- Questo topic ha 53 risposte, 11 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 14 anni, 4 mesi fa da
jpass.
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8 Settembre 2011 alle 17:44 #63487::
Visitando il forum di Ubuntu a questo indirizzo: trovate la questione che ripropongo su questo forum.
cito:La questione che propongo sarà breve e diretta.
Perché la comunità degli sviluppatori di Ubuntu non si è preoccupata ancora di fornire la nuova Texlive 2011 sul repository? Tanti sono gli utenti affezionati al latex (come il sottoscritto) che sono costrette ad una serie di manovre un pò ostiche per i meno esperti per installare questa versione manualmente, dal momento che su repository esiste una vecchia versione di Texlive del 2009.
Ho parlato di complicazione e farò un esempio: qualora si decida di fare l’upgrade alla 2011 si dovrà necessariamente disinstallare la 2009 dal repository, ma (ecco il primo inghippo) questa operazione, a causa delle dipendenze, si porterà dietro anche la disinstallazione di Kile uno dei più usati editor per Latex. Lo stesso problema si ripropone all’atto della nuova installazione di Kile (dopo aver installato manualmente Texlive 2011), che si porta dietro nuovamente la Texlive2009. Da qui nascono una serie di interferenze tra la 2011 e pezzi della 2009 ancora presenti.
A proposito vorrei segnalare una ottima soluzione trovata in rete, ma a dire il vero non ancora sperimentata personalmente: http://robitex.wordpress.com/2010/10/12/kile-e-tex-live-2010-su-sistemi-ubuntu/.Insomma quello che mi sento di chiedere alla comunità di sviluppatori, a nome di tutti gli utenti Latex: “A quando la versione Texlive 2011 su repository? E poi perché non rivedere tutta quella selva di dipendenze che creano il problema di cui ho parlato per Kile?”
Mi è stato risposto che la causa del mancato aggiornamento del repository di Ubuntu è imputabile agli sviluppatori di Latex. Qualcuno sa fornirmi maggiori info?
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8 Settembre 2011 alle 17:54 #63488::
Non so quanti sviluppatori di Ubuntu si occupino di TeX Live, se devo sparare un numero direi 0. Come puoi vedere qui, da due anni a questa parte su Ubuntu viene usata la versione di Debian senza apportare alcuna modifica. Lo sviluppatore di Debian che si occupa di TeX Live è Norbert Preining (che si occupa anche dello sviluppo upstream di TeX Live). Il problema è che far convivere TeX Live (che di per sé è un grosso progetto) con il sistema di gestione dei pacchetti non è una cosa da poco, per evitare conflitti Preining ha dovuto togliere (a torto o a ragione, personalmente propendo per la ragione) tlmgr, privando però TeX Live di uno strumento comodissimo.
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8 Settembre 2011 alle 18:42 #63489
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8 Settembre 2011 alle 19:03 #63490::
Ammesso che qualcuno si occupi di dividere la TeX Live in pacchetti come piace a Debian (naturalmente diverso da quello usato dalla TeX Live), il problema è comunque insolubile. Ogni nuovo rilascio di software deve passare attraverso alcune forche caudine (unstable prima, poi non so come si chiami e finalmente nella distribuzione). Vari mesi; nel frattempo sarà uscita la 2012.C’è poi da tenere conto che nella versione Debian non c’è tlmgr. Dal rilascio della 2011 a oggi molti pacchetti sono stati aggiornati per correggere vari buchi e ne sono usciti un bel numero di nuovi. La versione Debian non ha la minima possibilità di essere al passo con i tempi di un sottosistema come TeX dove ci sono centinaia di autori per migliaia di file. Non si tratta di aggiungere una pezza (patch) e ricompilare come avviene per parecchi software: tlmgr è una necessità vitale, esattamente come apt-get (o i suoi front-end come Synaptic).
Ciao
Enrico
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8 Settembre 2011 alle 19:40 #63491
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8 Settembre 2011 alle 19:51 #63492::
ilPeggiore” post=62442ora la seconda domanda della quale mi piacerebbe discutere con voi, è quella legata a Kile: perché non sciogliere le dipendenze da texlive?
Di questo ne devi parlare con chi si occupa del mantenimento di Kile in Debian. Sarebbe più utile raccomandare texlive e non dipenderne (come fanno anche altri editor per latex), in modo da poter utilizzare l’editor senza necessariamente portarsi dietro la versione “debianizzata” di Tex Live.
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8 Settembre 2011 alle 20:08 #63493
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8 Settembre 2011 alle 20:27 #63494::
Sì, però l’amante del sistema TeX e di Ubuntu ha a disposizione il facilissimo testo di Enrico: texlive-ubuntu.pdf (cercare con google) che permette di far convivere l’installazione base Debian per le dipendenze con l’installazione completa per lavorare davvero con i programmi di composizione del sistema TeX.Kile? Be’ certo chi ci è abituato sarebbe un grosso dispiacere perderlo, ma ci sono TeXmaker e TeXstudio che fanno quasi tutte le stesse cose di Kile, e in più contengono internamente il loro visualizzatore di file PDF, cosicché con questi programmi, non solo è immediato compilare con pdflatex, ma è anche facilissimo eseguire le correzioni perché il visualizzatore interno dei file PDF consente la ricerca diretta e inversa. Siccome TeXmaker e TeXstudio sono multipiattaforma, non dipendono da nessuna installazione debianica.
