Riflessione: “margaritas ante porcos” ?

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  • #53412
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    Sto concludendo la stesura della mia tesi di dottorato. Per fortuna le linee guida non sono particolarmente restrittive, si limitano solamente a raccomandare quello che si deve assolutamente evitare. Tirato un sospiro di sollievo, ho deciso di adottare il pacchetto classicthesis apportando solo qualche leggera modifica. Come mi aspettavo, il risultato dal punto di vista visivo e’ di altissima qualita’.

    Arriviamo al dunque. Nonostante abbia scritto tutta la tesi in Latex, ho dovuto consegnare le prime bozze in formato Word. Mi e’ stato detto che non si possono aggiungere note e commenti su un PDF. E gia’ qui sono sorti i primi problemi, visto che convertire 250 pagine da PDF a Word mantenendo (piu’ o meno) il layout e’ stata un’impresa. Sono finalmente giunto alla stesura definitiva, l’ultima bozza prima della stampa. Nessuna grande correzione da fare, quindi ho inviato a chi di dovere il file in PDF.

    I commenti sono stati sconcertanti. Prima di tutto, secondo chi ha corretto, la tesi deve essere scritta in Arial 12, altrimenti e’ semplicemente brutta. Le didascalie devono essere in grassetto, altrimenti diventano indistinguibili dal resto del testo (sic!). Ma il commento migliore e’ stato su una tabella 4×8 (quindi 32 “celle”) dove sono riportati i risultati piu’ importanti della tesi. Cito, in inglese.

    `”You are allowed to put some colour in your life, or boldness at least. As these are your main results, make this table bigger and use bold fonts. Also, change the background colour of each cell. I would also recommend to enclose the whole table in a frame.”`

    Mi e’ sembrato di essere tornato alle elementari, quando la maestra mi diceva di fare le cornicette coi fiori e le farfalle attorno al testo. E poi, vi immaginate una tabella con 32 colori diversi?

    Io sono sconcertato. Scusate lo sfogo, ma era dovuto.

    Buona giornata a tutti.

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    • #53413
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      Mi e’ stato detto che non si possono aggiungere note e commenti su un PDF.

      Ovviamente sai bene che si può, giusto? Anche con strumenti gratuiti.

      secondo chi ha corretto

      La domanda fondamentale è: questa persona che ti ha corretto la tesi,
      la dovrà poi ricontrollare? O quantomeno ne riceverà una copia definitiva?
      Sarà presente all’esame finale?

      Siccome credo che le risposte alle precedenti domande siano negative,
      semplicemente ignora i consigli stilistici e prendi in considerazione solo
      gli altri.

      Per curiosità: che università e corso di dottorato frequenti?

      Ciao ciao.
      Fra

    • #53414
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      Sto concludendo la stesura della mia tesi di dottorato. Per fortuna le linee guida non sono particolarmente restrittive, si limitano solamente a raccomandare quello che si deve assolutamente evitare. Tirato un sospiro di sollievo, ho deciso di adottare il pacchetto classicthesis apportando solo qualche leggera modifica. Come mi aspettavo, il risultato dal punto di vista visivo e’ di altissima qualita’.

      Arriviamo al dunque. Nonostante abbia scritto tutta la tesi in Latex, ho dovuto consegnare le prime bozze in formato Word. Mi e’ stato detto che non si possono aggiungere note e commenti su un PDF. E gia’ qui sono sorti i primi problemi, visto che convertire 250 pagine da PDF a Word mantenendo (piu’ o meno) il layout e’ stata un’impresa. Sono finalmente giunto alla stesura definitiva, l’ultima bozza prima della stampa. Nessuna grande correzione da fare, quindi ho inviato a chi di dovere il file in PDF.

      I commenti sono stati sconcertanti. Prima di tutto, secondo chi ha corretto, la tesi deve essere scritta in Arial 12, altrimenti e’ semplicemente brutta. Le didascalie devono essere in grassetto, altrimenti diventano indistinguibili dal resto del testo (sic!). Ma il commento migliore e’ stato su una tabella 4×8 (quindi 32 “celle”) dove sono riportati i risultati piu’ importanti della tesi. Cito, in inglese.

      `”You are allowed to put some colour in your life, or boldness at least. As these are your main results, make this table bigger and use bold fonts. Also, change the background colour of each cell. I would also recommend to enclose the whole table in a frame.”`

      Mi e’ sembrato di essere tornato alle elementari, quando la maestra mi diceva di fare le cornicette coi fiori e le farfalle attorno al testo. E poi, vi immaginate una tabella con 32 colori diversi?

      Io sono sconcertato. Scusate lo sfogo, ma era dovuto.

      Buona giornata a tutti.

      Ho spostato in “Tipografia” perché mi sembra la sezione più adatta.

      Vediamo la questione tecnica, per prima: è semplicemente falso che non si possano aggiungere commenti e note a un PDF. Non sono esperto del mondo Windoze, ma su Mac OS X esiste un programma completamente open source che lo fa (Skim); suppongo ne esistano anche su altre piattaforme. Inoltre esiste un metodo molto facile, in uso da secoli, per commentare o correggere una bozza di stampa: un foglio di carta bianco su cui scrivere i propri commenti indicando pagina e capoverso o riga da correggere.

      Sui consigli “tipografici” sarebbe da stendere un velo pietosissimo. Ma facciamoci coraggio.

