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Luca.Peroni.
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8 Febbraio 2011 alle 11:43 #55686::
Salve. Ringrazio, innanzitutto, l’intero gruppo di visitatori e moderatori del forum senza i quali non sarei riuscito nel mio intento. Neofita, dopo aver scritto qualche documento con Latex, mi sono imbarcato nell’impresa titanica di reimpostare, da capo, il Piano dell’Offerta Formativa della mia scuola partendo da un DOC e costruendo capitolo per capitolo il documento in Latex con tabelle, figure flottanti, figure affiancate ecc.
Arrivo alla mia domanda. Sono innamorato dell’ArteLatex, ormai mia guida spirituale da qualche mese e mi piacerebbe costruire l’indice come quello di Lorenzo, ovvero vorrei:
1) collegamenti al numero e non cerchiati di rosso
2) numeri arancioni e con altro carattere.Vi rigrazio anticipatamente per la risposta e ancora grazie per tutte le domande/risposte che sono presenti nel forum
Luca
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8 Febbraio 2011 alle 11:53 #55687::
Salve. Ringrazio, innanzitutto, l’intero gruppo di visitatori e moderatori del forum senza i quali non sarei riuscito nel mio intento. Neofita, dopo aver scritto qualche documento con Latex, mi sono imbarcato nell’impresa titanica di reimpostare, da capo, il Piano dell’Offerta Formativa della mia scuola partendo da un DOC e costruendo capitolo per capitolo il documento in Latex con tabelle, figure flottanti, figure affiancate ecc.
Arrivo alla mia domanda. Sono innamorato dell’ArteLatex, ormai mia guida spirituale da qualche mese e mi piacerebbe costruire l’indice come quello di Lorenzo, ovvero vorrei:
1) collegamenti al numero e non cerchiati di rosso
2) numeri arancioni e con altro carattere.Vi rigrazio anticipatamente per la risposta e ancora grazie per tutte le domande/risposte che sono presenti nel forum
LucaIntanto, benvenuto!
Arancione? 🙂 (Tommaso riderà, suppongo.)
`\usepackage{color}
\definecolor{linkcolor}{rgb}{0,0,.55}
\usepackage{hyperref}
\hypersetup{colorlinks=true,linkcolor=linkcolor,pdfpagelabels}
\usepackage{bookmark}`
Se però vuoi i collegamenti nel documento di un altro colore, devi fare un po’ di lavoro in più:
`…
\usepackage{color}
\definecolor{linkcolortoc}{rgb}{0,0,.55}
\definecolor{linkcolortoc}{rgb}{1,1,.55} % o quello che vuoi
\usepackage{hyperref}
\hypersetup{colorlinks=true,pdfpagelabels}
\usepackage{bookmark}
…
\begin{document}
…
\hypersetup{linkscolor=linkscolortoc}
\tableofcontents
\hypersetup{linkscolor=linkscolordoc}
…`
In che senso “altro carattere”?Ciao
Enrico
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8 Febbraio 2011 alle 12:04 #55688::
Mi sono perso nei ringraziamenti (dovuti) e non ho spiegato bene il problema.Gradirei un indice con numero del capitolo arancione (l’ho messo anche dentro il documento) e riferimento non sul titolo del capitolo ma sul numero di pagina (di colore diverso come nell’ArteLatex). Magari mi sbaglio, e la mia dirigente mi trova da ridire, ma mi sembra molto più elegante.
Per quel che riguarda l’altro carattere (conta che VOI mi avete aperto all’arte della composizione tipografica mentre IO sono ancora ignorante) ho visto che sempre nell’Arte il numero di pagina è diverso (i numeri sono allungati verso il basso). Il farli diversi e con carattere diverso fa subito notare che il link è lì.
Spero di essere stato più chiaro.
Ancora mille grazie
Luca
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8 Febbraio 2011 alle 12:32 #55689::
Mi sono perso nei ringraziamenti (dovuti) e non ho spiegato bene il problema.
Gradirei un indice con numero del capitolo arancione (l’ho messo anche dentro il documento) e riferimento non sul titolo del capitolo ma sul numero di pagina (di colore diverso come nell’ArteLatex). Magari mi sbaglio, e la mia dirigente mi trova da ridire, ma mi sembra molto più elegante.
