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OldClaudio.
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19 Giugno 2011 alle 23:10 #60249::
Salve a tutti,
sto scrivendo la mia tesi di laurea e vorrei utilizzare il modello “Tesi Classica” di Lorenzo Pantieri.
Il formato da utilizzare è ISO B5; ho provato a cambiare l’opzione in \documentclass da a4paper a b5paper, ma così facendo non ottengo dei margini corretti (le note a margine, ad esempio, “sforano” visibilmente).
Potrei avere qualche suggerimento per risolvere il problema? è necessario l’utilizzo del pacchetto geometry?Grazie in anticipo,
Fabio
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AutoreRisposte
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20 Giugno 2011 alle 8:35 #60250::
Da quanto ricordo, ClassicThesis è pensato per l’A4. Esiste un’opzione per l’A5, ma sperimentale.Non so se per cambiare i margini tu possa usare geometry: lo ricordo incompatibile con le classi KOMA: cerca “typearea” nel mio articolo su ClassicThesis, e (a maggior ragione) nella doc. delle classi KOMA.
Ciao,
L.
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20 Giugno 2011 alle 9:01 #60251::
Se apri il file classicthesis.sty (textmf-distr/tex/latex/classicthesis/) vedi come fa miede a impostare le misure per il foglio A4 e per il foglio A5. Pou replicare le stesse operazioni anche per il formato B5 usando valori diversi.In buona sostanza il codice di Miede per il formato A4 è il seguente (per il font Palatino):
`
\areaset[5mm]{336pt}{750pt}
\setlength{\marginparwidth}{7em}
\setlength{\marginparsep}{2em}
`Siccome la carta B5 è 1.1892 più piccola della carta A4, in prima battuta potresti ripetere quelle tre righe di codice poco prima di \begin{document} dopo averne ridotto i valori numerici del fattore che ti ho indicato sopra (arrotondati al valore intero di punti).
In realtà i commenti di fianco alla prima riga specificano chiaramente che il valore 750 è ricavato considerando la base del blocco di testo moltiplicata per due e poi aggiungendovi 33pt per le testatine 3 42 pt per i piedini. Puoi ripetere i calcoli e determinare meglio l’altezza da dare ad \areaset in modo da non ridurre proporzionalmente gli spazi per testatine e piedini; ma devi provare finché l’occhio non ti soddisfa.
Mi pare che 2em per la separazione delle note marginali dal testo siano abbondanti, secondo me troppo abbondanti; al contrario mi pare che 7em per la larghezza delle note marginali siano decisamente pochi: 7em pressappoco contengono una quindicina di battute (xxxxxxxxxxxxxxx) che mi sembrano una giustezza veramente troppo piccola. Però per proporzionare gabbia del testo, note marginali, margini e compagnia bisogna evidentemente ritoccare tutto. Io ridurrei la distanza ad 1em e aumenterei la giustezza delle note di qualche cosa, tenuto conto che i margini in B5 risulteranno inferiori a quelli del A4; comunque prova e non scordarti di esaminare il riassunto di tutte le misure nel file log, (guarda la seconda tabella, perché la prima è quella calcolata senza le tue impostazioni) cosicché puoi renderti conto meglio in prima battuta, anche senza stampare nulla, se le dimensioni calcolate sono fra loro compatibili e se il tutto resta dentro al pagina con adeguato margine esterno (pensa sempre alla rifilatura delle pagine; sarebbe molto grave se la taglierina tagliasse anche un pochino delle note marginali, o se tagliasse anche solamente tutto il margine all’esterno delle note marginali, cosicché questa apparirebbero a filo del bordo dalla carta 🙁 )
Quando avrai poi trovato i valori ottimali, sarebbe una buona idea se mandassi due righe a Miede (oltre che una cartolina all’indirizzo che indica nella documentazione) per suggerirgli i dati che hai ottenuto affinché possa aggiungere l’opzione per il formato B5.
Anch’io sto “appassionandomi” al formato B5, che trovo molto più comodo da maneggiare specialmente per creare volumi (non rapporti da mettere in un raccoglitore) che trovino spazio nell’altezza normale degli scaffali di casa (non di ufficio). ma col formato B5 ci sono due problemi: (1) la carta B5 in commercio non mi pare che si trovi; però si trova la B4 che costa un poco di più della A4, come è logico che sia. (2) sono rarissime le stampanti non professionali (quindi usabili in casa e da comprare senza dover rateizzarne il costo) che accettino il formato B4.
A parte questi “piccoli” inconvenienti, sarei curioso se anche Lorenzo e Tommaso provassero a ricomporre l’Arte di scrivere con LaTeX usando il formato B5; magari le prove sarebbero negative per quel tipo di testo, ma ce lo direbbero e spiegherebbero anche perché. Tutti abbiamo da imparare da esperimenti del genere.
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20 Giugno 2011 alle 14:36 #60252::
A parte questi “piccoli” inconvenienti, sarei curioso se anche Lorenzo e Tommaso provassero a ricomporre l’Arte di scrivere con LaTeX usando il formato B5; magari le prove sarebbero negative per quel tipo di testo, ma ce lo direbbero e spiegherebbero anche perché. Tutti abbiamo da imparare da esperimenti del genere.
