Spezzare formule in align

  • Questo topic ha 13 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 14 anni fa da Stefano.
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  • #53057
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    Ciao a tutti,
    vorrei chiedere un consiglio circa questo codice:
    `\documentclass [a4paper,11pt]{article}
    \textwidth=12.cm

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[latin1]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{amssymb,amsmath}
    \usepackage{lipsum}

    \DeclareMathOperator{\sgn}{sgn}
    \renewcommand{\l}{\left}
    \renewcommand{\r}{\right}

    \begin{document}
    \lipsum[1]

    \begin{align}
    & f\ap{(i)}\l(x,y\r)= \l(a\ped{e}v'\r) \l(\frac{r}{4}\sgn\l(y\r) +y\r) +\frac{v}{9}\l(\varphi\ped{j}m\r)\sgn\l(y\r) +65j^2\frac{k}{b} & & \l|y\r|\in \l[\frac{a}{2},\frac{a}{2}+\delta\r] \\
    & g\ap{(j)}\l(x,y\r)= -y\varepsilon\ped{k}v'' & & \l|y\r|\in \l[0,\frac{a}{2}\r]
    \end{align}

    \lipsum[1]
    \end{document}`
    Come noterete la prima formula è molto lunga, per cui andrebbe spezzata su due righe. Come posso fare pur mantenendo l’allineamento desiserato? Nell’ambiente align non si può usare multline o split. Come si risolvono questi problemi?

    Grazie,
    Daniele

    PS Ho usato \textwidth=12.cm solo per limitare velocemente la riga.

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    • #53058
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      Ciao a tutti,
      vorrei chiedere un consiglio circa questo codice:
      `\documentclass [a4paper,11pt]{article}
      \textwidth=12.cm

      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[latin1]{inputenc}
      \usepackage[italian]{babel}
      \usepackage{amssymb,amsmath}
      \usepackage{lipsum}

      \DeclareMathOperator{\sgn}{sgn}
      \renewcommand{\l}{\left}
      \renewcommand{\r}{\right}

      \begin{document}
      \lipsum[1]

      \begin{align}
      & f\ap{(i)}\l(x,y\r)= \l(a\ped{e}v'\r) \l(\frac{r}{4}\sgn\l(y\r) +y\r) +\frac{v}{9}\l(\varphi\ped{j}m\r)\sgn\l(y\r) +65j^2\frac{k}{b} & & \l|y\r|\in \l[\frac{a}{2},\frac{a}{2}+\delta\r] \\
      & g\ap{(j)}\l(x,y\r)= -y\varepsilon\ped{k}v'' & & \l|y\r|\in \l[0,\frac{a}{2}\r]
      \end{align}

      \lipsum[1]
      \end{document}`
      Come noterete la prima formula è molto lunga, per cui andrebbe spezzata su due righe. Come posso fare pur mantenendo l’allineamento desiserato? Nell’ambiente align non si può usare multline o split. Come si risolvono questi problemi?

      Grazie,
      Daniele

      PS Ho usato \textwidth=12.cm solo per limitare velocemente la riga.

      Ridefinire \l e \r per abbreviare \left e \right è una pessima idea. Altrettanto pessima è l’idea di usare \ap e \ped per esponenti e indici in modo matematico, tanto più che j e k (per esempio) compaiono nella stessa formula. Brutta idea anche quella di usare \left e \right davanti a tutti i delimitatori. Per allineare correttamente le formule, & va davanti al simbolo da allineare.
      `\begin{align}
      f^{(i)}(x,y) &= (a_{e}v') \left(\frac{r}{4}\sgn(y) +y\right) \notag\\
      &\qquad+\frac{v}{9}(\varphi_{j}m)\sgn(y) +65j^2\frac{k}{b}
      && |y|\in \left[\frac{a}{2},\frac{a}{2}+\delta\right] \\
      g^{(j)}(x,y) &= -y\varepsilon_{k}v''
      && |y|\in \left[0,\frac{a}{2}\right]
      \end{align}`
      Ciao
      Enrico

