni di stampa: non cambia niente, l’immagine è sempre (leggermente…) scalettata.
ok, sembrache nn sia la stampante, e’ una magagna col file. per curiosita’: hai provato con una getto d’inchiostro?
Se stampo la pagina con il logo prima di metterlo in bianco e nero, il logo è stampato perfettamente.
Se stampo la pagina con il logo dopo averlo messo in b/n, ma prima di “schiarirlo”, tutto ok.
Lo “scalettamento” appare nell’immagine “impallidita” (agendo su luminosità/contrasto in CorelDraw).
se nn avessi detto quanto segue direi che la conversione bitmap si fa qui, essendo luminosita’/contrasto un comando dedicato alle immagini bitmap e nn vettoriali. prova invece di usare questo metodo a cambiare direttamente il colore del tracciato. (selezioni tutto, scegli colore di riempimento e colore del contorno. se la mia memoria e’ buona sono il secchiellino e la penna). forse funziona.
Non vedo come l’immagine possa trasmutarsi in bitmap. L’immagine originale è EPS-nativa, ho usato CorelDraw e l’ho salvata come EPS. Ripeto che su Acrobat Reader l’immagine “impallidita” è perfetta, anche ad ingrandimenti del 1600%!
questo e’ il punto che mi contraddice quando dico che si fa una conversione bitmap. tentare di cambiare il colore direttamente cmq nn nuoce.
Sembra che le (mie) stampanti laser abbiano problemi a rendere immagini molto pallide (il resto del documento è reso in maniera impeccabile).
questo e’ sicuro. le laser gia’ su un grigio 50% sgranano. se poi il grigino e’ chiaro chiaro lo vedi benissimo. e’ piuttosto un grano pero’, nn tanto una scalettatura. ma potrei sbagliarmi o potremmo chiamare la stessa cosa con modi diversi.
anche le inkjet hanno lo stesso problema, soprattutto in quadricromia. le stampanti a sei inchiostri gia’ rendono meglio il grigio, perche’ hanno una cartuccia nera e una grigio chiara. i migliori risultati si hanno con le stampanti a inchiostri alternativi tipo i quadtone, che hanno 4 cartuccie di grigi, (o altri sistemi che arrivano a 6). ma qui si parla di stampa fotografica fineart.
per riassumere ti consiglio di provare a cambiare il colore direttamente, e/o scegliere un grigio piu’ scuro.
ciao
f
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14 Aprile 2005 alle 18:34 #5305::
Dunque, personalmente mi sento di farti un consiglio che non so se hai già applicato. Se dovessi procedere all’inserimento di una figura, anche in eps, per evitare problemi di “sgranatura” preferirei lavorare su un file di dimensioni (in pixel) più grandi di quelle che mi serviranno, e non più piccole; usare, in fase di composizione, il parametro scale di graphicx solo in riduzione (coefficiente minore di 1) e poi, solo quando sono contento del risultato, fare un calcolo sulle dimensioni reali della figura ed esportarla nuovamente in eps con le dimensioni reali d’inclusione (es. immagine 100px per 100px, scale=.8, le dimensioni definitive della figura saranno 80×80 px). Quest’ultimo passaggio si rende necessario per ridurre il peso dei file creati. Da quando attuo questo tipo di processo devo dire che non ho più avuto problemi di sgranatura dei loghi o delle figure e tengo comunque le dimensioni dei file abbastanza limitate.
Ciao.
Tutto questo è vero solo se le immagini con cui lavori sono bitmap (anche se sono eps ma non vettoriali). Se parliamo di immagini vettoriali (non importa se eps o pdf o altro) la dimensione di stampa o di visualizzazione dell’immagine sono completamente slegate dalla risoluzione o dalla dimensione in termini di kb del file in quanto il file è una mera descrizione della geometria rappresentata e modificare la dimensione con una omotetia non ne varia le informazioni contenute.
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15 Aprile 2005 alle 8:34 #5306
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20 Aprile 2005 alle 14:05 #5307::
Carissimi, concludo il 3D: ho stampato l’immagine “schiarita” su una stampante laser HP, selezionando la risoluzione di stampa a 1200 true dpi. L’immagine e’ quasi perfetta. Il problema risiedeva quindi nella stampante.Grazie a voi dei vostri preziosi suggerimenti: il tutto e’ stato altamente istruttivo!
Lorenzo
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