Per quel che riguarda l’altro carattere (conta che VOI mi avete aperto all’arte della composizione tipografica mentre IO sono ancora ignorante) ho visto che sempre nell’Arte il numero di pagina è diverso (i numeri sono allungati verso il basso). Il farli diversi e con carattere diverso fa subito notare che il link è lì.
Spero di essere stato più chiaro.
Ancora mille grazie
LucaMi ero dimenticato un’opzione da mettere in \hypersetup:
`hypersetup{linktocpage,colorlinks=true,linkcolor=linkcolor,pdfpagelabels}`
I “numeri allungati verso il basso” sono i cosiddetti “numeri minuscoli”. Non tutti i font ce li hanno; se scrivi
`\usepackage[osf]{mathpazo}`
nel preambolo, avrai Palatino con numeri minuscoli.Ciao
Enrico
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8 Febbraio 2011 alle 13:32 #55690::
Sono innamorato dell’ArteLatex, ormai mia guida spirituale da qualche mese e mi piacerebbe costruire l’indice come quello di Lorenzo […]
Ottima scelta: chi ama l’Arte è corrisposto. 🙂
Se ti piace così tanto l’aspetto dela guida, perché non parti dal mio modello “Tesi Classica? lo trovi sul mio sito: permette di riprodurre il look & feel dell’Arte.
Ciao,
L.
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8 Febbraio 2011 alle 14:31 #55691::
Ciao. Intanto grazie. Ho risolto, grazie a te, praticamente tutti i miei problemi.L’unica cosa che mancava era il numero del capitolo in arancione e l’ho risolto così:
\renewcommand{\cftchappresnum}{\large\bfseries\color{orange}}
L’ultima cosa che ti chiedo, se non è troppo complicato, se è possibile applicare lo stile palatino SOLO ai caratteri di pagina e, eventualemente, agli altri collegamenti incrociati che sono nel resto del documento.
Ancora grazie per l’aiuto che mi dai,
Luca
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8 Febbraio 2011 alle 14:47 #55692::
Per Lorenzo: un ringraziamento personale per tutto il materiale che hai messo a disposizione, senza il quale non avrei mai avuto il coraggio di iniziare l’avventura.
Ti devo dire la verità, ho tentato di sbirciare nei tuoi file ma per me adattare il tuo lavoro al mio è complicato (non sono ancora così esperto). Ci proverò con calma, per ora devo produrre la prima revisione del POF il più rapidamente possibile e i risultati sono già, ovviamente, nettamente superiori ad un qualsiasi documento fatto con un wysiwyg.
In realtà mi piace il computer modern e, contemporaneamente, tutto lo stile dell’Arte e non so neppure io come coniugarli.
Grazie ancora.
Ciao
Luca
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8 Febbraio 2011 alle 15:24 #55693::
Senza toglire niente al Palatino, all’Iwona e al BeraMono usati da Loroenzo nell’arte, lascia stare i computer modern e usa i Latin Modern
`
\usepackage{lmodern}
`
Siccome i Latin Modern hanno più famiglie serie e forme dei Computer Modern, leggi con attenzione la loro documentazione: in …/doc/fonts/lm/ ci sono molti file pdf da esaminare.(…/ corrisponde alla radice della tua installazione del sistema TeX; se hai TeX Live essa è texlive/2010/texmf-dist/ — con MiKTeX non saprei dirti)
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8 Febbraio 2011 alle 15:41 #55694::
Scusa Old Claudio ma non sono ancora un utente così avanzato. Computer modern è quello di default, vero? A me piace molto. Che differenza c’è da Latin modern?
Non so neppure se l’ho richiamato correttamente. Io volevo solo sapere se posso avere nell’indice i numeri di pagina minuscoli.
Anche a te, grazie mille per l’interessamento
ciao
Luca
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8 Febbraio 2011 alle 16:32 #55695::
Lo so, lo so, che volevi i numeri di pagina minuscoli, ma hai fatto u commento sul fatto che ti paice il CM.