Personalmente dispongo di una macchina Ubuntu 11.04 virtuale; ho fatto tutte quello che insegna Enrico in quel testo, e il tutto funziona come un orologio; per mia scelta personale preferisco usare TeXworks invece di TeXmaker o TeXstudio, perché mi piace una interfaccia pulita che non mi occupi quasi tutto lo schermo (panoramico con rapporto 16×9) con barre laterali ingombranti e con diverse righe di icone. In questo modo ho a disposizione metà schermo per la finestra di editing del file sorgente e l’altra metà dello schermo per il visualizzatore interno di TeXworks che è ancora migliore di quello di TeXmaker e TeXstudio.Per altro l’autore di Kile è disponibile ad ascoltare i bisogni dei suoi utenti; l’ho sperimentato anni fa quando usavo Kile.
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8 Settembre 2011 alle 21:02 #63495::
OldClaudio, sei stato davvero illuminante in merito a Texworks: ci farò un pensierino. Il problema è che ora sono sotto tesi e non so se mi convenga passare proprio adesso a questo editor, anche se ha tutta l’aria di essere semplice, da come mi scrivi.
Quand scrivi:texlive-ubuntu.pdf (cercare con google) che permette di far convivere l’installazione base Debian per le dipendenze con l’installazione completa
non capisco esattamente quello che intendi per “installazione base Debian”
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9 Settembre 2011 alle 4:21 #63496::
ilPeggiore” post=62450OldClaudio, sei stato davvero illuminante in merito a Texworks: ci farò un pensierino. Il problema è che ora sono sotto tesi e non so se mi convenga passare proprio adesso a questo editor, anche se ha tutta l’aria di essere semplice, da come mi scrivi.
Quand scrivi:texlive-ubuntu.pdf (cercare con google) che permette di far convivere l’installazione base Debian per le dipendenze con l’installazione completa
non capisco esattamente quello che intendi per “installazione base Debian”
Si riferisce alla texlive installata direttamente dai repositories di ubuntu, che a loro volta attingono direttamente e passivamente da quelli di debian.
In pratica
`sudo aptitude install texlive`
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9 Settembre 2011 alle 5:05 #63497
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9 Settembre 2011 alle 5:25 #63498::
Esattamente! La 209 serve per far contento apt-get e tutta l’architettura Debian. La 2011 serve per lavorare davvero.Attento, come ha ricordato Enrico, il maggior difetto della versione Debian è che deve sottostare ad un lungo processo di validazione da parte del gruppo Debian per arrivare nei repository “normali” ma anche qualora ci arrivasse in un mese invece che in due o tre anni, non disporrebbe del tkmgr per l’update/upgrade “continuo. Tieni presente che ogni settimana vengono messi a disposizione una cinquantina di pacchetti fra quelli nuovi e quelli che hanno subito modifiche. Io stesso ho fatto l’upload di un pacchetto già presente ma aggiornato per lavorare anche con XeLaTeX ad agosto, poi da alcune conversazioni qui sul forum era emerso un bug, e due giorni fa’ ho eseguito l’upload con l’errore corretto. E probabilmente questa era la terza volta che caricavo quel pacchetto solo in quest’anno. Così succede per la maggior parte degli altri pacchetti; tieni presente che quando installi TeX Live completa, quella che noi tutti consigliamo sempre qui sul forum, installi qualcosa come 2350 pacchetti, molti di diversi megabyte, alcuni di circa 70 MiB. Non si tratta di noccioline 🙂
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9 Settembre 2011 alle 5:35 #63499::
ilPeggiore” post=62455quindi se ho capito bene, mi stai dicendo che con questa procedura è possibile far convivere la 2009 con la 2011?
Aggiungo che, se è vero che le due distribuzioni possono convivere amabilmente, si tratta pur sempre di investire svariati giga di spazio su disco, con inutili sprechi.
La cosa migliore è crearsi un metapacchetto texlive che faccia credere al sistema di aver installato texlive appunto, insieme alle sue dipendenze, pur non avendo in realtà niente. In questo modo, potrai installare kile e tutto quello che vuoi, senza sprecare spazio su disco.
Potrei anche passarti il deb creato da me, ma, non usando ubuntu, potrebbe non andar bene sul tuo sistema. In ogni caso, è una procedura di pochi secondi.
Una guida: http://guide.debianizzati.org/index.php/Gestione_dei_metapacchetti#Creare_un_metapacchettoCosa ancora migliore sarebbe però far capire ai debian mantainers di texlive che sarebbe opportuno scorporare le dipendenze.
Ciao
Domenico
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9 Settembre 2011 alle 5:40 #63500::
Cosa ancora migliore sarebbe però far capire ai debian mantainers di texlive che sarebbe opportuno scorporare le dipendenze.
infatti era proprio questo l’intento del mio post sul forum Ubuntu.
Un altro chiarimento: se ho installo sia la 2009 da repository, che la 2011 manualmente, come fa kile a capire che deve utilizzare la 2011 per compilare i .tex?
