letterpaper: chi era costui?

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  • #52863
    lorenzo.pantieri
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      Carissimi, in Italia il formato più diffuso è indubbiamente l’A4: se un utente “medio” vuole stamparsi qualcosa, a casa o in ufficio, prende in cartoleria una risma di A4, piazza i fogli nella sua stampante e procede.

      1. Nei Paesi anglosassoni come stanno le cose? Il formato predefinito è il letterpaper?

      2. Che succede se un utente anglosassone stampa un documento pensato per l’A4 sulla sua stampante?

      3. Mi risulta che le classi KOMA sono compatibili con letterpaper, ma non ClassicThesis. Ho preso un abbaglio?

      Insomma, visto che sto lavorando alla traduzione di un noto documento in inglese, gradirei una lezioncina sui formati di carta, su letterpaper, legalpaper e compagnia… 😉

      Grazie anticipate,
      L.

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      • #52864
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        Carissimi, in Italia il formato più diffuso è indubbiamente l’A4: se un utente “medio” vuole stamparsi qualcosa, a casa o in ufficio, prende in cartoleria una risma di A4, piazza i fogli nella sua stampante e procede.

        1. Nei Paesi anglosassoni come stanno le cose? Il formato predefinito è il letterpaper?

        2. Che succede se un utente anglosassone stampa un documento pensato per l’A4 sulla sua stampante?

        3. Mi risulta che le classi KOMA sono compatibili con letterpaper, ma non ClassicThesis. Ho preso un abbaglio?

        Insomma, visto che sto lavorando alla traduzione di un noto documento in inglese, gradirei una lezioncina sui formati di carta, su letterpaper, legalpaper e compagnia… 😉

        1. Il formato Letter si usa negli Stati Uniti, Canada e Messico. In quasi tutto il resto del mondo si usa A4, Regno Unito compreso.

        2. Succede che viene stampato male: le gabbie su fronte e retro non si sovrappongono, oppure viene distorto.

        3. ClassicThesis vuole A4.

        Ritengo che il problema del formato Letter sia del tutto trascurabile. Non è difficilissimo adattare la stampa di un A4 in Letter senza distorsioni e con sovrapposizione delle gabbie sulle pagine opposte; basta una “post-produzione” sul PDF. Certo, l’impaginazione non sarà il massimo, ma finché gli americani si ostinano a fare per conto loro…

        Ciao
        Enrico

      • #52865
        franen
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          Ciao,
          1. il formato 8,5 x 11(215,9 mm x 279,4 mm) pollici è certamente il più utilizzato negli Stati Uniti, non so se anche nel Regno Unito.
          2. Dipende: solitamente quando si stampa si può decidere se adattare il file alle dimensioni del foglio o meno.
          2a. Adattamento del file A4 al formato letter: l’altezza passa da 297 a 279,4 mm (94%) e la larghezza (posto che si mantengano le proporzioni, e così solitamente avviene) diventa 197,6 mm. Quindi si ha uno sproporzionamento dei margini esterni e interni, oltre che del corpo del testo (rispetto all’originale i margini interni e esterni diventano il 94%+(215,9-197,6)/2=94%+9,15 mm)
          2b. Nessun adattamento:il file viene stampato (supponiamo centrato) su un foglio letter, quindi i margini superiore e inferiore vengono tagliati di (297-279,4)/2=8,8mm, quelli interni ed esterni vengono ampliati di (215,9-210)/2=2,95 mm

          3. Le classi Koma sono compatibili con il fomato letter. Miede non ha pensato nulla relativamente al formato letter, ha creato solo l’opzione a5paper, che se impostata falsa mantiene come formato di default l’A4.