I font CM sono quelli che ha disegnato Knuth nel lontano 1978-79 e che si chiamavano Almost Computer Modern: poi quando è uscito TeX82 egli ha reso i suoi font distribuzione ufficiale, toglieno l’ “almost” visto che aveva tolto quasi tutti i bug. Le ultime correzioni ai Computer Modern sono di un cinque o sei anni fa. I CM sono formati da polizze di 128 caratteri e non hanno i caratteri accentati, visto che in inglese non servono; TeX però è atteezzat per mettere una moltitudine di segni diacritici sopra e sotto qualunque lettera. Tuttavia la sillabazione è impedita da questi comandi per sovrapporre gli accenti. Dopo pochi anno che il sistema TeX aveva preso piede e con furore, direi, anche in Europa dove virtualmente, a parte l’inglese moderno, non c’è nessuna lingua che si scriva senza qualche diacritico o qualche carattere speciale, nel 1991, insieme all’uscita di TeX 3 che poteva gestirli, fu stabilito un standard per font a 256 caratteri e furono quasi subito creati i font Euroepan Computer Modern, sigla EC, di cui però non furono distribuiti altro che i file per produrli con METAFONT sotto forma di matrici di punti. Invece i CM erano già stati resi disponibili in formato vettoriale.
Negli ani 2000 le associazioni nazionali polacca e cecoslovacca si diedero da fare per produrre font vettoriali adatti alle loro lingue ricchissimi di segni diacritici e impeditissime dal vecchi font CM, ma anche impediti dai font EC privi di una versione vettoriale (veramente ne esistevano ma erano proprietarie, quindi non erano distribuibili con le versioni gratuite del sistema TeX). Gli sforzi di questi gruppi hanno prodotto sempre sulla fals riga dei CM, i font Latin Modern a 256 charatteri e corrispondenti a diversi encoding, non solo il T1, praticamente diventato oggi il font di default, ma anche le codifiche più adatte alle lingue slave, completando e arricchendo le famiglie (con grazie, senza grazie, a spaziatura fissa, a spaziatura variabile. ecc.) le serie (normale, nero esteso, nero normale, condensato, ecc.) e le forme tondo, corsivo, maiuscoletto, tondo inclinato, corsivo diritto, maiuscoletto inclinato,ecc.), molte delle quali non essitevano nella raccolta CM. Il diegno è stato ritoccato un poco in modo che fosse particolarmente adatto epr i font vettoriali. I Cechi hanno invece reso in formato vettoriale adattamanti dei palatino, elvetica, courier, eccetera in forma OpenType, mentee i LaTin Modern sono ancora solo in forma Type 1. anche se ne ho visti anche in forma TrueType.Ora perché ti ocnsiglio di usare i LAtinModern con l’opzione T1 per il pacchetto fontenc e con l’opzione che preferisci per il pacchetto inutenc. perché così non avrai mai nessuna problema con i font del testo che si sposino bene con quelli della matematica; se poi i Latin Modern (che per il testo normale sembrano i CM) ti piacciono, come piacciono a me, allora diventeranno i tuoi font per tutti i giorni.
Attento, indipendentemente da ogni altra cosa, devi sempre usarli per motori di composizione come pdfLaTeX che compongano con font vettoriali, devi sempre produree file in formato PDF, e devi sempre usare per l’uscita la codifica T! se vuoi sillbare bene anche il tuo POF, che suppongo sia scritto in italiano; usa anche il paccheto microtype per avere capoversi bellissimi, ancora più belli di come li compone pdfLaTeX quando non usi questo pacchetto. Sarai felice per sempre.
Non sentiirti troppo principiante; ora che conosci l’Arte a memoria, studiati anche l’Introduzione (link qui sopra); la discussione fra le codifiche dei font, i vari tipi di font, di come comporre testi a partire da sorgenti scritti in Word, a rispettare le norme tipografiche, molte delle quali sono di pura “educazione” più che delle prescrizioni cogenti. L’unione dell’Arte e dell’Introduzione fa un binomio perfetto.
