Consiglio bibliografico: “TeX for the Impatient”

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  • #58082
    samiel
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      Dal momento che “TeX by Topics” è notevolmente tosto,
      volevo sapere se a giudizio degli esperti “TeX for the Impatient”,
      che mi pare più graduale, è ancor oggi valido a attuale

      Grazie
      M.

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      • #58083
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        Dal momento che “TeX by Topics” è notevolmente tosto,
        volevo sapere se a giudizio degli esperti “TeX for the Impatient”,
        che mi pare più graduale, è ancor oggi valido a attuale

        Sono due libri diversi: TeX by Topics è un compendio del linguaggio di TeX, con tutta la sintassi e interessanti esempi; TeX for the Impatient è una guida a Plain TeX con qualche incursione nel linguaggio. Può essere un’introduzione più graduale, ma niente sostituisce il TeXbook (o TeX by Topic) se vuoi sapere “tutto” del linguaggio.

        Ciao
        Enrico

      • #58084
        samiel
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          Il TeXBook ho iniziato a stuidiarlo.
          Mi pare che abbia in ogni caso un approccio già più graduale
          di “TeX by Topics”. Insomma dici che posso continuare
          col TeXBook e lasciar perdere “TeX for the Impatient”?

          M.

        • #58085
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          Il TeXBook ho iniziato a stuidiarlo.
          Mi pare che abbia in ogni caso un approccio già più graduale
          di “TeX by Topics”. Insomma dici che posso continuare
          col TeXBook e lasciar perdere “TeX for the Impatient”?

          TeXbook con la b minuscola! 🙂 Lascia perdere l’Impatient, al massimo può servire per qualche confronto. Il libro di Eijkhout (lo so scrivere anche senza guardare!) è certamente più arido, ma in alcuni casi le informazioni sono più complete. È certamente più tecnico: per esempio evita le metafore digestive tanto care a Knuth, a favore di una descrizione “informatica”.

          Ciao
          Enrico

        • #58086
          samiel
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            Non è per caso TEXbook? Anche con la E maiuscola, sebbene abbassata? 🙂
            Beh gli anglosassoni sono noti per infilare dovunque un po’ di umorismo,
            Anche Russell non mancava di humor britannico nei suoi libri di filosofia.
            Dunque anche Knuth. Eijkhout non ho idea di dove sia (olandese?),
            nel suo sito mi pare manchino indicazioni biografiche. Sopravviveremo.
            Io procedo, anche se temo che nel prosieguo della lettura non mancherò
            di investire il forum di non pochi quesiti…

            M.

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