    • #53059
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      Grazie Enrico,
      non avevo pensato di inserire degli spazi manualmente.
      Colgo l’occasione per chiederti un paio di chiarimenti.
      1) Perchè dici che è una pessima idea rinominare \left e \right?
      2) \ap e \ped non vanno mai usati in formule matematiche? Te lo chiedo perchè in realtà ho preferito non fornire le esatte equazioni che devo inserire io e nelle quali \ap e \ped erano usati solo per simboli che non rappresentavano variabili. (es. stavano per “b” inteso come sotto e “t” inteso come sopra). Nelle formule passate ho messo a caso delle lettere e modificato i segni di operazione (la lunghezza è però la stessa).
      3) Non ho ancora capito bene che problemi da usare sempre \left e \right.
      4) Io pensavo si dovessero allineare a sinistra le due funzioni, ma a quanto pare di solito si allineano i simboli di uguale… è così?

      Grazie,
      Daniele

    • #53060
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      Grazie Enrico,
      non avevo pensato di inserire degli spazi manualmente.
      Colgo l’occasione per chiederti un paio di chiarimenti.
      1) Perchè dici che è una pessima idea rinominare \left e \right?
      2) \ap e \ped non vanno mai usati in formule matematiche? Te lo chiedo perchè in realtà ho preferito non fornire le esatte equazioni che devo inserire io e nelle quali \ap e \ped erano usati solo per simboli che non rappresentavano variabili. (es. stavano per “b” inteso come sotto e “t” inteso come sopra). Nelle formule passate ho messo a caso delle lettere e modificato i segni di operazione (la lunghezza è però la stessa).
      3) Non ho ancora capito bene che problemi da usare sempre \left e \right.
      4) Io pensavo si dovessero allineare a sinistra le due funzioni, ma a quanto pare di solito si allineano i simboli di uguale… è così?

      1) Perché non risparmi nulla; anzi, perdi in leggibilità. Di fatto \left e \right si usano molto poco e solo quando necessari. Inoltre usare \renewcommand è molto pericoloso se non si sa ciò che si fa. I comandi \l e \r corrispondono a roba definita da fontenc, non è bene ridefinirli, ti potresti trovare in gravi ambasce componendo la bibliografia, per esempio. Se un tuo autore fosse “Paweł Jackowski” o “Pavel Růžička” non venire a protestare che non riesci a scriverli. 🙂

      2) \ap e \ped vanno usati se esponente e pedice contengono parole o abbreviazioni che non sono simboli matematici.

      3) La presenza di \left e \right influenza le spaziature. Non usarli se non quando sono necessari. E metti l’accento su “dà”. 🙂

      4) Di solito si allineano i segni di uguaglianza (le relazioni in genere).

      Ciao
      Enrico

    • #53061
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      Grazie della spiegazione. Il punto 2) lo applicavo già, ma in effetti è stata un pò infelice la modifica casuale delle formule. Sembrava proprio che gli apici e pedici fossero variabili.

      Grazie,
      Daniele

    • #53062
      OldClaudio
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        Non vorrei sembrare (troppo) pignolo, ma scrivi anche pò, invece devi scrivere po’.
        Capisco che pò comincia ad essere riportato da alcuni dizionari, ma è l’abitudine dei filologi/lessicografi moderni quella di riportare tutte le parole usate anche quando sono errate, inutili, o comunque non sono modelli da seguire.

        Per po’ si tratta di una normale apocope sillabica, la caduta della sillaba finale di poco.