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8 Febbraio 2011 alle 17:28 #55696
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9 Febbraio 2011 alle 7:23 #55697::
Ora perché ti ocnsiglio di usare i LAtinModern con l’opzione T1 per il pacchetto fontenc e con l’opzione che preferisci per il pacchetto inutenc. perché così non avrai mai nessuna problema con i font del testo che si sposino bene con quelli della matematica;
Ciao Claudio. Il discorso che hai fatto è interessante. Non ho però afferrato alcune cose. Una è relativa al commento sopra quotato. Ho provato a usare i latin modern, e pare che sia per quanto riguarda il testo che per quanto riguarda la matematica siano estremamente simili ai computer modern. Perchè dici allora che con questi ultimi i caratteri hanno difficoltà a sposarsi tra loro?
In secondo luogo, il fatto che i font CM non siano vettoriali (o ho capito male?) li svantaggia nei confronti di font vettoriali?
Infine, parli del problema della sillabazione. Questo problema è stato risolto, o no? Oggigiorno il testo viene sillabato con qualsiasi font, o sbaglio?
Ciao,
Daniele
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9 Febbraio 2011 alle 8:48 #55698::
Ho provato a usare i latin modern, e pare che sia per quanto riguarda il testo che per quanto riguarda la matematica siano estremamente simili ai computer modern. Perchè dici allora che con questi ultimi i caratteri hanno difficoltà a sposarsi tra loro?
In secondo luogo, il fatto che i font CM non siano vettoriali (o ho capito male?) li svantaggia nei confronti di font vettoriali?
Infine, parli del problema della sillabazione. Questo problema è stato risolto, o no? Oggigiorno il testo viene sillabato con qualsiasi font, o sbaglio?
I Latin Modern sono i CM riveduti e corretti, disponibili in diverse codifiche (T1, LY1, ecc); sono i font di default per XeLaTeX, mentre per pdfLaTeX il default sono i font CM con codifica OT1.
Qaundo usi font diversi dai CM o dagli LM, per esempio palatino, garamond, ecc. se non usi i pacchetti giusti (spesso non esistono) per la matematica vengono usati i CM (le tre famiglie matematiche dei CM praticamente coincidenti con le tre famiglie matematiche degli LM) e i font testuali scelti, magari elegantissimi, non si sposano bene con i font matematici. Dipende da cosa scrivi; se usi anche solo un po’ di matematica, devi stare attento a quali font diversi dai CM e dagli LM usi e con quali pacchetti li carichi.
I CM codificati OT! esistono anche in forma vettoriale; sono I CM con codifica T! che si chiamano EC, che non esistono in forma vettoriale; sono sostituiti dai CM-super, un progetto russo per combinare assieme i font latini e i font cirillici attraverso tabelle di font che condividono i disegni comuni e con una marea di font vettoriali per farne vedere solo al massimo 256 a pdfLaTeX e 256 corrispondenti alla codifica T1 oppure a una delle codifiche cirilliche T2. Per noi italiani essi sono troppo ingombranti; L’azienda che produce la distribuzione commerciale VTeX ha prodotto anche i font EC vettoriali e su CTAN sono anche presenti e scaricabili, ma non sono una collezione completa, sono solo quelli che servono a VTeX. La presenza di questi font è relativamente recente, e molto posteriore al congresso di Cork dove fu ideata e definita la codifica T1.
La sillabazione è stata risolta compatibilmente con i font usati; con i font in uscita codificati T1 (o coni font OpenType usati da XeLaTeX, codificati in EU1) non ci sono problemi, come non essitono con i font cirillici codificati in T2 o i font greci codificati in LGR o i font greci codificati in ibiscus, eccetera. I problemi rimangono se il fot di uscita è codificato in OT1, come era prima del 1991 e come è ancora oggi quando l’utente principiante non conosce questi problemi e non specifica niente né per la codifica d’entrata, né per quella di uscita.
