Be’, i caratteri greci con le grazie sulle minuscole li ho visti solo per certe riviste, dove notoriamente i redattori si sbizzarriscono con tutto quello che possono; per la verità non sono brutti, ma non sono a spaziatura fissa.
Certo anche le macchine da scrivere greche scrivono/scrivevano a spaziatura fissa, ma non ne mai avuto sottomano nessun esemplare.
I font tt del greco hanno gli stessi parametri di nerezza e dimensioni dei font tt latini delle famiglie standard CM. EC, LM e varianti. Non sono un granché, ne sono convinto anch’io, ma onestamante oggi come oggi non me la sentirei di rimettere le mani sul codice per creare una nuova famiglia che oltre ad essere disegnata con gli stessi paramentri del tt latino abbia anche le grazie sul minuscolo.
Certo potesti ridefinirti il comando \greco in modo che scriva in sf per esempio; il tratto è uniforme, come nei tt, ma sono a spaziatura variabile; grazie a questa spaziatura variabile non sono così male come i tt. possono assomigliare a font per codici, ma restano a spaziatura variabile.
Ciao
Claudio
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\newcommand{\greco}[1]{%
\begin{otherlanguage*}{greek}\sffamily#1\end{otherlanguage*}}
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Tieni sempre presente che sto parlando di font CBgreek, distriuiti di default e funzionanti con l’encoding LGR. Se vuoi usare XeLaTeX, invece di pdfLaTeX hai la possibilit`à di usare il font monaco per la famiglia a spaziatura fissa, e quel font OpenType contiene anche il greco nello stesso stile. Purtroppo non puoi usare facilmente la parte greca del monaco in pdfLaTeX (font virtuali, creazione dei font tfm, inserimento nelle mappe, eccetera.) Io non sono capace di farlo; per lo meno preferirei usare XeLaTeX e in quattro e quattr’otto sarei a posto. 😉