        Per dà devi considerare le tre parole:
        da (preposizione che può subire una elisione, p.es. d’altronde);
        dà (terza persona singolare del presente indicativo di dare; non può subire nessuna elisione)
        da’ (seconda persona singolare dell’imperativo del verbo dare, frutto dell’apocope di dai; con pronomi enclitici induce il raddoppiamento sintattico (e ortografico), p.es. dammi)

        Quindi, vedi, gli accenti e gli apostrofi non possono venire usati a caso, allo stesso modo come Enrico ti dice di non usare \left e \right di fonte a qualunque parentesi aperta o chiusa. Vanno usati solo quando non se ne può fare a meno e possibilmente vanno evitati anche quando sarebbe lecito usarli, perché perché richiederebbero dei comandi di spaziatura matematica molto delicati per rendere la composizione perfetta; infatti lasciano troppo spazio fra i delimitatori e quanto contenuto fra di essi e accettano male gli esponenti e i pedici quando questi devono essere indicati come esponenti (o pedici) di un’espressione fra parentesi, nel senso che questi sono talmente distanziati che sembrano parti matematiche fuori posto.

      • #53063
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        Grazie per spiegazioni così accurate. Per un po’ non sbaglierò (spero) gli accenti usare 🙄 :D, e per quanto riguarda \left e \right ho già provveduto a modificare le mie formule.
        Ancora una domanda però. Mi pare che tra la parentesi battuta con ( e quella battuta con \bigl( ci sia una leggerissima differenza. Voi quando usate l’una piuttosto dell’altra?

        Ciao,
        Daniele

      • #53064
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        Dopo un po’ di prove e riflessioni sono giunto alla seguente conclusione. È il caso di usare la forma “()” quando all’interno ci sono variabili senza apici o pedici, come:
        `f(x)=a(x+y).`
        Al contrario
        `f(x)=a\bigl(x^2+y\bigr).`

        Ciao,
        Daniele

      • #53065
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        Dopo un po’ di prove e riflessioni sono giunto alla seguente conclusione. È il caso di usare la forma “()” quando all’interno ci sono variabili senza apici o pedici, come:
        `f(x)=a(x+y).`
        Al contrario
        `f(x)=a\bigl(x^2+y\bigr).`

        Sbagliato, ritenta. 🙂

        Ciao
        Enrico

      • #53066
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        scusate..volevo sapere come risolvere un problema:
        sto scrivendo tre formule nell’ambiente align, una di esse è troppo lunga e la vorrei spezzare come fa multline, ossia facendola partire dal margine sinistro (un pò come se fosse stato usato \raggedleft)..non mi garba esteticamente la soluzione che otterrei usando gli ‘&’ di align..inoltre c’è un modo per dire a latex di riempire automaticamente lo spazio, come \hfill, ma in ambiente matematico?e una sorta di \raggedleft?
        grazie anticipatamente per la risposta

      • #53067
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        Orlando” post=76920scusate..volevo sapere come risolvere un problema:
        sto scrivendo tre formule nell’ambiente align, una di esse è troppo lunga e la vorrei spezzare come fa multline, ossia facendola partire dal margine sinistro (un pò come se fosse stato usato \raggedleft)..non mi garba esteticamente la soluzione che otterrei usando gli ‘&’ di align..inoltre c’è un modo per dire a latex di riempire automaticamente lo spazio, come \hfill, ma in ambiente matematico?e una sorta di \raggedleft?
        grazie anticipatamente per la risposta

        Senza un esempio di codice non si può dire nulla.

        Ciao
        Enrico

      • #53068
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        Hai ragione Enrico..eccolo qua!
        C’è da caricare il pacchetto cancel

        `
        \newcommand{\freccia}{\quad\Longrightarrow\quad}

        \begin{align*}
        &\text{dalla \ref{eq_Tc_f_c}}\qquad\qquad c_2 = \frac{8}{27}\dfrac{c_1}{RT_c} \\
        &\text{dalla \ref{eq_Pc_f_c}}\qquad\qquad c_1 = 27P_cc_2^2\freccia c_1 = 27P_c\left(\frac{8}{27}\dfrac{c_1}{RT_c}\right)^2 \vspace*{-2cm}\\
        &\hspace{.4\textwidth}\freccia \cancel{c_1} = \cancel{27}P_c\frac{64}{27^{\cancel{2}}}\dfrac{c_1^{\cancel{2}}}{R^2T_c^2} \freccia c_1 = \dfrac{27}{64}\dfrac{R^2T_c^2}{P_c}
        \end{align*}
        `