Il fatto che i font CM non dispongano delle lettere accentate, ma combinino l;accento con la lettera base con un comando primitivo che si chiama, guarda caso, \accent, fa sò che se il tuo testo in italiano usa la parola “qualità”, e nello schermo appare scritta bnee, quando arriva all’algoritmo di sillabazione la stringa che questo riceve è “qualit\accent18a”. L’algoritmo allora cerca di riconoscere la parola e trova che solo la stringa “qualit” soddisfi alla definizione di parola secondo TeX; per cui trova i punti di cesura solo in qua-lit e non in qua-li-t. poco male, mi dirai, perde solo un possibile punto di cesura non riconoscendo l’ultima sillaba. Ma supponi di inserire un nome straniero o una parola di origine straniera, come l’unità di misura “örsted”. La stringa che arriva all’algoritmo di sillabazione diventa “\accent??orsted” (i due unti interrogativi sostituiscono l’indirizzo della dieresi che non mi ricordo a memoria) e quindi per questo algoritmo essa non è una parola secondo TeX e non viene divisa in sillabe.
Conclusione: i font CM in senso stretto non devono mai essere usati scrivendo in una qualunque delle lingue “occidentali” scritte in lettere latine, tranne l’inglese modero (quello antico usava gli accenti) che non usa accenti. Con mia sorpresa ho scoperto che anche il latino moderno ecclesiastico usa gli accenti; quello antico non li usava e le marcature delle lunghe e delle brevi sono usati solo nelle grammatiche e nei vocabolari.
Puoi approfondire la sillabazione in una delle appendici dell’Introduzione e saperne di più sui caratteri nel capitolo 11 dell’Introduzione (link in alto nella pagina del forum).
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9 Febbraio 2011 alle 10:51 #55699::
Grazie per la risposta. Inizio ad avere le idee un po’ più chiare. Di sicuro leggerò i riferimenti all’Introduzione che mi hai passato. Un’ultima domanda. In classicthesis il font usato per il testo è il palatino. Per la matematica ho letto da qualche parte (sul forum) che c’è la famiglia palatino. Perché dici che con il palatino si rischia che il font matematico non si sposi bene, dal momento che esiste il font matematico palatino?Grazie ancora,
DanielePS Prima o poi leggerò in modo completo tutta l’Introduzione, non solo le parti indicate in questo topic.
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9 Febbraio 2011 alle 11:48 #55700::
Sì, certo c’è mathpazo, il pacchetto che carica ttuu il palatino completo di matematica; c’è pxfonts che secondo me fa la stessa funzione, ma secondo gli intenditori non ha le crenature giuste in matematica (io ho creato un certo numero di formule identiche e le ho composte con pxfonts e con mathpazo e onestamente sono riuscito a vedere la differenza solo ingrandendo di dieci volte e non sono sicuro che non sia semplicemente il rendering del visualizzatore di fole PDF)È quello che dicevo: altri font diversi da quelli nativi per il sistema TeX vanno scelti con cura e appaiati con cura. per esempio il pacchetto mathdesign riesce a far funzinare come si deve con la matematica sia i garamond, gli utopia, i charter. Ma alcuni si lamentano che le cose non sono come dovrebbero essere.
Non è un caso che le cose stiano andando piano con XeLaTeX; per ora sono disponibili i font asana e i font xits con i compagni xits math, altrimenti con gli altri (infiniti) font che si possono usare traendoli dalla lista dei font a bordo del PC, non solo distribuiti con il sistema TeX, la parte di matematica è ancora poco curata e affidata ai Latin Modern, che non si sposano troppo bene con qualunque altro font OpenType.
Lorexo e Tommaso nell’Arte contiuano ad usare per la matematica, il cui testo è composto in palatino, i font euler; bellissimi, disegnati da Zapf per la matematica del testo di Knuth, “Concrete mathematics”, ma con alcuni difetti che ne impediscono l’uso nelle discipline di scienze applicate (fisica, ingegnerie varie, chimica, geologia, biologia, eccetera) perché non permettono di rispettare le norme ISo relative alla scrittura della matematica per queste scienze.
Lorenzo e Tommanso hanno dovuto ricorrere ai font LM (credo) per il paragrafo concernente le virgolette, perché il palatino ha le virgolette alte (inglesi) aperte e chiuse che non sono facilmente distinguibili el une dalle altre e non si distinguono bene nemmeno dalle virgolette doppie verticali, quelle che non bisogna usare mai in un testo tipograficamente bene composto.
