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samiel.
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27 Dicembre 2010 alle 19:32 #54056::
Avete presente Hegel, quello che divideva tutto per tre
per via della dialettica? Ebbene, Hegel indica i tre momenti
della dialettica rispettivamente con alfa, beta e gamma,
Ora, avrei qual è la soluzione più pratica, evitando se possibile
l’uso del greco come seconda lingua, per queste poche lettere
che del resto ricorrono solo poche volte in un testo
di diverse decine di pagine? Usare i simboli?
In secondo luogo: poiché ho del testo composto
con un serif e un commento composto con un sans-serif,
come potrei adottare due alfabeti greci in linea con i font?Grazie
M.
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27 Dicembre 2010 alle 20:25 #54057::
Per quelle tre lettere usa $\alpha$, $\beta$ e $\gamma$.In secondo luogo: poiché ho del testo composto
con un serif e un commento composto con un sans-serif,
come potrei adottare due alfabeti greci in linea con i font?Dipende da quale motore di composizione usi; se usi pdflatex la cosa pù semplice è quella di usare i CBgreek fonts; lo puoi fare anche con l’encoding utf8 purché carichi anche il pacchetto utf8x; Il meccanismo di selezione delle caratteristiche dei font in modo da accordare sempre il testo in caratteri latini con il testo in caratteri greci.
Se usi xelatex dipende da come definisci il font per il greco; se scegli come main fonnt latino un font OpenType che abbia anche la pagina del greco (per esempio, mi pare, Old Standard) i font si accordano per forza, perché sono presi dalla stessa polizza.
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27 Dicembre 2010 alle 21:00 #54058
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28 Dicembre 2010 alle 11:49 #54059
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29 Dicembre 2010 alle 0:50 #54060::
Certo, i caratteri matematici sono sempre “corsivati”; il greco sans serif non è tanto bello, perché il greco minuscolo senza grazie non esiste, quasi; ma se proprio vuoi mantenere lo stile dei font circostanti, non ti resta che usare i font LatinModern epr il testo in caratteri latini e i font BGgreek (di default con babel) per il greco, e poi devi definirti dei comandi semplici da usare per fare il cambiamento di lingue; tuttavia i CBgreek sono sempre in accordo con i font latini, perché le sue famiglie hanno lo stesso nome. Cambiare in greco consiste nel cambiare solo la codifica; al limite se ti servono solo quelle tre lettere puoi scirvere qualcosa come:
`
\newcommand\myalpha{{\fontencoding{LGR}\selectfont a}}
\newcommand\mybeta{{\fontencoding{LGR}\selectfont b}}
\newcommand\mygamma{{\fontencoding{LGR}\selectfont g}}
`
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31 Dicembre 2010 alle 16:02 #54061
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2 Gennaio 2011 alle 15:57 #54062::
Mi è sorto un ulteriore problme: quello degli accenti circonflessi,
che continuano a essere resi come spazi insecabili.
Ho visto questa dicussione:
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=5254
Nel preambolo io ho messo semplicemente
`\newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}
\newcommand\myalpha{{\fontencoding{LGR}\selectfont a}}
\newcommand\mybeta{{\fontencoding{LGR}\selectfont b}}
\newcommand\mygamma{{\fontencoding{LGR}\selectfont g}}`
e in effetti, dovendo inserire anche altre parole greche,
esse si adattano al font, serif o sans-serif.
Come posso riutillizre in questo caso il codice suggerito, e cioè
`\def\mygreek{\afterassignment\disableactives\let\next= }
\def\disableactives{\leavevmode\bgroup\shorthandoff”\shorthandoff~\greektext} `Grazie
M.