        In realtà vorrei capire come far si che io non debba andare a tentativi per vedere la frazione del \textwidth..mi sembra una soluzione non molto elegante/pratica

      • #53069
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        Orlando” post=76924Hai ragione Enrico..eccolo qua!
        C’è da caricare il pacchetto cancel

        `
        \newcommand{\freccia}{\quad\Longrightarrow\quad}

        \begin{align*}
        &\text{dalla \ref{eq_Tc_f_c}}\qquad\qquad c_2 = \frac{8}{27}\dfrac{c_1}{RT_c} \\
        &\text{dalla \ref{eq_Pc_f_c}}\qquad\qquad c_1 = 27P_cc_2^2\freccia c_1 = 27P_c\left(\frac{8}{27}\dfrac{c_1}{RT_c}\right)^2 \vspace*{-2cm}\\
        &\hspace{.4\textwidth}\freccia \cancel{c_1} = \cancel{27}P_c\frac{64}{27^{\cancel{2}}}\dfrac{c_1^{\cancel{2}}}{R^2T_c^2} \freccia c_1 = \dfrac{27}{64}\dfrac{R^2T_c^2}{P_c}
        \end{align*}
        `

        In realtà vorrei capire come far si che io non debba andare a tentativi per vedere la frazione del \textwidth..mi sembra una soluzione non molto elegante/pratica

        Per prima cosa eviterei con cura di indicare semplificazioni che sono alla portata di qualsiasi studente del primo biennio di scuola superiore. Io, sinceramente, scriverei
        `Dalle equazioni \eqref{eq_Pc_f_c} e \eqref{eq_Tc_f_c} ricaviamo
        \[
        c_1 = 27P_cc_2^2\quad\text{e}\quad c_2 = \frac{8}{27}\dfrac{c_1}{RT_c}.
        \]
        Sostituendo e semplificando ricaviamo dunque
        \[
        c_1 = \dfrac{27}{64}\dfrac{R^2T_c^2}{P_c}.
        \]`
        Se proprio insisti nel volere un risultato orribile,
        `\documentclass{article}
        \usepackage{amsmath,cancel}
        \newcommand{\freccia}{\quad\Longrightarrow\quad}
        \begin{document}
        \begin{alignat*}{2}
        &\text{dalla \ref{eq_Tc_f_c}} & c_2 &= \frac{8}{27}\dfrac{c_1}{RT_c} \\
        &\text{dalla \ref{eq_Pc_f_c}} & c_1 &= 27P_cc_2^2\freccia c_1 = 27P_c\left(\frac{8}{27}\dfrac{c_1}{RT_c}\right)^2 \vspace*{-2cm}\\
        &&\freccia \cancel{c_1} &= \cancel{27}P_c\frac{64}{27^{\cancel{2}}}\dfrac{c_1^{\cancel{2}}}{R^2T_c^2} \freccia c_1 = \dfrac{27}{64}\dfrac{R^2T_c^2}{P_c}
        \end{alignat*}
        \end{document}`

        Ciao
        Enrico

      • #53070
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        Grazie per la risposta ma non è il risultato che mi interessa avere..volevo solo sottolineare il tuo commento dei ragazzi del biennio delle superiori: posso garantire che è preferibile trovare passaggi superflui che non trovare la partenza e l’arrivo e in mezzo c’è la “morte”!!!Non è il modo giusto di scrivere un libro!Io mi sto facendo il mio manualetto di questa materia e voglio vedere tutti i passaggi..tanto li devo fare a mano per provare ad arrivare al risultato, tanto vale ch’io li metta quando li copio!!!

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