Nella mia libreria ho diverse versioni dell’Arte: quella venuta meglio è stata stampata dal GuIT nel formato 17×24. Non ho reimpaginato la guida, ho semplicemente preso il PDF concepito per l’A4, ho ritagliato i bordi (facendo qualche prova) e stampato il tutto sul nuovo formato. Naturalmente, il corpo del font è più piccolo di quello originale, ma il risultato è comunque leggibile.
Impaginare da capo l’Arte (modificando i margini nel .tex e ricompilando) è fuori discussione: il lavoro per la revisione finale di quel documento è lunghissimo, e il rischio di introdurre errori alto. Questo rischio non si corre sfruttando il PDF liberamente scaricabile e usando quello per la versione con margini diversi.
Ciao,
L.
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20 Giugno 2011 alle 17:18 #60253::
D’accordo, d’accordo.Allora, Lorenzo, ti propongo un’altra cosa: la prossima volta che scriverai una nuova monografia LaTeXiana (per esempio la prossima potrebbe essere “Come scrivere in ebraico” o se preferisci in arabo 🙂 ) prova a farlo sempre con la classe ClassicThesis, come le altre piccole monografie; ma senza re-impaginare niente, visto che componi per la prima volta il documento.
In fondo si tratta solo di aggiungere al fine del preambolo tre sole specificazioni con quattro solo valori numerici 😉
Il resto rimane immutato.
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20 Giugno 2011 alle 21:26 #60254::
Allora, per il momento ho risolto con le indicazioni di OldClaudio.
Ho scalato le dimensioni del fattore 1.1892 ed ho modificato \marginparsep:`\areaset[5mm]{284pt}{630pt}
\setlength{\marginparwidth}{7em}
\setlength{\marginparsep}{1em} `Per il momento il risultato non sembra male, anche se sono ancora in fase preliminare.
Cercherò di aggiornarvi con eventuali nuove prove…!Grazie mille, per il momento 😀
Fabio
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21 Giugno 2011 alle 7:31 #60255::
Allora, Lorenzo, ti propongo un’altra cosa: la prossima volta che scriverai una nuova monografia LaTeXiana (per esempio la prossima potrebbe essere “Come scrivere in ebraico” o se preferisci in arabo 🙂 ) prova a farlo sempre con la classe ClassicThesis, come le altre piccole monografie; ma senza re-impaginare niente, visto che componi per la prima volta il documento.
Per la verità, qualcosina sull’ebraico e sull’arabo ho già scritto:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Complementi.pdfCiao,
L.
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21 Giugno 2011 alle 10:57 #60256
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9 Gennaio 2015 alle 9:03 #60257
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9 Gennaio 2015 alle 12:02 #60258::
Non conosco l’arabo, quindi quello che sto per dire può sembrare o meglio può essere un stupidaggine.Avevo cominciato a scrivere una guida per l’uso di XeLaTeX; per vari motivo mi sono fermato. Ma avevo scritto un capitiolo sulla scrittura delle lingue che si compongono con alfabeti diversi da quello cosiddetto latino.
Avevo fatto degli esempi per l’ebraico, l’arabo e il giapponese verticale; Con XeLaTeX il problema non è tanto scrivere, quanto disporre dei font OpenType che contengano anche i glifi e le legature, importantissime in arabo per le quattro forme (isolata, iniziale, mediale, finale) di ogni lettera; sul mio MAc ho trovato diversi font OpenType adatti allo scopo; siccome non conosco l’arabo, ho copiato dal web e ho incollato qualche periodo di testo arabo nel file sorgente, ovviamente creato e salvato in UTF-8, e il ttesto arabo è risultato composto esattamente come uqello che avevo copiato; ne ho dedotto che le quattro forme di ogni lettera fossero usate nelle legature in modo corretto.
Per il giapponese, di solito ci si arrangio con la rotazione dei glifi, uniti alla rotazione della riga; il risultato non è male, ma introdurre il testo giapponese dalla tastiera con il metodo di cui disponevo con un calcolatore che non ho più era laboriosissimo e lo si poteva usare solo conoscendo il giapponese.
Il succo di questo discorso è che se devi usare un alfabeto diverso da quello latino e disponi di una tastiera adeguatam componendo con XeLaTeX e i font giusti fai tutto quello che vuoi.
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9 Gennaio 2015 alle 13:44 #60259
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9 Gennaio 2015 alle 14:09 #60260::
Non ho usato nessuna file, nessun pacchetto; ho scritto il testo arabo copiando e incollando dal Web, ma ho scritto il tutto in un file .tex, salvato in utf8, e composto con XeLaTeX, non con pdfLaTeX.