      Arial è del tutto inadatto per lunghi testi; non dico che sia brutto, ma di sicuro non facilita la lettura, tanto meno a corpo 12. Sulle didascalie posso “quasi” essere d’accordo: non vedo affatto male usare un font diverso e contrastante con quello principale; ma, ovviamente, in corpo ridotto. Lo stesso Bringhurst adotta questo espediente nei suoi “Elementi dello stile tipografico”: Minion per il testo e Scala Sans per le didascalie.

      Una tabella 4 per 8 con 32 colori di sfondo diversi è descrivibile con un solo aggettivo: pacchiana.

      Hai tutta la mia solidarietà. Va’ per la tua strada: se solo quelli erano i commenti, significa che dal punto di vista scientifico non hai nulla da temere.

      Ciao
      Enrico

    • #53415
      OldClaudio
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        Ovviamente i commenti di Enrico e di Francesco sono perfetti.

        Non dico quel che penso io di colui che ti ha fatto quei commenti.

        Ti sengalo che anche il software gratuito usabile su qualunque macchina Adobe Reader X permette di aggiungere le note come Skim segnalato da Enrico, che però funziona, che io sappia, solo per il Mac. Il recentissimo Reader X è invece sicuramente disponibile per tutte le macchine (dal sito della Adobe possono essere liberamente scaricate le versioni adatte a qualunque piattaforma).

        Il discorso sull’arlecchinata della tabella a 32 colori non va certamente bene per la tesi, ma potrebbe, con più moderazione riguardo al numero di colori, essere forse accettabile per la presentazione (evidentemente eseguita con una delle varie classi del sistema TeX, per esempio beamer — citata non a caso 😉 ). La presentazione richiede certamente qualunque dispositivo utile per teneri svegli i membri della commissione di laurea o di dottorato, per i quali non dovrebbe essere necessario ricorrere a tali mezzucci, ma per i quali è necessario usare un po’ di indulgenza, specialmente se la presentazione che ascoltano è la decima della giornata 😯

        Facci sapere qualcosa di più, per favore, sull’università nella quale hai ricevuto questi commenti.

      • #53416
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        Inizio scusandomi per aver spostato nella sezione sbagliata.

        Riguardo alle annotazioni sul PDF, il problema non sono io 😀 Su OSX utilizzo Skim da anni e ne sono soddisfatto. Avevo menzionato a chi corregge l’esistenza di Reader X, ma la risposta e’ stata, ovviamente, “non mi interessa, voglio il manoscritto in Word”.

        Sul consiglio “ignora i consigli stilistici” sarei anche d’accordo, ma ahime’ il correttore (il mio supervisore) ha l’ultima parola; senza il suo OK non posso depositare la tesi in segreteria. L’unica idea che mi viene in mente e’ preparare due versioni distinte della tesi, assolutamente identiche tranne che nello “stile”.

        A chi mi chiede cosa e dove, dottorato in Drug Delivery/Pharmaceutical technology alla University of Kent.

      • #53417
        samiel
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          Vediamo la questione tecnica, per prima: è semplicemente falso che non si possano aggiungere commenti e note a un PDF. Non sono esperto del mondo Windoze, ma su Mac OS X esiste un programma completamente open source che lo fa (Skim); suppongo ne esistano anche su altre piattaforme.

          Per Linux c’è xournal:
          http://xournal.sourceforge.net/
          oppure jarnal
          http://levine.sscnet.ucla.edu/general/software/tc1000/jarnal.htm
          M.

        • #53418
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          Sul consiglio “ignora i consigli stilistici” sarei anche d’accordo, ma ahime’ il correttore (il mio supervisore) ha l’ultima parola; senza il suo OK non posso depositare la tesi in segreteria. L’unica idea che mi viene in mente e’ preparare due versioni distinte della tesi, assolutamente identiche tranne che nello “stile”.

          🙁 A questo punto sembra essere l’unica soluzione.
          Però se non è proprio un suicidio potresti provare ad argomentare le
          tue ragioni dicendogli semplicemente di controllare qualche libro
          e vedere com’è scritto. Non so, magari comincia a ricredersi.

          A chi mi chiede cosa e dove, dottorato in Drug Delivery/Pharmaceutical technology alla University of Kent.

          Ero certo che il tuo relatore si drogasse! Con tutti quei colori!

          Ciao ciao.
          Fra

        • #53419
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          Ho avuto il tuo stesso problema.
          La mia tesi, secondo il mio relatore, “assomigliava ad un libretto per la messa”…

          Ho quindi preparato due versioni.
          Quella “normale” l’ho consegnata a lui ed in segreteria, quella esteticamente migliore l’ho stampata e rilegata per me, per la commissione, controrelatore, correlatore etc…

          😉
          LuCa

        • #53420
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          C’è qualcuno che osa criticare il risultato tipografico di LaTeX??? Per carità, si possono commettere “orrori” anche con LaTeX, ma credo che il risultato che è in grado di ottenere un utilizzatore medio di Word (ovvero il 99% di chi lo usa) non sia nemmeno lontanamente paragonabile a quello che ottiene chi usa LaTeX con minima decenza…

          Io sono sconcertato. Scusate lo sfogo, ma era dovuto.

          Altro che “scusate”… comprendo e concordo pienamente con te! 🙂

          Ciao e… in bocca al lupo,
          Marco.

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