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9 Settembre 2011 alle 5:48 #63501::
ilPeggiore” post=62458
Cosa ancora migliore sarebbe però far capire ai debian mantainers di texlive che sarebbe opportuno scorporare le dipendenze.
infatti era proprio questo l’intento del mio post sul forum Ubuntu.
Un altro chiarimento: se installo sia la 2009 da repository, che la 2011 manualmente, come fa kile a capire che deve utilizzare la 2011 per compilare i .tex?Non ho mai avuto installate le due versioni contemporaneamete, ma presumo che, se tu aggiungi il percorso di texlive 2011 alla path, quest’ultimo “sovrascriverà”, al caricamento del sistema, quello di texlive 2009.
Comunque, molto dipende da COME hai installato texlive 2011, ed in particolare dalle voci dell’installer “crea i collegamenti nelle directory di sistema” e “crea i collegamenti simbolici nelle directory standard”. Se le hai spuntate, è naturale che prevalga la 2011. Io non le spunto mai, per non sporcare alcuna cartella di sistema, e preferisco quindi aggiungere la path sul file ~/.profile.
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9 Settembre 2011 alle 6:03 #63502::
Doc” post=62459Comunque, molto dipende da COME hai installato texlive 2011, ed in particolare dalle voci dell’installer “crea i collegamenti nelle directory di sistema” e “crea i collegamenti simbolici nelle directory standard”. Se le hai spuntate, è naturale che prevalga la 2011. Io non le spunto mai, per non sporcare alcuna cartella di sistema, e preferisco quindi aggiungere la path sul file ~/.profile.
Mai creare i collegamenti simbolici: se per caso installi senza volerlo una TeX Live minimale Debian, ti troverai in gravi pasticci. C’è anche il modo di evitare di modificare il PATH su .profile, ma non è così importante.
Ciao
Enrico
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9 Settembre 2011 alle 6:06 #63503::
Per far capire a Kile (già installato) che deve usare la 2011, basta aprire il menù Tools e verificare che il percorso di ricerca si quello impostato seguendo la procedura di Enrico, cioè /opt/texbin; se non lo fosse, basta modificare solo quel path. Questo in realtà è un trucco diabolico che Enrico ha escogitato per far convivere non una ma N distribuzioni di TeX Live su una macchina UNIX; infatti basta cambiare questo link simbolico in /opt per cambiare a piacimento path di ricerca, e quindi per usare anche una versione di annate precedenti, se non le si sono cancellate per liberare gigabyte dal disco.Apt-get per le dipendenze cerca in certi suoi file; Kile per funzionare segue il path indicato da quel link simbolico. Come vedi si tratta di due cose distinte.
Per la questione dei gigabyte segnalata da @Doc,si tratta di una cosa seria, serissima, sulle macchine vecchiotte che hanno dischi rigidi piccolini; io lavoravo fino a non molto tempo fa con un portatile con 40GiB di disco, di cui 20 dedicati a Windows e 20 dedicati a Linux. Tutto funzionava piuttosto bene, ma è evidente che l’occupazione delle due partizioni andava gestita con molto giudizio e 3GiB in più o in meno non sarebbero stati uno scherzetto.
Oggi disporre di un disco rigido di 500GiB vuol dire disporre di un disco piccolo. Ormai si vedono réclame di portatili che descrivono macchine con dischi di 1.5 TiB e RAM di 6GiB, cose impensabili fino a due o tre anni fa. È chiaro che la presenza o l’assenza di una distribuzione minima della TeX Live/Debian di base (minimale, senza l’infinità di pacchetti che magari non si useranno mai, ma che sono presenti nella distribuzione completa) non sposta molto il bilancio dell’occupazione del disco, ma certo libera alcune centinaia di megabyte. La distribuzione completa richiede poco meno di 3 GiB.
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9 Settembre 2011 alle 6:07 #63504::
egreg9″ post=62460C’è anche il modo di evitare di modificare il PATH su .profile, ma non è così importante.
Ciao
EnricoConosco la tua guida ed ho visto il modo da te suggerito. Tuttavia, sappi che io sono MOLTO paranoico sulla pulizia del sistema e per questo preferisco agire SOLO al livello di .profile e/o di .xsessionrc. 😀 😀 😀
@OldClaudio
Non ho problemi di spazio su disco, ma sono PARANOICO anche su queste cose! Forse perché il mio primo pc (un portatile) aveva 128 MEGA di spazio su disco? 😆 😆
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9 Settembre 2011 alle 6:20 #63505::
Doc” post=62462
C’è anche il modo di evitare di modificare il PATH su .profile, ma non è così importante.
Ciao
EnricoConosco la tua guida ed ho visto il modo da te suggerito. Tuttavia, sappi che io sono MOLTO paranoico sulla pulizia del sistema e per questo preferisco agire SOLO al livello di .profile e/o di .xsessionrc. 😀 😀 😀
Be’, lo scopo di /etc/profile.d è esattamente quello di modificare il “profile” per ogni utente. Il sistema, con l’aggiunta, è pulito. Direi anzi che non lo è con la modifica di .profile, perché utenti diversi (per esempio root) hanno PATH diversi. Una modifica “globale” deve esserlo fino in fondo.
