Con pdflatex microtype funziona se si usano i font giusti.
Con xelatex per ora microtype non funziona neanche con i font giusti.
I font CBgreek NON sono font giusti. Che cosa vuol dire font giusto: vuol dire che per quel font esistono delle tabele che dicono carattere per carattere quanto può protrudere, quanto può venire compresso o espanso orizzontalmente, eccetera.
Io queste tabelle non le ho mai fatte; so che richiederebbero un tempo infinito e non mi ci sono mai messo; preferisco — preferivo fino a ieri — usare il mio tempo in modo diverso.
Ieri ho cominciato a trasformare l’Introduzione per renderla compatibile con XeLaTeX. Ovviamente non posso usare microtype nemmeno con i font latini per i quali esistano le tabelle che li rendono giusti, perché la prima uscita di una compilazione xelatex è uno speciale file dvi che dietro le quinte viene subito trasformato in pdf; la cosa è talmente rapida che se si guarda la schermata della console so nota appena un secondo o due di sospensione alla fine prima che si chiuda questa finestra e si aggiorni o si apra la finestra del documento compilato in pdf (suoi nostri Mac).
Quello che ho notato è che lo stesso testo che con pdflatex+microtype veniva perfettamente giustificato, virtualmente senza una sola overfull o underfull hbox, compilato con xelatex senza microtype richiede numerosissimi aggiustamenti a mano, senza contare che polyglossia non fornisce le comodità che offre invece babel per gestire la lingua italiana.
Spero quindi che presto xelatex possa essere compatibile con microtype; nello stesso tempo mi rendo conto dell’importanza dei file specifici per i font greci e magari presto mi metterò a colmare questa lacuna con i CBgreek. Almeno la cosa potrà funzionare con pdflatex, intanto. poi per il resto si vedrà.