          Se ti domandi se sia il caso di preparare la traduzione del “noto documento” su formato letter, ti dico che a parer mio è una bellissima forma di rispetto per gli utenti anglosassoni che utilizzano questo formato e che stampandolo possono ottenere una pagina con le giuste proporzioni (che vanno opportunamente studiate). D’altra parte ci saranno anche moltissimi utendi di LaTeX che apprezzeranno la versione inglese del documento che stampano su carta A4, e quindi sarebbero loro a trovarsi una stampa “scorretta”. L’ideale sarebbe avere entrambe le versioni, ma mi rendo conto che raddoppierebbe il lavoro di revisione finale.

          Spero di essere stato chiaro nelle mie considerazioni.

          Francesco

        • #52866
          OldClaudio
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            Il manuale di pdftex viene distribuito nei due formati, anche se la lingua è la stessa; controlla in /usr/local/texlive/2010/texmf-dist/doc/pdftex/manual/
            Vi troverai pdftex-a.pdf in formato A4, pdftex-l.pdf in formato letter e pdftex-s.pdf in formato slides.

            Per tua curiosità in Italia prima degli anni ’60 (e ancora nei primi anni ’60) il formato normale della carta era il formato “quadrotto” 220mm per 280mm, praticamente il formato letter. Per gli italiani di allora è stato un problema passare alla carta A4, al punto che fu necessario cambiare anche il formato dei raccoglitori per gli archivi, fu necessario sostituire le macchinette per forare la carta da mettere nei raccoglitori ad anelli (quelli precedenti un po’ “belli” avevano solo il riscontro per centrare i fori rispetto all’altezza dei 280mm). Gli americani ovviamente, pur disponendo anche della carta A4 (di cui è obbligatorio l’uso solo in pochi uffici federali) continuano imperterriti con il loro formato letter; per fortuna le case che producono le stampanti le fanno in modo che siano adatte ad entrambi i formati, spesso anche per altri formati come il B5.

            Non mi stupisco che le sclassi Koma-script non prevedano il formato letter; Markus Kohm è tedesco e i tedeschi osservano le norme scrupolosamente , come tutti sanno, e le norme ISO valgono anche negli USA…

          • #52867
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            Ciao Lorenzo,

            secondo me è dannoso per l’intera umanità fornire il formato letter! 😀
            Non farlo!

            Ecco un link dei tanti che si trovano in rete:
            http://www.cl.cam.ac.uk/~mgk25/iso-paper.html

            Ciao ciao.
            Fra

          • #52868
            lorenzo.pantieri
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              Se ti domandi se sia il caso di preparare la traduzione del “noto documento” su formato letter, ti dico che a parer mio è una bellissima forma di rispetto per gli utenti anglosassoni che utilizzano questo formato e che stampandolo possono ottenere una pagina con le giuste proporzioni (che vanno opportunamente studiate). D’altra parte ci saranno anche moltissimi utendi di LaTeX che apprezzeranno la versione inglese del documento che stampano su carta A4, e quindi sarebbero loro a trovarsi una stampa “scorretta”. L’ideale sarebbe avere entrambe le versioni, ma mi rendo conto che raddoppierebbe il lavoro di revisione finale.

              Sì, avere entrambe le versioni comporterebbe molto lavoro in più: soprattutto, penso che avere più versioni (che, necessariamente, sarebbero leggermente diverse fra loro) potrebbe creare una certa confusione.

              Lascio l’A4, almeno per il momento.

              Di sicuro, devo decidere ancora chi sia il lettore ideale dell’Arte in inglese. Forse non solo chi scrive in inglese (il che semplificherebbe alcune cose: vedi babel, inputenc e fontenc), ma anche chi legge l’inglese ma scrive in un’altra lingua. In fin dei conti, è quello che facciamo tutti noi utenti italiani di LaTeX: le doc. dei pacchetti sono (di regola) in inglese, ma noi poi scriviamo in italiano.

              Poi c’è la questione, in fondo marginale, se scegliere l’American English il British English. Per ora ho optato per il British, ma non so che effetto faccia parlare di colours a proposito del pacchetto xcolor. Che ne dite?