Ciao
Enrico
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9 Settembre 2011 alle 6:20 #63506::
scusami OldClaudio se insistoPer far capire a Kile (già installato) che deve usare la 2011, basta aprire il menù Tools e verificare che il percorso di ricerca si quello impostato seguendo la procedura di Enrico, cioè /opt/texbin
non riesco a ritrovarmi nella tua spiegazione….forse in settings/configureKile? ma non so dove metterci il nuovo percorso
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9 Settembre 2011 alle 6:44 #63507::
egreg9″ post=62463
[quote=”egreg9″ post=62460]C’è anche il modo di evitare di modificare il PATH su .profile, ma non è così importante.
Ciao
EnricoConosco la tua guida ed ho visto il modo da te suggerito. Tuttavia, sappi che io sono MOLTO paranoico sulla pulizia del sistema e per questo preferisco agire SOLO al livello di .profile e/o di .xsessionrc. 😀 😀 😀
Be’, lo scopo di /etc/profile.d è esattamente quello di modificare il “profile” per ogni utente. Il sistema, con l’aggiunta, è pulito. Direi anzi che non lo è con la modifica di .profile, perché utenti diversi (per esempio root) hanno PATH diversi. Una modifica “globale” deve esserlo fino in fondo.
Ciao
Enrico[/quote]
Il tuo modo di vedere è ineccepibile, ma appunto le paranoie vanno al di là della razionalità. 😉
Comunque, io mi riferisco ai miei personali sistemi, assolutamente monoutente.Chi lo sa? Magari un domani mi decido ad andare di /etc/profile.d? Bah!
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9 Settembre 2011 alle 14:04 #63508::
Non uso più kile da almeno 6 anni, ma c’è sicuramente il modo di configurarlo; anche recentemente su uno dei topic relativi a Ubuntu c’aera qualcuno che diceva di verificare il path impostato nella configurazione di ubuntu e l’interlocutore rispondeva che c’era /etc/texbin e tutto ora funzionava perfettamente. Mi spiace; ho fatto il passo più lungo della gamba riportando cose che avevo letto sul forum.
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9 Settembre 2011 alle 14:11 #63509
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10 Settembre 2011 alle 6:19 #63510::
Ho azionato la mia macchina virtuale Ubuntu e ho installato Kile; vecchi ricordi mi sono tornati alla mente, ma avevo sia torto sia ragione; i Settings non permettono di scegliere nulla, mentre da Tools cliccare su Verify system (o qualcosa del genere) permette di verificare che Kile vuole a tutti i costi lavorare con Okular, che non avevo installato, ma di ogni programma che deve usare indica il path completo e con l’installazione alla Enrico il path è davvero /opt/texbin/…Quindi Kile trova da solo dove cercare gli eseguibili da usare. Non sono riuscito a capire se Kile intergisce con Okular per eseguire la ricerca diretta e inversa; se così non fosse, per me Kile sarebbe del tutto inutile, anche se ha qualche cosa, poco, in più rispetto agli altri editor, che non compenserebbe questa gravissima mancanza.
Commento (probabilmente inutile): dopo aver usato TeXShop per tanti anni e TeXworks piuttosto spesso, non sopporto più gli editore che occupano una buona parte della schermata per barre laterali, diverse righe di tool bars, e iconcine sparse ad ogni angolo della schermata. Naturalmente TeXShop lavora solo su Mac, ma TeXworks lavora su tutte le macchine (non è installato automaticamente con le macchine Linux, ma non è difficile da installare con al solita procedura configure, make, make install) e mi sento di consigliarlo sempre, anche se è un editor per “principianti”; la sua qualità migliore è la ricerca diretta e inversa e la pulizia della schermata, semplice ed essenziale ,con una mezza dozzina di icone soltanto in una sola barra di strumenti; tutto il resto si ottiene con i menù a discesa.
Ho disinstallato Kile. 🙂
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10 Settembre 2011 alle 7:09 #63511::
Mi allaccio alla discussione in quanto penso che la domanda sia pertinente. La guida di Enrico funziona anche per Debian o c’è qualche comando che va cambiato? Inoltre, a parte Kile che non uso, ci sono altri problemi gravi di dipendenze per cui si rende necessaria l’installazione della versione Debian di TeXLive? Lo chiedo perchè lo spazio riservato per questo sistema operativo è poco e quindi anche qualche GB in più fa comodo.Grazie
Fra
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10 Settembre 2011 alle 7:21 #63512::
Spike” post=62520Mi allaccio alla discussione in quanto penso che la domanda sia pertinente. La guida di Enrico funziona anche per Debian o c’è qualche comando che va cambiato? Inoltre, a parte Kile che non uso, ci sono altri problemi gravi di dipendenze per cui si rende necessaria l’installazione della versione Debian di TeXLive? Lo chiedo perchè lo spazio riservato per questo sistema operativo è poco e quindi anche qualche GB in più fa comodo.
L’infrastruttura di Ubuntu è la stessa di Debian; occorrono solo Perl-Tk e Perl-doc che si installano comodamente con apt-get.