Come vedi di problemi ce ne sono tanti con i font nati e sviluppati fuori dell’ambiente TeX e questo ti spiega perché usando pdfLATeX e componendo anche della matematica io uso sempre solo i Latin Modern. Per testi meno impegnativi uso anche i TX [pacchetto txfonts) o PX (pacchetto pxfonts); Con XeLaTeX ancora sto facendo esperimenti; e per ora i font XITS e XITS Math mi sembrano una buona accoppiata.
Nell’Introduzione si parla poco di XeLaTeX, ma nella versione che sto curando ed editando ci sarà un paragrafo che mostra come usare XeLaTeX per comporre un testo in greco classico.
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9 Febbraio 2011 alle 12:59 #55701
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9 Febbraio 2011 alle 13:23 #55702::
[…] mentre i Latin Modern sono ancora solo in forma Type 1. anche se ne ho visti anche in forma TrueType. […]
I font Latin Modern sono disponibili in formato OpenType e installabili per l’uso con altri programmi sul proprio sistema operativo; cambia poco se i glifi sono definiti come Type1 o TrueType.
I Latin Modern possiedono anche i numeri minuscoli, a cui si accede con il pacchetto cfr-lm per pdfLaTex, con le opzioni di fontspec per XeLaTeX. Con pdfLaTeX è sufficiente
`\usepackage[tt={oldstyle=false,proportional=false,variable=false}]{cfr-lm}`
per avere i numeri minuscoli (il default imposta i numeri minuscoli e la spaziatura proporzionale anche per i caratteri dattilografici, che non sembra corretto).Il difetto maggiore dei Latin Modern rispetto ai CM-Super è che non possiedono caratteri cirillici.
Ciao
Enrico
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9 Febbraio 2011 alle 16:39 #55703::
Il difetto maggiore dei Latin Modern rispetto ai CM-Super è che non possiedono caratteri cirillici.
In verità non lo considero un difetto, nonostante la buona volontà del curatore russo del progetto CM-super. Non uso spesso il cirillico, anzi quasi mai; le poche volte che l’ho usato, in mancanza di versioni ufficiali solo cirilliche, vettoriali e “ufficialmente approvate”, ho preferito crearmi i font vettoriali con mftrace e installarmeli nelle debite mappe.
Ma una cosa che non ho esplicitato nelle risposte a Daniele86, perché mi pare troppo tecnica, ma che ritengo un punto di forza dei LM, è che i file di descrizione dei font LM consentono praticamente l’uso di qualunque corpo senza però avere bisogno di arrotondamenti come i CM, CM-super, EC di VTeX, persino gli LGR, eccetera; ogni corpo è stabilito in range contigui ottenuti da pochi corpi ottici sottoposti a lievi ingrandimenti o rimpicciolimenti. Il numero di font ottici distinti viene così ridotto, quasi dimezzato, rispetto a quanto sarebbe necessario con gli altri font.
Se vuoi specificare
`\fontsize{10.3}{12.5}\selectfont`
lo puoi fare senza problemi e non avrai informazioni circa i fatto che certi font non erano disponibili e che è stato usato il font in corpo 10pt con un arrotondamento di 0.5pt.Sarà ridicolo voler fare queste cose, ma quando vai a leggere i libri dei grandi book designer scopri che molto raramente hanno usato corpi interi.Io finisco sempre le mie presentazioni con un Happy LaTeXing in corpo 50pt. Con gli altri font lo posso fare solo ricorrendo a cose tipo \resizebox oppure \scalebox.
Ciao
Claudio
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9 Febbraio 2011 alle 16:55 #55704::
Ma una cosa che non ho esplicitato nelle risposte a Daniele86, perché mi pare troppo tecnica, ma che ritengo un punto di forza dei LM, è che i file di descrizione dei font LM consentono praticamente l’uso di qualunque corpo senza però avere bisogno di arrotondamenti come i CM, CM-super, EC di VTeX, persino gli LGR, eccetera; ogni corpo è stabilito in range contigui ottenuti da pochi corpi ottici sottoposti a lievi ingrandimenti o rimpicciolimenti. Il numero di font ottici distinti viene così ridotto, quasi dimezzato, rispetto a quanto sarebbe necessario con gli altri font.
