Re: Immagine contornata da testo e inscatolamento

#54073
OldClaudio
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    Certo che wrapfloat dentro una scatola perde tutto il suo valore.

    wrapfloat prende le misure del suo contenuto e poi configura il capoverso adiacente affinché un certo numero di righe rientri in modo da lasciare posto alla figura. Se è dentro una scatola come fa a vedere il capoverso adiacente?

    Inoltre quell’ a capo indicato con
    `
    \\
    \vfill
    `
    grida vendetta \vfill, ammesso che lo esegua a che cosa serve? per riempire di colla verticale infinitamente estensibile uno spazio “illimitato”, che poi comprende tutta la pagina?

    Nella prima versione che cosa fa quel \parbox indicato con
    `
    \parbox[t][][t]{0.7\textwidth}{%
    {\large\textsc{\titolo}}\\ \normalsize
    `
    dove il terzo codice facoltativo serve per centrare il suo contenuto nell’altezza non specificata della scatola generata da \parbox? (bisognerebbe specificarla con il secondo argomento facoltativo).

    D’accordo, il primo esempio non poteva fare quello che volevi, se non per comporre quelle piccole cose dove l’immagine è affiancata da poche righe e poi a piena pagina seguirà la trama composta fuori da ogni scatola ma come capoverso normale, Il secondo esempio non può funzionare a causa di \makebox.

    Un’altra domanda: a cosa serve la dichiarazione \normalsize, quanto l’effetto di \large è già terminato dentro il suo gruppo nella riga precedente?

    Ovviamente nessuno ti vieta di scrivere costruzioni complesse, anzi, è un bene saperle scrivere; le si mette dentro certe macro e poi non ci si pensa più, perché si usa solo la macro; ma per scrivere costruzioni complesse bisogna sapere quello che si fa e che cosa fa ogni comando che si usa, quindi bisogna leggere nel dettaglio la documentazione, e all’occorrenza bisogna cercare di scoprirne i misteri reconditi andandone a esaminare il codice nel nucleo di LaTeX o nei pacchetti che definiscono quei comandi.

    Bisogna anche sapere analizzare il problema di programmazione da affrontare, sapendo che non esiste mai una sola soluzione; bisogna esaminarne diverse, analizzarne pregi e difetti, versatilità, possibilità di essere usate i situazioni analoghe ma diverse.

    Prova a prendere l’abitudine di commentarti il codice con brevi frasi che ti descrivono quello che subito dopo rendi un forma di codice; non avere paura a interrompere il codice con frasi di commento; ogni volta che scrivi i commenti ti rendi conto se quello che scrivi ha senso, se quello che stai per codificare corrisponde a quello che hai scritto, eccetera. Vedrai che questo ti aiuta a evitare gli errori che hai commesso, ma, più costruttivamente, ti aiuta a scrivere codice più pulito, probabilmente più efficiente e, specialmente, corretto.

    Non avvilirti: riprovaci!

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