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2 Gennaio 2011 alle 16:40 #54063::
I comandi che hai indicato funzionano con il greco monotonico; se specifichi l’attributo polutonilo alla lingua greek, la tilde consente la legatura con il carattere accentato con il circonflesso, e perde il suo significato di spazio insecabiile.Se hai la tua distribuzione aggiornata, dovresti disporre anche del file
lgraccents-glyphs.def;
se esegui l’input di questo file nel preambolo puoi usare le sequenze \>~ \~> e simili per usare gli accenti in modo che poi facciano riferimento al glifo specifico, legature e crenature comprese,per usare non solo il circonflesso, ma anche le combinazioni di tutti gli accenti con tutti gli spiriti e dieresi; solo lo iota sottoscritto continua a essere indicato dopo, senza bisogno di un comando. In realtà quelle sequenze sono utili/necessarie per il circonflesso da solo e per il circonflesso con spiriti o dieresi; invece le altre sequenze sono utili solo quando c’è qualche problema di crenature.
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3 Gennaio 2011 alle 12:55 #54064
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3 Gennaio 2011 alle 13:18 #54065
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3 Gennaio 2011 alle 13:25 #54066::
Il greco monotonico serve ai greci che scrivono il 99,999999% delle loro cose in monotonico. Anzi, negli anni ’80 era in vigore una legge che vietava ai pubblici dipendenti di usare il politonico e vietava loro di esprimersi in lingua “pura” (kathareuousa) e erano obbligati ad usare la lingua “volgare” (demotiki), pena il licenziamento!Poi per fortuna questa strana legge è stata tolta e le persone di cultura scrivono il neoellenico nella versione politonica; i vocabolari riportano le voci della lingua neoellenica in politonico, ma il politonico viene appreso dopo le scuole elementari, se le mie informazioni sono esatte, perché in Grecia alle scuole elementari si insegna il monotonico.
Esistono delle eccezioni, ovviamente; negli anni 40 esisteva un abecedario politonico scritto con font greci prodotti dalla Nebiolo di Torino (le cui matrici non si trovano più — l’azienda ha chiuso i battenti negli anni ’70, se non vado errato) e che oggi si riesce ancora a trovare ristampato nella parte greca di Cipro, dove evidentemente alle elementari si insegna ancora l’ortografia politonica.
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5 Gennaio 2011 alle 12:31 #54067
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5 Gennaio 2011 alle 16:43 #54068::
No, non si perde nulla usando gli strumenti giusti.
Il greco di default è composto supponendo di usare per l’alfabeto latino i font di default, cioè I computer Modern “vel” (oppure non esclusivo in latino — Enrico non vuole che si usi l’espressione e/o che cero non è elegante, ma dà benissimo l’idea del ” o l’una o l’altra o entrambe”; l’OR logico non esclusivo, insomma) i Latin Modern.Bisogna usare almeno una volta il pacchetto teubner (di cui si sarà letta la documentazione per quanto riguarda la “convivenza” del greco di default con le altre famiglie di font). Nel tuo caso, che usi l’helvetica la cui famiglia si chiama phv, basta dare il comando definito in teubner:
`
\ifFamily{phv}{cmss}
`
L’esecuzione di questo comando crea un file lgrphv.fd che puoi mantenere nel tuo working directory, ma puoi anche spostare sul tuo albero personale in modo che possa venire usato anche quando componi altri documenti (bisogna rinfrescare il database dei nomi dei file, a meno che tu non stai lavorando con un Mac).Ora puoi tornare al tuo documento e scoprirai che i font greci LGR sono lì tranquilli e beati al posto degli ingombranti helvetica.
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6 Gennaio 2011 alle 20:31 #54069
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6 Gennaio 2011 alle 22:40 #54070::
Sì, ma allora devi rinfrescare il filename database perché sul Mac solo la cartella personale in ~/Library/texmf/ non ha bisogno di usare texhash o le altre applicazioni messe a disposizione da tlmgr.
La cartella che tu indichi è valida per la macchina locale, per tutti gli utnti se il suo contenuto viene scritto dalle utility del sistema TeX, altrimenti se ci metti dell’altro, devi farlo tu a mano.
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7 Gennaio 2011 alle 10:02 #54071
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