Ti sbagli. I font EC e i CM-Super che ne sono una versione Type1 hanno diversi corpi:
`ecrm0500 SFRM0500 “T1Encoding ReEncodeFont” -
9 Febbraio 2011 alle 17:33 #55705::
Non mi sono spiegato bene. Quello che tu esponi è la mappa dei font, quello di cui io parlo è il modo di selezionare i corpi con i file .fdPer esempio il file t1lrm.fd contiene fra l’altro il codice:
`
\DeclareFontShape{TS1}{lmr}{m}{n}%
{<-5.5> ts1-lmr5 <5.5-6.5> ts1-lmr6
<6.5-7.5> ts1-lmr7 <7.5-8.5> ts1-lmr8
<8.5-9.5> ts1-lmr9 <9.5-11> ts1-lmr10
<11-15> ts1-lmr12
<15-> ts1-lmr17
}{}
`
I corpi ottici usati sono solo il 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12 e 17 come tu hai notato dalle mappe.
Ma ogni altro possibile corpo rientra nei range della dichiarazione. Ora è vero che il vero corpo 11 non c’è come corpo ottico, ma è ottenuto dal corpo 12 per rimpicciolimento di i/12, vale a dire dell’8,3%Il pacchettino type1ec distribuito insieme ai font CM-super produce lo sesso effetto sui CM-super, salvo che questi sono più numerosi quindi c’è sa aspettarsi che gli ingrandimenti e i rimpicciolimenti siano più contenuti che non con gli LM. D’accordo. Ma i file .fd degli LM lo fanno già da soli, mentre per i CM-super bisogna farlo caricando un ulteriore pacchetto. Inoltre i corpi ottici degli LM sono gli stessi che Knuth aveva creato per i CM.Se lui aveva ritenuto che questi corpi ottici fossero sufficienti, perché noi dovremmo avere dei dubbi?
Visto da una altro punto di vista: Io ho creato i font greci modellandone i corpi ottici come quelli dei font EC prodotti (dopo la versione beta dei DC) dal comitato preposto, anche se portano la firma solo di Knappen. Non ho confrontato con i parametri METAFONT dei CM-super (se esistono), ma quelli degli EC erano determinati un po’ ad occhio, specialmente per i corpi ottici maggiori, senza una legge precisa: basta prenderne un parametro a caso e riportarlo in diagramma in funzione del corpo ottico per il quale è stato specificato; I nodi della curva spline usata per interpolare i valori sono decisamente in numero inferiore a quello dei corpi ottici creati e la spline è ondeggiante perché, appunto, i valori sono stati messi lì a buon senso, ma non con una legge precisa in testa. Quindi i corpi ottici degli EC e dei CM-super sono già frutto di una, chiamiamola, interpolazione, quindi non sia ha nulla in più rispetto agli LM se non l’apparenza, e forse qualcosa in meno dell’apparenza. Almeno l’interpolazione e l’estrapolazione degli LM è lineare fra un corpo ottico e l’altro e fuori dei valori estremi; è prevedibile che cosa succede, non è prevedibile con gli EC e i CM-super.
Detto questo non mi sembra che la discussione sia realmente importante: si tratta di variazioni talmente piccole che la riproduzione a schermo e a stampa anche con le macchine di fotoincisione a densità maggiore non permette di valutare ad occhio nudo le differenze.
Perché discutiamo allora? non ce n’è motivo; l’unica differenza reale e tangibile degli LM rispetto ai CM-super ed EC è che i file pfb che vengono caricati nel file PDF finale sono di meno se si usano gli LM. Per la qualità non credo che senza l’uso del microscopio si possa dire nulla.
Ciao
Claudio
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17 Febbraio 2011 alle 20:40 #55706::
Per vari motivi, oltre a un brutto raffreddamento, non ho più partecipato alla discussione. Vedo che siete andati oltre e le informazioni ora sono veramente molte.
Sono tornato perché non avevo ringraziato e informato degli esiti: sono riuscito nell’intento, ho ottenuto ciò che desideravo e per questo RINGRAZIO TUTTI (sì, urlato). 😀
Luca
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