              Di sicuro per avere il lavoro finito mi ci vorranno mesi (il tempo che ho è poco, purtroppo). Comunque avere sottomano l’embrione dell’Arte in inglese fa un bell’effetto… 😀

              Grazie mille Enrico, Francesco e Claudio.

            • #52869
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              Ciao,
              1. il formato 8,5 x 11(215,9 mm x 279,4 mm) pollici è certamente il più utilizzato negli Stati Uniti, non so se anche nel Regno Unito.
              2. Dipende: solitamente quando si stampa si può decidere se adattare il file alle dimensioni del foglio o meno.
              2a. Adattamento del file A4 al formato letter: l’altezza passa da 297 a 279,4 mm (94%) e la larghezza (posto che si mantengano le proporzioni, e così solitamente avviene) diventa 197,6 mm. Quindi si ha uno sproporzionamento dei margini esterni e interni, oltre che del corpo del testo (rispetto all’originale i margini interni e esterni diventano il 94%+(215,9-197,6)/2=94%+9,15 mm)
              2b. Nessun adattamento:il file viene stampato (supponiamo centrato) su un foglio letter, quindi i margini superiore e inferiore vengono tagliati di (297-279,4)/2=8,8mm, quelli interni ed esterni vengono ampliati di (215,9-210)/2=2,95 mm

              3. Le classi Koma sono compatibili con il fomato letter. Miede non ha pensato nulla relativamente al formato letter, ha creato solo l’opzione a5paper, che se impostata falsa mantiene come formato di default l’A4.

              Se ti domandi se sia il caso di preparare la traduzione del “noto documento” su formato letter, ti dico che a parer mio è una bellissima forma di rispetto per gli utenti anglosassoni che utilizzano questo formato e che stampandolo possono ottenere una pagina con le giuste proporzioni (che vanno opportunamente studiate). D’altra parte ci saranno anche moltissimi utendi di LaTeX che apprezzeranno la versione inglese del documento che stampano su carta A4, e quindi sarebbero loro a trovarsi una stampa “scorretta”. L’ideale sarebbe avere entrambe le versioni, ma mi rendo conto che raddoppierebbe il lavoro di revisione finale.

              Una versione in inglese sarebbe in realtà internazionale e usata da parecchie persone al di fuori del “mondo anglosassone”. Visto che però nei paese più popolosi dove l’inglese è lingua ufficiale (India, Pakistan e Nigeria :)) si usa la carta A4 non vedo perché si debba prevedere un’edizione appositamente studiata per la carta Letter.

              Si tratta di eseguire un semplice
              `pdfjam –paper letterpaper artelatex.pdf`
              magari studiando i parametri da passare all’opzione –offset in modo che la gabbia stia nella pagina in modo decente. Non sarà il massimo, ma visto che la gabbia dell’Arte è ben formata, non è difficile imporla su un formato di pagina non troppo diverso e in modo che le parti stampate su fronte e retro si sovrappongano.

              Pensare di adattare la gabbia stessa al formato Letter e di fornire due versioni diverse dell’Arte fa rabbrividire, conoscendo le difficoltà insite nell’impaginazione di un lavoro del genere.

              Ciao
              Enrico

            • #52870
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              Poi c’è la questione, in fondo marginale, se scegliere l’American English il British English. Per ora ho optato per il British, ma non so che effetto faccia parlare di colours a proposito del pacchetto xcolor. Che ne dite?

              Per quanto mi riguarda cerco sempre di scrivere in inglese americano.
              È, forse, più moderno e oltretutto, data la cultura USA predominante,
              direi anche il più comune da trovare in giro, indipendentemente dal tipo di documento.

              Ciao ciao.
              Fra

            • #52871
              lorenzo.pantieri
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                Una versione in inglese sarebbe in realtà internazionale e usata da parecchie persone al di fuori del “mondo anglosassone”. Visto che però nei paese più popolosi dove l’inglese è lingua ufficiale (India, Pakistan e Nigeria :)) si usa la carta A4 non vedo perché si debba prevedere un’edizione appositamente studiata per la carta Letter.

