Re: Indice personalizzato (mica tanto)

#55698
OldClaudio
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    Ho provato a usare i latin modern, e pare che sia per quanto riguarda il testo che per quanto riguarda la matematica siano estremamente simili ai computer modern. Perchè dici allora che con questi ultimi i caratteri hanno difficoltà a sposarsi tra loro?

    In secondo luogo, il fatto che i font CM non siano vettoriali (o ho capito male?) li svantaggia nei confronti di font vettoriali?

    Infine, parli del problema della sillabazione. Questo problema è stato risolto, o no? Oggigiorno il testo viene sillabato con qualsiasi font, o sbaglio?

    I Latin Modern sono i CM riveduti e corretti, disponibili in diverse codifiche (T1, LY1, ecc); sono i font di default per XeLaTeX, mentre per pdfLaTeX il default sono i font CM con codifica OT1.

    Qaundo usi font diversi dai CM o dagli LM, per esempio palatino, garamond, ecc. se non usi i pacchetti giusti (spesso non esistono) per la matematica vengono usati i CM (le tre famiglie matematiche dei CM praticamente coincidenti con le tre famiglie matematiche degli LM) e i font testuali scelti, magari elegantissimi, non si sposano bene con i font matematici. Dipende da cosa scrivi; se usi anche solo un po’ di matematica, devi stare attento a quali font diversi dai CM e dagli LM usi e con quali pacchetti li carichi.

    I CM codificati OT! esistono anche in forma vettoriale; sono I CM con codifica T! che si chiamano EC, che non esistono in forma vettoriale; sono sostituiti dai CM-super, un progetto russo per combinare assieme i font latini e i font cirillici attraverso tabelle di font che condividono i disegni comuni e con una marea di font vettoriali per farne vedere solo al massimo 256 a pdfLaTeX e 256 corrispondenti alla codifica T1 oppure a una delle codifiche cirilliche T2. Per noi italiani essi sono troppo ingombranti; L’azienda che produce la distribuzione commerciale VTeX ha prodotto anche i font EC vettoriali e su CTAN sono anche presenti e scaricabili, ma non sono una collezione completa, sono solo quelli che servono a VTeX. La presenza di questi font è relativamente recente, e molto posteriore al congresso di Cork dove fu ideata e definita la codifica T1.

    La sillabazione è stata risolta compatibilmente con i font usati; con i font in uscita codificati T1 (o coni font OpenType usati da XeLaTeX, codificati in EU1) non ci sono problemi, come non essitono con i font cirillici codificati in T2 o i font greci codificati in LGR o i font greci codificati in ibiscus, eccetera. I problemi rimangono se il fot di uscita è codificato in OT1, come era prima del 1991 e come è ancora oggi quando l’utente principiante non conosce questi problemi e non specifica niente né per la codifica d’entrata, né per quella di uscita.

    Il fatto che i font CM non dispongano delle lettere accentate, ma combinino l;accento con la lettera base con un comando primitivo che si chiama, guarda caso, \accent, fa sò che se il tuo testo in italiano usa la parola “qualità”, e nello schermo appare scritta bnee, quando arriva all’algoritmo di sillabazione la stringa che questo riceve è “qualit\accent18a”. L’algoritmo allora cerca di riconoscere la parola e trova che solo la stringa “qualit” soddisfi alla definizione di parola secondo TeX; per cui trova i punti di cesura solo in qua-lit e non in qua-li-t. poco male, mi dirai, perde solo un possibile punto di cesura non riconoscendo l’ultima sillaba. Ma supponi di inserire un nome straniero o una parola di origine straniera, come l’unità di misura “örsted”. La stringa che arriva all’algoritmo di sillabazione diventa “\accent??orsted” (i due unti interrogativi sostituiscono l’indirizzo della dieresi che non mi ricordo a memoria) e quindi per questo algoritmo essa non è una parola secondo TeX e non viene divisa in sillabe.

    Conclusione: i font CM in senso stretto non devono mai essere usati scrivendo in una qualunque delle lingue “occidentali” scritte in lettere latine, tranne l’inglese modero (quello antico usava gli accenti) che non usa accenti. Con mia sorpresa ho scoperto che anche il latino moderno ecclesiastico usa gli accenti; quello antico non li usava e le marcature delle lunghe e delle brevi sono usati solo nelle grammatiche e nei vocabolari.

    Puoi approfondire la sillabazione in una delle appendici dell’Introduzione e saperne di più sui caratteri nel capitolo 11 dell’Introduzione (link in alto nella pagina del forum).

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