Per togliere le dipendenze di Kile da TeX Live/Debian, puoi seguire le istruzioni di robitex; ho preferito non inserirle nella guida di installazione perché un po’ al di sopra del livello “niubbo-o-quasi”.
Ciao
Enrico
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10 Settembre 2011 alle 7:22 #63513::
Spike” post=62520Mi allaccio alla discussione in quanto penso che la domanda sia pertinente. La guida di Enrico funziona anche per Debian o c’è qualche comando che va cambiato?
Tutto uguale
Spike” post=62520Inoltre, a parte Kile che non uso, ci sono altri problemi gravi di dipendenze per cui si rende necessaria l’installazione della versione Debian di TeXLive? Lo chiedo perchè lo spazio riservato per questo sistema operativo è poco e quindi anche qualche GB in più fa comodo.
Grazie
FraPer evitare di installare tutto TeX Live creati un metapacchetto con equivs: http://elubuntu.blogspot.com/2010/09/creare-un-metapacchetto-deb-con-equivs.html Ho messo tutti i pacchetti presenti nel metapacchetto originale texlive-full (oltre ad altri pacchetti ancora), quindi non dovrebbero esserci problemi di dipendenze.
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10 Settembre 2011 alle 7:33 #63514::
Aggiungo qualche nota da utente Debian.Confermo che le istruzioni di Enrico, per quanto testate su Ubuntu, vanno benissimo anche su Debian, ma aggiungo qualche informazione.
Se, e dico SE, come ho fatto io, sei migrato su lightdm come desktop manager, quelle istruzioni NON vanno bene.
Come vedi, infatti, Enrico suggerisce di aggiungere il path al livello di /etc/profile.d, ma questo percorso NON viene caricato da lightdm, come non viene caricato l’eventuale ~/.profile.
Come mai? È una precisa decisione del debian mantainer! Cf. http://bugs.debian.org/cgi-bin/bugreport.cgi?bug=636108
Come si può vedere dalla discussione linkata, il problema non dovrebbe affliggere gli utenti di Ubuntu, in quanto ivi lightdm è stato appositamente modificato.Come risolvere?
Sto studiando, molto a tempo perso, come fare al livello di sistema, dunque, presumo, al livello di /etc/X11/Xsession.d.Intanto, ho però risolto al livello utente, semplicemente creandomi un file ~/.xsessionrc, contenente:
`export PATH=/opt/texbin:${PATH}`Spero che queste informazioni possano risultare utili.
Ciao
Domenico
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10 Settembre 2011 alle 13:07 #63515::
Scusate se mi intrometto,
io ho seguito la procedura indicata per installare TeXLive 2011 sul mio sistema Ubuntu 10.04 LTS, ma arrivato al punto di verificare con:
`$ which tex
`non ho alcuna risposta! Avrei dovuto ricevere:
`/opt/texbin/tex
`Infatti poi andando avanti, quando do il comando:
`sutlmgr
`
ottengo:
`$ sutlmgr
sudo: /opt/texbin/tlmgr: command not found`Che faccio? Cosa può essere successo?:???: ❓ ❓
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10 Settembre 2011 alle 13:21 #63516::
sps” post=62532Scusate se mi intrometto,
io ho seguito la procedura indicata per installare TeXLive 2011 sul mio sistema Ubuntu 10.04 LTS, ma arrivato al punto di verificare con:
`$ which tex
`non ho alcuna risposta! Avrei dovuto ricevere:
`/opt/texbin/tex
`Infatti poi andando avanti, quando do il comando:
`sutlmgr
`
ottengo:
`$ sutlmgr
sudo: /opt/texbin/tlmgr: command not found`Che faccio? Cosa può essere successo?:???: ❓ ❓
Hai riavviato il sistema (ma dovrebbe anche bastare la sessione grafica, forse)? Se la risposta è “no” puoi caricare i file modificati con
`$ source /etc/profile.d/texlive.sh
$ source ~/.bashrc`
Comunque con un riavvio sistemi tutto senza dover caricare manualmente questi file.Inoltre, hai creato il collegamento simbolico nella cartella /opt/texbin?
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10 Settembre 2011 alle 13:36 #63517
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10 Settembre 2011 alle 13:39 #63518::
egreg9″ post=62536
Intanto, ho però risolto al livello utente, semplicemente creandomi un file ~/.xsessionrc, contenente:
`export PATH=/opt/texbin:${PATH}`Spero che queste informazioni possano risultare utili.
.xsessionrc? ❓ ❓
Forse .profile è un pochino meglio.
Ciao
EnricoEnrico, come avevo spiegato, .profile NON viene caricato, su Debian, da lightdm. Ecco tutto! 😉 😉 😉
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11 Settembre 2011 alle 5:41 #63519::
Ho seguito il suggerimento di Elrond (grazie per la precisazione sul blog 😉 ) e robitex (grazie a egreg9 per la segnalazione) di creare un metapacchetto con equivs, utilizzando poi la guida di egreg9 tutto è andato per il meglio. Grazie anche a Doc per le precisazioni, anche se non mi trovo in quelle circostanze.Ciao
Fra
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11 Settembre 2011 alle 6:38 #63520
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11 Settembre 2011 alle 7:35 #63521::
Elrond” post=62533
Hai riavviato il sistema (ma dovrebbe anche bastare la sessione grafica, forse)? Se la risposta è “no” puoi caricare i file modificati con
`$ source /etc/profile.d/texlive.sh
$ source ~/.bashrc`
Comunque con un riavvio sistemi tutto senza dover caricare manualmente questi file.Inoltre, hai creato il collegamento simbolico nella cartella /opt/texbin?