Per il greco scrivo direttamente in greco; per il cirillico scrivo direttamente in cirillico con la tastiera cirillica fonetica; per l’ebraico scrivo direttamente con la tastiera ebraica, per il giapponese cerco di scrivere con la tastiera giapponese; questo è il bello del Mac, che permette di avere diversi driver di tastiera sceglibili ocn un click; e di avere un visualizzatore della tastiera che funziona come tastiera virtuale. So che con Windows da sempre si piò cambiare drivere con un click, ma che solo da Win8 (forse Win7, ma io non dispongo ne dell’uno né dell’altro) si può disporre di una tastiera “virtuale” come sul Mac.
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9 Gennaio 2015 alle 14:32 #60261
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9 Gennaio 2015 alle 17:41 #60262::
palingenesi” post=99195Quando hai tempo potresti inserire un’immagine del risultato? Vorrei capire se le lettere finali vocalizzate abbiano la forma mediana oppure no.
Ad ogni modo grazie 🙂Questo è quello che avevo copiaincollato.
Guardando il testo vedo un rettangolo che rappresenta un carattere mancante dal font OpenType che ho usato. Comunque il testo circostante spiega anche che avrei potuto usare un pacchetto destinato all’arabo, con il quale avrei potuto (forse) fare meglio.
[attachment=1240]EsempioArabo.pdf[/attachment]
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10 Gennaio 2015 alle 7:16 #60263::
Ti ringrazio OldClaudio. Credo che sì, ci sia qualche problema di copia/incolla poiché sei riuscito addirittura a vocalizzare una virgola(!!!) 😆
Farò una domanda forse stupida (stupida perché ritengo che gli esperti italiani di TeX siano tutti qui presenti): conoscete qualche italofono (o qualche arabofono che parli italiano) che conosca arabtex? 😥
Colgo l’occasione per scusarmi di questo lungo OT
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10 Gennaio 2015 alle 9:22 #60264::
palingenesi” post=99200Ti ringrazio OldClaudio. Credo che sì, ci sia qualche problema di copia/incolla poiché sei riuscito addirittura a vocalizzare una virgola(!!!) 😆
Farò una domanda forse stupida (stupida perché ritengo che gli esperti italiani di TeX siano tutti qui presenti): conoscete qualche italofono (o qualche arabofono che parli italiano) che conosca arabtex? 😥
Colgo l’occasione per scusarmi di questo lungo OTLa parte difficile è trovare qualcuno che conosca arabtex, non qualcuno blingue. Questi ultimi magari sono pochi fra le conoscenze di ciascuno di noi, ma intersecare questi pochi con i pochissimi che conoscono arabtex probabilmente produce un un insieme vuoto…:sad:
Viceversa la lettura della documentazione di arabxetex (terminale: texdoc arabxetex poin premere tastoe leggere) mi sembra una lettura interessante per chi conosce l’arabo.
Te lo consiglio; mi pare che dedichi molto spazio alle legature e sia un documento essenziale per chi scrive in arabo.
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10 Gennaio 2015 alle 9:33 #60265
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10 Gennaio 2015 alle 17:24 #60266::
palingenesi” post=99202Grazie OldClaudio. Devo cliccare qualcosa nel tuo ultimo messaggio? Non trovo elementi “cliccabili”
No, perbacco!, scusa l’esclamazione…
Non hai capito quello che ho scritto; te lo ripeto in modo più chiaro, spero.Apri un terminale sul tuo calcolatore; il “terminale” è una finestra dove si scrivono i comandi, invece di avere una seire di icone da cliccare. Nei vari sistemi operativo i terminali hanno nomi diversi; Finestra comandi, prompt dei comandi, terminal, xterm, console, eccetera. Non so come si chiami il terminale sulla tua macchina; lo devi scoprire da solo, e devi farlo in fretta, perché usare il calcolatore usando solo il dito indice per cliccare il mouse vuol dire non sapere (o non potere) sfruttare in pieno il proprio calcolatore. Col terminale si fanno cose che col mouse non si possono fare nel modo più assoluto.
Nel tuo caso sei in grado di leggere tutta la documentazione che hai già sul tuo disco (sempre che tu abbia una installazione completa, e non una installazione “basic” del sistema TeX, sia esso MiKTeX o TeX Live); ogni programma, ogni pacchetto è documentato e la documentazione è già sul tuo disco.
Ecco perché sapendo usare il terminale, hai tutta la documentazione alla portata della tua tastiera, non del tuo mouse, ma non hai le incertezze della navigazione in rete, dove c’è di tutto e il contrario di tutto.
In questo sito, nella sezione Documentazione/Guide GuIT Tematiche c’è la guida tematica sulla “linea di comando”, cioè dell’uso di scrivere i comandi nella finestra comandi; te la consiglio.
Perciò dopo aver aperto un terminale ci scrivi dentro texdoc pacchetto; premi il tasto invio, o enter o return, come si chiama nella tua tastiera, e ti si apre un’altra finestra che contiene la documentazione del pacchetto che hai specificato.
Nel tuo caso pacchetto è semplicemente arabxetex.
Non ci sono link da cliccare, perché quel che cerchi è probabilmente sotto alla tua tastiera, comunque è alla portata della tua tastiera.
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