Xe(La)TeX e i font di sistema

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    OldClaudio
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      Uno dei vantaggi maggiori di XeLaTeX (o, se si vuole, di XeTeX) è la facilità con la quale si possono usare i font di ogni genere, in particolare i font OpenType; anche quelli in dotazione al sistema operativo della macchina su cui si lavora, senza contare quelli che si possono acquistare. Con (pdf)LaTeX l’installazione di font diversi da quelli distribuiti con TeX stesso era e resta laboriosa; uno dei capitoli più complessi dell’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX è proprio quello dedicato all’installazione di font, che, credo abbia scoraggiato i più dal cimentarsi in questa operazione.

      I font OpenType distribuiti con TeX sono abbastanza buoni; nel suo testo introduttivo introxelatex.pdf Enrico ha fatto numerosi esempi usando prevalentemente se non unicamente i font OpenType distribuiti con TeX; ha fatto benissimo, perché quei font dovrebbero essere certificati validi, e alcuni presentano caratteristiche che non si trovano fra quelli dei vari sistemi operativi; per esempio i font matematici OpenType XITS Math e Asana Math.

      Sul Mac non ho problemi, tranne che con le suitcase di gestione dei font della Apple, ma gli altri sono tanti e belli, che resta solo l’imbarazzo della scelta. C’è anche un’ampia scelta di font preinstallati che non riguardano le lettere latine, ma che riguardano alfabeti retrogradi, sistemi di ideogrammi, sillabari vari.

      Sul fronte Linux (Ubuntu) non ho trovato difficoltà; la scelta è molto meno ampia, ma c’è tutto quel che serve e i font disponibili sono di buona qualità.

      Su Windows ho provato a lavorare con WinXP-SP3; non ho la certezza, ma penso che con Vista e con 7 le cose non siano tanto diverse.

      Di font TrueType e di font OpenType ce ne sono un numero soddisfacente, ma per le lingue orientali (almeno con XP) bisogna installarli apposta dal disco di installazione, perché altrimenti non c’è preinstallato quasi niente. L’operazione non è difficile e dovrebbe essere alla portata di tutti. Il rovescio della medaglia è che la totalità dei font contenenti ideogrammi sono in formato TTC (TrueType Collection); e questi non si possono usare con XeLaTeX; io per lo meno non ci sono riuscito; forse mi è sfuggito qualcosa?

      Sembra che in rete esistano degli “estrattori” dei singoli font ttf dal pacchetto ttc, ma poi spesso non si possono trattare come gli altri font ttf. Windows, poi nella sua cartella C:\WINDOWS\Fonts ha tutti i font del sistema operativo, anche quelli OpenType, sono contenuti in file con estensione ttf. Cliccando su uno qualsiasi di questi nomi di file, si apre un applicativo che mostra diverse righe in diversi copri di testi fittizi, ma non viene detto nulla sui tipi di script che il file contiene.

      Per saperlo si potrebbe usare da finestra comandi un programmino della distribuzione TeX, otfinfo, specificandogli le debite opzioni e il nome del file del font completo di estensione per ottenere le informazioni che mancano dalla schermata del programma di Windows. Quindi in un modo o nell’altro si riesce a scoprire le caratteristiche di ogni font di sistema. Ogni font?, no! Il programma otfinfo non riconosce l’estensione ttc, quindi su questi font non è possibile sapere nulla.

      Dato e non concesso che ognuno di questi file ttc consenta di scrivere in cinese o in giapponese o in coreano, come dice l’interfaccia di installazione di questi font, come si fa ad usarli con XeLaTeX? Fontspec richiede il nome vero della famiglia, ma senza poter avere questo nome vero da otfinfo non si riesce ad andare a tentoni. Esiste qualche strumento per superare questa difficoltà?

      Lo chiedo non tanto per me, (per altro mi piacerebbe moltissimo saperlo e sperimentarne l’efficacia) ma per la miriade di utenti di Windows, fra cui saranno presenti certamente alcuni asiatici che lavorano con TeX, e con XeLaTeX in particolare, e potrebbero esserci degli orientalisti che magari sono costretti ad usare Word perché vorrebbero poter usare le altissime prestazioni del sistema TeX, ma non possono farlo perché non sanno come scrivervi in cinese. Oppure si sono procurati un Mac e se la cavano con il Mac.

      Claudio

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      • #58635
        OldClaudio
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          Non mi rispondo da solo, a informo che esiste in rete un file ttc2ttf-mod.tar.bz2 che contiene una versione modificata del file originale ttc2ttf.cpp e un Makefile, scritto in un linguaggio di scripting a me ignoto, che dovrebbe essere in grado di spezzare una collezione di font con estensione TTC nell’insieme di font TTF che formano la collezione. Temo che su Windows lo si possa compilare solamente disponendo di Cygwin.

          Esisterebbe anche un programma che si chiama breakttc.exe, ma è un caso che tutti i siti da cui può essere scaricato lo contengono nella cartella nihongo? Nihongo vuol dire “lingua giapponese” in giapponese 🙂

        • #58636
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          come scrivere messaggi altamente utili…

          breakttc.exe lo trovate su filewatcher
          http://www.filewatcher.com/m/breakttc.exe.11019.0.0.html

          l’altro non l’ho ancora individuato, non sia mai che a qualcuno viene la voglia di cross-compilarlo con MinGW e renderlo disponibile… allora meglio secretarne il link evidentemente

          il codice sorgente lo trovate però qui:

          http://solaris.sunfish.suginami.tokyo.jp/tips/playground/truetype/ttc2ttf/ttc2ttf.cpp

          copiatelo e incollatelo in un file ttc2ttf.cpp (attenti alle terminazioni delle linee – line ending – che deve essere CR/LF in windows ed LF in Linux) cambiatela casomai

          poi pigliate il gcc e date il comando:

          `gcc -o nomeeseguibile ttc2ttf.cpp`

          potreste dover aggiungere diverse altre opzioni di compilazione

          verificate di avere, in /usr/include/ questi file di intestazione:

          stdio.h stdlib.h time.h string.h type.h sys/stat.h

        • #58637
          OldClaudio
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            breakttc.exe l’ho scaricato e usato; funziona, almeno come splitter della collezione, ma i file che estrae li chiama tutti con nomi del tipo font00.ttf, font01.ttf, font02.ttf, eccetera; quindi prima di scompattare un’altra collezione è meglio cambiare i nomi a questi file in modo che si riconoscono essere derivati dalla collezione scompattata. Dopo si può procedere a scompattare un’altra collezione.

            ttc2ttf.cpp non l’ho estratto e compilato, perché il compilatore C+= e le librerie indicate non ci sono sotto Windows (almeno non sono preinstalalti) e non ho voglia di installare Cygwin; piuttosto lo compilo sotto Linux specificando una macchina diversa da quella standard.

            Il primo eseguibile, breakttc.exe è rudimentale, ma funziona.

            Grazie per le dritte

            Claudio

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