Stamattina ho riacceso, dato i due comandi source ma dando sutlmgr dice sempre comando non trovato.
Non ho capito cosa è e come creare il file di collegamento simbolico.Come posso procedere?
Comunque dando:`which tex `
non da ancora nulla!AIUTO!!!
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11 Settembre 2011 alle 7:38 #63522::
Comunque mi sono accorto che dando:
`ls /usr/local/texlive/2010/bin
`:sad:Dice che la cartella o file è inesistente. A quanto pare l’intoppo è nel copiare e creare file.
Forse sbaglio ad eseguire questi comandi:
Diamo i comandi misteriosi
$ echo ‘export PATH=/opt/texbin:${PATH}’ > texlive.sh
$ sudo cp texlive.sh /etc/profile.d/
$ sudo mkdir -p /opt
esto crea un file texlive.sh contenente il testo che abbiamo scrio fra apici singoli
e lo copia in una delle directory di sistema.Qual è l’esatta sintassi dei comandi? Al primo comando è normale avere $ ?
Grazie
AIUTO!!
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11 Settembre 2011 alle 8:02 #63523::
sps” post=62554Comunque mi sono accorto che dando:
`ls /usr/local/texlive/2010/bin
`:sad:Dice che la cartella o file è inesistente. A quanto pare l’intoppo è nel copiare e creare file.
Hai installato TeX Live 2010 o 2011? Se la risposta è la seconda, a tutte le occorrenze di 2010 nella guida di egreg9 devi sostituire 2011 😉
sps” post=62554Forse sbaglio ad eseguire questi comandi:
Diamo i comandi misteriosi
$ echo ‘export PATH=/opt/texbin:${PATH}’ > texlive.sh
$ sudo cp texlive.sh /etc/profile.d/
$ sudo mkdir -p /opt
esto crea un file texlive.sh contenente il testo che abbiamo scrio fra apici singoli
e lo copia in una delle directory di sistema.Qual è l’esatta sintassi dei comandi? Al primo comando è normale avere $ ?
Grazie
AIUTO!!
`$’ il prompt, cioè l’invito a scrivere un nuovo comando, questo è spiegato sempre nella guida di egreg9. Nel tuo terminale dovrai scrivere i comandi riportati ma senza `$’
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11 Settembre 2011 alle 8:06 #63524
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11 Settembre 2011 alle 8:10 #63525::
Si infatti non me ne ero accorto.
Però non ho capito la questione con $.Ricapitolando devo dare:
`echo 'export PATH=/opt/texbin:
`
`{PATH}' > texlive.sh
`poi andando avanti:
`sudo ln -s /usr/local/texlive/2011/bin/x86_64-linux /opt/texbin
`
nel mio caso a 64 bit.Giusto?
Adesso provo
Grazie mille
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11 Settembre 2011 alle 8:16 #63526
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11 Settembre 2011 alle 8:46 #63527
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11 Settembre 2011 alle 17:27 #63528::
sps” post=62559Si infatti non me ne ero accorto.
Però non ho capito la questione con $.Ricapitolando devo dare:
`echo 'export PATH=/opt/texbin:
`
`{PATH}' > texlive.sh
`poi andando avanti:
`sudo ln -s /usr/local/texlive/2011/bin/x86_64-linux /opt/texbin
`
nel mio caso a 64 bit.Giusto?
No, naturalmente.
`echo 'export PATH=/opt/texbin:${PATH}' > texlive.sh`
Ve tutto su una riga, esattamente com’è scritto qui. Occhio agli apostrofi.Ciao
Enrico
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13 Settembre 2011 alle 6:28 #63529
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13 Settembre 2011 alle 8:22 #63530::
sps” post=62648Infatti dando qualche comando errato con PATH ho compromesso forse irrimediabilmente il sistema operativo. Il sistema non si avvia più!!:-(
Che casino!! E meno male che dovevo sbrigarmi.:x 😥
Ora vedo se recupero…
Probabilmente con un Live CD si può risolvere tutto, ma bisogna capire precisamente cosa hai combinato
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12 Maggio 2012 alle 10:14 #63531::
Riprendo questa vecchia discussione.
Ho installato la TeXlive 2011 su Ubuntu 11.10 (macchina virtuale su OSX, appositamente creata, quindi “vergine”) seguendo le indicazioni di Enrico. Tuttavia riesco ad arrivare solo fino a $ which tex,che dà la risposta corretta, ma quando digito gedit ~/.bashrc il terminale resta lì a lavorare senza dare risposte. Purtroppo è la prima volta che metto mano a Linux, quindi non s quali altre indicazioni potrebbero servirvi. Ma qualcuno ha idea del perché?
pdfLaTeX lavora bene, che cosa perdo se non riesco a completare le indicazioni di Enrico, oltre alla tlmgr e ai font compresi nella TeXlive?Francesco
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12 Maggio 2012 alle 10:19 #63532::
franen” post=72754Riprendo questa vecchia discussione.