                Ottimo.

                Pensare di adattare la gabbia stessa al formato Letter e di fornire due versioni diverse dell’Arte fa rabbrividire, conoscendo le difficoltà insite nell’impaginazione di un lavoro del genere.

                Yep. 😉

                Enrico, vorrei sapere la tua su UK English vs. USA English: quale dei due consigli?

                Grazie,
                L.

              • #52872
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                Enrico, vorrei sapere la tua su UK English vs. USA English: quale dei due consigli?

                Uno dei due. Nel senso di non fare smisioti. 🙂 Dal momento che le parole chiave di LaTeX sono tutte con la grafia USA English, probabilmente meglio questo.

                Ciao
                Enrico

              • #52873
                lorenzo.pantieri
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                  Enrico, vorrei sapere la tua su UK English vs. USA English: quale dei due consigli?

                  Uno dei due. Nel senso di non fare smisioti. 🙂 Dal momento che le parole chiave di LaTeX sono tutte con la grafia USA English, probabilmente meglio questo.

                  Molto bene.

                  Grazie ancora,
                  Lorenzo

                • #52874
                  lorenzo.pantieri
                  Partecipante
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                    Una versione in inglese sarebbe in realtà internazionale e usata da parecchie persone al di fuori del “mondo anglosassone”. Visto che però nei paese più popolosi dove l’inglese è lingua ufficiale (India, Pakistan e Nigeria :)) si usa la carta A4 non vedo perché si debba prevedere un’edizione appositamente studiata per la carta Letter.

                    Giusto una curiosità: leggo (Wikipedia) che il Pakistan ha 180 milioni di abitanti e la Nigeria 148. Quindi direi che, nella classifica dei Paesi più popolosi dove l’inglese è lingua ufficiale, dopo l’India (1 milardo e 115 milioni), al secondo posto ci sono gli USA (310).

                    Sbaglio?

                  • #52875
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                    Una versione in inglese sarebbe in realtà internazionale e usata da parecchie persone al di fuori del “mondo anglosassone”. Visto che però nei paese più popolosi dove l’inglese è lingua ufficiale (India, Pakistan e Nigeria :)) si usa la carta A4 non vedo perché si debba prevedere un’edizione appositamente studiata per la carta Letter.

                    Giusto una curiosità: leggo (Wikipedia) che il Pakistan ha 180 milioni di abitanti e la Nigeria 148. Quindi direi che, nella classifica dei Paesi più popolosi dove l’inglese è lingua ufficiale, dopo l’India (1 milardo e 115 milioni), al secondo posto ci sono gli USA (310).

                    Sbaglio?

                    Ho detto inglese. 🙂

                    “We have really everything in common with America nowadays, except, of course, the language” (Oscar Wilde, The Canterville Ghost, 1888).

                    Ciao
                    Enrico

                  • #52876
                    OldClaudio
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                      Inglese?
                      Avendo avuto molti studenti indiani, bengalesi, pachistani, nigeriani, tanzaniani, ho dei dubbi. Capisco molto meglio la lingua parlata dagli americani (unionisti, con quelli confederati ho qualche difficoltà 🙁 ) che non quella parlata dagli indiani. Per giunta gli score TOEFL che questi presentano per essere ammessi ai programmi di Erasmus Mundus non corrispondono affatto alla loro competenza linguistica.

                      In realtà le persone di cultura abitano in tutte le nazioni anglofone, come anche in quelle nazioni ci sono molti ignoranti. Certo che con i nostri fratelli europei anglo-irlandesi si ha un feeling diverso, almeno con le persone di cultura. 🙂

                    • #52877
                      lorenzo.pantieri
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                        “We have really everything in common with America nowadays, except, of course, the language” (Oscar Wilde, The Canterville Ghost, 1888).

                        Geniale… 😉

                        Grazie,
                        L.

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