Ho installato la TeXlive 2011 su Ubuntu 11.10 (macchina virtuale su OSX, appositamente creata, quindi “vergine”) seguendo le indicazioni di Enrico. Tuttavia riesco ad arrivare solo fino a $ which tex,che dà la risposta corretta, ma quando digito gedit ~/.bashrc il terminale resta lì a lavorare senza dare risposte. Purtroppo è la prima volta che metto mano a Linux, quindi non s quali altre indicazioni potrebbero servirvi. Ma qualcuno ha idea del perché?
pdfLaTeX lavora bene, che cosa perdo se non riesco a completare le indicazioni di Enrico, oltre alla tlmgr e ai font compresi nella TeXlive?Non saprei dirti che cosa va storto con [tt]gedit[/tt]. Se scrivi [tt]nano ~/.bashrc[/tt] succede qualcosa?
Ciao
Enrico
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12 Maggio 2012 alle 10:31 #63533::
Compare questo:
`GNU nano 2.2.6 File: /home/ubuntu/.bashrc# ~/.bashrc: executed by bash(1) for non-login shells.
# see /usr/share/doc/bash/examples/startup-files (in the package bash-doc)
# for examples# If not running interactively, don't do anything
[ -z “$PS1” ] && return# don't put duplicate lines in the history. See bash(1) for more options
# … or force ignoredups and ignorespace
HISTCONTROL=ignoredups:ignorespace# append to the history file, don't overwrite it
shopt -s histappend# for setting history length see HISTSIZE and HISTFILESIZE in bash(1)
HISTSIZE=1000
HISTFILESIZE=2000# check the window size after each command and, if necessary,
# update the values of LINES and COLUMNS.
shopt -s checkwinsize# make less more friendly for non-text input files, see lesspipe(1)
[ -x /usr/bin/lesspipe ] && eval “$(SHELL=/bin/sh lesspipe)”# set variable identifying the chroot you work in (used in the prompt below)
if [ -z “$debian_chroot” ] && [ -r /etc/debian_chroot ]; then
debian_chroot=$(cat /etc/debian_chroot)
fi# set a fancy prompt (non-color, unless we know we “want” color)
case “$TERM” in
xterm-color) color_prompt=yes;;
esac# uncomment for a colored prompt, if the terminal has the capability; turned
# off by default to not distract the user: the focus in a terminal window
# should be on the output of commands, not on the prompt
#force_color_prompt=yesif [ -n “$force_color_prompt” ]; then
if [ -x /usr/bin/tput ] && tput setaf 1 >&/dev/null; then
# We have color support; assume it's compliant with Ecma-48
# (ISO/IEC-6429). (Lack of such support is extremely rare, and such
# a case would tend to support setf rather than setaf.)
color_prompt=yes
else
color_prompt=
fi
fiif [ “$color_prompt” = yes ]; then
PS1='${debian_chroot:+($debian_chroot)}\[\033[01;32m\]\u@\h\[\033[00m\]:\[\033[01;34m\]\w\[\033[00m\]\$ '
else
PS1='${debian_chroot:+($debian_chroot)}\u@\h:\w\$ '
fi
unset color_prompt force_color_prompt# If this is an xterm set the title to user@host:dir
case “$TERM” in
xterm*|rxvt*)
PS1=”\[\e]0;${debian_chroot:+($debian_chroot)}\u@\h: \w\a\]$PS1″
;;
*)
;;
esac# enable color support of ls and also add handy aliases
if [ -x /usr/bin/dircolors ]; then
test -r ~/.dircolors && eval “$(dircolors -b ~/.dircolors)” || eval “$(dircolors -b)”
alias ls='ls –color=auto'
#alias dir='dir –color=auto'
#alias vdir='vdir –color=auto'alias grep='grep –color=auto'
alias fgrep='fgrep –color=auto'
alias egrep='egrep –color=auto'
fi# some more ls aliases
alias ll='ls -alF'
alias la='ls -A'
alias l='ls -CF'# Add an “alert” alias for long running commands. Use like so:
# sleep 10; alert
alias alert='notify-send –urgency=low -i “$([ $? = 0 ] && echo terminal || echo error)” “$(history|tail -n1|sed -e '\$# Alias definitions.
# You may want to put all your additions into a separate file like
# ~/.bash_aliases, instead of adding them here directly.
# See /usr/share/doc/bash-doc/examples in the bash-doc package.if [ -f ~/.bash_aliases ]; then
. ~/.bash_aliases
fi^G Get Help ^O WriteOut ^R Read File ^Y Prev Page ^K Cut Text ^C Cur Pos
^X Exit ^J Justify ^W Where Is ^V Next Page ^U UnCut Text^T To Spell
`
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12 Maggio 2012 alle 10:48 #63534
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12 Maggio 2012 alle 11:21 #63535
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12 Maggio 2012 alle 11:31 #63536::
Io sono quasi nella stessa situazione: macchina virtuale su Mac OS X, Ubuntu 11.10 (ho già avuto l’avviso che sarebbe disponibile la versione 12.04) ma preferisco tenermi al vecchia versione e non aggiornare ogni sei mesi, visto che il programma di aggiornamento, almeno sulla mia macchina virtuale non funziona, e devo cancellarla completamente e ricreala da zero — tempo perso per l’uso che ne faccio). Però so che quando ubuntu apparentemente non fa niente, di solito sta aggiornando qualcosa dalla rete; bisogna solo aspettate, anche se è molto noioso; probabilmente basta impostare il pacchetto di aggiornamento del database dei file disponibili in modo che abbia priorità minima rispetto agli altri processi. Io comunque ho seguito la procedura di Enrico, ma gli ho già segnalato che le indicazioni per creare il louncher di tlmgr con le istruzioni che lui ha indicato non funzionano più; almeno a me non funzionano più. Non è una cosa terribile, ma sicuramente è un filino fastidioso dover ogni volta specificare il percorso completo. Per carità, non aggiorno TL su ubuntu tutti i giorni, quindi va bene così;
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13 Maggio 2012 alle 9:57 #63537::
Io ho installato TexLive 2011 su Ubuntu 12.04 seguendo la procedura di installazione texlive-ubuntu.
Per quanto riguarda la creazione di un comando per avviare tlmgr, che funzioni con l’interfaccia unity di default su ubuntu, ho fatto quanto segue:– con un editor di testo (nel mio caso gedit) ho creato un file di testo con il seguente contenuto (la scelta dell’icona è puramente personale ovviamente):
[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Version=1.0
Name=TexLive Manager 2011
Comment=
Type=Application
Exec=gksu -d -S -D “TeXLive Manager” ‘/opt/texbin/tlmgr -gui’
Icon=/usr/share/pixmaps/gedit-icon.xpm
Name[it]=TexLive Manager 2011– ho salvato il file come “TexLive Manager 2011.desktop” e l’ho posizionato nella cartella ~/.local/share/applications (la cartella è nascosta, se non esiste è da creare)
In questo modo il programma tlmgr (che io ho chiamato TexLive Manager 2011) è richiamabile dalla dash come tutti gli altri. All’avvio sarà chiesta la password.
A me pare funzioni tutto (oggi mi ha aggiornato una quindicina di pacchetti).
Segnalo anche che Texworks e Texmaker risultano non avere Texlive come dipendenza, pertanto sono installabili senza doversi tirare dietro la versione di TL presente nei repos di Ubuntu.
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13 Maggio 2012 alle 16:47 #63538::
jpass” post=72795Io ho installato TexLive 2011 su Ubuntu 12.04 seguendo la procedura di installazione texlive-ubuntu.
Per quanto riguarda la creazione di un comando per avviare tlmgr, che funzioni con l’interfaccia unity di default su ubuntu, ho fatto quanto segue:– con un editor di testo (nel mio caso gedit) ho creato un file di testo con il seguente contenuto (la scelta dell’icona è puramente personale ovviamente):
[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Version=1.0
Name=TexLive Manager 2011
Comment=
Type=Application
Exec=gksu -d -S -D “TeXLive Manager” ‘/opt/texbin/tlmgr -gui’
Icon=/usr/share/pixmaps/gedit-icon.xpm
Name[it]=TexLive Manager 2011– ho salvato il file come “TexLive Manager 2011.desktop” e l’ho posizionato nella cartella ~/.local/share/applications (la cartella è nascosta, se non esiste è da creare)
In questo modo il programma tlmgr (che io ho chiamato TexLive Manager 2011) è richiamabile dalla dash come tutti gli altri. All’avvio sarà chiesta la password.
A me pare funzioni tutto (oggi mi ha aggiornato una quindicina di pacchetti).
Segnalo anche che Texworks e Texmaker risultano non avere Texlive come dipendenza, pertanto sono installabili senza doversi tirare dietro la versione di TL presente nei repos di Ubuntu.
Non ho capito se intendi che la procedura per il tlmgr di EG è incompatibile con unity…La cosa mi sembra un pò strana. Cmq segnalo che io uso la 12.04 con gnome classic e dopo aver seguito la famosa guida funziona tutto, oggi ho aggiornato 733 pacchetti 🙂
Ciao
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13 Maggio 2012 alle 17:22 #63539::
DirkPitt” post=72809Non ho capito se intendi che la procedura per il tlmgr di EG è incompatibile con unity…La cosa mi sembra un pò strana. Cmq segnalo che io uso la 12.04 con gnome classic e dopo aver seguito la famosa guida funziona tutto, oggi ho aggiornato 733 pacchetti 🙂
Con la nuova versione del desktop non è più possibile crearsi la miniapplicazione. 🙁
Ciao
Enrico
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14 Maggio 2012 alle 15:01 #63540::
Onestamente non ho verificato se la procedura per tlmgr descritta in texlive-ubuntu funziona o meno su unity (anche sulla 11.10 dove peraltro usavo gnome classic ero solito lanciare il comando da terminale), quello che ho descritto è solo un modo per avere tlmgr rintracciabile dalla dash come gli altri programmi
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